Mario Ajmone Cat

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Mario Ajmone Cat
Mario Ajmone Cat.jpg
5 febbraio 1894 – 20 marzo 1952
Nato aSalerno
Morto aRoma
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Italia Italia
Forza armataFlag of Italy (1860).svg Regio Esercito
Lesser coat of arms of the Kingdom of Italy (1929-1943).svg Regia Aeronautica
Coat of arms of the Italian Air Force.svg Aeronautica Militare
ArmaArma di Artiglieria
CorpoCorpo aeronautico militare
Reparto10ª Squadriglia da ricognizione e combattimento
6ª Squadriglia da ricognizione e combattimento
30ª Squadriglia
5ª Squadriglia
Anni di servizio1913-1951
GradoGenerale di squadra aerea
GuerrePrima guerra mondiale
Guerra d'Etiopia
Seconda guerra mondiale
CampagneCampagna di Macedonia
Comandante di33ª Squadriglia
111ª Squadriglia
XXI Gruppo (poi 21º Gruppo Autonomo Caccia Terrestre)
2º Stormo
7º Stormo
Scuola di Guerra Aerea
Comando aeronautica dell'Africa orientale italiana
4ª Z.A.T.
3º Squadra aerea - SQA3
5ª Squadra aerea
DecorazioniMedaglie d'argento al valor militare (3)
dati tratti da Il generale Mario Ajmone Cat (1894-1952)[1]
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Mario Ajmone Cat (Salerno, 5 febbraio 1894Roma, 20 marzo 1952) è stato un generale italiano. Fu comandante della Scuola di Guerra Aerea, e poi dell'Aeronautica dell'Africa Orientale Italiana durante la Guerra d'Etiopia. Al termine del conflitto riassunse l'incarico precedente, mantenuto fino l'entrata in guerra dell'Italia. Dal 28 giugno 1940 fu comandante della 3ª Squadra Aerea, e dal febbraio 1941, della 5ª Squadra Aerea. Dopo la liberazione della capitale fu nominato Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica, incarico mantenuto dal 13 dicembre 1944 al 5 febbraio 1951.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Salerno il 5 febbraio 1894,[2] figlio di Ferdinando, ufficiale di fanteria del corpo dei bersaglieri, e di Maria Domenica Sparano.[1] Nel 1907 entrò nella Scuola militare di Roma, per passare nel 1911 a frequentare la Regia Accademia Militare di Torino.[1] Nel febbraio 1913 si brevettò sottotenente di artiglieria, passando successivamente alla Scuola di Applicazione di Artiglieria e Genio di Torino.

Finito il corso di studi fu assegnato al 9º Reggimento Artiglieria da campagna di stanza nei pressi di Pavia.[1] Nel marzo 1915 richiese di frequentare il corso per osservatore d'aeroplano tenutosi presso la Scuola di Nettuno,[1] conseguendo il brevetto il 23 maggio 1915. Il 13 settembre il Tenente Ajmone Cat è in forza alla 10ª Squadriglia da ricognizione e combattimento Farman,[1] assegnata alla 3ª Armata del generale Emanuele Filiberto di Savoia-Aosta. Il 12 ottobre entra in servizio presso la 6ª Squadriglia da ricognizione e combattimento Farman, il 14 febbraio 1916 il Sergente Antonio Locatelli ed Ajmone Cat rivendicano una vittoria su Farman 14 con motore Fiat A.10 da 100 hp ed il reparto dal 15 aprile diventa 30ª Squadriglia Farman,[3] assegnata alla 2ª Armata, prestando servizio in tale unità fino al mese di maggio, quando fu promosso capitano[1] ed assegnato prima al Battaglione Squadriglie Aviatori e dai primi di luglio alla 5ª Squadriglia.[4]

