Margherita d'Austria-Stiria

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Margherita d'Asburgo
Juan Pantoja de la Cruz 016.jpg
Margherita d'Austria,
ritratto di Juan Pantoja de la Cruz.
Regina Consorte di Spagna e Portogallo
Stemma
In carica 1598 - 1611
Predecessore Anna d'Austria
Successore Elisabetta di Francia
Nome completo Margarete von Österreich
Altri titoli Arciduchessa d'Austria
Nascita Graz, 25 dicembre 1584
Morte San Lorenzo de El Escorial, 3 ottobre 1611
Luogo di sepoltura Monastero dell'Escorial, Madrid
Dinastia Asburgo
Padre Carlo II d'Austria
Madre Maria Anna di Baviera
Consorte di Filippo III di Spagna
Figli Anna
Filippo IV
Maria Anna
Carlo
Ferdinando
Religione Cattolicesimo

Margherita d'Austria (Graz, 25 dicembre 1584San Lorenzo de El Escorial, 3 ottobre 1611) è stata regina consorte di Spagna e Portogallo dal 1598 fino alla sua morte per il suo matrimonio con Filippo III (1578-1621).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Margherita d'Austria, arciduchessa d'Austria dalla nascita, era figlia di Carlo II di Stiria (1540-1590), figlio dell'imperatore Ferdinando I, e di Maria Anna di Baviera (1551-1608).

Margherita e le sue sorelle non sono state considerate bellezze a causa del labbro inferiore tipico degli Asburgo. Margherita, tuttavia, è stato descritta come modesta, socievole e allegra.

La ripresa di un positivo rapporto della Compagnia di Gesù con la Corte asburgica venne da lei favorita a fine Cinquecento[1].

Matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1599 sposò per procura a Ferrara Filippo III, matrimonio poi confermato a Madrid, dove si recò[2] portando in dote 100.000 ducati.

Margherita d'Austria nel 1603.

Durante il viaggio verso la Spagna, festeggiamenti in suo onore vennero dati[3] in varie città lungo il percorso[4], tra cui Pavia[5] e Milano[6]: in questa città, "per l’ingresso di Margherita d’Austria molte demolizioni vengono realizzate per guadagnare alla vista quanto più spazio possibile[7] e, per l'occasione, le fu dedicato un salone di Palazzo Reale (all'epoca "Ducale"). Si tratta del Salone Margherita, primo luogo stabile della capitale lombarda dedicato al melodramma.

Divenne una figura molto influente alla corte del marito in quanto Filippo era considerato un sovrano estremamente debole e il suo matrimonio con Margherita, tuttavia, è stato descritto come felice e Margherita ha mostrato interesse per le funzioni di governo.

Margherita si fece, in Spagna, promotrice di varie istituzioni religiose e sociali, e sostenitrice ai bisognosi.

Fu la nonna materna di Luigi XIV di Francia e dell'imperatore Leopoldo I d'Asburgo.

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Margherita morì pochi giorni dopo la nascita del suo ultimo figlio, ma si dice che sia stata avvelenata dall'incenso che don Rodrigo de Calderon accese nella sua stanza. Margherita fu sepolta nel Pantheon delle Infante al Palazzo dell'Escorial.

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

La regina Margherita e Filippo III ebbero otto figli:

  • Anna (22 settembre 1601 - 20 gennaio 1666), regina consorte di Francia, sposa di Luigi XIII;
  • Maria (1º febbraio 1603 - marzo 1603);
  • Filippo (8 aprile 1605 - 17 settembre 1665), futuro re Filippo IV;
  • Maria Anna (18 agosto 1606 - 13 maggio 1646), imperatrice del Sacro Romano Impero, sposa di Ferdinando III;
  • Carlo (15 settembre 1607 - 30 luglio 1632);
  • Ferdinando (16 maggio 1609 o 24 maggio 1610 - 9 novembre 1641), conosciuto come il Cardinale-Infante;
  • Margherita (24 maggio 1610 - 1616), morta all'età di 6 anni;
  • Alfonso (22 settembre 1611-1612).

