Mario Albano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Mario Albano (Pescara, 11 agosto 1948) è un politico, giornalista e storico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque da una famiglia piemontese di ideologia socialista. Il padre, Domenico Albano, partecipò alle Brigate Internazionali Garibaldi durante la guerra civile spagnola e fu legato da profonda amicizia con W.H. Auden, il suo autista, e con George Orwell, conosciuti durante la battaglia di Guadalajara, mentre il nonno, Giacomo, guidò con il deputato socialista Andrea Costa il movimento anti-coloniale italiano agli inizi del Novecento. È sposato con Daniela, di professione designer di alta gioielleria; nel 1979 è stato sposato per tre mesi con Isabella Rossellini. Nel 1966 fondò con Joyce Lussu l'ARMAL (Associazione per i Rapporti coi Movimenti Africani Liberazione)[1] dopo alcuni colloqui con Ernesto "Che" Guevara a Houargla (Algeria) e a Dar es Salaam (Tanzania).[2] Nel 1969, ha tradotto alcune opere del leader del PAIGC (movimento di liberazione di Guinea e Capoverde) Amilcar Cabral, e, nel 1970, ha curato una antologia di scritti di Neto, Mondlane, Cabral e De Andrade presso le Edizioni Tricontinental (Cuba), tradotta in 12 lingue. Nello stesso anno pubblica su Giovane Critica il saggio Il socialismo africano e l'ideologia di Amilcar Cabral che innesca un dibattito internazionale su una possibile via al socialismo africano non allineato.[3]

Nel 1972, incaricato dal presidente del MPLA (Movimento popolare per la liberazione d'Angola), Agostinho Neto, pubblica una ampia antologia sulla lotta anti-coloniale.[4] Nello stesso anno tiene all'Università dell'Avana una serie di conferenze nella Facoltà di Storia che sono state pubblicate in Italia.[5] Sempre nel 1972, diviene segretario nazionale della Commissione Esteri del Partito di Unità Proletaria e, nel Congresso di Firenze del 1974, per la prima volta in Europa, sono presenti i rappresentanti di quasi tutti i movimenti di liberazione del Terzo Mondo.[6] Nello stesso anno pubblica anche un libro sulla lotta di liberazione nel Sahara occidentale (ove passerà cinque mesi con un gruppo di guerriglieri del Fronte Polisario) e nelle Isole Canarie. Nel 1974 diventa direttore della rivista Afrika, specializzata in analisi sulle strategie dei movimenti di liberazione africani.[7] Fra il 1972 e il 1975 si disloca varie volte in Angola soprattutto nel Fronte dell'Est (la parte meridionale) ove partecipa alla lotta di liberazione anti-coloniale e contro la invasione sudafricana.[8]

Nel 1975 pubblica un libro sulle "zone liberate" in Angola[9] e un saggio socio-economico sull'apartheid sudafricano[10] e, con Amilcar Cabral e Basil Davidson, un libro sulla penetrazione imperialista in Africa.[11] Nel 1976, successivamente alla indipendenza dell'Angola (1975), è nominato Direttore delle Ricerche del Ministero della Cultura, Direttore del Centro di Documentazione storica del Consiglio Nazionale della Cultura e professore di storia nella Scuola-Quadri.[12] Fonda con Henrique Abranches il Museo di Antropologia. Nel 1978 riceve lettere credenziali del Governo angolano che lo autorizzano a rappresentare l'Angola nelle Istituzioni culturali internazionali (ad es. l'Unesco). Nel frattempo (fino al 1981) pubblica oltre 500 articoli e saggi su diversi giornali e riviste italiani (Problemi del socialismo, Mondo Nuovo, Paese Sera, Giovane Critica, La Sinistra, L'Espresso, Politica & Economia, La Repubblica, Rinascita ed altri).

Scrive per il CeSPI (Centro Studi Politica Internazionale del PCI) il dossier Africa australe oggi (1980). Come visiting professor ha insegnato storia africana e antropologia nelle Università di Parigi (la Sorbonne), L'Avana, Luanda, Liegi ed altre.[13] Nel 1986 vince il premio Mystfest per il miglior racconto europeo di spionaggio (La bolla papale) che viene pubblicato nella collana Segretissimo nel volume di Paul Kenny, Lo squisito odore del dollaro (Mondadori, settembre 1986). Dal 1992 si è ritirato nel suo casale al confine fra Umbria e Toscana dove sto ristudiando tutto daccapo. Nel 2010, la prestigiosa Fondazione Agostinho Neto lo nomina membro onorario con questa motivazione: ...si è distinto per il suo appoggio indefettibile, per la comunione di obiettivi e di visione con Neto, per la tenace decisione di conquistare la libertà e la indipendenza del popolo angolano e del mondo in generale.[14]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Come autore[modifica | modifica wikitesto]

  • Mario Albano, a cura di, Colonie portoghesi: la vittoria o la morte, traduzione e introduzione di Mario Albano, Jaca Book, Milano 1971.
