Malo

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Malo
comune
Malo – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Vicenza-Stemma.png Vicenza
Amministrazione
Sindaco Paola Lain (Lega Nord-Liste civiche di centrodestra) dal 31/05/2015
Territorio
Coordinate 45°40′00″N 11°25′00″E / 45.666667°N 11.416667°E45.666667; 11.416667 (Malo)Coordinate: 45°40′00″N 11°25′00″E / 45.666667°N 11.416667°E45.666667; 11.416667 (Malo)
Altitudine 116 m s.l.m.
Superficie 30,53 km²
Abitanti 15 002[1] (31-12-2013)
Densità 491,39 ab./km²
Frazioni Case, Molina, San Tomio
Comuni confinanti Castelgomberto, Cornedo Vicentino, Isola Vicentina, Marano Vicentino, Monte di Malo, San Vito di Leguzzano, Thiene, Villaverla
Altre informazioni
Cod. postale 36034
Prefisso 0445
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 024055
Cod. catastale E864
Targa VI
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 378 GG[2]
Nome abitanti maladensi
Patrono Natività di Maria
Giorno festivo 8 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Malo
Malo
Posizione del comune di Malo all'interno della provincia di Vicenza
Posizione del comune di Malo all'interno della provincia di Vicenza
Sito istituzionale
« Di Malo pel verde silente

fra l'ombra de' platani tace

la sera: sussurra al torrente

l'invito al riposo, a la pace;

Discorre la mistica voce

di sogni ne l'anime assorte ...

e in alto, su i monti, feroce

discorre il cannone di morte! »

(Pier Paolo Fusco, tenente medico, 1915-1918[3])

Malo (Mało in veneto) è un comune italiano di 15.002 abitanti[4] della provincia di Vicenza nella regione Veneto.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Val Leogra § Storia e Storia del territorio vicentino.

Toponimi[modifica | modifica wikitesto]

Epoca antica[modifica | modifica wikitesto]

Molto probabilmente, il territorio maladense - che fino al XIV secolo d.C. comprendeva anche quello dell'attuale comune di Monte di Malo - fu abitato dagli euganei fino all'VIII secolo a.C., quando furono spinti sui monti dall'arrivo dei veneti che avevano invaso la pianura e si insediarono fin sulle pendici collinari.

Si sono rinvenute tracce delle culture neolitica e dell'età del ferro - manufatti, cocci, selci (anche asce di selce, risalenti a 4000-3000 anni a.C., ritrovate nel centro storico) che comprovano la presenza umana - intorno a monte Oresco, sul colle della Sisilla, su monte Palazzo, vicino alla frazione di San Tomio, presso Priabona e il Buso della Rana. Probabilmente queste tracce riguardano insediamenti situati lungo la cosiddetta pista dei veneti, che collegava tutti gli sbocchi delle valli seguendo la linea pedemontana, a iniziare da Sovizzo e Creazzo per proseguire costeggiando le colline fino a Schio, e da qui verso Caltrano e fino a Marostica e oltre.

In epoca romana la zona di pianura dell'alto vicentino fu interessata a centuriazione, testimoniata dal tracciato di strade e carrarecce che si conformano all'andamento a scacchiera di cardini e decumani. Asse della centuriazione era il rettifilo tra Vicenza e Santorso, che corrispondeva, in territorio maladense, al Trozo Maran da San Pietro a Ca' Losca[5]. Nei pressi di San Tomio sono state ritrovate tombe e un mosaico pavimentale, appartenente ad una villa romana.

Alto Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente anche il territorio maladense venne interessato dalle invasioni e dall'insediamento di popoli barbari. Nelle vicinanze di Priabona esiste ancora oggi un'antica chiesa dedicata a San Giorgio, venerato dai Longobardi in quanto santo guerriero, da cui la supposizione che fosse la chiesa della fara che custodiva il passo[6]. In via Porto, nel centro storico, fu rinvenuta una spada longobarda, mentre presso la pieve di Santa Maria furono ritrovati mattoni di fattura longobarda.

Nel 917, per far fronte alle incursioni degli Ungari, l'imperatore Berengario I donò i territori sulla destra orografica dell'Astico - quindi anche quello di Malo - al vescovo di Vicenza, che li fortificò facendo costruire tutta una serie di castelli a difesa dei villaggi e delle campagne. La donazione fu confermata con il privilegio dell'anno 1000, con il quale l'imperatore Ottone III esentava i castelli vescovili tra cui quello di Malo[7], dalla prestazione della tassa del fodro dovuta agli ufficiali dell'impero; un'ulteriore conferma si ha nel 1026 da un atto dell'imperatore Corrado II il Salico, che fa riferimento ad un castello: et castellum in eodem loco de Malado.

