Marano (Castenaso)

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Marano/Veduro
frazione
Marano/Veduro – Veduta
Pieve di San Geminiano
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Città metropolitanaCittà metropolitana di Bologna - Stemma.png Bologna
ComuneCastenaso-Stemma.png Castenaso
Territorio
Coordinate44°31′34″N 11°27′11″E / 44.526111°N 11.453056°E44.526111; 11.453056 (Marano/Veduro)Coordinate: 44°31′34″N 11°27′11″E / 44.526111°N 11.453056°E44.526111; 11.453056 (Marano/Veduro)
Altitudine39 m s.l.m.
Abitanti1 100 (sett.2009)
Altre informazioni
Cod. postale40055, 40050
Prefisso051
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantimaranesi/veduriani
Patronosan Geminiano/San Nicolò
Giorno festivo31 gennaio/6 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Marano/Veduro
Marano/Veduro

Marano (Maràn in dialetto bolognese[1]) è un borgo che si è formato presso lo scolo Marana o Marrana, il cui nome gli etimologisti collegano alla voce prelatina omonima, significante fossato, ruscello.

La chiesa di Marano è la Pieve di San Gemignano che sorge su un antico impianto risalente al XII secolo. Completamente distrutta nel XVI secolo dalle truppe di Cesare Borgia detto Duca Valentino, venne ricostruita nel 1929 in stile neoromanico conservando il campanile cinquecentesco.[2]

Qui sorgeva la famosa villa Benevolesca, detta castello di Foggianova, con un magnifico doppio loggiato in facciata, quattro torrioni cilindrici e merlati agli angoli. Costruita da Giovanni II ai primi del cinquecento, ebbe vita mondana e culturale vivace (vi si fece anche del teatro), ma a fine settecento fu demolita.

La settecentesca villa Marana apparteneva al direttore d'orchestra Francesco Molinari-Pradelli (1911-1996). Costituita da due piani, con un loggiato a cinque arcate. Ha una rilevante decorazione pittorica del seicento, attribuibile a Meneghino del Brizzi (con paesaggi della collina bolognese entro cartelle inserite in un fregio scandito da Putti e da Medaglioni) e alla bottega di Girolamo Curti, detto "il dentone" (episodi dipinti a monocromato, della Gerusalemme liberata, inseriti in un fregio con busti, medaglioni e vasi). La Marana, circondata da un parco ben curato, è stata restaurata qualche decennio fa dai Molinari-Pradelli.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Luigi Lepri e Daniele Vitali, Dizionario Bolognese-Italiano / Italiano-Bolognese, Bologna, Edizioni Pendragon, 2007, pp. 348-354, ISBN 978-88-8342-594-3.
  2. ^ Chiara Reatti e Francesco Maria Aleotti, San Geminiano di Marano - CASTENASO, ricordibolognesi.it. URL consultato il 22 gennaio 2014.
  3. ^ Villa Marana, wikimapia.org. URL consultato il 22 gennaio 2014.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]