  • Mario Albano, a cura di, Angola: una rivoluzione in marcia. Jaca Book, Milano 1972.
  • Mario Albano, a cura di, Canarie, il colonialismo dimenticato, Jaca Book, Milano 1972.
  • Mario Albano, La rivoluzione in Angola, Sapere edizioni, Milano 1972.
  • Mario Albano (con Amilcar Cabral e Basil Davidson), Africa: neo-imperialismo e lotte di liberazione, Nuove edizioni operaie, Roma 1976.
  • Mario Albano, a cura di, L'insegnamento della rivoluzione, Mazzotta editore, Milano 1976.
  • Mario Albano, Africa australe oggi,CeSPI (Centro studi di politica internazionale del PCI), Roma 1980.
  • Mario Albano, Joyce Lussu e le lotte di liberazione, in J. Lussu, una donna nella storia, CUEC editore, Cagliari 2003 (ISBN 88-8467-168-X).
  • Mario Albano, Sud Africa, l'apartheid del capitale, Mazzotta editore, Milano 1976.
  • Mario Albano, Relazione Commissione Internazionale, in Atti del primo Congresso nazionale del Partito di Unità Proletaria, pagg. 126-130, Unità proletaria edizioni, Firenze 1974.
  • Mario Albano, La bolla papale, in Paul Kenny, Lo squisito odore del dollaro, collana Segretissimo, Mondadori, Milano settembre 1986.
  • Mario Albano, Règionalisme et Tribalisme, in Atti del Colloque d'anthropologie et de philosophie politique: questions régionales et citoyenneté. Ed. du Parlement Wallon, Liège 2000.
  • Mario Albano, postfazione a Manuel Pedro Pacavira, Il 4 febbraio dalla parte dei protagonisti, Edizioni dell'Oleandro, Roma 2006.
  • Mario Albano, Cavazzi, conselheiro diplomático da rainha Nzinga. In: MATA, I. (org). A Rainha Nzinga Mbandi: História, memória e mito. Lisboa: Edições Colibri, 2012.

Traduzioni e curatele[modifica | modifica wikitesto]

  • Amilcar Cabral, Guerriglia, il potere della armi, traduzione di Mario Albano, Partisan/Savelli editore, 1969.
  • Woungly Massaga, L'Africa bloccata: l'esempio del Camerun, traduzione e introduzione di Mario Albano, Mazzotta editore, Milano 1972.
  • Jean Daubier, Storia della rivoluzione culturale proletaria in Cina. traduzione e note di Mario Albano, Jaca Book, Milano 1972.
  • Gerard Leclerc, Antropologia e colonialismo, traduzione e note di Mario Albano, Jaca Book, Milano 1973.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'ARMAL si occupò di fornire contatti e sostegni ai movimenti anti-coloniali delle colonie portoghesi, ma anche della Namibia (SWAPO, South West African People, diretta da Sam Nujoma),della Rhodesia (ZAPU, Zimbabwe African People Union, diretta da Joshua Nkomo), del Sudafrica (ANC, African National Congress, diretto da Oliver Tambo e Nelson Mandela che era incarcerato a Robbe Island). Uscì una Storia d'Angola da un punto di vista anti-coloniale elaborata da un gruppo di intellettuali del CEHA (Centro Estudios Historicos de Angola), fra i quali, oltre a Mario Albano, vi erano Pepetela (Artur Pestana), Henrique Abranches (con cui, nel 1977, fondò il Museo di Antropologia), Fernando Costa Andrade (Ndunduma) ed altri. Il libro venne adottato nelle zone liberate in Angola e, in Italia, venne pubblicato dalle Edizioni Lerici, stamperia LITOPRESS (Storia dell'Angola, testo di storia per le scuole dell'Angola libera, a cura dell'Armal, prefazione di Joyce Lussu, 1968). Venne anche pubblicato il Manuale di alfabetizzazione delle zone liberate (La vittoria è certa, a cura dell'Armal, presentazione di Joyce Lussu, 1970, stamperia LITOPRESS). Quanto a Joyce Lussu, figura leggendaria della Resistenza italiana, moglie dell'altrettanto leggendario Emilio Lussu, è figura troppo importante e complessa per essere sintetizzata qui. Si consiglia di leggere la sua biografia curata da Silvia Balestra, Joyce Lussu, una vita contro, Baldini & Castoldi, 1996, e Mario Albano, Joyce Lussu e le lotte di liberazione. op. cit. in bibliografia.
