Manlio Sgalambro

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« Il nascere e il morire sono i due momenti unicamente reali. Il resto è sogno, interrotto da qualche insignificante sprazzo di veglia. »
(Manlio Sgalambro, Aria di Federico, da Il cavaliere dell'intelletto)
Manlio Sgalambro (Catania, 2008).

Manlio Sgalambro (Lentini, 9 dicembre 1924Catania, 6 marzo 2014) è stato un filosofo, poeta, saggista e cantautore italiano.

La sua opera filosofica è stata definita di orientamento nichilista[1][2], definizione più volte respinta da Sgalambro stesso[3][4], e si può piuttosto definire un'originale sintesi tra l'anti-idealismo di Arthur Schopenhauer[5] e il materialismo e pessimismo di Giuseppe Rensi[6], con le influenze dell'esistenzialismo sui generis di Emil Cioran[7], della scolastica e della "teologia empia" e naturalistica di Vanini e Mauthner[8].

Sgalambro è noto al grande pubblico principalmente per la collaborazione con il cantautore Franco Battiato.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Manlio Sgalambro nacque a Lentini nel 1924, da una famiglia benestante (il padre era un farmacista). Ha sempre osservato un riserbo quasi "conventuale"[9] nella sua vita privata, fornendo tuttavia alcuni elementi biografici nelle sue interviste o presentazioni. Dopo l'infanzia trascorsa a Lentini, si trasferisce a Catania, dove rimane per tutta la vita. Nel 1947 si iscrive all'Università degli studi di Catania:

« All'università decisi di non iscrivermi in Filosofia perché la coltivavo già autonomamente. Mi piaceva il diritto penale e per questo scelsi la facoltà di Giurisprudenza.[10] »
(Manlio Sgalambro)

Inoltre non si trovava d'accordo con la cultura filosofica dominante allora nelle accademie, troppo legata all'idealismo di Croce e Gentile:

« Erano loro che occupavano tutto lo spazio culturale, ma io non mi ritrovavo affatto in quei sistemi complessi e completi, dove ogni cosa era già stata incasellata. Per me pensare era una destructio piuttosto che una costructio: ero uno che notava le rovine, piuttosto che la bellezza. Questo era un po’ scomodo, e non certamente accademico.[11] »

Nel 1963, a 39 anni, si sposa, e dal matrimonio nascono cinque figli. Il reddito che proveniva da un agrumeto (lasciatogli in eredità dal padre) non basta più, così sceglie di integrarlo compilando tesi di laurea e facendo supplenze nelle scuole:

« Il matrimonio è un momento, come dice Hegel, in cui «la realtà determinata entra in un individuo». Dunque il matrimonio non coincide semplicemente con l'amore per una persona, ma con la durata: ecco dove sta l'essenza, quasi teologica, del matrimonio.[10] »
(Manlio Sgalambro)

Da molti anni viveva da solo nella sua casa catanese.[11]

La produzione filosofica[modifica | modifica wikitesto]

« Che non ci sia niente di peggiore del mondo, non si deve dimostrare. »
(La conoscenza del peggio)

Sgalambro ripeteva spesso che non possedeva titoli né lauree «per i biglietti da visita» e quindi come sia riuscito a diventare uno scrittore di filosofia – i cui libri sono tradotti in francese, tedesco e spagnolo – era «un mistero» che egli stesso stentava a spiegarsi.

Il suo primo contatto con un'opera filosofica avviene nel periodo dell'adolescenza, quando legge La formazione naturale nel fatto del sistema solare di Roberto Ardigò nella biblioteca di un parente[12]. Seguono i Principi di psicologia di William James, le Ricerche logiche di Husserl (un'opera che ritornerà più volte nella sua riflessione[13]), e, soprattutto, Il mondo come volontà e rappresentazione di Schopenhauer[14]. L'incontro con il pensatore tedesco spinge Sgalambro ad un interesse sempre crescente per la cultura nordeuropea, che sfocerà poi nella scoperta di Kant, Hegel[15], Friedrich Nietzsche[12], e Kierkegaard, a cui dedica i suoi primi saggi.