Tra il mese di agosto ed il mese di ottobre frequentò il corso di pilotaggio di Mirafiori, ottenendo il brevetto di pilota[1] il 16 ottobre e quello di pilota militare di Aviatik il 16 gennaio 1917. Inizialmente assegnato alla 72ª Squadriglia Aviatik (poi 72ª Squadriglia Caccia)[3] di Brescia, dal mese di aprile passò il 10 aprile al comando della 33ª Squadriglia Farman (poi 33ª Squadriglia bis Savoia-Pomilio SP.2 e S.P.3),[1] ed allo scioglimento di questa del 5 maggio al comando della 111ª Squadriglia SAML di Campoformido fino al 31 luglio quando va a Taliedo per essere assegnata al Corpo di spedizione italiano in Macedonia che parte il 13 settembre per Taranto per arrivare in ottobre. Alla testa di tale squadriglia partecipò alla campagna[5] passando successivamente al comando interinale del XXI Gruppo aeroplani (poi 21º Gruppo Autonomo Caccia Terrestre) formatosi a Salonicco il 25 maggio 1918.[1][6]

In seguito entrò nel 3º Raggruppamento[7] Aeroplani da ricognizione, rimanendo in forza al reparto fino al 16 ottobre 1923, data in cui abbandonò l'Esercito per transitare formalmente in servizio della neocostituita Regia Aeronautica,[8] destinato al 19º Stormo aeroplani da ricognizione.

Nel novembre 1926 fu promosso al grado di tenente colonnello, prendendo il comando della Scuola di osservazione aerea partire dal luglio 1927.[1] Rimase in quel ruolo fino all'ottobre 1929. In quel mese fu promosso al grado di colonnello, assumendo il comando del 2º Stormo, per poi ricevere quello della Direzione Generale dei Servizi, del Materiale e degli Aeroporti, ruolo coperto fino al 19 marzo 1931.[1] Nello stesso mese divenne comandante del 7º Stormo da bombardamento notturno,[1] ricoprendo tale incarico fino al 15 ottobre 1932, giorno in cui assume le funzioni di Sottocapo di Stato Maggiore della 3ª Zona Aerea Territoriale (Z.A.T.) con sede a Roma-Centocelle.[9] Ricoprì tale incarico fino al 1º marzo 1934, per passare, il 1º novembre dello stesso anno, al comando della Scuola di Guerra Aerea[9] di Firenze, ricoprendo tale incarico a più riprese fino al 15 febbraio 1940. Prende parte ai raid Roma-Londra-Berlino-Roma, alla Crociera per idrovolanti del Mediterraneo orientale (giugno 1929), e alla Giornata dell'Ala (1932).[9] Il 21 marzo 1935 è promosso al grado di generale di brigata aerea,[10] assegnato con funzioni di comando, all'Aviazione dell'Eritrea.[9]

Tra il 5 settembre 1935[10] e il 14 agosto del 1936[11] partecipò alla Guerra d'Etiopia,[10] col ruolo di Comandante del Comando aeronautica dell'Africa orientale italiana.[12] Durante la campagna fu promosso generale di divisione aerea[2] “per meriti straordinari” (febbraio 1936). Finito l'impegno bellico, nell'agosto 1936 tornò al comando della Scuola di Guerra Aerea, per poi lasciarla il 19 novembre 1936 fino al 16 maggio 1939 per diventare comandante della 4ª Zona Aerea Territoriale di Bari.[9] Durante lo svolgimento di questo incarico, venne promosso al rango di generale di squadra aerea il 14 aprile 1939. Lasciò l'incarico al parigrado Eraldo Ilari il 16 maggio successivo.[9]

Di nuovo tornato al comando della Scuola di guerra aerea, lo abbandonò dopo l'entrata in guerra dell'Italia, avvenuta il 10 giugno 1940, quando il 28 dello stesso mese assunse il comando della 3º Squadra aerea - SQA3.[9] Nel febbraio 1941, vista la grave situazione in Africa settentrionale,[2] assume il comando della 5ª Squadra aerea in Libia.[2] Qui ebbe alcuni dissapori sia con lo Stato Maggiore tedesco che con il comando terrestre italiano, ed il 6 novembre venne sollevato dall'incarico per essere assegnato al Comando Generale delle Scuole Militari Aeronautiche.[9] Con l'armistizio[13] dell'8 settembre 1943 fu posto in licenza illimitata,[9] rimanendo a Roma durante il periodo dell'occupazione nazista.[14]

