Marta Bastianelli

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Marta Bastianelli
Marta Bastianelli.jpg
Marta Bastianelli oro agli Europei su strada 2018
Nazionalità Italia Italia
Altezza 167 cm
Peso 58 kg
Ciclismo Cycling (road) pictogram.svg
Specialità Strada, pista
Squadra Alé
Fiamme Azzurre
Carriera
Squadre di club
2006-2008Safi-Pasta Zara
2008CMax-Dilà
2010Fenixs
2011-2012MCipollini
2013Faren
2015Aromitalia-Vaiano
2016-2018Alé
2019Team Virtu Cycling
2020-Alé
Palmarès
Gnome-emblem-web.svg Mondiali su strada
Argento Verona 2004 In linea Jr
Oro Stoccarda 2007 In linea
Wikiproject Europe (small).svg Europei su strada
Bronzo Mosca 2005 In linea Jr
Argento Sofia 2007 Linea U23
Bronzo Stresa 2008 Linea U23
Oro Glasgow 2018 In linea
Statistiche aggiornate al gennaio 2020

Marta Bastianelli (Velletri, 30 aprile 1987) è una ciclista su strada e pistard italiana che corre per il team Alé BTC Ljubljana. È stata campionessa del mondo in linea Elite nel 2007 e campionessa europea in linea Elite nel 2018.

Dal 2008 è affiliata al Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre.[1]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Gli esordi e il titolo mondiale Elite[modifica | modifica wikitesto]

Originaria di Lariano,[2] iniziò a gareggiare all'età di 10 anni, nel 1997. Nella categoria allieve vinse il titolo di campionessa italiana su strada e il bronzo a cronometro. Nel 2004 diventò Juniores e al campionato mondiale di Verona dello stesso anno vinse la medaglia d'argento nella gara in linea riservata alla sua categoria. Tesserata fino al 2005 per il G.S. Lariano (sponsorizzato Acqua & Sapone), alla fine dello stesso anno passò al G.S. Safi-Pasta Zara-Manhattan, debuttando nella categoria Elite.

La sua migliore stagione fu il 2007. Durante l'anno ottenne il secondo posto al Giro di San Marino, due podi di tappa e l'undicesimo posto finale al Giro d'Italia, la medaglia d'argento Under-23 ai campionati europei e il terzo posto al Grand Prix de Plouay, valido per la Coppa del mondo. Il 29 settembre di quell'anno si laureò quindi campionessa del mondo Elite a Stoccarda, vincendo per distacco dopo una fuga di 15 chilometri coronata dal terzo posto di Giorgia Bronzini e grazie al gioco di squadra di Noemi Cantele (quinta classificata)[2]. Vinse così il titolo iridato dieci anni dopo la vittoria di Alessandra Cappellotto, unica italiana prima di lei ad aver vinto un campionato del mondo in linea.

2008-2015: la squalifica e il rientro[modifica | modifica wikitesto]

Nella primavera del 2008, in maglia CMax-Dilà, colse diversi piazzamenti in prove di Coppa del mondo, tra cui il secondo posto alla Freccia Vallone. Il 28 luglio 2008, in seguito a un controllo antidoping avvenuto il 5 luglio precedente durante i campionati europei ad Arona (nei quali aveva ottenuto la medaglia di bronzo in linea Under-23), venne rilevata la sua positività alla fenfluramina, un derivato anfetaminico, anoressizzante, un tempo usato per le diete dimagranti, messo ormai fuori commercio per i suoi effetti collaterali. Questo non le permise di partecipare ai Giochi olimpici di Pechino di quella stessa estate,[2][3] per i quali venne sostituita come titolare dalla pistard Vera Carrara.

Il 20 aprile 2009 venne ricevuta dal Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna, che la squalificò per un anno a partire dal 5 luglio 2008; un mese dopo, il 29 maggio, in seguito ad un ricorso dell'Unione Ciclistica Internazionale, la sanzione venne raddoppiata per terminare in data 5 luglio 2010.[4] Bastianelli ritornò alle gare con la maglia della Fenixs-Petrogradets il 17 luglio 2010 al Gran Premio Carnevale d'Europa a Cento, terminando venticinquesima nel gruppo delle migliori giunto al traguardo in volata. Successivamente concluse settima nella classifica generale del Thüringen Rundfahrt, corsa a tappe tedesca, e vinse il titolo nazionale nell'inseguimento a squadre con i colori delle Fiamme Azzurre. Nel 2011 passò tra le file della nuova MCipollini-Giambenini, ma in stagione non andò oltre un quinto posto al Ronde van Gelderland in aprile. L'anno dopo, sempre in maglia MCipollini, si classificò seconda alla Euregio Cup, battuta da Marianne Vos, e terza nella prova in linea dei campionati italiani in Valsugana, anticipata dalle fuggitive Giada Borgato e Silvia Valsecchi.

