María Irene Fornés

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
María Irene Fornés nel 2012

María Irene Fornés (L'Avana, 14 maggio 1930New York, 30 ottobre 2018) è stata una drammaturga cubana naturalizzata statunitense, figura di spicco del movimento di rinnovamento teatrale dell'Off-Off-Broadway negli anni 60. Nel corso della sua carriera vinse nove Obie Award e la Guggenheim Fellowship, oltre ad essere stata una finalista per il Premio Pulitzer per la drammaturgia e venire eletta membro dell'American Academy of Arts and Letters.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

María Irene Fornés nacque all'Avana, figlia di Carmen Collado e Carlos Fornés.[2] Nel 1945, dopo la morte del padre, emigrò negli Stati Uniti con la madre e la sorella Margarita Fornés Lapinel. Arrivata negli Stati Uniti, dove ottenne la cittadinanza nel 1951, cominciò a lavorare in una fabbrica di scarpe, per poi decidere di studiare inglese e cominciare a lavorare come traduttrice.[3] A diciannove anni cominciò a interessarsi alla pittura e cominciò a studiare a New York e Provincetown con Hans Hofmann. Nel 1954 conobbe la scrittrice e modella Harriet Sohmers, con cui intraprese una relazione e si trasferì a Parigi con lei. Qui fu profondamente influenzata dalla prima mondiale di Aspettando Godot di Samuel Beckett e cominciò ad interessarsi al teatro. Nel 1957, al termine della relazione con la Sohmers, tornò negli Stati Uniti dopo aver vissuto per tre anni a Parigi, dove aveva studiato pittura.[4] Nel 1959 conobbe la scrittrice Susan Sontag, con cui inizò una relazione durata alcuni anni.[5] Nel 1961 scrisse la sua prima pièce, La Viuda (La vedova), una rielaborazione di alcune lettere mandate alla sua bisnonna materna da un cugino in Spagna; la pièce fu scritta e portata in scena a New York in spagnolo e non fu mai tradotta in inglese.[6]

Nel 1963 la sua opera There! You Died fu portata in scena a San Francisco e l'anno dopo fu allestita all'Actors Studio di New York con il titolo Tango Palace. La pièce l'aiutò a costruirsi una reputazione come esponente del teatro dell'assurdo e il successo la portò ad avvicinarsi a membri di spicco della scena teatrale newyorchese come Norman Mailer e Joseph Papp. A Tango Palace seguirono The Successful Life of 3 e Promenade, che le valse l'Obie Award per la migliore opera teatrale nel 1965.[7] La sua quattordicesima opera, Fefu and Her Friends (1977), fu un enorme successo e segnò un punto significativo nella produzione dell Fornes, che continuò con il suo lavoro di decostruzione delle tradizioni e dei mezzi teatrali. In Fefu and Her Friends l'azione si svolge infatti in quattro diversi punti del teatro ed è lo spettatore a scegliere qualche trama seguire, per quanto e come. La pièce fu un successo di critica e fu particolarmente apprezzata negli ambienti femministi. Negli anni ottanta la drammaturga cominciò anche a dirigere le proprie opere, scrivendo e dirigendo The Danube (1982), Mud (1983) e Sarita (1984). Le tre opere le valsero l'Obie Award sia come scrittrice che come regista. The Conduct of Life (1985) e Abingdon Square (1988) le valsero il suo settimo e ottavo Obie Award, mentre nel 1990 il suo dramma And What of the Night? fu candidato al Premio Pulitzer per la drammaturgia.[8] Figura fondamentale del teatro d'avanguardia statunitense, la Fornés è stata citata come grande fonte d'influenza e d'ispirazioni da importanti drammaturghi come Tony Kushner, Paula Vogel, Lanford Wilson, Sam Shepard ed Edward Albee.[9][10][11]

Opere teatrali[modifica | modifica wikitesto]

  • The Widow (1961)
  • There! You Died (1963)
  • The Successful life of 3: A skit for Vaudeville (1965)
  • Promenade (1965)
  • The Office (1966)
  • The Annunciation (1967)
  • A Vietnamese Wedding (1967)
  • Dr. Kheal (1968)
  • Molly's Dream (1968)
  • The Red Burning Light, or Mission XQ3(1968)
  • Aurora" (1972)
  • The Curse of the Langston House (1972)
  • Cap-a-Pie (1975)
  • Washing (1976)
  • Fefu and Her Friends (1977)
  • Lolita in the Garden (1977)
  • In Service (1978)
  • Eyes on the Harem (1979)
  • Evelyn Brown (1980)
  • A Visit (1981)
  • The Danube (1982)
  • Mud (1983)
  • Sarita (1984)
  • No Time (1984)
  • The Conduct of Life (1985)
  • A Matter of Faith (1986)
  • Lovers and Keepers (1986)
  • Art (1986)
  • "The Mothers" (1986;
  • Abingdon Square (1987)
  • Hunger (1988)
  • And What of the Night? (1989)
  • Oscar and Bertha (1992)
  • Terra Incognita (1992)
  • Enter the Night (1993)
  • Summer in Gossensass (1995)
  • Manual for a Desperate Crossing (1996)
  • Balseros (1997)
  • Letters from Cuba (2000)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Maria Irene Fornés, Creative Danger: Exploring the Woman’s Voice in Drama, su AMERICAN THEATRE, 1º settembre 1985. URL consultato il 28 agosto 2019.
  2. ^ (ES) Cubaencuentro com & Manuel Desdin https://www.cubaencuentro.com, Los olvidados: María Irene Fornés, su www.cubaencuentro.com. URL consultato il 28 agosto 2019.
  3. ^ 2009 NYIT Honorary Recipients Reached Out to Others to Help Themselves - News from the IT Awards, su www.nyitawards.com. URL consultato il 28 agosto 2019.
  4. ^ (EN) Harriet Sohmers Zwerling, Memories of Sontag: From an Ex-Pat’s Diary, su The Brooklyn Rail, 2 novembre 2006. URL consultato il 28 agosto 2019.
  5. ^ (EN) Condé Nast, Susan Sontag Loved Her, Yet Time Has Overlooked This Brilliant Queer Playwright, su them.. URL consultato il 28 agosto 2019.
  6. ^ (EN) Maria Irene Fornes: Playwright who was a leading light of avant-garde theatre in America, su The Independent, 2 dicembre 2018. URL consultato il 28 agosto 2019.
  7. ^ (EN) Ruthie Fierberg, 7 Things You Never Knew About America’s ‘Greatest and Least Known Dramatist’, su Playbill, Thu Aug 23 14:14:00 EDT 2018. URL consultato il 28 agosto 2019.
  8. ^ Rediscovering Pulitzer Prize-Nominated Lesbian Playwright Maria Irene Fornes, su www.intomore.com. URL consultato il 28 agosto 2019.
  9. ^ (EN) Bruce Weber, María Irene Fornés, Writer of Spare, Poetic Plays, Dies at 88, in The New York Times, 31 ottobre 2018. URL consultato il 28 agosto 2019.
  10. ^ (EN) Remembering María Irene Fornés, the Cuban Playwright Who Revolutionized Theater, su Vogue. URL consultato il 28 agosto 2019.
  11. ^ (EN) Olivia Clement, Playwright María Irene Fornés Dies at 88, su Playbill, Wed Oct 31 16:25:31 EDT 2018. URL consultato il 28 agosto 2019.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN62357883 · ISNI (EN0000 0000 7860 661X · LCCN (ENn86082991 · BNF (FRcb146795551 (data) · ULAN (EN500332004 · WorldCat Identities (ENn86-082991