Dopo la liberazione della capitale, il 13 novembre 1944, viene sottoposto a procedimento di epurazione , venendo assolto da ogni addebito.[9] Richiamato in servizio assume l'incarico di Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica, ricoprendolo fino al 5 febbraio 1951.[9] Morì a Roma[15] il 20 marzo 1952.[2] Fu sposato con la contessa Carla Angela Durini di Monza, la prima donna a compiere un'attraversata dell'Africa equatoriale su mezzi meccanizzati (dal Mar Rosso a Lobito). L'impresa, sponsorizzata dal fascismo, è documentata da una collezione di pellicole dell'Istituto Luce. È il padre dell'esploratore antartico Giovanni Ajmone Cat.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Ufficiale dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine militare di Savoia
«Generale di Divisione Aerea - Capo di Stato Maggiore e successivamente Comandante dell'Aeronautica A.O. - Ufficiale di elevata qualità, ha saputo organizzare, preparare, e addestrare le forze aeree si a farne un perfetto strumento il quale - impiegato con sapere e con valore - ha reso durante le operazioni segnalati servizi concorrendo efficacemente al loro esito felice.»
— Guerra Italo-Etiopica, 3 ottobre 1935-XIII - 5 maggio 1936-XIV[2]
Commendatore dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine militare di Savoia
«Generale di Squadra Aerea - Assegnato al comando della 5ª Squadra Aerea operante sul fronte libico e duramente provata dagli eventi di guerra dell'inverno 1940-41, in breve tempo, malgrado le sensibili difficoltà operative, logistiche ed ambientali, ne faceva, attraverso un'opera appassionata e redditizia, un potente e sicuro strumento di guerra. Tenendo altissimo il morale degli equipaggi con la virtù dell'esempio, impiegava le Forze aeree dipendenti con intelligente azione di comando, spiccata iniziativa, tempestività e audacia, riuscendo a conseguire nella lotta contro il nemico risultati brillanti e spesso decisivi, che portarono fra l'altro, alla riconquista della Cirenaica.»
— A.S.I., febbraio-ottobre 1941-XIX[2]
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Abile pilota ed ottimo comandante di squadriglia compiva numerosi arditi voli sul nemico, spesso bombardando e kitragliendo le sue retrovie. Proseguendo l'oprera già iniziata in qualità di osservatore, dando costante prova di serenità, di energia e di intelligenza, trascinando i propri dipendenti con l'esempio costante del suo coraggio, otteneva dalla sua squadriglia eccellenti risultati durante un intenso svolgersi di operazioni di guerra.»
— Cielo del Trentino e dell'Isonzo, marzo 1916-giugno 1917.
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
— 1916[1]
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
— 1923[1]
Croce al Merito di Guerra - nastrino per uniforme ordinaria Croce al Merito di Guerra
— 1919[1]
Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia
Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia
Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia
Grande Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia
— Regio Decreto 27 ottobre 1938[16]
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia
«”Motu proprio del Sovrano.”»
— 1942
Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Cavaliere dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia
Medaglia commemorativa delle operazioni militari in Africa Orientale - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa delle operazioni militari in Africa Orientale
Medaglia di benemerenza per i volontari della campagna dell'Africa Orientale 1935-1936 - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di benemerenza per i volontari della campagna dell'Africa Orientale 1935-1936
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915-1918 - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915-1918
Medaglia interalleata della Vittoria - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia interalleata della Vittoria
Medaglia a ricordo dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia a ricordo dell'Unità d'Italia
Croce d'oro per anzianità di servizio militare per gli ufficiali con 40 anni di servizio - nastrino per uniforme ordinaria Croce d'oro per anzianità di servizio militare per gli ufficiali con 40 anni di servizio

