Magda Olivero

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Magda Olivero in Fedora con Mario del Monaco, Napoli, 1965

Magda Olivero, nata Maria Maddalena Olivero (Saluzzo, 25 marzo 1910Milano, 8 settembre 2014), è stata un soprano italiano.

Da considerarsi come «una fra le più celebri [cantanti] della storia della nostra musica» lirica,[1] ha rappresentato «un importante punto di congiunzione tra l'era dei compositori del verismo e il teatro d'opera moderno».[2]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Inizi e primo ritiro[modifica | modifica wikitesto]

Nata a Saluzzo in una famiglia di magistrati, svolse studi musicali completi (pianoforte, armonia e composizione) diplomandosi in pianoforte al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, per proseguire poi con quelli di canto, sempre nel capoluogo piemontese, con il maestro Luigi Gerussi, allora direttore della Scuola per solisti dell’EIAR, il quale ne aveva individuato le qualità in occasione di un provino fallito presso l'ente di radiodiffusione progenitore della RAI.[3] Fu proprio presso l'EIAR che avvenne il debutto radiofonico della Olivero, nel dicembre del 1932, come Maria di Magdala nell'oratorio I misteri dolorosi di Nino Cattozzo (1886-1961), cui fecero seguito altre interpretazioni sempre alla radio, che continuò comunque ad essere, anche in prosieguo di tempo, uno strumento rilevante nell'attività artistica della cantante. Il debutto teatrale ebbe invece luogo nel mese di ottobre dell'anno seguente al Teatro Vittorio Emanuele, ancora a Torino, nel personaggio di Lauretta nel Gianni Schicchi di Puccini. Negli anni successivi la carriera della Olivero si sviluppò nei teatri di tutta Italia, spesso anche in piazze non proprio di primo rilievo, affrontando principalmente personaggi del repertorio pucciniano e, più in generale, naturalista (Mascagni, Giordano, Cilea, Alfano, Wolf-Ferrari, Zandonai), ma anche Gilda, Violetta, Margherita del Faust di Gounod e Manon di Massenet, nonché, nel 1937, perfino ruoli monteverdiani minori,[4] Zerlina nel Don Giovanni di Mozart e addirittura Elsa in due recite del Lohengrin di Wagner al Teatro dell'Opera di Roma.[5] La Olivero non mancò inoltre di cimentarsi in numerose produzioni italiane contemporanee, con musiche di autori come Mario Barbieri (1888-1968), Felice Lattuada (prima assoluta de La Caverna di Salamanca, 1936), Riccardo Pick-Mangiagalli, Giuseppe Mulè e Armando La Rosa Parodi (prima assoluta de Il mercante e l'avvocato, 1936). Dopo i successi riscossi nel corso degli anni '30, che pure non le valsero i vertici assoluti della scena lirica nazionale, la sua carriera sembrò interrompersi definitivamente nel 1941, anno del suo matrimonio con l'industriale Aldo Busch, lasciando solo spazio, negli anni del dopoguerra, ad una limitata attività concertistica.[4]

Ripresa della carriera[modifica | modifica wikitesto]

Dieci anni dopo, nel febbraio del 1951, a richiesta generale, ed in particolare dopo le insistenze da parte di Francesco Cilea perché accettasse di interpretare di nuovo la sua Adriana Lecouvreur, ruolo per il quale la riteneva insostituibile, la Olivero tornò a calcare le scene riprendendo tale parte con grande successo al Teatro Grande di Brescia[6] e a Trieste, e facendone in seguito il principale tra i suoi cavalli di battaglia.[4]

Ino Savini con Magda Olivero - 'Tosca' T. Comunale Bologna 1972-03-09.jpg

Da quel momento la Olivero apparve nei teatri d'opera di tutta Italia e, soprattutto a partire dal decennio 1960-1970, anche del resto del mondo (Europa, Egitto, Stati Uniti, America Latina),[4] ma mai in istituzioni di primissimo piano come la Royal Opera House di Londra o l'Opéra di Parigi, soltanto una volta (e per una sola serata) alla Staatsoper di Vienna, e rarissimamente alla Scala (appena tre produzioni nei suoi secondi trent'anni di carriera, per non più di una ventina di spettacoli in tutto).[7] La Olivero privilegiò decisamente il repertorio pucciniano e verista, riprendendo personaggi già interpretati, come Mimì nella Bohème, Liù nella Turandot, Manon Lescaut, Madama Butterfly, Suor Angelica, Francesca da Rimini, ed affrontandone di nuovi come Minnie ne La fanciulla del West, Giorgetta ne Il tabarro, e i ruoli eponimi nella Tosca, nell'Iris di Mascagni, nella Fedora di Giordano, ne La Wally di Catalani. Riprese immediatamente la sua leggendaria Violetta, già affrontata nella prima parte della carriera, che per un decennio ancora canterà un po' ovunque in Europa, e mantenne sempre in repertorio anche il Mefistofele di Boito. Continuò inoltre a dare largo spazio alla musica novecentesca e contemporanea, sia pure non d'avanguardia (autori come Gottfried von Einem, Leoš Janáček, Gian Francesco Malipiero, Gian Carlo Menotti, Francis Poulenc, Ottorino Respighi, Nino Rota, Henri Sauguet), partecipando anche a diverse prime assolute: la Santa Rita da Cascia di Angelo Costaguta, nel ruolo eponimo, al Carlo Felice di Genova nel 1954, La Guerra di Renzo Rossellini (Marta) al San Carlo nel 1956,[4] La Celestina di Flavio Testi (Melibea) alla Pergola nel 1963, e Lode alla Trinità, pezzo per soprano/voce recitante e archi di Gerardo Rusconi alla RAI di Torino nel 1972.[8]