Durante l'XI e il XII secolo forte fu la contrapposizione tra i vescovi di Vicenza e i conti Maltraversi, che da essi avevano ricevuto i feudi di Malo, Schio e Santorso sulla destra del Leogra, ma che tentavano di usurparli. La contrapposizione portò all'uccisione, nel 1184, del vescovo di Vicenza Giovanni de Surdis Cacciafronte da parte di un sicario di Malo, di nome Pietro, ritenuto su mandato del conte Uguccione. Secondo gli storici il vescovo insorgeva con energia contro i ricchi, i nobili e i magnati di Malo, e non soltanto di Malo, che occupavano e distruggevano i beni dei contadini, oltre che della Chiesa[8]. Le dispute non cessarono con la sua morte e il successivo vescovo Pistore fu ucciso nel 1200 presso il castello di Pievebelvicino in uno scontro con il conte Uguccione che aveva occupato il feudo vescovile. Dopo questi fatti i Maltraversi furono privati dei feudi[9].

I pesanti debiti contratti dei vescovi di Vicenza presso gli usurai, li costrinsero ad alienare alcuni beni della chiesa; nel 1213 Nicolò Maltraversi - l'amministratore apostolico imposto da papa Innocenzo III - sospese le vendite e con una saggia amministrazione riuscì a ridurre il grosso debito, ma il successore vescovo Zilberto fu comunque costretto nel 1222 a vendere a un certo Savino i castelli di Malo e di Priabona (Petra mala) con il consenso dei legati pontifici Giordano, vescovo di Padova, e Giordano Forzatè, priore del monastero di San Benedetto di Padova[10][11].

Basso Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Si può far risalire l'origine del comune di Malo al XII secolo, quando dopo la nascita del comune di Vicenza, sorsero sul territorio molte comunità rurali che si dotarono di statuti.

Nel 1230 Savino del fu Giovanni da Faenza[12], presentato con esplicita raccomandazione ecclesiastica del papa Onorio III, fu nominato conte di Malo dall'imperatore Federico II. Sembra comunque che - come molti altri nuovi ricchi del tempo - fosse un usuraio; così si desume da atti del 1204, per un prestito ad usura ad un nobile milanese scolaro dello Studio di Vicenza, e da un prestito del 1225 alla contessa Adelasia, madre dei conti Guido e Alberto Maltraversi.

Il conte Savino aveva come vicecomes un certo Bartolomeo Pagani di Malo, anch'egli usuraio, che nel 1225 comperò dal comune di Malo, pesantemente indebitato a causa dei suoi stessi prestiti, beni situati in Leguzzano e altre località del monte[13].

Savino concluse anche alleanze matrimoniali: aveva due figlie, Ziborga e Anselice; la prima andò sposa a Guido Maltraversi, figlio di Emilia da Romano, mentre il fratello di Guido, Uguccione, sposò Anselice; ciononostante, le loro doti non furono sufficienti a sollevare i Maltraversi dalle disastrose condizioni economiche in cui versavano[14].

Sembra che il conte Savino, passato dalla parte ghibellina - e cioè dalla fedeltà a Federico II di Svevia e al suo vicario Ezzelino III da Romano - alla parte guelfa, sia morto nel 1241 a San Bonifacio in battaglia contro Ezzelino. Probabilmente il castello di Malo, insieme a quello di Priabona, fu distrutto in quegli anni - dal 1311 non se ne fa più menzione - dallo stesso Ezzelino o poco dopo dai padovani, che dal 1265 dominarono su Vicenza e sul contado in seguito al patto di custodia.

Morto Beroardo Maltraversi, figlio di Ziborga, come nobili possidenti in quel di Malo si fa menzione dapprima, nel 1298, di Enrico Scrovegni e poi di Vitaliano dei Lemici, entrambi provenienti da potenti famiglie di usurai padovani. Nel 1311 Vicenza e il territorio, anche a seguito di una congiura di nobili vicentini accordatisi con Enrico VII di Lussemburgo e Cangrande della Scala, si liberarono dal dominio padovano.

Dopo questi avvenimenti la vita pubblica, in mancanza di signori feudali, venne amministrata dal Comune, che si apprestò a definire i confini della circoscrizione comunale, confini che a quel tempo erano più estesi di quelli odierni e comprendevano anche il territorio dell'attuale comune di Monte di Malo. Erano invece in contestazione i confini con Leguzzano e queste diatribe fra comuni portarono a ripetuti interventi dei Signori della Scala.

Durante la signoria scaligera l'amministrazione civile fu organizzata in vicariati. Malo fu sede di uno tra gli 11 vicariati maggiori del territorio vicentino e la sua giurisdizione comprendeva le comunità rurali di Malo, Castelnovo, Isola di Malo, Ignago, Monte di Malo, Priabona e Torreselle[15].

