Magnum Photos

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Magnum Photos
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Stato Francia Francia
Altri stati 3
Fondazione 22 maggio 1947
Fondata da Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, David Seymour, George Rodger, Maria Eisner, William Vandivert e Rita Vandivert
Sede principale Parigi, New York, Londra, Tokyo
Settore Fotografico
Sito web

La Magnum Photos è una delle più importanti agenzie fotografiche del mondo. Fondata nel 1947 da Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, David Seymour, George Rodger, William Vandivert [1] ha la forma giuridica di società cooperativa, che riunisce - anche con lo scopo di proteggere il diritto d'autore in ambito fotografico e la trasparenza d'informazione - sessanta tra i migliori fotografi del mondo. Attuale amministratore delegato è l'italiano Giorgio Psacharopulo e dal 2011, è italiano anche il presidente, il fotoreporter di guerra Alex Majoli[2][3]. L'etica professionale di Magnum prevede che le immagini scattate rimangano di proprietà del fotografo Magnum e non delle riviste dove esse vengono pubblicate, permettendo all'autore di scegliere soggetti, temi e orientare la produzione verso uno stile più aderente a quello del fotografo e libero da vincoli.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'agenzia nacque da un'idea di Robert Capa[4], che la comunicò ai colleghi quando s'incontravano al ristorante del Museum of Modern Art (MOMA) di New York. Il 22 maggio 1947[4] Capa, William e Rita Vandivert e Maria Eisner sancirono la fondazione del sodalizio. Il nome Magnum fu scelto sia perché i convenuti amavano accompagnare le loro discussioni con una bottiglia di vino francese, sia perché un nome espresso in latino conferiva forza mista a grandezza[5]. Henri Cartier-Bresson, David Seymour e George Rodger erano assenti alla riunione del 22 maggio ma furono considerati ugualmente membri fondatori[6]. I fondatori appartenevano a cinque nazionalità diverse (Capa ungherese, Cartier-Bresson francese, Seymour polacco, Rodger inglese, i Vandivert e Maria Eisner statunitensi) ed avevano acquistato grande sensibilità negli anni della seconda guerra mondiale, densi di avvenimenti sconvolgenti. La Magnum Photos nacque con due sedi, a New York e Parigi, a cui in seguito si aggiunsero Londra e Tokyo, per meglio organizzare le missioni dei fotografi.

I membri della cooperativa s'impegnarono sin dagli esordi a pretendere dagli editori il controllo della messa in pagina delle immagini e la verifica delle didascalie. Inoltre decisero di detenere la proprietà dei negativi, fatto nuovo per l'epoca[4]. Ogni fotografo poteva decidere dove, come e per chi lavorare. La libertà d'azione significava anche poter concedersi reportage di ampio respiro, più personali, in cui l'autore potesse raccontare meglio, di più e in profondità. I fondatori si divisero le rispettive sfere d'influenza: Cartier-Bresson scelse l'Asia (con lunghi viaggi in Cina, India, Birmania e Indonesia), Seymour si concentrò sull'Europa, Rodger sull'Africa, mentre Capa, dall'America, rimase pronto a partire per ogni dove. Le forti personalità dei fondatori attirarono l'interesse di coloro, colleghi, che comprendevano la portata di un simile modo di pensare, da uomo e da fotografo, il proprio lavoro.

I servizi della Magnum si imposero subito per la capacità fresca e nuova di essere nel mondo e sulla notizia. Il circolo Magnum andò allargandosi, in cinque anni, aveva aggiunto giovani di talento come René Burri, Elliott Erwitt ed altri, acquisendo una fisionomia sempre più riconoscibile. Nessun fotografo è uguale all'altro e la forza del gruppo nasce proprio dalla diversa creatività e dalle imprese individuali di ognuno. Poiché questi reportage non trovano spesso spazio sufficiente sulle riviste, per molti autori la dimensione per esprimersi diventa quella più pensata e autonoma del libro o quella più libera e creativa della mostra. I risultati furono esperimenti, allora nuovi, di un modo di comunicare e vivere la fotografia, senza limiti e confini.

Grazie a questa politica incentrata sulla tutela del fotografo, sia legalmente che professionalmente, l'agenzia Magnum ha raccolto intorno a sé molti dei migliori fotografi, permettendogli di esprimere il personale significato di fotografia e il loro rapporto con il mondo documentato.

L'agenzia Magnum ha prodotto alcuni tra i più importanti e spesso drammatici reportage della seconda metà del XX secolo, documentando guerre (il Vietnam di Phillip Jones Griffiths), catastrofi etniche (la carestia in India di Werner Bischof) o eventi sociali (il movimento americano per i diritti civili di Leonard Freed), ma anche sottolineando, con personali e originali interpretazioni, alcuni aspetti della società non evidenziati dal giornalismo scritto, raccontando il mondo degli anziani (Martine Franck), la vita dei minatori in Bolivia (Ferdinando Scianna) oppure i curiosi ritratti canini di Elliott Erwitt.

A causa dell'impegno in prima linea dei propri membri, l'agenzia è stata funestata da episodi drammatici, quali la scomparsa nel primo decennio di vita di due soci fondatori, Robert Capa (saltato su una mina in Indocina) e David Seymour, oltre al già citato Werner Bischof.

Diventare membri dell'agenzia Magnum richiede la presentazione di un portfolio all'agenzia che nella riunione annuale deciderà se ammettere il fotografo ad un affiancamento di circa due anni con un fotografo membro, terminato il quale si acquisisce la carica di associato. Trascorsi ulteriori due anni, previo giudizio di un ulteriore portfolio, si diventa membri a tutti gli effetti, con il diritto di votare nelle annuali riunioni dell'agenzia. Il corrispondente è invece un fotografo non legato direttamente all'agenzia se non per lavori occasionali.

Membri[modifica | modifica wikitesto]

Fondatori[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1947 parteciparono alla fondazione dell'agenzia i seguenti fotoreporter:

Dal 1949 ad oggi[modifica | modifica wikitesto]

Numerosi sono i fotografi che si sono associati all'agenzia, tra questi ricordiamo:

Mostre[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 1976: Magnum: Image and Reality. Testi di Harvey V. Fondiller. Fotografie a 35mm, Inverno 1976.
  2. ^ Camilla Invernizzi, Cartoline da Milano- Alex Majoli - Zona 5 e zona 6, in Corriere della Sera (inserto), 2013, p. 2-7.
  3. ^ La Magnum degli italiani, smargiassi-michele.blogautore.repubblica.it. URL consultato il 5 febbraio 2017.
  4. ^ a b c Vera Agosti, Capa, Cartier-Bresson & C. La «Magnum» si autocelebra, in Libero, 25 giugno 2017, p. 25.
  5. ^ Russell Miller, Magnum: Fifty Years at the Front Line of History (New York: Grove, 1998, p. 49.)
  6. ^ Miller, Magnum, pp. 49–50.
  7. ^ RADIO3 SUITE del 03/05/2017 - Magnum Life. Il fotogiornalismo che ha fatto la storia], player.fm. URL consultato il 6 maggio 2017.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  • Il sito ufficiale dell'agenzia è Magnum photos, che contiene anche le biografie dei membri e i loro lavori.
  • L'agenzia Magnum è rappresentata in Italia da Contrasto.
  • Il gruppo editoriale Hachette ha prodotto nel 2004 una serie di fascicoli riguardanti l'agenzia e i suoi membri.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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