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Manic Miner

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Manic Miner
videogioco
Primo livello di gioco, Central Cavern, su Spectrum
PiattaformaAmiga, Amstrad CPC, BBC Micro, Commodore 16, Commodore 64, Dragon 32/64, Game Boy Advance, Memotech MTX, MSX, Oric, SAM Coupé, Tatung Einstein, ZX Spectrum, telefono cellulare
Data di pubblicazioneSpectrum: 1983
Altri 8-bit: 1984-1986
Amiga: 1990
SAM Coupé: 1992
GBA: 2002
GenerePiattaforme
OrigineRegno Unito
PubblicazioneBug-Byte (1ª ediz. Spectrum), Software Projects, Amsoft (CPC), Jester Interactive (GBA), Elite Systems (cellulari)
DesignMatthew Smith
ProgrammazioneMatthew Smith (originale Spectrum), Derrick Peter Rowson e Steve Wetherill (CPC), D.J. Coathupe (BBC), Steven Green (Oric), Chris Lancaster e Kris Lancaster (C64), Matthew Holt (SAM), Steve McMaster (Amiga)
Modalità di giocoSingolo giocatore
Periferiche di inputTastiera, joystick
SupportoCassetta, floppy disk, cartuccia (GBA)
Requisiti di sistemaZX Spectrum: 48k
SerieMiner Willy
Seguito daJet Set Willy

Manic Miner è un classico videogioco a piattaforme originariamente scritto per ZX Spectrum da Matthew Smith e pubblicato da Bug-Byte nel 1983 (più tardi riedito da Software Projects). Fu un successo, apprezzato dalla critica anche per la sua difficoltà, sia in termini di riflessi che di strategia richiesti, e venne convertito ufficialmente per molte altre piattaforme. Nell'epoca degli home computer uscì per Amiga, Amstrad CPC, BBC Micro, Commodore 16, Commodore 64, Dragon 32, Memotech MTX, MSX, Oric, SAM Coupé e Tatung Einstein. Più avanti uscirono conversioni per Game Boy Advance e vari dispositivi mobili.

Questo è il primo gioco della serie dedicata a Miner Willy (lett. "Willy il Minatore"), composta da altri due titoli: Jet Set Willy e Jet Set Willy II. La Software Projects pubblicò inoltre una variante semplificata per VIC-20, col titolo The Perils of Willy[1].

Molte sono anche le conversioni, varianti e seguiti non ufficiali[2][3], nonché gli editor di livelli realizzati da terzi, soprattutto per ZX Spectrum[3].

Modalità di gioco

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Il gioco è composto da livelli a schermata fissa, chiamati caverne, composti perlopiù da piattaforme, sulle quali Willy può soltanto muoversi orizzontalmente e saltare. Occasionalmente sono presenti anche pareti verticali, nastri trasportatori, piattaforme che si consumano e spariscono quando Willy ci passa sopra.

In ciascuna delle venti caverne ci sono diverse chiavi lampeggianti, o altri tipi di oggetti equivalenti, che devono essere raccolte prima che la riserva di ossigeno si esaurisca. Una volta raccolte le chiavi della singola caverna, si deve raggiungere la porta (nel frattempo divenuta lampeggiante), che porterà alla caverna successiva.

Devono essere evitati nemici fissi e mobili, come ragni, sabbie mobili, macchine per l'estrazione mineraria, fiori velenosi, e cose ancora più strane come telefoni, canguri, lavandini, e parodie di altri videogiochi. Se si viene toccati da un nemico si perde una delle vite a disposizione e occorre cominciare da capo il livello; la stessa cosa succede se si cade da altezze troppo elevate. Al termine delle vite, nelle versioni fedeli all'originale, un'animazione mostra Willy schiacciato da un piede gigante[4][5].

Se nella schermata introduttiva si attende un po', vengono mostrate delle anteprime di tutte le caverne. Sono identificate da nomi in inglese, come Central Cavern, The Cold Room, The Menagerie, ecc. Nell'edizione SAM Coupé i livelli sono aumentati a 60.

Colonna sonora

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Sullo ZX Spectrum questo fu il primo gioco pubblicato ad avere una colonna sonora durante l'azione di gioco e non solo nella presentazione[6]. La musica che accompagna il gioco (non in tutte le conversioni) è una versione elettronica della composizione Nell'antro del re della montagna di Edvard Grieg, cioè una musica di scena creata per musicare la rappresentazione teatrale di Peer Gynt, un dramma composto dal norvegese Henrik Ibsen; quella della schermata del titolo è invece Sul bel Danubio blu di Johann Strauss II[3].

Il titolo come appare nella schermata di caricamento per ZX Spectrum

Manic Miner fu sviluppato inizialmente per ZX Spectrum da Matthew Smith quando lavorava come autonomo per la Bug-Byte. Alan Maton, un amministratore dell'azienda, gli chiese di realizzare un gioco simile a Donkey Kong, che era stato un enorme successo in sala giochi[7]. Smith propose di sviluppare un gioco con 8-16 livelli con forme predefinite, un numero inedito all'epoca. Il titolo Manic Miner fu inventato da Maton[7]. La principale fonte di ispirazione fu Miner 2049er[8]. L'idea generale del minatore che raccoglie oggetti nelle caverne era di Maton, ma fu Smith a popolare l'ambientazione di nemici assurdi[9]. In particolare sostiene che i nemici a forma di vater animati furono un'idea del suo fratellino di tre anni[7]. Smith lavorò al gioco con un TRS-80 Model III e riuscì ad arrivare a 20 livelli, completando lo sviluppo ad agosto 1983[7].