Già nel XIV secolo si videro segni di frattura tra la zona di pianura e quella del monte per motivi essenzialmente etnici: il piano era abitato da genti latine mentre il monte da genti di lingua tedesca, che nel corso del secolo precedente si erano insediate in tutta la zona collinare e montana. Così nel 1322 Bailardino Nogarola, podestà di Vicenza per conto di Cangrande della Scala, concesse ai tedeschi che abitavano oltre il torrente Giara o Livergon una notevole autonomia e vari privilegi, fatti salvi gli oneri verso il comune di Vicenza[16].

La pieve di Malo[modifica | modifica wikitesto]

Il municipium romano di Vicenza era diviso anticamente in pagi, distretti, tra cui quello di Maladum. Affermatosi il cristianesimo nel V-VI secolo, l'organizzazione ecclesiastica si modellò su quella civile e la pieve di Santa Maria - la chiesa del Castello, oggi detta anche di Santa Libera - ebbe la funzione di chiesa madre del territorio circostante[17]. L'antico territorio pievano comprendeva anche gli attuali comuni di Marano Vicentino, Monte di Malo e Isola Vicentina.

Nel 1388 le genti e il sacerdote del monte chiesero al vescovo di Vicenza Pietro Filargo, e successivamente a Roma per conferma apostolica, di poter essere separati dalla pieve matrice e retti in parrocchia autonoma. La conferma apostolica di papa Innocenzo VII fu ricevuta ed eseguita dal vescovo Giovanni Castiglione; le motivazioni della separazione furono: l'uso della lingua tedesca, la distanza dalla pieve e l'amministrazione dei sacramenti riservata all'arciprete della pieve per cui molti morivano senza sacramenti. Comunque, almeno sotto l'aspetto formale, con sentenza del 1407 vennero confermati i diritti della pieve.

Epoca moderna[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1437 il piano e il monte facevano ancora parte dello stesso comune, ma è evidente dalle fonti una certa autonomia del monte che allora comprendeva le terre oltre il torrente: Santomio, Priabona, Campipiani, Faedo fino a dei mansi in Leguzzano.

Dai documenti è evidente che già era in atto la separazione del piano dal monte, di fatto in atto nel 1456; nel 1468 si decise la separazioni degli estimi comunali, mentre con atto del 1496, peraltro andato perduto, si sancì la definitiva separazione tra il comune di Malo e quello di Monte di Malo.

Epoca contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Santuario di Santa Libera

  • Chiesa di San Bernardino, (ora Sala Consigliare)
  • Chiesa di San Francesco in via Muzzana
  • Chiesa di San Nicola in via Porto
  • Chiesa di Santa Maria

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Incompiuta Villa di Giuseppe Da Porto
  • Barco Ghellini
  • Corte dei Loschi e Villa Checcozzi Dalle Rive

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • Castello gotico di Giovanni Da Porto

Società[modifica | modifica wikitesto]

Malo è il decimo comune della provincia di Vicenza come numero d'abitanti.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[18]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • 8 settembre: Festa patronale di Santa Maria Liberatrice
  • Carnevale di Malo: con maestosi carri allegorici che da più di 90 anni sfilano per le vie del centro storico per aggiudicarsi la "pessa". Da qualche anno se ne svolge una versione estiva, il Carnevale Estate.

Persone legate a Malo[modifica | modifica wikitesto]

  • San Gaetano Thiene (Vicenza 1480 - Napoli 1547), santo e religioso, nato nella nobile famiglia dei conti Thiene, fondò nel 1524 l'Ordine dei Teatini, fu arciprete di Malo dal 1508 al 1525.
  • Gaetano De Lai (Malo 30 luglio 1853 - Roma 25 ottobre 1928), cardinale.
  • Giuseppe Ciscato (Malo 19 febbraio 1860 - Padova dicembre 1908), astronomo e docente di Geodesia all'Università di Padova, primo Direttore dell'Osservatorio Astronomico di Carloforte in Sardegna, che fondò la scuola media di Malo.
  • Carlo Fanton (S.Tomio di Malo, 26 maggio 1910 - Vicenza, 26 marzo 1999), vescovo.
  • Luigi Lanaro (Malo 22 giugno 1911 - Malo 7 marzo 1977), musicista. Nel dopoguerra fu tra i protagonisti della diffusione della Fisarmonica in Italia, pubblicando vari metodi per l'apprendimento dello strumento. Il comune gli ha dedicato una piazza.
  • Gueri da Santomio (San Tomio di Malo 31 agosto 1915 - Vicenza 29 novembre 1991), al secolo Bortolo Guerrino Grendene. Pittore.
  • Luigi Meneghello (Malo 1922 - Thiene 2007), scrittore e fondatore dell'Istituto di Italianistica all'Università di Reading in Inghilterra.
  • Mario Lanaro, direttore di coro e compositore.
  • Piergiorgio Righele (Malo 1938 - 1997), maestro fondatore e direttore per trent'anni del coro polifonico I Cantori di Santomio, gruppo corale che si è affermato sulla scena internazionale, vincendo numerosi concorsi polifonici.
  • Isabella Dal Balcon (Malo 11 settembre 1977), olimpionica, ha partecipato alle olimpiadi invernali di Torino 2006 nella specialità Snowboard parallelo.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni e contrade[modifica | modifica wikitesto]

