Maghemite

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Maghemite
Maghemite - Mineralogisches Museum Bonn.jpg
Classificazione StrunzIV/C.06-10
Formula chimicaγ-Fe2O3
Proprietà cristallografiche
Sistema cristallinoIsometrico
Classe di simmetriaCubica con una supercella tetragonale
Parametri di cellaa=8.33 Å; Z = 8 o a=8,35 Å, c=24,99 Å; Z = 32 per una supercella tetragonale
Gruppo puntuale2 3
Gruppo spazialeP 213
Proprietà fisiche
Densità4,9 g/cm³
Durezza (Mohs)6
Coloremarrone scuro
Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale

La maghemite (Fe2O3, γ-Fe2O3) è un minerale, membro della famiglia degli ossidi di ferro. Ha la stessa struttura di spinello della magnetite ed è anche ferromagnetica. La maghemite può essere considerata una magnetite con carenza di Fe(II) con la formula [1] dove rappresenta una vacanza, A indica un posizionamento tetraedrico e B uno ottaedrico.

Il nome del minerale deriva dalla composizione della prima sillaba di magnetite ed (h)ematite, in riferimento alla composizione e alle proprietà magnetiche.[1]

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

La maghemite fu identificata per la prima volta in Sudafrica nel 1927. Si trova comunemente come rivestimento di cristalli di magnetite oppure come infiltrazione in essi. Raramente si presenta in forma di piccoli cristalli ottaedrici oppure di escrescenze aciculari.

Origine e giacitura[modifica | modifica wikitesto]

La maghemite si forma per degradazione meteorica oppure di ossidazione a bassa temperatura di spinelli contenenti Fe(II), come la magnetite o la titanomagnetite. Può essere formata anche tramite la disidratazione e trasformazione di alcuni minerali ossidi idrossidi, come la lepidocrocite e la ferridrite. Si presenta come un pigmento diffuso di colore marrone o giallastro in sedimenti. È associata con magnetite, ilmenite, anatasio, pirite, marcasite, lepidocrocite and goethite.

Struttura elettronica[modifica | modifica wikitesto]

La maghemite è un semiconduttore con una gap di banda di circa 2 eV[2], anche se il preciso valore della gap dipende dallo spin elettronico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cornell, R. M. and Schwertmann, Udo (2003) The Iron Oxides: Structure, Properties, Reactions, Occurrences and Uses. Wiley-VCH. p. 32. ISBN 3527302743.
  2. ^ Litter, M. I. and Blesa, M. A., Photodissolution of iron oxides. IV. A comparative study on the photodissolution of hematite, magnetite, and maghemite in EDTA media, in Can. J. Chem., vol. 70, nº 9, 1992, pp. 2502, DOI:10.1139/v92-316.

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