Nel 2013 si trasferisce alla Faren-Kuota: durante l'anno, oltre a cogliere dei piazzamenti nelle corse in Cina (Tour of Chongming Island e Tour of Chongming), ritorna al successo aggiudicandosi la seconda tappa del Tour du Languedoc-Roussillon. Nel maggio 2014 diventa madre di una bimba, Clarissa; tornata alla bicicletta due soli mesi dopo, nel settembre dello stesso anno vince due medaglie di bronzo (keirin e 500 metri a cronometro) ai campionati italiani su pista.[2]

Dal 2016: gli ultimi anni e il titolo europeo[modifica | modifica wikitesto]

La sua carriera tuttavia va in crescendo negli anni successivi, correndo tra le file dell'Alé-Cipollini: quattro vittorie nel 2016 sono il primo segnale, nel 2017 ecco un successo al Giro d'Italia nella tappa con arrivo a Polla. Il 2018 è l'anno della definitiva consacrazione, con successi di spicco alla Gand-Wevelgem, alla Freccia del Brabante e soprattutto nella prova in linea femminile dei Campionati europei a Glasgow, battendo in volata Marianne Vos; si piazza inoltre seconda nella tappa di Piacenza al Giro d'Italia.

Bastianelli diventa un punto di riferimento in particolare per quanto riguarda le classiche del Nord e nel 2019, con la maglia della formazione danese Virtu Cycling, è protagonista a livello mondiale con le vittorie a Omloop van het Hageland, Ronde van Drenthe, Giro delle Fiandre e WWT Vårgårda in Svezia (le ultime tre, prove del World Tour). In maggio vince anche la breve corsa a tappe ceca Gracia-Orlová e il 28 luglio 2019 si laurea campionessa italiana in linea; conclude la stagione con ben undici successi all'attivo[5].

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Strada[modifica | modifica wikitesto]

  • 2007 (Safi-Pasta Zara-Manhattan, una vittoria)
Campionati del mondo, prova in linea
  • 2013 (Faren-Kuota, una vittoria)
2ª tappa Tour du Languedoc-Roussillon (Lézignan-Corbières > Le Barcarès)
  • 2015 (Aromitalia-Vaiano, una vittoria)
2ª tappa Giro della Toscana-Memorial Fanini (Segromigno > Segromigno)
  • 2016 (Alé Cipollini, quattro vittorie)
Omloop van het Hageland
Gran Premio della Liberazione
2ª tappa Trophée d'Or (Moulins-sur-Yèvre > Saint-Germain-du-Puy)
4ª tappa Trophée d'Or (Levet > Levet)
  • 2017 (Alé Cipollini, tre vittorie)
Gran Premio della Liberazione
1ª tappa Emakumeen Bira (Iurreta > Iurreta)
9ª tappa Giro d'Italia (Polinuro > Polla)
  • 2018 (Alé Cipollini, otto vittorie)
2ª tappa Setmana Ciclista Valenciana (Castellón de la Plana > Vila-real)
Gand-Wevelgem
Grand Prix de Dottignies
Freccia del Brabante
Trofee Maarten Wynants
3ª tappa BeNe Tour (Zelzate > Zelzate)
Campionati europei, prova in linea
1ª tappa Premondiale Giro Toscana-Memorial Fanini (Segromigno in Piano > Segromigno in Piano)

Altri successi[modifica | modifica wikitesto]

  • 2016 (Alé Cipollini)
Classifica a punti Trophée d'Or
  • 2019 (Team Virtu Cycling)
Classifica a punti Gracia-Orlová
Classifica scalatrici Gracia-Orlová

Pista[modifica | modifica wikitesto]

Campionati italiani, Inseguimento a squadre (con Monia Baccaille e Tatiana Guderzo)
Campionati italiani, Inseguimento a squadre (con Elena Cecchini, Simona Frapporti, Tatiana Guderzo e Marta Tagliaferro)
Campionati italiani, Velocità a squadre (con Simona Frapporti)
Campionati italiani, Inseguimento a squadre (con Elena Cecchini, Simona Frapporti e Tatiana Guderzo)

Piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

Grandi Giri[modifica | modifica wikitesto]

2008: 9ª
2011: 77ª
2012: 53ª
2013: 70ª
2015: 58ª
2016: 79ª
2017: 82ª
2018: non partita (9ª tappa)

Competizioni mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Marta Bastianelli, su magliaazzurra.federciclismo.it. URL consultato il 1º aprile 2016.
  2. ^ a b c d Marco Pastonesi, Mamma Marta, nuova vita: "Voglio Rio 2016", su gazzetta.it, 16 novembre 2014. URL consultato il 1º aprile 2016.
  3. ^ Doping, Bastianelli trovata positiva Sospesa la sua partecipazione ai Giochi, su corriere.it, 28 luglio 2008. URL consultato il 15 ottobre 2008.
  4. ^ Un anno in più di squalifica, in gazzetta.it, 29 maggio 2009. URL consultato il 27 settembre 2009.
  5. ^ (EN) Marta Bastianelli 2019, su procyclingstats.com. URL consultato il 3 gennaio 2020.

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