Mario Basiola

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Mario Basiola (Annicco, 12 luglio 1892Milano, 3 gennaio 1965) è stato un baritono italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver studiato al Conservatorio Santa Cecilia a Roma con Antonio Cotogni, debuttò nel 1918 al Teatro Morgana della stessa città in Traviata.

Dopo alcuni anni di attività in teatri di provincia, cominciò ad apparire in sedi più importanti in Italia, come Genova e Bari, e nel 1921 apparve per la prima volta all'estero a Barcellona.

Nel 1923 iniziò un'intensa attività nei principali teatri degli Stati Uniti, fino al debutto nel 1925 al Metropolitan Opera, dove si esibì fino al 1932 soprattutto nel repertorio verdiano (Ernani, Rigoletto, Aida, Il trovatore, La forza del destino, Falstaff), oltre che nel Barbiere di Siviglia, Lucia di Lammermoor, Tosca, Cavalleria rusticana, Pagliacci. Partecipò inoltre alle prime americane di Fra Gherardo di Pizzetti, Le preziose ridicole di Lattuada, La notte di Zoraima di Montemezzi. Apparve al Met in oltre 250 recite.[1]. Intanto Mario e sua moglie Caterina concepiscono due figli: Marta (New York, 9 aprile 1928) e Mario (Chicago, 1º settembre 1931).

Rientrato in Europa, continuò la carriera nei principali teatri italiani: Teatro dell'Opera di Roma, San Carlo di Napoli, Maggio Musicale Fiorentino, Bologna ecc., partecipando anche alla riproposizione di opere quasi dimenticate, come Il pirata e La straniera di Bellini, Il figliuol prodigo di Ponchielli (eseguito a Cremona, città natale del compositore, nel 1934), oltre che alla prima assoluta di Imelda di Gandino. Nel 1939 apparve alla Royal Opera House di Londra nel Trovatore e La traviata.

Dopo la fine del conflitto continuò ancora l'attività per alcuni anni in Italia. Nel 1952 aprì con la moglie, il soprano Caterina Gobbi, una scuola di canto a Milano, avendo fra i suoi allievi Giangiacomo Guelfi e Mario Sereni.

Suo figlio, anch'egli di nome Mario, fu a sua volta un apprezzato baritono.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Archivio del Metropolitan