Marina Apollonio

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Marina Apollonio (Trieste, 1940) è un'artista italiana, considerata una delle figure più rappresentative del movimento ottico-cinetico internazionale.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlia del teorico e critico d'arte Umbro Apollonio e di Fabiola Zannini, cresce in un ambiente artistico stimolante.

Dopo aver concluso gli studi superiori, frequenta i corsi di pittura del professor Giuseppe Santomaso all'Accademia di Belle Arti di Venezia e si dedica alla progettazione di industrial graphic design e a soluzioni di architettura per interni. Nel 1962 inizia la sua ricerca sulla percezione e la comunicazione visiva.
Dopo aver lavorato a Parigi come progettista presso un importante studio di architettura, nel 1964 torna in Italia e realizza i suoi primi Rilievi metallici a sequenze cromatiche alternate e le prime Dinamiche circolari.

Condivide con altri esponenti dell'Optical Art il desiderio di un'arte depersonalizzata, in opposizione al concetto di astrazione espressiva. Utilizza materiali industriali moderni, per creare strutture calcolate che nella visione dello spettatore si trasformano in spazi dinamici e fluttuanti. È in questo periodo che conosce Getulio Alviani.

Esordisce alla collettiva organizzata presso il Centro d'Arte il Chiodo a Palermo, vincendo il primo premio.

Dal 1965 è parte integrante dei movimenti storici dell'Arte Ottico - Cinetica; gravita intorno al Gruppo N di Padova ed al Gruppo T di Milano condividendone sia gli intenti delle ricerche, che la scelta dei materiali. Scambia le sue idee con Getulio Alviani, Dadamaino e gli altri esponenti di Azimuth, conosce molto bene il GRAV, il Gruppo Zero e Nova Tendenza tanto da partecipare a Nova Tendencija 3, mostra Internazionale svoltasi nello stesso anno alla Galerija Suvremene Umjetnosti, Galleria d'Arte Contemporanea, Museo dell'Arte, Zagabria. È tra i protagonisti dell'importante mostra Aktuel '65 alla Galerie Aktuel di Berna e, insieme a Getulio Alviani e Paolo Scheggi, dell'esposizione Oeuvres Plastiques et Appliquèes alla Galerie Smith di Bruxelles.

Dal 1975 realizza opere basate sul rapporto ortogonale di linee parallele colorate, verticali e orizzontali su fondo nero.

Nel 1977 le viene commissionata un'opera in miniatura per il Museum of drawers di Herbert Distel, una raccolta di cinquecento opere realizzate da alcuni artisti ben conosciuti, come Picasso, e altri meno conosciuti.

Nel 1981 inizia a dedicarsi alla tessitura, esponendo i suoi lavori al Laboratorio Artivisive di Foggia e successivamente, nel 1983, alle mostre Morbide & Trame, presso la Civica Galleria d'Arte Contemporanea di Foggia e Testi Tessili, presso la libreria Il monte analogo di Roma.

Nel 2007 la Schirn Kunsthalle Frankfurt le commissiona l'opera Spazio ad attivazione cinetica 1967-1971/2007, un disco rotante di dieci metri, collocato nella rotonda del museo per la mostra internazionale Op Art, dove espone al fianco dei maggiori esponenti dell'Optical Art tra cui Victor Vasarely, Bridget Riley, François Morellet, Julio Le Parc, Gianni Colombo, ecc. Partecipa ai maggiori eventi internazionali di arte Optical: la mostra Optic Nerve. Perceptual Art of the 1960s, al Columbus Museum of Arts e Bit International [Nove] tendencije - Computer und visuelle Forschung. Zagreb 1961-1973, alla Neue Galerie di Graz.

Nel 2013 viene invitata alle mostre Dynamo al Grand Palais di Parigi e Percezione - Arte Programmata y Cinética presso il MACBA di Buenos Aires ed è presente alla rassegna The Art of Light and Movement in the Marli Hoppe-Ritter Collection presso il Museum Ritter di Waldenbuch, Germania.