  2. ^ Nel 1966 vi fu un Appello agli Internazionalisti che si riunirono con il "Che" nella cittadina algerina di Houargla per discutere l'avvio di un processo rivoluzionario in Congo e Angola del nord. Vi parteciparono esponenti del Mpla (Lucio Lara, Mbeto Traça, Paulo Jorge), della resistenza lumumbista congolese (Pierre Mulele, Laurent Kabila) e del movimento anti-neocoloniale camerunese (Woungly Massaga, leader dell'UPC, Union des populations du Camerun, i cui scritti vennero tradotti da Mario Albano nel 1972, vedi bibliografia). Alla Conferenza di Dar Es Salaam, essenzialmente dedicata alla lotta delle colonie portoghesi, fortemente orientata dalla Tricontinental, parteciparono, oltre al Che, tutti i maggiori esponenti dei movimenti anti-coloniali del Terzo Mondo (Mario de Andrade, Agostinho Neto, Eduardo Mondlane, Amilcar Cabral, Nguyen Van Tien, Gaston Soumialot, Pablo Rivalta Perez, in rappresentanza di Fidel Castro, Luis de Almeida, Aquino de Bragança, per citarne alcuni). Gli atti della Conferenza vennero pubblicati nel 1968, V. La lutte de liberation nationale: la Conference de Dar Es Salaam, Information CONCP, Algeri 1968.
  3. ^ L'edizione italiana, curata da Mario Albano che ha scritto un ampio saggio introduttivo, si intitola Colonie portoghesi:la vittoria o la morte, Jaca Book, pagg.252, Milano 1971, mentre il saggio sul socialismo africano è pubblicato in Giovane Critica, direttore Gianpiero Mughini, autunno 1970, pagg. 82-87.
  4. ^ Redazione di Mario Albano/Mpla, Angola: una rivoluzione in marcia. Testi e documenti sulla rivoluzione angolana. Introduzione del rappresentante ufficiale del Mpla, Jorge. Pagg. 384, Jaca Book edizioni, Milano 1972.
  5. ^ Tali conferenze tenute alla ICAIC e alla Facoltà di Storia dell'Università dell'Avana vennero parzialmente ripetute a Roma, su richiesta di Dario Fo, prima della presentazione di un film sulla lotta anti-coloniale angolana nel teatro La Comune. Vennero pubblicate, con la introduzione di Jorge, con il titolo La rivoluzione in Angola, Sapere Editore, Milano 1972.
  6. ^ V. Atti del Congresso nazionale del Partito di Unità proletaria, Unità proletaria, Firenze 1974. Per ragioni tecniche, non sono presenti tutti gli interventi dei leaders dei movimenti di liberazione, tuttavia vi sono quelli dell'ANC (movimento di liberazione sudafricano), dello ZAPU (movimento di liberazione della Rhodesia), del MPAIAC (movimento di liberazione delle isole Canarie), del Movimento Veterani del Vietnam, dello SWAPO (movimento di liberazione della Namibia), del MAPU (Cile), del Partito rivoluzionario lavoratori argentini, del MIR (Cile), dell'OLP (Palestina) e molti altri. V. anche l'ampio saggio pubblicato su Unità proletaria (anno III, N.14, luglio 1974), La fase attuale dell'imperialismo.
  7. ^ AFRIKA, Materiali e analisi sulla penetrazione imperialista e sulle lotte di liberazione, direttore Mario Albano, direttore responsabile Daniele Protti, Sapere edizioni, Milano-Roma, 1974.
  8. ^ Sulla partecipazione di Mario Albano alla lotta di liberazione in Angola vi sono molte fonti, fra le quali: Hosea Jaffe, Germania, il caso dell'euro-imperialismo, Mondadori editore, Milano 1979, pag 185; Jornal de Angola (4.2.2010): Il professore Mario Albano, già guerrigliero nelle file del Mpla ha commemorato il 49º anniversario dell'inizio della lotta armata, ecc.; ANGOP (Agenzia ufficiale del governo angolano,14.11.2006): In una conferenza nell'Ambasciata del Brasile, Mario Albano che partecipò alla lotta di liberazione in Angola nelle file del Mpla, ecc.; Jornal de Angola(4 marzo 2010), in occasione del Primo Convegno Internazionale sulla regina Nzinga Mbandi: Mario Albano che partecipò alla guerra di liberazione con il nome di "Comandante Gato escondido", ecc.); ANGOP (Agenzia ufficiale del governo angolano, 15.11.2010): Durante la commemorazione del 35º anniversario dell'Indipendenza nazionale, alla presenza del Corpo diplomatico, è stato consegnato un importante riconoscimento a Mario Albano che ha scritto sulla lotta di liberazione ed ha combattuto al fianco dei guerriglieri del Mpla ecc.
