Marion Zimmer Bradley

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Marion Zimmer Bradley (Albany, 3 giugno 1930Berkeley, 25 settembre 1999) è stata una scrittrice, glottoteta e curatrice editoriale statunitense, conosciuta soprattutto come autrice di narrativa fantastica.

Oltre al genere fantasy ha affrontato anche quello gotico, fantascientifico e storico. Ha composto anche testi per opere musicali, ballate e poesie.

Le sue opere sono state tradotte in più di venti lingue (tra cui italiano, tedesco, francese, greco, spagnolo, svedese, olandese, giapponese, portoghese, croato, russo, polacco, ungherese, finlandese e turco).[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

« Con il nostro pensiero, noi creiamo giorno per giorno il mondo che ci circonda. »
(Marion Zimmer Bradley, Le nebbie di Avalon)

Considerata da molti la "regina del fantasy",[2][3] Marion Eleanor Zimmer si sposò giovanissima nel 1949 con Robert Alden Bradley, ottenne la laurea in lettere (Bachelor of Arts) nel 1964 presso la Hardin Simmons University ad Abilene (Texas) per poi svolgere lavoro di ricerca presso l'Università di Berkeley, in California, dal 1965 al 1967, luogo a cui rimarrà sempre legata. Il 19 maggio 1964 divorziò da Robert Bradley, ma mantenne il cognome nel nome d'arte col quale aveva ormai iniziato a essere conosciuta nel mondo della fantascienza.[4]

Negli anni cinquanta si era avvicinata al gruppo di cultura e di politica lesbica delle Daughters of Bilitis, scrivendo sulla loro rivista (talvolta con lo pseudonimo di Miriam Gardner) pubblicando per loro, in collaborazione con Barbara Grier, una bibliografia sul lesbismo in letteratura. Oltre a ciò scrisse diversi romanzi a tematica lesbica: come Lee Chapman, I am a lesbian (1962); come Morgan Ives, Spare her Heaven (1963) e Knives of Desire (1966); come Miriam Gardner, My Sister, my Love (1963) e Twilight Lovers (1964); e come John Dexter, No Adam for Eve (1966). Tutti questi romanzi, non più ristampati, sono oggi diventati oggetti da collezione.

Ciononostante, il desiderio di figli che caratterizzò la sua intera vita (oltre alla prole naturale, la Bradley ebbe anche figli adottivi) la portò a sposarsi nuovamente, col numismatico Walter Breen, il 3 giugno 1964[4] autore sotto lo pseudonimo di "J.Z. Eglinton" di un saggio sulla pederastia greca intitolato Greek Love (1964), con cui ebbe due figli.

Si separarono nel 1979, ma divorziarono legalmente solo il 9 maggio 1990, e il matrimonio con Breen fu causa di gravissime amarezze negli ultimi anni di vita della scrittrice, che nel 1991 fu coinvolta nel processo in cui Breen fu condannato per avere avuto rapporti sessuali con un minorenne: la Bradley fu accusata di avere saputo (anche se non necessariamente approvandole) delle attività sessuali del marito.[5] La denunzia fu ritirata solo grazie a un accomodamento finanziario con la vittima solo poco prima della morte della Bradley, nel 1999 (Breen, nel frattempo, era morto in prigione, nel 1993).[6]

Nel 1999, all'età di 69 anni, a causa d'un attacco cardiaco Marion Zimmer Bradley si spense a Berkeley in California.[7] Le sue ceneri vennero sparse a Glastonbury Tor, nel Somerset (Inghilterra), due mesi più tardi.

Il suo primo figlio, David Bradley (1950-2008), e suo fratello, Paul Edwin Zimmer (1943-1997), sono stati scrittori di fantascienza e fantasy. Sua figlia, Moira Stern, è un'arpista professionista e cantante.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Nata e cresciuta negli anni della Grande depressione, Marion Eleanor Zimmer, fin da giovanissima, iniziò a leggere e a interessarsi di letteratura fantascientifica e fantastica, pubblicata su riviste come Weird Tales e Argosy.

« Ho già raccontato questa storia; come accadde che, tornando in treno da Watertown, New York, a casa mia nella Renesselaer County, dovessi aspettare una coincidenza a Utica. Fu in quell'occasione che, praticamente per la prima volta in vita mia, decisi d'investire parte dei miei guadagni estivi nell'acquisto di una scatola di cioccolatini e di una rivista di mio gusto. Acquistai un numero di Startling Stories dov'era pubblicato Il mondo oscuro, di un certo Kuttner, il cui nome completo — ma questo l'avrei appreso più tardi — era Catherine Moore Kuttner. Riguardando a una vita ricca di eventi, posso dire in tutta onestà che nessuna esperienza mi ha mai ridato l'emozione e l'entusiasmo di quel viaggio nel crepuscolo, immersa nello splendido mitico romanzo di un uomo che trasforma i mondi.[8] »

La carriera di scrittrice fantasy della Bradley iniziò nel 1949[4] con la partecipazione a un concorso letterario, mentre il suo primo racconto pubblicato risale al 1952 sulla rivista Vortex Science Fiction, dal titolo Innesto centauriano (Centaurus Changeling), che ben presto la introdusse nel mondo della fantascienza statunitense.