Nel 1967, intanto, aveva debuttato negli Stati Uniti d'America, all'Opera di Dallas:[9] non essendo stato possibile, per sopravvenute ragioni tecniche, mettere in scena l'opera originariamente prevista, La fanciulla del West, la direzione del teatro, su suggerimento del direttore musicale e suo grande estimatore, il maestro Nicola Rescigno, le propose, come alternativa, di affrontare la Medea di Luigi Cherubini. Si trattava non solo di un'opera completamente estranea al suo repertorio consueto,[10] ma essa vantava a Dallas il formidabile precedente dell'allestimento del 1958, nel quale Maria Callas aveva furoreggiato in uno dei suoi grandi ruoli d'elezione, al fianco di Jon Vickers e Teresa Berganza, per la bacchetta dello stesso Rescigno. Dopo alcune titubanze, la Olivero accettò di misurarsi con il nuovo personaggio (e con l'illustre precedente) e la riuscita di critica e di pubblico fu addirittura eccezionale. L'esperto musicale del «Dallas Morning News», John Ardoin (1935–2001), un callasiano di ferro,[11] rimase addirittura sbalordito: «Callas o non Callas, Magda Olivero ha dato una personalissima impronta a questo ruolo», e poi «il suo modo di entrare a fondo nel personaggio può essere diverso, il risultato finale ha molto della stessa incandescente presa», ed infine «dopo l'abdicazione di Maria Callas, Magda Olivero è la più grande attrice-cantante dei nostri giorni».[12] Il successo riscosso contribuì a legare la Olivero al teatro texano, dove ricomparve l'anno successivo come Fedora, nel 1970 come Giorgetta e in un concerto di gala nella cui seconda parte figurava La voix humaine di Poulenc (che la Olivero per la prima volta eseguiva in francese),[13] e nel 1974, come Tosca (avendo tra gli spettatori un'ammirata Marilyn Horne). La parte di Medea fu ripresa nel 1968 al Music Hall Theater di Kansas City, nel 1971 al Concertgebouw di Amsterdam, in forma di concerto,[4] ed infine, nello stesso anno, al Teatro Sociale di Mantova.[14]

Negli Stati Uniti, oltre che a Dallas, comparve quindi su diverse piazze minori della costa orientale e fece la sua prima apparizione a New York, nel 1971, alla Philharmonic Hall, interpretando alcune arie di Puccini e Cilea e cimentandosi di nuovo, nel secondo tempo, ne La voix humaine. Nel 1975, all'età di sessantacinque anni, grazie anche alle insistenze di Marilyn Horne sulla direzione del teatro,[15] ella fu finalmente ingaggiata dal Metropolitan Opera House di New York per sostenere la parte di Tosca "come rincalzo dell'ultimo momento nei confronti di Birgit Nilsson", dopoché quest'ultima aveva dato forfait.[16] Le sue tre sole rappresentazioni[17] provocarono un enorme scalpore, venendo salutate da interminabili ovazioni da parte del pubblico,[18] e sono state in seguito avvolte dall'alone della "leggenda".[19] Il suo saluto finale al pubblico del Met è stato così raccontanto in una recente storia del massimo teatro lirico newyorkese:

«Il 18 aprile, in occasione della sua terza ed ultima esibizione al Met (cantò di nuovo Tosca in tournée nel 1979), la Olivero volle rispondere agli insistenti applausi della folla che si pigiava in avanti sul pavimento dell'orchestra, spostandosi adagio adagio lungo lo stretto bordo esistente alla base del boccascena, allo scopo di toccare le mani tese dei suoi ammiratori. Un passo falso l'avrebbe fatta tuffare nella fossa. Con questo gesto, la Olivero mostrò ciò che la rendeva unica: cantava e recitava come se da ciò dipendesse la sua vita.»