Il Comune di Malo comprende le frazioni di Case, Molina e Santomio, oltre alle contrade:

Borgo Redentore, Canova, Colombaretta, Fondo Muri, Lapi, Marchiori, Martinè, Santa Maria Celeste, Tirondolo di Mezzo, Tirondolo di Sotto, Vallugana Alta, Vallugana Bassa, Vergan, Visan-Busati, Volpare.

Altre località:

  • Montècio, monte nei pressi del capoluogo, popolare per il fatto che le persone di ogni età qui fanno lunghe corse e passeggiate.
A proposito di questo monte esiste un'antica leggenda: si racconta che, quando Dio finì di creare il mondo, gli restò un pezzo di terra che non sapeva dove mettere; quindi lo mise in corrispondenza di quella zona e nel corso dei secoli diventò un piccolo monte.

Infrastrutture e Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il trasporto pubblico a Malo è garantito dalle autocorse svolte dalla società Ferrovie e Tramvie Vicentine.

Con il regio decreto n. 1818 del 7 luglio 1927 fu approvato il progetto di una linea tranviaria che avrebbe dovuto congiungere Vicenza con Malo[19] ma che, a causa delle difficoltà economiche del periodo non fu realizzata.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
12 giugno 1985 28 maggio 1990 Luciano Spillare DC Sindaco [20]
28 maggio 1990 24 aprile 1995 Maria Rosaria Migliorini DC Sindaco [21]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Pietro Ermenegildo Zaccaria Centro sinistra Sindaco [22]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Pietro Ermenegildo Zaccaria Centro sinistra Sindaco [23]
14 giugno 2004 10 gennaio 2005 Antonio Antoniazzi Lega Nord Sindaco [24]
10 gennaio 2005 18 gennaio 2005 Sergio Porena Commissario prefettizio [25]
18 gennaio 2005 5 aprile 2005 Sergio Porena Commissario straordinario [26]
5 aprile 2005 30 marzo 2010 Antonio Antoniazzi Centro Destra Sindaco [27]
30 marzo 2010 In Carica Antonio Antoniazzi Centro Destra Sindaco [28]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Malo gemellato con:

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2013.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ A Malo, durante la prima guerra mondiale era in funzione un ospedale militare
  4. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2013.
  5. ^ Sito del Comune di Malo. URL consultato il 31 dicembre 2014.
  6. ^ Mantese, 1954,  p. 451
  7. ^ Mantese, 1954,  p. \9
  8. ^ Mantese, 1954,  pp. 159, 161
  9. ^ Mantese, 1954,  p. 96
  10. ^ Mantese, 1952,  pp. 291-92
  11. ^ Mantese, 1954,  p. 224
  12. ^ Mantese, 1954,  p. 224, nota
  13. ^ Mantese, 1954,  p. 481
  14. ^ Mantese, 1954,  p. 272
  15. ^ Mantese, 1958,  pp. 435-36
  16. ^ Mantese, 1954,  p. 481
  17. ^ La Chiesa adoperava il termine plebs, pieve, per indicare sia il popolo che il luogo delle assemblee religiose.
  18. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  19. ^ Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 219 del 22 settembre 1927
  20. ^ Ministero dell'interno
  21. ^ Ministero dell'interno
  22. ^ Ministero dell'interno
  23. ^ Ministero dell'interno
  24. ^ Ministero dell'interno
  25. ^ Ministero dell'interno
  26. ^ Ministero dell'interno
  27. ^ Ministero dell'interno
  28. ^ Ministero dell'interno

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV. Malo e il suo monte - Storia e vita di due comunità 1979, edito dalle Amministrazioni Comunali di Malo e Monte di Malo.
  • Antonio Canova, Giovanni Mantese I castelli medioevali del vicentino, 1979, Accademia Olimpica di Vicenza
  • Giovanni Mantese, Memorie storiche della Chiesa vicentina, I, Dalle origini al Mille, Vicenza, Accademia Olimpica, 1952 (ristampa 2002).
  • Giovanni Mantese, Memorie storiche della Chiesa vicentina, II, Dal Mille al Milletrecento, Vicenza, Accademia Olimpica, 1954 (ristampa 2002).
  • Giovanni Mantese, Memorie storiche della Chiesa vicentina, III/1, Il Trecento, Vicenza, Accademia Olimpica, 1958 (ristampa 2002).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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Società Sportive[modifica | modifica wikitesto]