  9. ^ a cura di Mario Albano, L'insegnamento della rivoluzione, Mazzotta editore, Milano 1976. Si tratta di una raccolta di sociodrammi scritti da Mario Albano per i bambini della zone liberate d'Angola. La funzione dei sociodrammi (in sintonia con la scuola psichiatrica di Moreno) è di far rivivere i traumi della guerra per poterli razionalizzare, e quindi superare.
  10. ^ Mario Albano, Sud Africa, l'apartheid del capitale, V. Bibliografia. Partendo dalla nascita della repubblica, il libro analizza il salario dell'apartheid e i meccanismi internazionali attraverso i quali risulta chiaro che la responsabilità politica di questa forma di dominio spetta all'intero sistema capitalistico. Viene anche considerato nei dettagli l'impianto repressivo e l'ideologia del regime, maturata anche attraverso il rapporto con il Terzo Reich e rafforzato dalla presenza di circa 7.000 criminali nazisti che occupavano in Sud Africa posti di primo piano nella amministrazione dello Stato.
  11. ^ AA.VV., Africa: neoimperialismo e lotte di liberazione. Oltre a Mario Albano (con un saggio sulla lotta di liberazione in Camerun), Amilcar Cabral (Sul ruolo della cultura nella lotta per l'indipendenza), Basil Davidson (Prospettive africane), vi sono importanti saggi di Philippe Lucas (Frantz Fanon, dialettica della storia e liberazione), Osende Afana (La lotta contro il tribalismo), Abdelaziz Belal (Nuovi aspetti della dominazione). V. Bibliografia.
  12. ^ Oltre all'insegnamento, il suo compito è quello di recuperare documentazioni storiche sulla storia di Angola. Riesce, in effetti, a microfilmare migliaia di documenti inediti sugli antichi Regni del Congo e della Regina Nzinga Mbemba che, nel XVII secolo si oppose alla penetrazione portoghese. Gran parte della documentazione è frutto di faticose ricerche presso l'Archivio Segreto Vaticano, della Propaganda Fide e negli Archivi riservati degli Ordini Gesuita e Francescano. L'accesso a tali archivi venne concesso dal Segretario di Stato, Cardinale Agostino Casaroli, in cambio di un trattamento più morbido nei confronti della chiesa cattolica angolana, dopo una serie di colloqui ufficiosi con Mario Albano e l'ambasciatore Venancio da Silva Moura. Non va peraltro dimenticato che una parte della Chiesa cattolica angolana (a partire dal cardinale Alexandro Do Nascimento, fino a Joaquim Pinto de Andrade, canonico della Cattedrale di Luanda e presidente onorario del Mpla) si era schierata a favore della lotta di liberazione, in particolare dopo l'udienza concessa nel 1971 dal Papa Paolo VI ad Agostinho Neto, Amilcar Cabral e Marcelino dos Santos.
  13. ^ Fra le sue lectio magistralis, segnaliamo l'ultima al Campus universitaire Universitè de Liege (29-31 marzo 2000) nell'ambito del Convegno Questions régionales et citoyenneté,sul tema Régionalisme et tribalisme cui parteciparono eminenti docenti come Willy Legros (rettore dell'università di Liegi), Yves Lemoyne (presidente della Commission d'Histoire del Collège de France), Bernard Valade (professore all'Université Renè Descartes della Sorbonne), Antonio Negri (dell'Università di Padova), Lourdes Uranga (professore all'Università del Messico) e molti altri. V. bibliografia.
  14. ^ Nel corso di una cerimonia (Palazzo Brancaccio), alla presenza del Corpo diplomatico accreditato in Italia, il generale Arnaldo Saraiva de Carvalho, Amministratore della Fondazione Agostinho Neto, ha consegnato a Mario Albano e Joyce Lussu (postuma) il diploma di membro onorario della Fondazione stessa. V. ANGOP (Agenzia ufficiale del governo angolano, 15.11.2010).
Biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie