Mario Bertoncini

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Mario Bertoncini

Mario Bertoncini Mario Bertoncini (Roma, 27 settembre 1932) è un compositore e pianista italiano.

Ha studiato composizione con Goffredo Petrassi,[1] pianoforte con Rodolfo Caporali[1] e musica elettronica con Gottfried Michael Koenig.[1] La carriera di compositore si è alternata a quella di pianista, cofondatore di Nuova Consonanza,[1] è stato anche presidente dell'associazione romana di musicisti e compositori. Nel 1967 è stato chiamato ad insegnare presso il Conservatorio di Pesaro.[1] Artista in residenza presso la German Academic Exchange Service a Berlino, ha creato sculture sonore all'aperto per il Berliner Festwochen.[1] Tra il 1975 e il 1976 ha lavorato presso la facoltà di Musica della McGill University di Montréal, Canada.[1] Dal 1980 al 2004 ha insegnato presso la Berlin University of the Arts.[1]

Nel 1962 ha vinto il Premio Nicola d'Atri dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia per il suo Sei Pezzi per orchestra,[1] nel 1965 ha vinto il premio internazionale di composizione Gaudeamus International Composers Award e il premio Fondation europeènne de la Culture per Quodlibet.[1] Si è esibito in tournée con orchestre sinfoniche in Europa, Nord America, Israele e Corea.

A lato dell’attività compositiva, costruttiva ed esecutiva Bertoncini coltiva quella letteraria in varie forme: sul finire del periodo scolastico collabora all’Enciclopedia dello Spettacolo Sansoni in qualità di redattore per il teatro musicale del XVIII° secolo e scrive in seguito su commissione della Radiotelevisione Italiana, oltre alla traduzione ritmica di opere scritte originariamente in Inglese, Francese e Tedesco (tra l’altro il »Lindberghs Flug« di Brecht e Kurt Weill), più di ottanta recensioni di opere liriche appartenenti a diverse epoche.

A partire dal 1976 dedica parte del proprio tempo alla redazione di saggi in forma dialogica ispirata dal dialogo platonico classico; essi sono originariamente scritti in lingua italiana e, in due casi – i dialoghi sono a tutt’oggi sedici – anche inglese. Essi trattano quasi esclusivamente argomenti musicali. Dal 1978 ha inizio anche una insospettata attività poetica: da allora ad oggi egli ha scritto circa quattrocentocinquanta sonetti in dialetto romanesco, pubblicandone nel ’90 una scelta di duecento per la Äolus Verlag di Berlino.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j bio, su mariobertoncini.com. URL consultato il 25 febbraio 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Valerio Mattioli, Roma 60. Viaggio alle radici dell'underground italiano. Parte seconda, Blow Up, #188 gennaio 2014, Tuttle Edizioni

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN15836448 · ISNI (EN0000 0000 8200 6641 · SBN IT\ICCU\LIGV\006274 · LCCN (ENno2001073104