Nel 1945 inizia a collaborare alla rivista catanese Prisma (diretta da Leonardo Grassi): il primo scritto è Paralipomeni all'irrazionalismo, dove, influenzato da Rensi, sviluppa un attacco all'idealismo crociano allora in piena egemonia.[16] Egli si ispira anche all'ironia di Karl Kraus di cui ama lo stile aforistico ("Se Karl Kraus avesse scritto Il Capitale lo avrebbe fatto in tre righe").

Dal 1959, assieme a Sebastiano Addamo, scrive per il periodico Incidenze (fondato da Antonio Corsano): il primo articolo è Crepuscolo e notte (che viene ristampato nel 2011), un breve saggio di "esistenzialismo negativo", ispirato ad Heidegger e Céline.[11] Frattanto inizia a scrivere anche per la rivista Tempo presente (diretta da Nicola Chiaromonte ed Ignazio Silone).[11]

Alla fine degli anni settanta decide di organizzare il suo pensiero in un'opera sistematica: a 55 anni Sgalambro manda il suo primo libro, La morte del sole, con un biglietto di due righe alla casa editrice Adelphi; al proposito dirà:

« E lì è rimasto due anni. Ma siccome io sono fatto in questo modo, non ho chiesto niente. Poi è arrivata una telefonata a mia moglie. Mi chiedevano di andare a Milano, per prendere contatto con l'editore. Roberto Calasso mi disse che quel libro non era maturo, era marcio: ed era esattamente così”.[17] »
(Manlio Sgalambro)

Negli anni seguenti, con lo stesso editore, pubblica anche: Trattato dell'empietà (1987), Anatol (1990), Del pensare breve (1991), Dialogo teologico (1993), Dell'indifferenza in materia di società (1994), La consolazione (1995), Trattato dell'età (1999), De mundo pessimo (2004), La conoscenza del peggio (2007), Del delitto (2009) e Della misantropia (2012).[11]

Intanto, all'inizio degli anni novanta, con alcuni amici avvia una piccola attività editoriale a Catania: nasce così la De Martinis. All'interno di questa casa editrice, Sgalambro si occupa di saggistica, pubblicando un paio di propri testi (Dialogo sul comunismo e Contro la musica) e ristampando alcune opere di Giulio Cesare Vanini e di Julien Benda.

Nel 2005 suscita polemiche una sua intervista a Francesco Battistini sulla mafia:

« L’immagine della Sicilia… C’è, come no? Ma cercarla in faccende di Cuffaro e di Gabanelli è come cercare un tesoro fra le spine dei fichi d’India. Cercare che cosa, poi? La griglia mafiosa è una gabbia. È chiaro che ha ragione la Gabanelli e che Cuffaro vuole cancellare a suo modo la mafia, con un tratto di parole. Ma contesto che la mafiosità sia una chiave di conoscenza... Non cambio idea. La mafia è un concetto astratto. E gli astratti si distruggono con la logica, non con la polizia... La polizia può arrestare la mafia. Eliminarla, mai. Quello che importa è la Mafia maiuscola, concetto generale e perciò indistruttibile... La mafia in sé non mi fa venire in mente nulla. Come la patria, i morti di Solferino. Cose vetuste. [Leonardo Sciascia] era lo scrittore sociale, un maestro di scuola che voleva insegnarci le buone maniere sociali. Ma rivisitarlo oggi è come rileggere Silvio Pellico. La sua funzione si è esaurita... La mafia è l'unica economia reale di quest'isola... Ci sono fenomeni della storia, ricchezze che non si possono fare con le mani pulite. Qui la ricchezza è sempre stata fondiaria, senza investimenti... La ricchezza è per sua natura sporca... Basta col gioco della spartizione: è mafioso o no? Domande da periodo di lotte religiose: è luterano o cattolico? In Sicilia sono arrivati anche i laici, per fortuna.[18] »