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Albero genealogico di tre generazioni di Margherita d'Austria-Stiria
Margherita d'Austria-Stiria Padre:
Carlo II d'Austria
Nonno paterno:
Ferdinando I del SRI
Bisnonno paterno:
Filippo I di Castiglia
Trisnonno paterno:
Massimiliano I del SRI
Trisnonna paterna:
Maria di Borgogna
Bisnonna paterna:
Giovanna di Castiglia
Trisnonno paterno:
Ferdinando II d'Aragona
Trisnonna paterna:
Isabella di Castiglia
Nonna paterna:
Anna Jagellone
Bisnonno paterno:
Ladislao VII Jagellone
Trisnonno paterno:
Casimiro IV Jagellone
Trisnonna paterna:
Elisabetta d'Asburgo
Bisnonna paterna:
Anna di Foix-Candale
Trisnonno paterno:
Gastone II di Foix-Candale
Trisnonna paterna:
Caterina di Navarra
Madre:
Marianna di Wittelsbach
Nonno materno:
Alberto V di Baviera
Bisnonno materno:
Guglielmo IV di Baviera
Trisnonno materno:
Alberto IV di Baviera
Trisnonna materna:
Cunegonda d'Asburgo
Bisnonna materna:
Maria Giacomina di Baden
Trisnonno materno:
Filippo I di Baden
Trisnonna materna:
Elisabetta di Wittelsbach
Nonna materna:
Anna d'Asburgo
Bisnonno materno:
Ferdinando I del SRI
Trisnonno materno:
Filippo I di Castiglia
Trisnonna materna:
Giovanna di Castiglia
Bisnonna materna:
Anna Jagellone
Trisnonno materno:
Ladislao II di Boemia
Trisnonna materna:
Anna di Foix-Candale
Sacro Romano Impero (1519-1740)
Casa d'Asburgo
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Carlo V (1519-1556)
Figli
Ferdinando I (1556-1564)
Massimiliano II (1564-1576)
Figli
Rodolfo II (1576-1612)
Mattia (1612-1619)
Ferdinando II (1619-1637)
Figli
Ferdinando III (1637-1657)
Figli
Ferdinando IV (1653-1654)
Leopoldo I (1658-1705)
Figli
Giuseppe I (1705-1711)
Carlo VI (1711-1740)
Maria Teresa (1745-1780)
come consorte di Francesco I (1745-1765)
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Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Rosa d'Oro - nastrino per uniforme ordinaria Rosa d'Oro
— 1598

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Flavio Rurale, La Compagnia di Gesù tra riforme, controriforme e riconferma dell'Istituto (1540-inizio XVII secolo), Cheiron : materiali e strumenti di aggiornamento storiografico : 43 44, 1 2, 2005, p. 40, n. 34.
  2. ^ Passando per Cremona, dove l’attuale piazza IV Novembre assunse il nome di Porta Margherita nel 1599 perché proprio in quell’anno aveva fatto ingresso in Cremona, attraverso di essa, Margherita d’Austria, in viaggio per la Spagna per andare sposa a Filippo III. Cfr. G. Taglietti, Le strade di Cremona. Storia e storie della città lungo le sue strade, Cremona, Grafiche Pedroni, 1997, vol. II, p. 592.
  3. ^ "Una parte della festosa vita delle corti era "dedicata al popolo, come l’arrivo in città di qualche membro della famiglia reale o di funzionari di alto rango, che era sempre occasione di celebrazioni alle quali partecipava l’intera cittadinanza. Nel 1574, per l’entrata a Milano di [[don Giovanni d’Austria]], fratello di Filippo II e vincitore di Lepanto, venne organizzato un corteo di personaggi simbolici e altri spettacoli pirotecnici e teatrali. Poco dopo la morte di S. Carlo, nel 1598, l’arrivo di Margherita d’Austria, sposa dell’infante Filippo, poi Filippo III di Spagna, diede luogo a spettacoli, cortei in costume e balli e lo stesso avvenne l’anno dopo, in occasione dell’ingresso dell’infanta Isabella e dello sposo, arciduca Alberto d’Austria": Aldo Marchetti, Il conflitto tra Chiesa e Stato sul numero dei giorni di festa e l'aumento del tempo di lavoro nella Milano del settecento, Storia in Lombardia. Fascicolo 2, 2003, p. 18 (Milano : Franco Angeli, 2003).
  4. ^ Il viaggio attraverso l’Italia di Margherita d’Austria regina di Spagna: ingressi, feste e cerimonie (1598-1599), Atti del Convegno di San Giuliano Terme (PI), 22-23 settembre 2006, a cura di M.I. Aliverti.
  5. ^ [G.B. OLEVANO], Entrata in Pavia della Sereniss. Reina Margherita d’Austria, Moglie del Potentissimo Re di Spagna Nostro Signore, et l’Apparato fatto da essa Città per ricevere una tanta Maestà, Como, Frova, 1599, pp. 20-21.
  6. ^ P. VENTURELLI, La solemne entrada en Milan de Margherita d’Austra, esposa de Felipe III, in La fiesta cortesana en la época de los Austrias, atti del Convegno di Studi, Burgos, 15-18 ottobre 2000, a cura di M. L. Lobato, B. J. García García, Valladolid 2003, pp. 233-247.
  7. ^ Lucia Serafini, Recensioni, Storia urbana: rivista di studi sulle trasformazioni della città e del territorio in età moderna. Fascicolo 1, 2009, p. 152
  8. ^ L’ ingresso a Mantova di Margherita d’Asburgo e la rappresentazione de «Il pastor fido», a cura di L. Mari, in I Gonzaga e l’Impero. Itinerari dello spettacolo. Con una selezione di materiali dall’Archivio informatico Herla (1560-1630), a cura di U. Artioli e C. Grazioli, Firenze, Le Lettere, 2005, pp. 379-381.

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