Mamma Ebe

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Mamma Ebe, all'anagrafe Gigliola Ebe Giorgini (Pian del Voglio [1], 17 marzo 1933[2][3]), è una santona e guaritrice italiana, fondatrice dell'"Ordine di Gesù Misericordioso" e condannata a sette anni di reclusione, con sentenza del 2008, dal Tribunale di Forlì, per truffa ed esercizio abusivo della professione medica.[4]

L'11 giugno 2010 viene di nuovo arrestata, insieme al marito e ad un collaboratore con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata all'esercizio abusivo della professione medica e alla truffa aggravata; notificati anche altri 14 provvedimenti cautelari a carico di adepti e collaboratori della donna. Infine, il 16 Marzo 2016, la Corte di Cassazione conferma la sentenza definitiva alla pena di 6 anni di reclusione[5].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fu soprannominata la "santona di Carpineta", dal nome della località in cui sorgeva la sua casa-tempio presso l'omonimo paese tra le colline romagnole di Cesena. Esercitò l'attività anche in un'altra delle sue dimore nel comune di Quarrata, presso San Baronto (frazione di Lamporecchio in provincia di Pistoia).

La sua fondazione non fu mai riconosciuta dalla Chiesa. Negli anni ottanta operò nella zona di San Baronto, poi Borgo d'Ale in provincia di Vercelli e quindi Roma e Carpineta.

Mamma Ebe fu a più riprese posta sotto accusa dal 1980 al 1994: i suoi reati andavano dall'estorsione a poveri anziani malati con la promessa di una guarigione, alla persuasiva suggestione psicologica dei seguaci, spesso donne. La sua vita ispirò, al regista Carlo Lizzani, il film omonimo, che venne poi presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1985. Nel film di Lizzani, Mamma Ebe era interpretata da Berta D. Dominguez e doppiata da Solvejg D'Assunta.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "I miracoli di Mamma Ebe" (PDF), archiviostorico.unita.it, 11 aprile 1984. URL consultato l'8 settembre 2014.
  2. ^ Secondo alcune fonti, per esempio La Stampa, il luogo di nascita sarebbe Bologna e l'anno il 1934
  3. ^ Mamma Ebe condannata a sei anni in Appello, ilrestodelcarlino.it, 11 aprile 2013. URL consultato l'8 settembre 2014.
  4. ^ La sentenza di condanna da Il Tirreno
  5. ^ La condanna da Quotidiano Nazionale