« Dopo un'infanzia terribilmente solitaria, da topina di biblioteca, tra ragazzi interessati solamente al lancio di palle d'ogni forma e dimensione, e tra ragazze il cui unico scopo nella vita era indossare gonnelline microscopiche e saltellare vociando "Iè, iè, iè" a favore dei lanciatori di palle (attività che, a mio parere, rimane a tutt'oggi ancor più cretina che lanciare le palle), avevo scoperto persone a me congeniali.[8] »

Ma fu solo in seguito, una ventina di racconti dopo e quasi un decennio più tardi, che la Zimmer Bradley pubblicò il primo romanzo della sua carriera, I falconi di Narabedla, che uscì a puntate su di una rivista, nel 1957 (e solo successivamente edito in un unico volume).[4]

Il primo vero romanzo, pubblicato come tale, fu The Door Through Space nel 1961 (ambientato in una sorta di "pianeta Darkover" ancora in fase di gestazione), seguito a breve da Seven from the Stars (sempre nel 1961).[4]

La passione per questo tipo di narrativa nacque in lei durante gli anni adolescenziali, ed è proprio questo l'impulso che la portò ad affrontare uno studio del genere e a pubblicare oltre 60 romanzi, appartenenti in buona parte ai suoi due cicli narrativi più famosi: il ciclo di Avalon e il ciclo di Darkover. L'apice letterario toccato dall'autrice è tuttavia unanimemente considerato il romanzo Le nebbie di Avalon (1983), volume che le impiegò anni di ricerca e di stesura, e che successivamente, alla sua pubblicazione, raggiunse i vertici di tutte le classifiche, fra cui quella prestigiosa del New York Times, dove è rimasto a capo della lista dei best-seller in edizione cartonata per quattro mesi, e successivamente anche in quella economica.[9] Nel 2001 il romanzo è stato trasposto in una miniserie TV, in due puntate, dal titolo omonimo. Le nebbie di Avalon ha in seguito ottenuto 9 candidature per l'Emmy Awards nell'edizione del 2002 (vincendone uno per i migliori costumi), e una candidatura ai Golden Globes del 2002.[10]

Fondamentale è ricordare anche l'attività di curatrice editoriale per riviste e antologie dell'autrice. Questo ruolo Marion Zimmer Bradley iniziò a ricoprirlo dall'inizio degli anni ottanta e lo continuò fino alla fine dei suoi giorni, con la pubblicazione di oltre 30 raccolte antologiche e 50 uscite periodiche di una rivista curata dalla stessa. Molti nomi del fantastico furono scoperti in queste raccolte, fra cui Diana L. Paxson, Deborah J. Ross, Mercedes Lackey, Laurell K. Hamilton e molti altri.[11]

« Nonostante i mucchi di scartafacci senza valore che devo sorbirmi, non ho mai perduto il mio sense of wonder, ed è per questo che continuo a fare questo lavoro e che continuerò a farlo, finché la gente continuerà ad acquistare libri, e i miei occhi resisteranno. Lo faccio anche per onorare la memoria di Don Wollheim, che prima di lasciarci è stato uno dei nostri maggiori scopritori di talenti. La lista dei nomi che ha fatto conoscere al pubblico e portato al successo riempirebbe un'altra pagina ed esaurirebbe la vostra pazienza. Ed è così che voglio essere ricordata. Anche se i romanzi scritti da me finiranno per essere dimenticati, mi piacerebbe pensare che sarò ricordata come una curatrice di collane che amava trovare nuovi talenti. E che, come John Campbell o Don Wollheim, ne ha scoperti tanti.[11] »

Oltre a Le nebbie di Avalon, tra i suoi romanzi più importanti si ricordano La torcia e Le luci di Atlantide, oltre ad alcuni titoli del ciclo di Darkover che hanno valso all'autrice due candidature al premio Hugo (La spada di Aldones e La torre proibita) e una al premio Nebula (L'erede di Hastur). La serie di Darkover contava, nel 2012, più di cinque milioni di copie stampate solo negli Stati Uniti.[12]

Nel 2000 l'autrice ha ricevuto il premio World Fantasy Award per la carriera.[4]

Accuse postume di abusi sessuali su minori[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2014 la Bradley è stata accusata, quindici anni dopo la sua morte, di abusi sessuali da sua figlia Moira Greyland, che ha dichiarato di essere stata molestata dai 3 anni ai 12.[13] Greyland, in una e-mail per il Guardian, ha detto che non aveva parlato prima "perché ho pensato che i fan di mia madre si sarebbero arrabbiati con me per aver detto qualcosa contro qualcuno che s'era battuto per i diritti delle donne e per avere condotto molti di loro a percepire in modo diverso se stessi e la propria vita. Io non volevo ferire nessuno di coloro che aveva aiutato, così ho mantenuto la mia bocca chiusa".[13] Greyland ha anche affermato di non essere l'unica vittima ma una delle persone che hanno testimoniato contro suo padre, Walter H. Breen, per molestie su minori, reato per cui esso ha ricevuto diverse condanne.[13][14][15] Per sua stessa ammissione la Bradley era a conoscenza del comportamento del marito, anche scegliendo di non denunciarlo.[16]

In risposta a queste accuse, il 2 luglio 2014 Victor Gollancz Ltd, l'editore del Bradley's digital backlist, ha annunciato che donerà tutti i proventi dalla vendita di e-book della Bradley all'organizzazione Save the Children.[17] L'autrice Janni Lee Simner che ha continuato a scrivere racconti antologici per la serie di Darkover della Bradley, ha annunciato il 13 giugno 2014, che avrebbe fatto donazione degli anticipi dai suoi due libri dei propri diritti d'autore e su richiesta del marito Larry Martello, il pagamento per la sua vendita al magazine di Bradley, all'organizzazione Rape, Abuse & Incest National Network.[18]

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

  • 1930 - il 3 giugno di quell'anno nasce Marion Eleanor Zimmer.
  • 1949 - si sposa con Robert Alden Bradley, e si trasferiscono assieme in Texas.
  • 1950 - nasce il primo figlio dell'autrice, David Bradley.
  • 1952 - pubblica il suo primo racconto, sulla rivista, Vortex Science Fiction.
  • 1957 - pubblica a puntate il primo romanzo lungo della sua carriera, I falconi di Narabedla.
  • 1958 - sempre a puntate, pubblica il primo romanzo del Ciclo di Darkover, Le foreste di Darkover.
  • 1962 - esce La spada di Aldones, primo romanzo della saga di Darkover ad apparire in volume unico, finalista al Premio Hugo.
  • 1964 - divorzia dal primo marito, e sposa Walter Henry Breen, trasferendosi a Berkeley, in California.
  • 1964 - nasce un secondo figlio, Patrick Breen.
  • 1966 - nasce una terza figlia, Dorothy Breen (nota come Moira Stern).
  • 1983 - firma il suo romanzo più famoso, il best seller Le nebbie di Avalon.
  • 1984 - vince il Locus Poll Award con Le nebbie di Avalon.
  • 1988 - fonda la rivista Marion Zimmer Bradley's Fantasy Magazine e inizia la sua carriera di scopritrice di talenti.
  • 1999 - il 25 settembre di quell'anno, Marion Zimmer Bradley si spegne a Berkeley.
  • 2000 - viene insignita del premio World Fantasy Award alla carriera.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Romanzi singoli[modifica | modifica wikitesto]

  • I falconi di Narabedla (Falcons of Narabedla, 1957 su rivista, 1964 in volume)
  • The Door Through Space, 1961
  • Seven from the Stars, 1961
  • The Colours of Space, 1963
  • Castle Terror, 1965
  • Souvenir of Monique, 1967
  • Bluebeard's Daughter, 1968
  • Il drago di bronzo (The Brass Dragon, 1970)
  • In the Steps of the Master - The Sixth Sense #2 , 1973 (basato sulla serie tv Sesto senso, ideata da Anthony Lawrence)
  • The Jewel of Arwen, 1974 (romanzo breve)
  • The Parting of Arwen, 1974 (romanzo breve)
  • Can Ellen Be Saved? , 1975 (adattamento di un soggetto per la tv di Emmett Roberts)
  • The Endless Voyage, 1975
  • Drums of Darkness, 1976
  • Le rovine di Isis (The Ruins of Isis, 1978)
  • The Catch Trap, 1979
  • Universo senza fine (The Endless Universe, 1979; riscrittura di The Endless Voyage)
  • La casa tra i mondi (The House Between the Worlds, 1980)
  • Perduti nello spazio (Survey Ship, 1980)
  • The Colors of Space, 1983 (versione integrale)
  • Night's Daughter, 1985
  • Warrior Woman, 1987
  • La torcia (The Firebrand, 1987)
  • Tiger Burning Bright, 1995 (con Mercedes Lackey e Andre Norton)
  • The Gratitude of Kings, 1997 (con Elisabeth Waters)

Antologie di racconti[modifica | modifica wikitesto]

(per i racconti di Darkover vedi sotto)

Serie[modifica | modifica wikitesto]

Ciclo di Darkover[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Ciclo di Darkover.
Sistema solare del mondo di Darkover
Antologie di Darkover[modifica | modifica wikitesto]

Alle prime quattro antologie, edite in italiano, non corrisponde alcuna edizione statunitense e raccolgono il meglio dalle varie edizioni americane.

