Manni Editori

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Manni Editori
Stato Italia Italia
Fondazione 1984 a San Cesario di Lecce
Sede principale Via Umberto I, 47/51 a San Cesario di Lecce
Persone chiave Piero Manni e Grazia Manni
Settore Casa Editrice
Prodotti Libri e riviste culturali
Sito web

Manni Editori è una casa editrice fondata del 1984, con sede a San Cesario di Lecce.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Piero Manni e Anna Grazia D'Oria, "una coppia di operatori culturali...cresciuta negli anni della fantasia al potere del '68 studentesco"[1] avviano la casa editrice nel gennaio 1984 con la rivista di letteratura "l'immaginazione", ancora oggi attiva; "intorno alla testata si creò fin dall'inizio una rete di relazioni e interessi culturali che diventarono organici nella programmazione di una produzione libraria, a partire dal primo libro pubblicato",[2] Segni di poesia / lingua di pace, con testi di Edoardo Cacciatore, Mario Lunetta, Francesco Leonetti, Giorgio Caproni, Mario Luzi, Alfredo Giuliani, Antonio Porta, Edoardo Sanguineti, Paolo Volponi, Andrea Zanzotto, tutti autori che pubblicheranno negli anni successivi per Manni. Accanto alla poesia e alla narrativa, parte sempre nel 1985 "La scrittura e la storia", la prima collana di saggistica, diretta da Romano Luperini, che apre con Cina Cina di Luigi Malerba. Negli anni successivi (a volte in coedizione con l'editore Lupetti) la Manni intensifica anche il settore della pamphlettistica politica, pubblicando, tra gli altri, Salva e continua di Ovidio Bompressi, con introduzione di Erri De Luca (1997), Non ci sto!: appunti per un mondo migliore, dialogo tra Pietro Ingrao e Alex Zanotelli (2003), il Dialogo sulla legalita tra Luigi Ciotti e Nichi Vendola (2005), La sollevazione: collasso europeo e prospettive del movimento di Franco Berardi (2011).[3] Nel 2014 il catalogo consta di oltre 1700 titoli.[4]

Gli autori[modifica | modifica wikitesto]

Tra gli autori della casa editrice, tra quelli pubblicati in prima edizione: Francesco Leonetti (Palla di filo: poemetto con commento; introduzione di Filippo Bettini e Romano Luperini, 1986; La vita e gli amici (in pezzi), 1992; I piccolissimi e la circe: romanzo-paradosso, 1998; La freccia: poesie, 2001; Le storie furiose: Libro dei folli e dei mostri, Il gran Can, 2003; Scritti estremi di rabbia e di gioco: narrazioni, poesie, scene e prose, 2005; Voci di una vita: racconti, poesie, dialoghi, con alcuni disegni di Arnaldo Pomodoro, 2007), Alda Merini (La poesia luogo del nulla, 1999; Il maglio del poeta, 2002; Sono nata il ventuno a primavera: diario e nuove poesie, 2005; Canto Milano, 2007), Edoardo Sanguineti (Novissimum testamentum, 1986; Corollario 1996, 1996; Atlante del Novecento italiano: la cultura letteraria, 2001; Omaggio a Shakespeare: nove sonetti, 2004; Come si diventa materialisti storici?, 2006), Franco Fortini (Diario tedesco 1949, 1991; Franchi dialoghi, 1998), Edoardo Cacciatore (Graduali, 1986; Itto itto, 1994), Giuseppe Bonaviri (Lip to lip, 1988).[5] Accanto ad autori già affermati, la casa editrice ha dato spazio anche ad autori ancora all'epoca poco noti come Biagio Cepollaro (Scribeide, 1993), Tommaso Di Francesco (Incorpora testo, 1994), Diego Cugia (Il mercante di fiori, 1997), Giancarlo De Cataldo (Acido Fenico: ballata per Mimmo Carunchio camorrista, 2001), Wanda Marasco (L'arciere d'infanzia, 2003, Premio Bagutta 2004) ed esordienti, come Marcello Frixione (Diottrie, 1991).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "La Repubblica", 30 novembre 2003
  2. ^ "Corriere della Sera", 18 gennaio 2011
  3. ^ Intervista a "Bifo" e Agnese Manni, in "Abitare", 8 marzo 2012
  4. ^ L'elenco in SBN
  5. ^ Lucio Gambetti, Franco Vezzosi, La letteratura italiana del Novecento: repertorio delle prime edizioni, Genova, Graphos, 1997; Rarità bibliografiche del Novecento italiano: repertorio delle edizioni originali, Milano, Sylvestre Bonnard, 2007, ad voces

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]