Maria Cosway

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Autoritratto di Maria Cosway (1787)

Maria Cosway, nata Maria Luisa Caterina Cecilia Hadfield (Firenze, 11 giugno 1760Lodi, 5 gennaio 1838), è stata un'artista ed educatrice italiana, che, dopo aver sposato un artista inglese, operò in Inghilterra, Francia ed infine in Italia, ove morì. Ebbe una relazione sentimentale con il futuro presidente degli Stati Uniti Thomas Jefferson, nel 1786.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Suo ritratto di Giulia Beccaria, madre di Alessandro Manzoni, eseguito a Parigi e conservato nella Biblioteca Nazionale Braidense

Nacque a Firenze da genitori inglesi proprietari in quella città di un albergo. Pur di famiglia protestante, la giovane Maria venne indirizzata a studi cattolici presso il monastero della Visitazione] dove spiccò nello studio della musica e della pittura. Per assecondare la vocazione per la pittura della giovane, il padre decisa di mandarla a Roma a studiare arte e lì si fermò per due anni. Tornata a Firenze dalla famiglia, nel 1778 fu nominata appena diciottenne socia dell'Accademia Fiorentina di Belle Arti.[1]

Alla morte del padre avvenuta nel 1779, la giovane si trasferì con la madre a Londra dove, nel 1780, si unì in matrimonio con il pittore Richard Cosway (1742-1821) famoso miniaturista e primarius pictor del principe di Galles.

Nel 1796 muore, a soli sei anni, la figlia Luisa Paolina Angelica e la Cosway si trasferisce temporaneamente a Maleo dalla sorella Bettina. Dal 1803 al 1812 opera a Lione nel campo educativo e fonda il primo collegio. Il 18 febbraio 1812 apre a Lodi il suo Collegio (prima allieva Giuseppina Menrisi) ristrutturando il convento dei frati Minimi (Paolotti) e con l'aiuto di Francesco Melzi d'Eril, duca di Lodi.

Le sue convinzioni pedagogiche escludono imposizioni e metodi troppo autoritari e si rifanno alle teorie di Jean-Jacques Rousseau e Johann Heinrich Pestalozzi. Nelle fanciulle si studiavano i caratteri e le disposizioni naturali e si cercava di sfruttare al massimo il talento che possedevano; si incoraggiano le alunne con premi o sconti sulla retta scolastica; l'obiettivo era formare "buone madri di famiglia, in grado di educare i figli e di fare buona figura in società". (cfr. P. Rescalli, Il Cittadino, 18 marzo 2006).

Maria Cosway chiama Elena Solera, (raccomandata dal Vescovo di Pavia Luigi Tosi; nata a Edolo nel 1812) e affida così il destino del proprio Collegio alle "Dame Inglesi", nato nella prima metà del XVII secolo ad opera di Mary Ward originaria dello Yorkshire (Inghilterra settentrionale). Mary e le sue compagne indossavano un vestito uniforme ed austero (non propriamente religioso) e la gente cominciò a chiamarle Dame Inglesi. Elena Solera compì i voti solenni di povertà, castità, obbedienza il 10 aprile 1836, lo stesso giorno dell'insediamento delle Dame Inglesi nel Collegio di Lodi.[2] Nel 1948 il collegio è passato alle suore di carità di Maria Bambina fino al 1978.

Sue incisioni sono conservate nel gabinetto delle stampe del British Museum. La sua figura è stata ripresa nel film Jefferson in Paris (1995).

Morta a Lodi all'età di 79 anni, la baronesse riposa nella locale Chiesa di Santa Maria delle Grazie.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cenni biografici sopra la Baronessa Maria Hadfield Cosway: fondatrice d'una casa religiosa di dame inglesi a Lodi: morta il 5 gennajo 1838, in Gazzetta Privilegiata di Milano, Milano, 1838.
  2. ^ A. Provetti, Il Cittadino, 13 maggio 2006.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alberto Macchi, Irene Parenti, pittrice e poetessa fiorentina vissuta nella seconda metà del XVIII secolo: atto unico teatrale fra realtà e ipotesi / prefazione di Angela Sołtys, Aetas, Roma 2006 (Note)

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