Ciclo di Avalon[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Ciclo di Avalon.

Serie del giglio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Serie del giglio.

Romanzi accreditati come collaborazioni solo nell'edizione italiana:

Ciclo delle avventure nel paranormale[modifica | modifica wikitesto]

Serie Survivors[modifica | modifica wikitesto]

(con Paul Edwin Zimmer)

Lythande[modifica | modifica wikitesto]

Serie di Glenraven[modifica | modifica wikitesto]

(con Holly Lisle)

Serie Sword and Sorceress[modifica | modifica wikitesto]

  • Storie fantastiche di spade e magia (Sword and Sorceress I e II, 1984 e 1985)
  • Storie fantastiche di draghi, maghi e cavalieri (Sword and Sorceress III e IV, 1986 e 1987)
  • Storie fantastiche di guerrieri e sortilegi (Sword and Sorceress V e VI, 1988 e 1990)
  • Storie fantastiche di Dame, Eroi e Incantesimi (Sword and Sorceress VII e VIII, 1990 e 1991)
  • Le spade incantate (Sword and Sorceress IX, 1992)
  • La giustizia delle spade (Sword and Sorceress X, 1993)
  • Streghe guerriere (Sword and Sorceress XI, 1994)
  • Con il cuore e con la spada (Sword and Sorceress XII, 1995)
  • La Luce della spada (Sword and Sorceress XIII, 1996)
  • Nel segno del coraggio (Sword and Sorceress XIV, 1997)

Raccolte poetiche[modifica | modifica wikitesto]

  • The Maenads (1978)

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Curatrice editoriale[modifica | modifica wikitesto]

  • The Darkover Newsletter (rivista in attività dal 1975 al 1990)
  • Starstone a Darkover (fanzine in cinque numeri, pubblicata fra 1978 e 1982)
  • Marion Zimmer Bradley's Fantasy Magazine (50 uscite, dal 1988 al 2000)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ The Works of Marion Zimmer Bradley: Foreign Editions
  2. ^ Ritorno ad Avalon per Marion Zimmer Bradley, regina del fantasy
  3. ^ Le Nebbie di Avalon di Marion Zimmer Bradley di Mario Biondi
  4. ^ a b c d e f La scopritrice di Darkover, FantasyMagazine, L. Azzolini
  5. ^ Robert Rothon, For the love of coins, past lives and boys, 17 febbraio 2007. URL consultato il 23 aprile 2009.
  6. ^ Serrano, Richard A. (October 3, 1991) "Rare Coins Expert Charged With Child Molestation". Los Angeles Times. Retrieved December 5, 2008.
  7. ^ Morta Marion Zimmer Bradley, reinvento' la saga di re Artù
  8. ^ a b Le più belle storie di Marion Zimmer Bradley, (TEA Editore, 2003, trad. Valentino De Carlo, pp. 7-8)
  9. ^ Biografia dal sito ufficiale
  10. ^ Le nebbie di Avalon, il film
  11. ^ a b Ricordando Marion Zimmer Bradley (1999-2009), FantasyMagazine. L. Azzolini
  12. ^ Risingshadow: science fiction and fantasy book databases.
  13. ^ a b c (EN) Alison Flood, SFF community reeling after Marion Zimmer Bradley's daughter accuses her of abuse, The Guardian, 27 giugno 2014. URL consultato il 26 luglio 2015.
  14. ^ (EN) Alyssa Rosenberg, Re-reading feminist author Marion Zimmer Bradley in the wake of sexual assault allegations, Washington Post, 27 giugno 2014. URL consultato il 26 luglio 2015.
  15. ^ (DE) Christian Seidl, Hat die Avalon-Autorin ihre Tochter missbraucht?, Bild, 29 giugno 2014. URL consultato il 26 luglio 2015.
  16. ^ Marion Zimmer Bradley: In Her Own Words, Sff.net. URL consultato il 26 luglio 2015.
  17. ^ Marion Zimmer Bradley, Victor Gollancz Ltd, 2 luglio 2014. URL consultato il 26 luglio 2015.
  18. ^ (EN) On doing a thing I needed to do, Janni Lee Simner, 13 giugno 2014. URL consultato il 26 luglio 2015.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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