Definisce poi Claudio Fava "quel piagnone", affermando che "i famosi Cavalieri", soprannome dato dal padre di Fava a quattro imprenditori catanesi considerati collusi con Cosa nostra, «erano l’unica economia possibile» per la città.[18] Nel 2014 è tornato in maniera sarcastica sull'argomento: «Considero la Sicilia come un fenomeno estetico e non ne cambierei nulla. In questo senso potrei dire che mi considero un mafioso…».[11] All'isola ha dedicato l'opera Teoria della Sicilia:

« Là dove domina l'elemento insulare è impossibile salvarsi. Ogni isola attende impaziente di inabissarsi. Una teoria dell'isola è segnata da questa certezza. Un'isola può sempre sparire. Entità talattica, essa si sorregge sui flutti, sull'instabile. Per ogni isola vale la metafora della nave: vi incombe il naufragio. »

Oltre ai saggi per Adelphi, ha pubblicato per Bompiani Teoria della canzone (1997), Variazioni e capricci morali (2013) e due raccolte di poesie, Nietzsche (frammenti di una biografia per versi e voce) (1998) e Marcisce anche il pensiero (frammenti di un poema) (2011), dedicato all'ultima mezz'ora di vita di Immanuel Kant, nonché L'impiegato di Filosofia (2010), nel quale ironicamente afferma di aver rinunciato alla filosofia ritrovandosi più filosofo che mai, curioso libretto stampato in un museo della stampa con caratteri mobili, edito da La Pietra Infinita.

Infine, ha pubblicato con Il Girasole Edizioni Del metodo ipocondriaco (1989), Quaternario (racconto parigino) (2006), la raccolta di poesie Nell'anno della pecora di ferro (2011), la piéce teatrale L'illusion comique (2013) e Dal ciclo della vita (2014, postumo).

Muore il 6 marzo 2014 a Catania, all'età di 89 anni.[19] Sgalambro era dichiaratamente ateo anche se credeva nella reincarnazione, come ricordato anche dall'amico Battiato[20], e ha avuto un funerale religioso.[21]

Le collaborazioni con Franco Battiato ed altri[modifica | modifica wikitesto]

« La matematica è il tribunale del mondo. Il numero è ordine e disciplina. Ciò con cui si indica lo scopo della scienza, tradisce col termine la cosa. L'ordine, già il termine ha qualcosa di bieco, che sa di polizia, adombra negli adepti le forze dell'ordine cosmico, i riti cosmici. L'autentico sentimento scientifico è impotente davanti all'universo. L'inflazione che caccia nelle mani dell'individuo, in un gesto solo, miliardi di marchi, lasciandolo più miserabile di prima, dimostra punto per punto che il denaro è un'allucinazione collettiva »
(M. Sgalambro, La morte del sole, frasi recitate da Franco Battiato in 23 coppie di cromosomi)

Nel 1993 avviene l'incontro con Franco Battiato, del tutto casualmente, perché presentavano insieme un volume di poesie dell'amico comune Angelo Scandurra. Dopo pochi giorni da quell'incontro, Battiato gli chiede un appuntamento per proporgli di scrivere il libretto dell'opera Il cavaliere dell'intelletto:

« Un anno fa non ci conoscevamo neppure. Da allora non abbiamo fatto altro che lavorare insieme. Lui sarà anche un filosofo, ma per me è un talento che mi stimola e arricchisce. Mi sembra impossibile, oggi, tornare a scrivere i testi delle mie cose.[22] »
(Franco Battiato)
« In mezzo a tutto questo, mi capitò tra i piedi Franco Battiato. Per un certo verso direi che è stato uno di quegli incontri che ti portano fuori strada, ma questa è una percezione che ho avuto molto tardi. A volte trovo che è come se tutto quel tempo io lo abbia perduto: la questione starebbe nel vedere se sia possibile recuperarlo…[11] »

Sgalambro accetta e risponde ironicamente all'invito di Battiato chiedendogli di scrivere insieme un disco di musica pop[9]. Tra Sgalabro e Battiato si sviluppa un sodalizio artistico e umano, anche se non sempre facile:

« Anche perché io non sono un grande seguace dell’amicizia. Con Battiato abbiamo avuto lunghe liti, che duravano parecchio. Poi uno dei due, in genere lui, telefonava e il rapporto riprendeva. Tutti i litigi erano per un rigo da cambiare in una canzone: io non accettavo le esigenze della musica e per lui questo era costoso. Il suo impegno in politica? Non ho mai capito come si sia potuto lasciare tentare, tutti i giorni ho cercato di convincerlo a levarsi, solo ora per fortuna sta tornando in se stesso.[11] »
Sgalambro a Conegliano nel 2007

A partire dal 1994 collabora a quasi tutti i progetti di Franco Battiato, per cui scrive:

Benché affermasse che la canzone era per lui "una distrazione"[11], dal 1998 scrive testi di canzoni anche per Patty Pravo (Emma), Alice (Come un sigillo, Eri con me), Fiorella Mannoia (Il movimento del dare), Carmen Consoli (Marie ti amiamo), Milva (Non conosco nessun Patrizio), Adriano Celentano (Facciamo finta che sia vero) e Ornella Vanoni (Aurora).

Dopo essere intervenuto anche ai concerti di Battiato, nel 2000 si cimenta lui stesso con la musica e pubblica il singolo La mer, contenente la cover del celebre brano di Charles Trenet.

Nel 2001 pubblica l'album Fun club, prodotto da Franco Battiato e Saro Cosentino, che contiene «evergreen» del calibro di La vie en rose (di Édith Piaf) e Moon river (di Henry Mancini), ma anche l'ironica Me gustas tú (di Manu Chao):

« Un alleggerimento che considero doveroso. Dobbiamo sgravare la gente dal peso del vivere, invece che dare pane e brioches. Questa volta, mi sono sgravato anch'io. E poi, la musica leggera ha questo di bello, che in tre minuti si può dire quanto in un libro di 400 pagine o in un'opera completa a teatro.[23] »
(Manlio Sgalambro)

Nel 2007 dà la voce all'aereo DC-9 Itavia nell'opera Ultimo volo di Pippo Pollina sulla strage di Ustica.

Nel 2009 pubblica il singolo La canzone della galassia, contenente la cover di The galaxy song (tratto da Il senso della vita dei Monty Python), cantata assieme al gruppo sardo-inglese Mab.

Infine, nel 2013, collabora all'album di Antonio Maggio Nonostante tutto scrivendo i testi delle canzoni Mi servirebbe sapere e Inconsolabile.

Partecipazioni come attore e cantante[modifica | modifica wikitesto]

Musica[modifica | modifica wikitesto]

(EL)

« Ταὐτὸ τενὶ ζῶν καὶ τεθνηκὸς καὶ ἐγρηγορὸς καὶ καθεῦδον καὶ νέον καὶ γηραιόν' τάδε γὰρ μεταπεσόντα ἐκεινά ἐστι κἀκεῖνα πάλιν ταῦτα. »

(IT)

« La stessa cosa sono il vivente e il morto, lo sveglio e il dormiente, il giovane e il vecchio: questi infatti mutando son quelli e quelli mutando son questi. »

(Eraclito, Frammenti, 88)
  • Interviene recitando in Shakleton, dall'album Gommalacca (1998)
  • In Invito al viaggio (da Fleurs) recita:
« Ti invito al viaggio in quel paese che ti somiglia tanto. I soli languidi dei suoi cieli annebbiati hanno per il mio spirito l'incanto dei tuoi occhi quando brillano offuscati. Laggiù, tutto è ordine e bellezza, calma e voluttà; il mondo s'addormenta in una calda luce di giacinto e d'oro; dormono pigramente i vascelli vagabondi, arrivati da ogni confine per soddisfare i tuoi desideri. »
(Charles Baudelaire, I fiori del male)
« Se io, come miei punti, penso quali si vogliano sistemi di cose,

per esempio, il sistema: amore, legge, spazzacamino… e poi non faccio altro che assumere tutti i miei assiomi come relazioni tra tali cose, allora le mie proposizioni, per esempio, il teorema di Pitagora, valgono anche per queste cose. »

(David Hilbert, Lettera a Frege del 29 dicembre 1899)

Dal 1996 partecipa a quasi tutti i tour di Franco Battiato:

