Magdalena Mouján

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Magdalena Araceli Mouján Otaño (Pehuajó, 26 marzo 1926Mar del Plata, 17 luglio 2005) è stata una matematica e scrittrice argentina di origini basche, pioniera dell'informatica, della ricerca operativa e della fisica nucleare, nonché una premiata autrice di fantascienza.[1][2]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata il 26 marzo 1926 a Pehuajó (provincia di Buenos Aires) da María Teresa Otaño Alberdi y Armando Mouján, è stata la nipote dello scrittore e poeta basco Pedro Mari Otaño. Dopo aver studiato matematica all'Università Nazionale di La Plata, ha completato il dottorato nella stessa disciplina nel 1950. [1][2]

Ha svolto incarichi di insegnamento di matematica e statistica presso l'Università Cattolica di La Plata, l'Università Nazionale di Cordova, l'Università Nazionale di Comahue e l'Università Nazionale di Luján, con una pausa temporanea durante la Rivoluzione argentina. [1]

Muore il 17 luglio 2005 a Mar del Plata. [1]

Attività scientifica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1957 partecipa al gruppo di ricerca operativa finanziato dall'esercito argentino e guidato dal matematico Agustín Durañona y Vedia[1][2][3] insieme agli ingegneri Horacio C. Reggini e Isidoro Marín. Negli anni sessanta entra a far parte della Comisión Nacional de Energía Atómica del Instituto de Físicas di Bariloche, e inizia ad utilizzare il Clementina computer, il primo computer scientifico in Argentina [1][2][4]. I suoi calcoli matematici contribuirono a costruire il reattore nucleare RA-1 Enrico Fermi. [1]

Narrativa[modifica | modifica wikitesto]

Mouján iniziò a scrivere fantascienza nei primi anni sessanta con lo pseudonimo di Inge Matquim[5]. Nel 1968, con Los Huáqueros, vince il primo premio a Mardelcon, la convenzione argentina di fantascienza.[1] Negli anni ottanta collabora con la rivista Nuevomundo: pequeña revista argentina de fantasía y ficción científica.

Il racconto Gu ta Gutarrak (in basco: per "noi e i nostri") è stata scritto in omaggio alla poesia scritta dal nonno nel 1899 con lo stesso titolo[1]: in esso è riconoscibile "una satira del mito nazionalista basco dell'antichità e purezza della razza basca"[6]. Il testo descrive le avventure di una famiglia basca in viaggio nel tempo che ritorna in patria al tempo dei suoi antenati.[1] La storia venne scelta per un numero del 1970 della rivista spagnola di fantascienza Nueva Dimensión, ma la sua pubblicazione fu bloccata dal regime di Franco in quanto contraria agli ideali dell'unità spagnola [2]. La storia è stata tradotta in più lingue, infine pubblicata da Nueva Dimensión nel 1979, dopo la morte di Franco[1][2][7], e ripubblicata dall'editore Nuevo Siglo nel 1995 nell'antologia El cuento argentino de ciencia ficción.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k (ES) Magdalena Mouján Otaño: matemáticas y ciencia ficción | Ciencia y más, su Mujeres con ciencia, 29 marzo 2018. URL consultato il 10 settembre 2019.
  2. ^ a b c d e f (EU) Zientzia Kaiera-k idatzia, 26Abe2014, Comentarios0, Magdalena Mouján (1926-2005): Argentinako matematikari gutarra, su Zientzia Kaiera, 26 dicembre 2014. URL consultato il 10 settembre 2019.
  3. ^ "Announcements", Operations Research, in JSTOR 167042, 6 (3): 461–466, May–June 1958,.
  4. ^ Babini, Nicolás, La Argentina y la computadora: crónica de una frustración, Editorial Dunken, 2003, pp. 43.
  5. ^ Capanna, Pablo, Ciencia ficción argentina: antología de cuentos, Aude Ediciones, 1990, p. 67, ISBN 9789509952300.
  6. ^ Knickerbocker, Dale, Review of Ciencia Ficción en español: una mitología ante el cambio by Yolanda Molina Gavilán, in Journal of the Fantastic in the Arts, nº 14, pp. 283–285.
  7. ^ Peregrina, Mikel; Escudero Pérez, Jimena, Domingo Santos: Bringing on the Golden Decade, in Science Fiction Studies, July 2017, nº 44, pp. 242–254, DOI:10.5621/sciefictstud.44.2.0242.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]