Onorificenze estere[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine della Legion d'onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Legion d'onore (Francia)
— 1937
Croix de guerre 1914-1918 (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Croix de guerre 1914-1918 (Francia)
Croce di Ferro di I classe (Germania) - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Ferro di I classe (Germania)
— 1942
Ordine reale di Sant'Olav (Norvegia) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine reale di Sant'Olav (Norvegia)
— 1928
Ordine di San Sava (Serbia) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di San Sava (Serbia)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p Cersosimo 2014, p. 13.
  2. ^ a b c d e f g Ufficio Storico dell'Aeronautica Militare 1969, p. 42.
  3. ^ a b Molfese 1925, p. 12.
  4. ^ Fraschetti 1985, p. 51.
  5. ^ Molfese 1925, p. 22.
  6. ^ Subito dopo gli fu conferita la qualifica di: Comandante di Aeronautica d'Armata per le relazioni con le aviazioni alleate.
  7. ^ Fraschetti 1986, p. 97.
  8. ^ Fraschetti 1986, p. 110, il 28 marzo 1923 con il R.D. n.645 (54).
  9. ^ a b c d e f g h i j k Cersosimo 2014, p. 14.
  10. ^ a b c Lioy 1965, p. 23.
  11. ^ Lioy 1965, p. 237.
  12. ^ Lioy 1965, p. 24.
  13. ^ Con la proclamazione dell'armistizio ricevette l'ordine dal Capo di Gabinetto del Ministero dell'Aeronautica di sciogliere il Comando Scuole, cosa che fece preoccupandosi di distruggere i documenti segreti e riservati, compreso l'elenco del personale.
  14. ^ Più volte invitato ad unirsi all'Aeronautica Nazionale Repubblicana, rifiutò sempre di farlo, anche di fronte a reiterate minacce.
  15. ^ Cersosimo 2014, p. 15.
  16. ^ Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n.140 del 16 giugno 1940.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Massimo Ferrari, Le ali del ventennio: l'aviazione italiana dal 1923 al 1945. Bilanci storiografici e prospettive di giudizio, Milano, Franco Angeli Storia, 2005, ISBN 88-464-5109-0.
  • Paolo Ferrari, Giancarlo Garello, L'Aeronautica italiana. Una storia del Novecento, Milano, Franco Angeli Storia, 2004, ISBN 88-464-5109-0.
  • Paolo Ferrari, Alessandro Massignani, Conoscere il nemico. Apparati di intelligence e modelli culturali nella storia contemporanea, Milano, Franco Angeli Storia, 2010, ISBN 88-568-2191-5.
  • Alessandro Fraschetti, La prima organizzazione dell'Aeronautica Militare in Italia 1884-1925, Roma, Ufficio Storico dell'Aeronautica Militare, 1886.
  • Vincenzo Lioy, L'Italia in Africa. L'opera dell'Aeronautica (1919-1937) Vol.2, Roma, Istituto Poligrafico dello Stato, 1965.
  • Manlio Molfese, L'aviazione da ricognizione italiana durante la grande guerra europea (maggio 1915-novembre-1918), Roma, Provveditorato generale dello Stato, 1925.
  • Mirko Molteni, L'aviazione italiana 1940-1945 – Azioni belliche e scelte operative, Bologna, Odoya, 2012, ISBN 978-88-6288-144-9.
  • Ordine Militare d'Italia 1911-1964, Roma, Ufficio Storico dell'Aeronautica Militare, 1925.
  • Franco Pagliano, Aviatori italiani: 1940-1945, Milano, Ugo Mursia Editore, 2004, ISBN 88-425-3237-1.
  • Gianni Rocca, I disperati - La tragedia dell'aeronautica italiana nella seconda guerra mondiale, Milano, 1993, ISBN 88-04-44940-3.
  • Silvia Trani, Vicende private e vicende aeronautiche nella carte private di Mario Ajmone Cat, Roma, Ufficio Storico dell'Aeronautica Militare, 2013, ISBN 978-88-98234-00-4.
  • I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, AM Ufficio Storico - Roberto Gentili e Paolo Varriale, 1999

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovan Battista Cersosimo, Il generale Mario Ajmone Cat (1894-1952), in Il Corriere dell'Aviatore, 3/4, Roma, Associazione Nazionale Ufficiali Aeronautica, marzo-aprile 2014, pp. 13-15.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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