  • Nel tour del '97 recita versi in latino sul brano di Battiato Areknames (da Pollution), ribattezzato per l'occasione Canzone chimica:
« Bacterium flourescens liquefaciens, Bacterium histolyticum, Bacterium mesentericum, Bacterium sporagenes, Bacterium putrificus… »
(Manlio Sgalambro, Canzone chimica)
  • Nel tour del 2002 esegue una nuova versione – con il testo riadattato in chiave filosofica – di Accetta il consiglio (tratto da The Big Kahuna), che viene pubblicato l'anno dopo nell'album live Last Summer Dance.
  • Nel 2004 canta due brevi strofe dei suoi versi nella canzone La porta dello spavento supremo, dall'album Dieci stratagemmi di Battiato:
« Quello che c'è / ciò che verrà / ciò che siamo stati / e comunque andrà /tutto si dissolverà (...) Sulle scogliere fissavo il mare / che biancheggiava nell'oscurità / tutto si dissolverà. »
(La porta dello spavento supremo/Il sogno, testo di Manlio Sgalambro e Carlotta Wieck)

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

  • La mer (Sony Music, 2000).
  • Me gustas tú (Sony Music, 2001).
  • La canzone della galassia (Sony Music, 2009).

Videografia[modifica | modifica wikitesto]

Videoclip[modifica | modifica wikitesto]

  • Tre poesie (2004).
  • La canzone della galassia (2009).

Collaborazioni[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Collaborazioni ad album[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Canzoni[modifica | modifica wikitesto]

