Mario Lupo (militante comunista)

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Mariano "Mario" Lupo (Cammarata, 1952Parma, 25 agosto 1972) è stato un operaio piastrellista italiano militante della formazione extraparlamentare Lotta Continua.

Morì pugnalato al cuore dopo essere stato aggredito da una dozzina di neofascisti il 25 agosto 1972, verso le ventidue di sera in via Tanara, mentre si stava recando al cinema Astra con due suoi compagni, Alfonso Piazza e Giancarlo Ablondi[1]. Alla sua memoria è stato intitolato lo storico circolo dell'estrema sinistra parmense "Mario Lupo".

La strategia della tensione a Parma[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 1968, Parma fu scossa da una serie di attentati di tipo terroristico. L'attentato più eclatante, probabilmente fu l'assalto compiuto da un gruppo di neofascisti armati di lanciarazzi e bombe molotov contro l'ospedale psichiatrico di Colorno, occupato da medici e studenti impegnati nella lotta contro i manicomi.

In seguito tre operai furono aggrediti e ridotti in fin di vita da un gruppo di fascisti. Nei pressi del luogo dell'aggressione fu ritrovata una mazza da baseball con incise le scritte: "santo manganello" e "italianissimo".

I pestaggi, le aggressioni e le intimidazioni aumentarono. Si scoprì infatti che i fascisti locali non erano soli ma erano sostenuti da giovani provenienti da diverse città italiane. Malgrado l'egemonia della sinistra, il neofascismo riuscì a trovare spazio sufficienti per aprire sezioni del MPON, della Giovane Europa e della Lega per la riunificazione del popolo tedesco.

L'omicidio di Mariano Lupo[modifica | modifica wikitesto]

Il 25 agosto 1972, alle tre del pomeriggio, "Mario" Lupo si trovava seduto ad un tavolino del bar Orientale quando venne circondato da una decina di fascisti. Il gruppo lo insultò ed uno degli aggressori, Edgardo Bonazzi, invitò il ragazzo a seguirlo, minacciandolo con un coltello e dopo aver esclamato: "Lo tengo per darti una pugnalata!". Ne nacque un parapiglia, che non degenerò solo grazie all'intervento di Gabriella Signifredi, un'amica di Mariano impiegata come cassiera presso il cinema Roma. Prima di dileguarsi Bonazzi disse: "Non ce l'abbiamo con i comunisti ma con i terroni sì".

Bonazzi andò al cinema Roma a minacciare la Signifredi. Quest'ultima, terrorizzata, cercò Lupo ma non lo trovò. Allora chiamò lo stesso neofascista, componendo il numero del bar Bonanni e dicendogli che non voleva liti. Alle ventidue, quando assieme ad Ablondi e Piazza, Mariano scese da una macchina posteggiata in viale Veneto per andare a vedere un film, ad aspettarlo trovò una dozzina di fascisti. Il diverbio durò poco. Il primo ad essere colpito fu Piazza, ma quando Lupo soccorse il compagno, Bonazzi tirò fuori un coltello e vibrò un colpo che squarciò il cuore del giovane immigrato. L'agonia di Lupo si consumò tra le grida dei fascisti che urlavano: "Dagli al cinese!".

Sviluppi successivi[modifica | modifica wikitesto]

Il processo non si tenne a Parma, bensì ad Ancona: il trasferimento del processo ad Ancona avvenne per legittima suspicione. L'avvocato dei famigliari di Lupo, Decio Bozzini, fece di tutto per allontanare il tentativo della polizia e della magistratura di ricondurre l'omicidio ad una rissa priva di movente politico (venne ipotizzato il motivo passionale). Gli autori materiali dell'aggressione, ovvero Edgardo Bonazzi, Andrea Ringozzi e Luigi Saporito, vennero arrestati e rinviati a giudizio per l'omicidio di Mariano Lupo. I giudici, nel momento di emettere la sentenza il 30 luglio 1975, rigettarono l'ipotesi della premeditazione, condannando Edgardo Bonazzi a undici anni e otto mesi di reclusione per omicidio preterintenzionale e Andrea Ringozzi e Luigi Saporito rispettivamente a sei anni e a quattro anni per concorso.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Cristiano Amati, Cuori rossi, Newton Compton editori, 2008, ISBN 978-88-541-0961-2.
  • Aldo Cazzullo, I ragazzi che volevano fare la rivoluzione, Mondadori, 1998, ISBN 88-04-43643-3.
  • Pier Michele Pollutri, Parma 25 agosto 1972. Omicidio di Mariano Lupo, Fedelo's editrice, 2009, ISBN 978-88-96268-03-2.
  • Pier Luigi zavaroni, Caduti e memoria nella lotta politica, FrancoaAngeli, 2010, ISBN 978-88-568-2414-8.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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