Maronea

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando l'omonima città dell'Attica, vedi Maronea (Attica).
Maronea
20100913 Ancient Theater Marwneia Rhodope Greece panoramic 5.jpg
Antico teatro di Maronea
Nome originale Μαρώνεια
Cronologia
Fondazione VI secolo a.C.
Amministrazione
Territorio controllato Strime (contesa da Taso)
Territorio e popolazione
Lingua Greco antico
Localizzazione
Stato attuale Grecia Grecia
Località Maronia

Maronea (in greco antico: Μαρώνεια, Maróneia era una città della Tracia nell'antica Grecia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la leggenda, Maronea sarebbe stata fondata da Marone, figlio del dio Dioniso,[1] o anche un compagno di Osiride.[2] Secondo lo Pseudo-Scimno venne fondata da Chio nella prima metà del VI secolo a.C.[3] Secondo Plinio il Vecchio, il suo antico nome era Ortagures.[4] Era ubicata sulle colline di Aghios Gheorgis e, secondo alcuni ritrovamenti archeologici, era una delle più antiche città della Tracia.

Era vicina a Ismara, menzionata da Omero nell'Odissea.[5] Alcuni studiosi identificano Maronea con Ismaros.[6] Omero narra che la città venne saccheggiata da Ulisse che risparmiò Marone, che egli identifica come un sacerdote di Apollo. Marone avrebbe offerto ad Ulisse vino, oro e argento.

Nell'antica Grecia e nell'antica Roma, Maronea era famosa per la produzione di vino. Il suo vino era stimato in tutto il mondo e si diceva che possedesse l'odore del nettare[7] e potesse essere miscelato con venti o più volte il suo volume in acqua.[8] Che la gente di Maronea venerasse Dioniso, non lo si apprende soltanto dal suo famoso Santuario, le cui fondamenta sono ancora visibili oggi, ma anche dalle monete della città.

Tetradracma di Maronea

Nel 200 a.C. venne conquistata da Filippo V di Macedonia, che sfogò la sua rabbia trucidando un gran numero di abitanti della città.[9] La Repubblica romana, successivamente, concesse Maronea a Attalo, re di Pergamo, ma quasi subito revocò il dono e dichiarò Maronea città libera.[10]

Maronea era la più grande e più importante di tutte le antiche colonie greche della Tracia occidentale. La città doveva la sua prosperità al vasto e ricco territorio e anche al porto che favorì lo sviluppo di un'intensa attività commerciale. Inoltre, i Romani avevano concesso molti privilegi alla città, come ad esempio la libertà e l'ampliamento del suo territorio, dove venne sviluppata una fitta rete di insediamenti rurali.[11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Euripide, Ciclope, v. 100, 141.
  2. ^ Diodoro Siculo, I, 20.
  3. ^ Pseudo-Escimno, 676 ff.
  4. ^ Plinio, IV, 11, 18.
  5. ^ Omero, Odissea, IX, 196-211.
  6. ^ Isaac, B., (1986), The Greek Settlements in Thrace Until the Macedonian Conquest, p. 113.
  7. ^ Nonno di Panopoli, I, 12; XVII, 6; XIX, 11.
  8. ^ Omero, Odissea, IX, 209; Plinio, XIV, 4, 6.
  9. ^ Tito Livio, XXXI, 16; XXXIX, 24. Polibio, XXII, 6, 13; XXIII, 11, 13.
  10. ^ Polibio, XXX, 3.
  11. ^ D. C. Samsaris, Historical Geography of Western Thrace during the Roman Antiquity (in Greek), Thessaloniki 2005, p. 97-108.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Durando, Furio, Greece, a guide to the archaeological sites, 2004.
  • Psoma, Selene, Chryssa Karadima and Domna Terzopoulou, The Coins from Maroneia and the Classical City at Molyvoti: a contribution to the history of Aegean Thrace (Athens: Diffusion de Boccard, 2008) (Meletemata, 62).
  • (EN) William Smith (a cura di), Maroneia, in Dictionary of Greek and Roman Geography, 1890.

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