  • L'ombrello e la macchina da cucire (1995 – testo di Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato).
  • Breve invito a rinviare il suicidio (1995 – testo di Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato).
  • Piccolo pub (1995 – testo di Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato).
  • Fornicazione (1995 – testo di Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato).
  • Gesualdo da Venosa (1995 – testo di Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato).
  • Moto browniano (1995 – testo di Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato).
  • Tao (1995 – testo di Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato).
  • Un vecchio cameriere (1995 – testo di Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato).
  • L'esistenza di Dio (1995 – testo di Manlio Sgalambro, tratto in parte dal libro Trattato dell'empietà; musica di Franco Battiato).
  • Di passaggio (1996 – testo di Franco Battiato e Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato).
  • Strani giorni (1996 – testo di Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato).
  • La cura (1996 – testo di Franco Battiato e Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato).
  • Ein Tag aus dem Leben des kleinen Johannes (1996 – testo di Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato).
  • Amata solitudine (1996 – testo di Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato).
  • Splendide previsioni (1996 – testo di Manlio Sgalambro e Fleur Jaeggy; musica di Franco Battiato).
  • Ecco com'è che va il mondo (1996 – testo di Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato).
  • Segunda-feira (1996 – testo di Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato).
  • Memoria di Giulia (1996 – testo di Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato).
  • Serial killer (1996 – testo di Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato).
  • Decline and Fall of the Roman empire (1996 – testo di Manlio Sgalambro, dalla poesia Nota di passaggio; musica di Franco Battiato).
  • Shock in my town (1998 – testo di Franco Battiato e Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato).
  • Auto da fé (1998 – testo di Franco Battiato e Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato).
  • Casta diva (1998 – testo di Franco Battiato e Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato).
  • Il ballo del potere (1998 – testo di Franco Battiato e Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato).
  • La preda (1998 – testo di Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato).
  • Il mantello e la spiga (1998 – testo di Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato).
  • È stato molto bello (1998 – testo di Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato).
  • Quello che fu (1998 – testo di Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato).
  • Vite parallele (1998 – testo di Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato).
  • Shakleton (1998 – testo di Manlio Sgalambro e Fleur Jaeggy; musica di Franco Battiato).
  • Stage door (1998 – testo di Franco Battiato e Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato).
  • Emma (1998 – testo di Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato).
  • L'incantesimo (1998 – testo di Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato).
  • Medievale (1999 – testo di Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato).
  • Invito al viaggio (1999 – testo di Manlio Sgalambro e Charles Baudelaire; musica di Franco Battiato).
  • Running against the grain (2001 – testo di Manlio Sgalambro e Franco Battiato; musica di Franco Battiato).
  • Bist du bei mir (2001 – testo di Manlio Sgalambro e Franco Battiato; musica di Franco Battiato).
  • La quiete dopo un addio (2001 – testo di Manlio Sgalambro e Franco Battiato; musica di Franco Battiato).
  • Personalità empirica (2001 – testo di Manlio Sgalambro e Franco Battiato; musica di Franco Battiato).
  • Il cammino interminabile (2001 – testo di Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato).
  • Lontananze d'azzurro (2001 – testo di Manlio Sgalambro e Franco Battiato; musica di Franco Battiato).
  • Sarcofagia (2001 – testo di Manlio Sgalambro, tratto da Plutarco; musica di Franco Battiato).
  • Scherzo in minore (2001 – testo di Franco Battiato e Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato, Django Reinhardt e Stéphane Grappelli).
  • Il potere del canto (2001 – testo di Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato).
  • Invasione di campo (2001 – testo di Manlio Sgalambro; musica di Luca Nuzzolo).
  • Come un sigillo (2002 – testo di Franco Battiato e Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato).
  • Tra sesso e castità (2004 – testo di Manlio Sgalambro e Franco Battiato; musica di Franco Battiato).
  • Le aquile non volano a stormi (2004 – testo di Manlio Sgalambro e Franco Battiato; musica di Kinimori Yajima e Franco Battiato).
  • Ermeneutica (2004 – testo di Manlio Sgalambro e Franco Battiato; musica di Franco Battiato).
  • Fortezza Bastiani (2004 – testo di Franco Battiato e Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato).
  • Odore di polvere da sparo (2004 – testo di Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato e Krisma).
  • Conforto alla vita (2004 – testo di Manlio Sgalambro e Johann Gottfried Herder; musica di Franco Battiato).
  • I'm that (2004 – testo di Franco Battiato e Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato)
  • 23 coppie di cromosomi (2004 – testo di Manlio Sgalambro, tratto in parte dal libro La morte del sole; musica di Franco Battiato e Krisma).
  • Apparenza e realtà (2004 – testo di Manlio Sgalambro e Franco Battiato; musica di Franco Battiato e Krisma).
  • La porta dello spavento supremo (il sogno) (2004 – testo di Franco Battiato, Manlio Sgalambro e Carlotta Wieck; musica di Franco Battiato).
  • Il vuoto (2007 – testo di Franco Battiato e Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato).
  • I giorni della monotonia (2007 – testo di Franco Battiato e Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato).
  • Aspettando l'estate (2007 – testo di Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato).
  • Niente è come sembra (2007 – testo di Franco Battiato e Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato).
  • Tiepido aprile (2007 – testo di Franco Battiato e Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato).
  • The game is over (2007 – testo di Franco Battiato e Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato).
  • Io chi sono (2007 – testo di Franco Battiato e Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato).
  • Stati di gioia (2007 – testo di Franco Battiato e Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato).
  • Il movimento del dare (2008 – testo di Manlio Sgalambro e Franco Battiato; musica di Franco Battiato).
  • Tutto l'universo obbedisce all'amore (2008 – testo di Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato).
  • Tibet (2008 – testo di Manlio Sgalambro e Franco Battiato; musica di Franco Battiato).
  • Marie ti amiamo (2009 – testo di Franco Battiato, Carmen Consoli e Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato e Carmen Consoli).
  • Inneres Auge (2009 – testo di Franco Battiato e Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato).
  • 'U cuntu (2009 – testo di Franco Battiato e Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato).
  • Non conosco nessun Patrizio (2010 – testo di Manlio Sgalambro; musica di Franco Battiato e Juri Camisasca).
  • Amor dannato (2011 – testo tratto dal libro Nell'anno della pecora di ferro di Manlio Sgalambro; musica di Luca Li Gambi e Cristian Calì).
  • Facciamo finta che sia vero (2011 – testo di Manlio Sgalambro e Franco Battiato; musica di Nicola Piovani).
  • Piccolo bordello di periferia (2014 – testo di Manlio Sgalambro; musica di Luca Nuzzolo (Soluzione). Di prossima pubblicazione).
  • FBI (2014 – testo di Manlio Sgalambro; musica di Luca Nuzzolo (Soluzione). Di prossima pubblicazione).