Opere in collezioni pubbliche[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo d'Arte Moderna, Torino
  • Neue Galerie, Graz
  • Fondazione Vaf – Mart, Rovereto
  • Museo Umbro Apollonio, Padova
  • Kunsthalle Recklinghausen Musee Nationale Poznan, Lodz
  • Das Progressive Museum, Basilea
  • Musee Cantonal Des Beaux Arts, Losanna
  • Haus Konstruktiv, Zurigo
  • The Museum of Drawers, Zurigo
  • Museo de Arte Moderno, Ciudad Bolivar
  • Schirn Kunsthalle, Francoforte
  • Collezione Guggenheim, Venezia
  • Collezione Hermès, New York
  • New Museum, New York
  • MACBA Museo de Arte Contemporaneo, Buenos Aires
  • Fondation Villa Datris, Provenza, Francia.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • M. Scuderi, Una rassegna internazionale di Arte Visiva, in Sicilia domani, n.14, Palermo - 1966
  • F. Carbone, Premio Centrozero, in Pensiero ed Arte, n. 6-9, Bari - 1966
  • G. Illiprandi, La breve stagione dell'Op, in Photography italiana, n.105, Milano, marzo - 1966
  • George Rickey, Constructivism, Origins and evolution, George Braziller, New York - 1967
  • F. Sossi, Luce spazio strutture, La Cornice, Taranto - 1967
  • C. Belloli, La Biennale di Venezia, n. 61, Venezia - 1967
  • M. Apollonio, Apollonio-Un'arte fatta di scetticismo, in Centroarte, n.1, Milano, novembre - 1967
  • Ricerche di attivazione visuale: Marina Apollonio, in Gala, n.27, Milano, dicembre-gennaio - 1967
  • F. Menna, Arte Cinetica e Visuale, in L'Arte Moderna, Fratelli Fabbri Editori, Milano - 1967
  • B. Munari, Design e comunicazione visiva, Laterza Editori, Bari - 1968
  • G. Brett, Kinetic art – The language of movement, Studio Vista , Londra - 1968
  • Udo Kultermann, Nuove Forme della pittura, Feltrinelli, Milano - 1969
  • F. Popper, L'Arte Cinetica, l'immagine del movimento nelle arti plastiche dopo il 1860, Einaudi, Torino - 1970
  • T. Mocanu, Ambiguitatea sensibilității estetice, in Arta, n.6, Romania - 1970
  • Italo Tommasoni, Arte dopo il 1945 in Italia, Cappelli editore, Bologna - 1971
  • K. Groh, If I had a mind…, Kőln - 1971
  • C. Barrett, An introduction to Optical Art, Studio Vista, Londra - 1971
  • L. Vergine, Qui arte contemporanea, Roma - 1971
  • L. Vergine, Arte Programmata, in Arte contemporanea, n. 7, Roma, dicembre - 1971
  • E. L. Francalanci, Marina Apoloonio, in Art International, vol. XV/6, Lugano, giugno - 1971
  • G. Contessi, La IX biennale della grafica di Lubiana, in Gala, n. 49, Milano, settembre - 1971
  • W. Skreiner, Catalogo mostra, Neue Galerie, Graz - 1973
  • G. Dorfles, Catalogo mostra, Neue Galerie, Graz - 1973
  • L. Vergine, L'Arte cinetica in Italia, Galleria nazionale d'arte moderna, Roma - 1973
  • A. Faré, Le arti figurative, Mursia, Milano - 1973
  • M. Massironi, Ricerche Visuali, Galleria nazionale d'arte moderna, Roma - 1973
  • I. Tomassoni, Lo spontaneo e il programmato, in Design, n. 2, Milano, giugno-agosto - 1973
  • M. Seuphor, La tendenza alla ripetizione dei segni geometrici semplici nell'arte contemporanea, in Arte e società,n.10, Roma, ottobre - 1973
  • L. Caramel, Marina Apollonio, Galleria il Nome, Vigevano - 1974
  • Frank Popper, Art-Action and Participation, Studio Vista, Londra - 1975
  • S. Weller, Il complesso di Michelangelo, La Nuova Foglio editore, Pollenza-Macerata - 1976
  • C. Belloli, Marina Apollonio: anticampi cromoformali ottico rotatori/cinestensivi a radiazione progressiva, Arte Struktura, Milano - 1979
  • K. Tűrr, Op Art – Stil, Ornament oder Experiment, Gber. Mann Verlag, Berlino - 1986
  • A. Vettese, catalogo mostra, Palazzo dei diamanti, Ferrara - 1989
  • Lea Vergine, L'Arte in trincea, Skira, Milano - 1996
  • A. Pierre, catalogo mostra, Musée d'Art moderne et contemporain, Strasburgo - 2005
  • T. Hoffmann, catalogo della mostra, Die Neuen Tendenzen – Eine europäische kűnstlerbewegung 1961 – 1973, Edition Braus - 2006
  • S. K. Rich, Allogories of Op, in Artforum, n. 9 , maggio - 2007
  • D. Rimanelli, Beautiful Loser: Op Art Revisited, in Artforum, n.9 , maggio - 2007
  • M. Weinhart, catalogo mostra, Schrin Kunsthalle, Francoforte - 2007
  • J. Huston, catalogo mostra, Columbus Museum of Art, New York - 2007
  • C. Steinle, catalogo mostra, Neue Galerie, Graz - 2008
  • R. M. Benetti, Rivestiti alla moda, in AD, n. 323, aprile - 2008
  • Margit Rosen, A Little-Known Story about a Movement, a Magazine, and the Computer's Arrival in Art: New tendencies and Bit international, 1961-1973, ZKM , Karlsruhe - 2011
  • Giovanni Granzotto e Mariastella Margozzi, Arte Cinetica e Programmata, Il Cigno GG Edizioni, Roma - 2012
  • Massimiliano Gioni – Gary Carrion – Murayari, Ghost in the Machine, Skira, Milano - 2012
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