Maison du Roi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Maison du Roi
(NL) Broodhuis
Broodhuis Bruxelles.jpg
La facciata
Localizzazione
StatoBelgio Belgio
RegioneRegione di Bruxelles-Capitale
LocalitàBruxelles
IndirizzoGrand Place di Bruxelles
Coordinate50°50′49″N 4°21′10″E / 50.846944°N 4.352778°E50.846944; 4.352778Coordinate: 50°50′49″N 4°21′10″E / 50.846944°N 4.352778°E50.846944; 4.352778
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Costruzione1516-36
Demolizione1870
Ricostruzione1870-95
StileGotico brabantino-neogotico
UsoMuseo Civico
Realizzazione
Architettodiversi fra cui Antoon II Keldermans
ProprietarioComune di Bruxelles
CommittenteDuca di Brabante

La Maison du Roi (Casa del Re, in neerlandese: Broodhuis) sorge sulla famosissima Grand Place di Bruxelles. Nonostante la sua ricostruzione ottocentesca (su piani originali cinquecenteschi) rappresenta un bell'esempio dello stile Gotico brabantino.

Storia e architettura[modifica | modifica wikitesto]

La facciata.
Il Beffroi.

.

Veduta della facciata a logge.
UNESCO white logo.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Grand Place, Bruxelles
(EN) Grand-Place, Brussels
Bruxelles, Maison du Roi 01.jpg
TipoCulturali
Criterio(ii) (iv)
PericoloNon in pericolo
Riconosciuto dal1998
Scheda UNESCO(EN) Scheda
(FR) Scheda
Particolare della ricca decorazione della facciata.

Nei primi anni del XIII secolo apparve sulla Grand-Place una struttura in legno atta a mercato coperto del pane: Broodhuis in fiammingo, che ne correva ancora il nome. Questo edificio venne sostituito da un altro in pietra nel 1405. Tuttavia nel XV secolo ci fu un cambiamento di mercato, i panettieri portavano il pane porta-a-porta direttamente alle abitazioni. L'edificio ormai libero, venne occupato dal duca di Brabante, che vi installò un centro amministrativo[1]. Così prese il nome di "'s Hertogenhuys'" (Casa del Duca), poi divenuto "'s Conincxhuys" (Casa del Re) in seguito alla salita di Carlo V, duca del Brabante dal 1506, al trono di Spagna nel 1516; in francese si continua tutt'oggi a chiamarlo Maison du Roi.

Durante il regno di Carlo V l'edificio venne completamente rifatto dal suo architetto di corte Antoon II Keldermans che previde una nuova costruzione in stile gotico fiammeggiante. I progetti vennero presentati nel 1514 e il cantiere si svolse tra il 1515 e il 1536.

Gravemente danneggiato con il bombardamento francese del 1695 questo edificio ebbe bisogno di un urgente e accurato restauro, ma a causa della mancanza di fondi, vennero eseguiti solo i lavori minimi per evitare un crollo. Nei secoli successivi venne adibito agli usi più diversi, da Volkshuis (Casa del Popolo) durante l'occupazione dei rivoluzionari francesi di Bruxelles alla fine del XVIII secolo, a tribunale, carcere provvisorio, stoccaggio di fieno per la cavalleria britannica dopo la battaglia di Waterloo, sala prove della Scuola di Danza del Teatro de la Monnaie, biblioteca, ecc.[2]

Alla fine del 1870 l'edificio è stato totalmente demolito e ricostruito in stile neogotico per volere degli allora sindaci Karel Buls e Jules Anspach. La ricostruzione dell'edificio venne affidata all'Architetto di Città Pierre-Victor Jamaer, che lo progettandolo basandosi sui piani originali Antoon II Keldermans, realizzò una ricostruzione fedele del palazzo cinquecentesco. I lavori iniziarono nel 1873 e durarono una ventina d'anni per concludersi nel 1895[3].

Dal 1887 è sede del "Museo civico". Nel 1936, la Maison du Roi venne dichiarata "Monumento Nazionale del Belgio" e poi iscritto dall'UNESCO alle liste del Patrimonio dell'umanità nel 1998.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione si sviluppa su tre piani sormontati da un enorme tetto aperto da numerosi abbaini e puntellato di statue di alfieri. Al centro della facciata si erge il bel Beffroi a leggeri trafori, con pianta quadrangolare e sommità ottagonale terminante con elmo bombato in ardesia. I primi due piani sono dotati di portico con loggia, dai complicati decori tardo-gotici a rilievo. Ricche sono anche le due facciate laterali, sormontate da elaboratissimi frontoni terminanti con guglie e statue.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) Alexandre Henne e Alphonse Wauters: Histoire de la ville de Bruxelles, Ed. Libro-Sciences, 1968
  • (FR) Guillaume Des Marez: Guide illustré de Bruxelles, Touring Club de Belgique, 1918
  • (FR) Isabelle De Pange: La Grand-Place de Bruxelles, 2011
  • (FR) Vincent Heymans: Les maisons de la Grand-Place de Bruxelles, CFC Editions, coll. « Lieux de Mémoire », 2007

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (FR) Guillaume Des Marez, Guide illustré de Bruxelles : Vol. 1 : "Les Monuments Civils et Religieux", , Touring Club de Belgique, 1918, pag. 32
  2. ^ (FR) Vincent Heymans, Les maisons de la Grand-Place de Bruxelles, CFC Editions, coll. « Lieux de Mémoire », 2007, pag. 200
  3. ^ "Belgio e Lussemburgo", Guida TCI, 1997, pag. 68

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN155861121 · ISNI (EN0000 0001 2191 2103 · LCCN (ENn2018031508 · WorldCat Identities (ENn2018-031508