Marola (La Spezia)

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Il borgo medievale di Marola, attualmente separato dal mare dalla presenza dell'arsenale militare.Si distingue il campanile della chiesa e, all'estrema sinistra, la scuola elementare. Dietro, il Golfo della Spezia e la sua estremità orientale. In basso è visibile lo specchio di mare delineato dalle "Vasche di S.Vito".
Marola
frazione
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia della Spezia-Stemma.png La Spezia
Comune La Spezia-Stemma2.png La Spezia
Territorio
Coordinate 44°05′26″N 9°49′09″E / 44.090556°N 9.819167°E44.090556; 9.819167 (Marola)Coordinate: 44°05′26″N 9°49′09″E / 44.090556°N 9.819167°E44.090556; 9.819167 (Marola)
Abitanti
Altre informazioni
Cod. postale 19132
Prefisso -
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti Marolini
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Marola
Marola

Marola (Maòa[1] in dialetto) è una frazione del comune della Spezia, una delle tredici borgate marinare del Golfo della Spezia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

È il secondo centro abitato che si incontra sulla strada che porta dal capoluogo spezzino a Portovenere, lungo la strada voluta da Napoleone Bonaparte, al fine di congiungere una serie di batterie militari in quel tratto di costa del Golfo della Spezia.

Oltre che da racconti tradizionali (quasi completamente persi) è avvalorato anche dalle fonti storiche un insediamento romano: nel XV secolo don Claudio Maria Torriani descrive rinvenimenti fortuiti di pavimenti in marmo a tessere bianche e nere, elementi edilizi con parti di tubature in piombo. Il ritrovamento di un probabile edificio termale, con soffitti a volta e tubature di piombo, viene descritto dall'abate spezzino Gasparo Massa nel secolo XVII. Ancora: stanze affiancate con frammenti vitrei e mucchi di carboni, elementi in probabile connessione con l'attività termale (Francesco Curletti 1790 circa). Nel XVIII si ha il ritrovamento di un sarcofago contenente resti umani con elmo e spada (perduto). Il sito era probabilmente già usato dai romani in età repubblicana almeno come approdo navale. In età imperiale era un vero e proprio cento abitato.

Reperti provenienti dall'aerea:

  • Simpulum (attingitoio) del I secolo a.C. in buono stato di conservazione.
  • Cucchiaio in bronzo, di epoca romana ma di difficile datazione.
  • Bottiglia di vetro soffiato della tarda età imperiale, integra.
  • Capitello corinzieggiante di lesena, seconda metà del I secolo a.C.
  • Testa di giovane principe in marmo bianco lunense, I secolo d.C.
  • Sarcofago in calcare fossilifero del V/inizi del VII secolo d.C.
  • Monete, dalla fine del III/II secolo a.C. al V secolo d.C.

Questi reperti sono attualmente esposti presso il Museo del Castello alla Spezia.

Fino al 1860 circa: le chiese in giallo.
Anni '80 del 1900: una piccola area viene restituita al paese (linea tratteggiata). Nessuna variazione da allora.

La vita del borgo è segnata dalla costruzione dell'arsenale militare (anni '60 del 1800), da cui trasse sicuro vantaggio di vicini posti lavorativi, ma anche lo svantaggio di aver perso con l'approdo naturale al mare, le attività ad esso legate. Viene distrutto l'adiacente borgo di S.Vito, l'omonima chiesa, il cimitero (ricostruito in località Acquasanta). Durante i lavori sono stati rinvenuti ulteriori resti romani e alto-medievali che sono stati quasi totalmente distrutti; attualmente è sconosciuto al grosso pubblico il passato romano dell'area. Alcuni resti romani sono oggi visibili nel Museo Archeologico del Castello (Sala I) di La Spezia.

Come già accennato, con l'insediamento dell'Arsenale, Marola aveva dovuto rinunciare anche alla sua antica chiesa (S.Vito), risalente al XIII secolo e dedicata a San Vito martire, festeggiato il 15 giugno. Il luogo di culto fu demolito per far posto alle "vasche" o "fosse" dell'insediamento militare, si costruì per indennizzo un edificio sostitutivo (oggi sede delle Scuole Elementari - è infatti absidato) ma che subito dimostrò carenze strutturali (infiltrazioni di umidità ad es.). I Marolini insieme agli abitanti del Mattone ricostruirono nel 1884 l'attuale chiesa a loro spese, in un luogo più centrale del paese. Il 22 agosto 1886 il pastore battista Edward Clarke, in seguito all'epidemia di colera che aveva colpito la località, fondò un orfanotrofio.

L'armo marolino vincitore dell'81° Palio

Le reliquie del santo, contenute in preziosa urna, furono donate dai Consoli della Repubblica di Genova alla comunità di Marola nel 1037 e si trovano attualmente nella nuova chiesa.

Oggi[modifica | modifica wikitesto]

L'attuale attracco di Marola è piccolo e dispone di pochi mezzi natanti, tutti di proprietà dei residenti, compreso l'armo da palio della borgata. L'ingresso è regolato a ore dalla Marina Militare che richiede un apposito documento per l'accesso. Attualmente, la zona di banchina di fronte al Borgo non è utilizzata militarmente, ma invasa da rovi, rottami, automezzi inutilizzabili, capannoni fatiscenti, imbarcazioni inutilizzate di altri corpi (Carabinieri ecc.) e navi in disarmo contenenti amianto per coibentazione delle tubazioni nel loro interno (Carabiniere, Alpino, Ardito, Audace ecc.). È stata utilizzata persino per demolire una vecchia bettolina per trasporto olio combustibile. Il molo Varicella è stato oggetto di polemiche per l'imbarco su nave civile di scorie radioattive senza che la popolazione fosse stata avvertita (marzo 2014). La passeggiata, che collegava il paese alla Spezia, venne demolita, scollegandolo di fatto dalla città.

Il resto del fronte mare è separato dal muro dell'arsenale dal paese. Attualmente si discute sulla futura destinazione d'uso delle aree sottratte a Marola che la Marina non utilizza più. Gli abitanti del paese ritengono debbano essere restituite all'uso pubblico.

La borgata del Marola, con 9 vittorie, è al terzo posto nella speciale classifica delle vincitrici del Palio del Golfo: in particolare, tra il 2000 al 2006, ha inanellato una serie impressionante di sei vittorie consecutive, fatta eccezione per l'anno 2004, in cui si impose il Fezzano.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Annali delle biblioteche e dei musei civici della Spezia-Atti del convegno "Da San Vito a Marola". Istituzione per i servizi culturali, Edizioni Giacché, 2002
  • Gino Ragnetti. Lvna. Luna Editore, 2007

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mario Niccolò Conti, Amedeo Ricco, Dizionario spezzino (primo contributo alla definizione del patrimonio lessicale), La Spezia, Accademia lunigianese di scienze Giovanni Cappellini, 1975.