Poco tempo dopo Maton e Smith interruppero la collaborazione con la Bug-Byte. Smith sostiene che l'azienda tardava a pagarlo. Il suo primo gioco, Styx, l'aveva venduto alla Bug-Byte, ma Manic Miner lo aveva concesso in licenza, e si accordò per interromperla[7]. Con Maton e altri, Smith cofondò la Software Projects a Liverpool e poté commercializzare Manic Miner con la nuova azienda[7], che ne pubblicò anche le conversioni e i seguiti. La Bug-Byte aveva ancora ampie scorte del gioco per il periodo natalizio, finché nei primi mesi del 1984 la nuova edizione Software Projects divenne la più diffusa. Ci fu anche qualche variazione della grafica tra le due versioni[9].

Manic Miner è il titolo che rese famoso il suo autore Matthew Smith[10]. Fu subito un grosso successo fin dalla sua prima edizione della Bug-Byte. In un'epoca in cui gran parte dei giochi per ZX Spectrum erano ancora semplici, spesso perfino scritti in BASIC, Manic Miner scritto in linguaggio macchina appariva fluidissimo nell'azione e ampio con i suoi 20 livelli molto diversi, un numero quasi sorprendente[8]. Si faceva notare anche per la sua elevata difficoltà, perfino frustrante, ma comunque all'epoca vista in modo positivo come una sfida avvincente[11][12][13][8].

I giudizi di critica dati dalla stampa di settore europea furono in genere buoni o ottimi, almeno nelle più trattate versioni per ZX Spectrum, Commodore 64, Amstrad CPC[14], ma anche sul poco noto SAM Coupé ricevette qualche ottima recensione[3]. Le versioni per i più potenti Amiga e Game Boy Advance ricevettero giudizi fortemente variabili, da pessimi fino a ottimi[15].

Alla prima edizione (1983) dei premi Golden Joystick Awards, all'epoca dedicati solo ai giochi per computer, Manic Miner vinse nella categoria "gioco stile arcade" e arrivò terzo nel premio principale di Gioco dell'anno[16].

Nel Regno Unito, nella classifica unica dei giochi più venduti del 1984, Manic Miner arrivò al terzo posto con la versione Spectrum e al decimo con la versione Commodore 64[17].

Retro Gamer, in base al sondaggio dei lettori, nel 2004 lo classificò terzo miglior gioco di tutti i tempi[8] e nel 2007 secondo miglior gioco a piattaforme (dopo Super Mario World)[18].

  1. ↑ (EN) Gruppo di videogiochi: Miner Willy series, su MobyGames, Blue Flame Labs.
  2. ↑ (EN) Gruppo di videogiochi: Miner Willy fangames, su MobyGames, Blue Flame Labs.
  3. 1 2 3 4 ZXDB.
  4. ↑ MCmicrocomputer 28.
  5. ↑ Sperimentare con l'elettronica e il computer 9.
  6. ↑ (EN) Matt Fox, The Video Games Guide: 1,000+ Arcade, Console and Computer Games, 1962-2012, McFarland, 2012, p. 180.
  7. 1 2 3 4 5 6 (EN) Matthew uncaged (JPG), in Sinclair User, n. 33, Londra, EMAP, novembre 1984, pp. 88-90, ISSN 0262-5458 (WC · ACNP).
  8. 1 2 3 4 (EN) Your top 100 games, in Retro Gamer, n. 9, Macclesfield, Live Publishing, ottobre 2004, p. 62, ISSN 1742-3155 (WC · ACNP).
  9. 1 2 (EN) And pigs will fly... (JPG), in Popular Computing Weekly, vol. 3, n. 14, Londra, Sunshine Publications, 5-11 aprile 1984, p. 12, ISSN 0265-0509 (WC · ACNP).
  10. ↑ Gli indimenticabili videogiochi anni '80.
  11. ↑ Videogiochi 33-34.
  12. ↑ Zzap! 35.
  13. ↑ Computer Games 4.
  14. ↑ Riviste in Bibliografia ed elenchi di recensioni su ZXDB, Lemon64, MobyGames.
  15. ↑ Elenchi di recensioni su Hall of Light e MobyGames.
  16. ↑ (EN) The Golden Joystick Awards (JPG), in Computer and Video Games, n. 29, Peterborough, EMAP, marzo 1984, p. 15, ISSN 0261-3697 (WC · ACNP).
  17. ↑ (EN) Top ten games (JPG), in Computer and Video Games Yearbook 1985, EMAP, pp. 88-90.
  18. ↑ (EN) Top 25 platformers of all time, in Retro Gamer, n. 37, Bournemouth, Imagine Publishing, maggio 2007, p. 62, ISSN 1742-3155 (WC · ACNP).

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