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Film[modifica | modifica wikitesto]

Documentari[modifica | modifica wikitesto]

  • Daniele Consoli, La verità sul caso del signor Ciprì e Maresco (Zelig, 2004).
  • Guido Cionini, Manlio Sgalambro: il consolatore (Nexmedia, 2006).
  • Franco Battiato, Auguri don Gesualdo (Bompiani & Kasba comunicazioni, 2010 – ISBN 978-88-452-6586-0).
  • Massimiliano Perrotta, Sicilia di sabbia (Movie Factory, 2011).

Videoclip[modifica | modifica wikitesto]

  • Franco Battiato, L'ombrello e la macchina da cucire (1995).
  • Franco Battiato, Di passaggio (1996).
  • Franco Battiato, Strani giorni (1996).
  • Franco Battiato, Shock in my town (1998).
  • Franco Battiato, Running against the grain (2001).
  • Franco Battiato, Bist du bei mir (2001).
  • Franco Battiato, Ermeneutica (2004).
  • Franco Battiato, La porta dello spavento supremo (2004).
  • Franco Battiato, Il vuoto (2007).
  • Franco Battiato, Inneres Auge (2009).

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Franco Battiato su Storia della musica.it
  2. ^ Articolo su Repubblica, Manlio Sgalambro: adesso il filosofo diventa crooner
  3. ^ Intervista a Battiato e Sgalambro - YouTube
  4. ^ Intervista a Manlio Sgalambro: Il filosofo rock che dà del “lei” a Battiato www.livesicilia.it | elena giordano
  5. ^ "Teoria della canzone", pag.60, Bompiani, e la prefazione a "La filosofia delle università", Adelphi
  6. ^ Sgalambro, il ricordo commosso di Cacciari: “Con lui incontro straordinario” – Video Il Fatto Quotidiano TV
  7. ^ “A un tratto ci si accorge di quella cosa che chiamiamo pensare”: Addio a Sgalambro. La sua ultima intervista. URL consultato il 22 novembre 2014.
  8. ^ cfr. "De mundo pessimo", "Frammenti di storia dell'empietismo", "Trattato dell'empietà" Adelphi
  9. ^ a b GAP Speciali. Manlio Sgalambro - Un viaggio oltre il luogo comune - Rai Scuola
  10. ^ a b Mariacatena De Leo & Luigi Ingaliso, Nell'antro del filosofo: dialogo con Manlio Sgalambro (Prova d'autore, 2002).
  11. ^ a b c d e f g h i Manlio Sgalambro, l'ultima intervista
  12. ^ a b Giovanni Tesio, "In ginocchio davanti a Nietzsche", TuttoLibri, 2/6/2012
  13. ^ "La conoscenza del peggio", pag.58, Adelphi
  14. ^ La scrittura aforistica di Manlio Sgalambro |
  15. ^ Intervista a Manlio Sgalambro :: LaRecherche.it
  16. ^ Paralipomeni all'irrazionalismo
  17. ^ Giorgio Calcagno, Sgalambro: il filosofo è uno spione (da La Stampa del 28 agosto 1996).
  18. ^ a b Francesco Battistini, Sgalambro: Sciascia addio, non servi più, Corriere della Sera, 11 febbraio 2005.
  19. ^ È morto Manlio Sgalambro, il filosofo di Franco Battiato, radiomusik.it, 6 marzo 2014.
  20. ^ Franco Battiato choc a Napoli: «Sento la fine vicina, meglio cogliere il giorno». URL consultato il 22 novembre 2014.
  21. ^ Sgalambro, il filosofo che cantò il nichilismo
  22. ^ Liliana Madeo, Battiato: note per un filosofo (da La Stampa del 19 settembre 1994).
  23. ^ Marinella Venegoni, Così Sgalambro canta la sua filosofia (da La Stampa del 20 ottobre 2001)

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