Margot

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il personaggio di Lupin III, vedi Fujiko Mine.
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il nome proprio, vedi Margherita (nome).
Margot
Margot Galante Garrone.JPG
Margot nel 1961
Nazionalità Italia Italia
(Torino)
Genere Folk
Musica d'autore
Periodo di attività musicale 1957-2017
Etichetta DNG, Divergo, Fonit-Cetra
Album pubblicati 6
Studio 6

Margot, pseudonimo di Margherita Galante Garrone (Torino, 21 febbraio 1941Venezia, 23 agosto 2017[1][2]), è stata una cantautrice italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Era figlia maggiore del magistrato e politico Carlo Galante Garrone (fratello del celebre storico Alessandro; i prozii Eugenio e Giuseppe Garrone sono due medaglie d'oro al valor militare della Prima guerra mondiale) e sorella dell'attrice e pedagoga teatrale Alessandra Galante Garrone. Sin da piccola si interessa di musica, ascoltando e assimilando gli chansonniers francesi (Georges Brassens, Barbara, ma in particolare Boris Vian) ed imparando a suonare la chitarra.

Grazie all'incontro con personaggi come Michele Straniero, Fausto Amodei, Sergio Liberovici (che diventa suo marito) ed altri, è tra gli esponenti di spicco del gruppo di Cantacronache. Con Cantacronache, dopo aver scelto definitivamente il nome d'arte di "Margot" (con cui è sempre stata chiamata anche nella vita privata), incide le prime canzoni di cui è autrice, oltre a riproporre le canzoni folk e popolari che la ricerca di Straniero, di Liberovici e di Emilio Jona, oltre che di Margot stessa, porta alla luce.

La sua canzone più celebre del periodo è la ballata protofemminista Le nostre domande, con testo di Franco Fortini.

Con il termine dell'esperienza, Margot debutta come solista, pubblicando nel 1964 un 45 giri con due canzoni scritte per Julian Garcia Grimau; nello stesso anno incide la famosa Le Déserteur di Boris Vian (canzone che in seguito vanterà numerose traduzioni e interpretazioni in italiano) all'interno di un EP realizzato con Silverio Pisu.

Dopo un periodo di relativa inattività artistica (nel frattempo è diventata mamma di Andrea Liberovici, anche lui in seguito cantautore e regista teatrale), Margot ritorna a incidere negli anni settanta, per la Divergo di Mario De Luigi e per la Fonit-Cetra.

Dopo il secondo matrimonio con Giovanni Morelli si trasferisce a Venezia. Dagli anni ottanta si dedicava all'attività teatrale. Nel 1987 fonda il Gran Teatrino La Fede delle Femmine insieme a Leda Bognolo, Paola Pilla e a Margherita Beato, con cui realizza spettacoli di marionette costruite da loro stesse.

Discografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

33 giri con i Cantacronache[modifica | modifica wikitesto]

33 giri da solista[modifica | modifica wikitesto]

EP da solista[modifica | modifica wikitesto]

45 giri da solista[modifica | modifica wikitesto]

  • 1964: Canto per noi (DNG, GNP 79007; sul lato B è inciso il brano Alla memoria del compagno J. G. Grimau, eseguito da un altro artista)

CD da solista[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Addio a Margot Galante Garrone, rockit.it. URL consultato il 24 agosto 2017.
  2. ^ torino.repubblica.it, http://torino.repubblica.it/cronaca/2017/08/24/news/si_e_spenta_margot_galante_garrone_addio_alla_voce_femminile_dei_cantacronache-173766122/amp/ . URL consultato il 4 settembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Dizionario della canzone italiana, a cura di Gino Castaldo, Curcio, 1990; alla voce Margot
  • Giovanni Straniero e Carlo Rovello, Cantacronache. I cinquant'anni della canzone ribelle, 2008, Editrice Zona, p. 8

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]