(Charles e Mirella Jona Affron, Grand Opera: The Story of the Met, p. 266[16])

La cantante si produrrà negli USA ancora per i successivi cinque anni, apparendo anche all'Opera di San Francisco, nelle stagioni 1978-1979 e 1979-1980.[20]

Ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Magda Olivero, Solda 2005

Il ritiro dal palcoscenico avvenne di fatto nel 1981, ancora con La voce umana di Poulenc, al Teatro Filarmonico di Verona, ma la sua carriera non s'interruppe ufficialmente mai e le sue esibizioni concertistiche in pubblico sono proseguite fino all'inizio degli anni '90. Nel 1993 ha inciso, a Milano, una selezione di Adriana Lecouvreur, a sessantun anni dal debutto. All'età di ottantasei anni ha eseguito il monologo di Adriana Lecouvreur nel film Opera Fanatic di Jan Schmidt-Garre.[21] Nell'aprile 2009, a novantanove anni compiuti, nella grande sala di Palazzo Cusani di Milano, Magda Olivero ha voluto intonare «Paolo, datemi pace» dalla Francesca da Rimini di Zandonai, sbalordendo il pubblico presente.[22].

Nel 2010, in occasione del raggiungimento del traguardo dei cent'anni, le è stata dedicata un'intera trasmissione del programma televisivo Loggione in onda su Canale 5 [23]. Per il centesimo compleanno è stata anche festeggiata il 14 aprile 2010 dal Teatro Regio di Torino[24]. Il 7 maggio dello stesso anno ha partecipato al programma Cominciamo bene - Prima su Rai 3 condotto da Pino Strabioli, insieme al pianista Arturo Annecchino[25]. Nel 2011, al compimento del centounesimo compleanno è stata intervistata nella trasmissione radiofonica di Rai Radio 3, La Barcaccia. Nel 2012 e 2013 è stata intervistata da Rai 3 sempre in occasione del compleanno.[senza fonte]

Si è spenta a Milano l'8 settembre 2014 all'età di centoquattro anni. Un anno dopo la giunta comunale di Milano ha deliberato la tumulazione delle sue spoglie mortali nella cripta del Famedio del Cimitero Monumentale.[26]

«Per molti anni, dal 1967, Olivero animò la santa messa nella solennità dell’Assunta (15 agosto) nella chiesa parrocchiale di Solda (Sulden), una delle più belle stazioni di villeggiatura sul versante altoatesino dello Stelvio, dove la cantante, che i suoi fans con rispetto chiamavano “la Signora”, soleva trascorrere le vacanze all’Hotel Posta. Al di là del pregio delle esecuzioni, raccolte in registrazioni live, la si ammirava nell’offrire a Dio la propria arte, in una concezione religiosa del canto maturata nell’intimo di una visione della vita alimentata da una fede sincera e tenace: tratto non secondario dell’originale personalità e dell’alta statura morale di Magda Olivero.»

(Giancarlo Landini - Dizionario Biografico degli Italiani - 2017)

Vocalità e interpretazione[modifica | modifica wikitesto]

Dotata di una tecnica del fiato esemplare, che le consentiva di eseguire filature delicatissime, e di una musicalità solidissima, Magda Olivero ha saputo conservare, se non migliorare, le proprie qualità vocali per un lasso di tempo quasi doppio rispetto alla durata normale di una carriera nel campo della lirica. La sua voce è immediatamente riconoscibile, per la pronuncia personale e chiarissima, e soprattutto per l'estrema duttilità nel modificare timbro e dinamica a seconda delle esigenze espressive.[senza fonte]

Altrettanto magistrale è il fraseggio, nella cui condotta, logica e armoniosa, si riconosce il talento della musicista prima ancora che della cantante. Allo stile di canto insolitamente sensuale, che ne fece una grande interprete di Puccini e di Cilea, si abbinava una altrettanto intensa presenza scenica. Le sue interpretazioni potevano suscitare un isterismo collettivo. Altri ne criticarono gli eccessi veristi: la sua arte rimane controversa, ma non lascia indifferenti.[senza fonte] Rodolfo Celletti considerava la Olivero la più grande cantante-attrice del XX secolo insieme a Claudia Muzio e Maria Callas.[27] Secondo Marilyn Horne, la "superstar" Olivero «in pratica dava lezioni di recitazione e di canto mentre era in palcoscenico; onestamente, si poteva imparare di più dalla visione di una [sua] rappresentazione che non dalla lettura della maggior parte dei libri scritti su tali argomenti».[28] Sulla stessa linea il ritratto delineato dal direttore musicale della Dallas Opera, Emanuel Villaume, in occasione della morte della cantante:

«Magda Olivero è stata un'artista unica. La gente in genere l'ha elogiata soprattutto per la sua drammatica presenza scenica. Quello che sempre ha impressionato me nelle sue interpretazioni era la capacità, al di là della maestria scenica, di usare la voce naturalmente datale da Dio e una tecnica insuperata, oltre che la sua superiore e sapiente musicalità, per porre tutte queste componenti al servizio di un'accurata prestazione d'insieme.
Il dramma, la magia e la musica semplicemente si alimentavano l'un l'altra alla perfezione.[29]»

Repertorio[modifica | modifica wikitesto]

Il presente repertorio è stato compilato prendendo a base i dati riportati da Giancarlo Landini nella voce Olivero, Maria Maddalena, detta Magda, sul Dizionario Biografico degli Italiani (2017), ed integrandoli con quelli forniti da Elio Battaglia e Mario Morini negli articoli indicati in bibliografia (eventualmento facendo anche riferimenti in nota a piè di pagina):

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Magda Olivero ha registrato molto poco in studio, se escludiamo i 78 giri della prima parte della carriera (tra cui la celebre incisione dell'aria del primo atto della Traviata). Come opere complete rimangono solo Turandot (Cetra 1938) e Fedora (Decca 1969). Sempre per la Decca nel 1969 ha registrato una selezione della Francesca da Rimini. Nel 1970 ha inciso inoltre l'album di arie sacre Quando il canto è preghiera per la casa discografica Ariston. Assai nutrita è invece la discografia dal vivo.

Incisioni in studio[modifica | modifica wikitesto]

Registrazioni dal vivo[modifica | modifica wikitesto]

Video[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana
— 1992
Cittadinanza onoraria della città di Palmi - nastrino per uniforme ordinaria Cittadinanza onoraria della città di Palmi
— 16 aprile 1994
Cittadinanza onoraria della città di Reggio nell'Emilia - nastrino per uniforme ordinaria Cittadinanza onoraria della città di Reggio nell'Emilia
Cittadinanza onoraria della città di Saluzzo - nastrino per uniforme ordinaria Cittadinanza onoraria della città di Saluzzo

Cronologia della carriera[modifica | modifica wikitesto]

La presente cronologia della carriera di Magda Olivero ha carattere del tutto sommario e non è quasi mai suffragata da alcuna puntuale indicazione di fonte.

Al Teatro alla Scala di Milano, dopo aver debuttato nel 1933 con la parte minore di Anna nel Nabucco, interpreta nel 1938 il ruolo eponimo della Marcella di Giordano col tenore Tito Schipa diretta da Franco Capuana e nel 1939 è Mimì ne La bohème. Al Teatro Verdi (Trieste) debutta nel 1938 come Lucieta ne Il campiello. Nel 1938 esordisce per il Teatro dell'Opera di Roma durante la prima stagione ufficiale alle Terme di Caracalla nel ruolo di Liù in Turandot.

Al Teatro La Fenice di Venezia debutta nel 1939 come Lucieta ne Il campiello diretta da Antonio Guarnieri con Margherita Carosio e Ferruccio Tagliavini e nel 1940 Adriana Lecouvreur diretta da Nino Sanzogno con Beniamino Gigli. Ancora a Trieste nel 1940 è Felice ne I quatro rusteghi con Enrico Molinari ed Elvira Casazza e nel febbraio 1941 Adriana Lecouvreur diretta da Antonino Votto con Elena Nicolai.

Dopo il rientro in carriera, nel 1951 interpreta la Manon di Massenet, diretta da Vincenzo Bellezza, con Nicola Filacuridi ed Afro Poli, al Teatro dell'Opera di Roma

All'Arena di Verona è Manon, accanto a Giuseppe Di Stefano, nel 1951; nel 1952 sostituisce alla «prima» de La traviata Maria Callas. Egualmente anche nel 1954 accetta di interpretare il Mefistofele per quattro sere, non rinunciando alla concomitante parte di Liù nella Turandot della stessa stagione estiva. Nel 1960 la Olivero ritorna ancora in Arena per La fanciulla del West di Puccini, con Franco Corelli e Giangiacomo Guelfi e nel 1962 per Tosca, ancora con Di Stefano. Termina le sue presenze nel 1970, a 60 anni, con Manon Lescaut, diretta da Nello Santi con Plácido Domingo.

Nel 1952 è Suor Angelica a Trieste e debutta nel Regno Unito allo Stoll Theatre di Londra come Mimì ne La bohème con Tito Gobbi.

Ancora a Venezia nel 1954 è Felice ne I quatro rusteghi con Fernando Corena e Cloe Elmo nel Teatro di Palazzo Grassi, nel 1955 Margherita in Mefistofele diretta da Oliviero De Fabritiis con Boris Christoff e Gianni Poggi e nel 1956 Rosaura ne La vedova scaltra di Ermanno Wolf-Ferrari, con Enrico Campi. È Cio-Cio-San in Madama Butterfly diretta da Francesco Molinari Pradelli con Gianni Raimondi nel 1954 a Trieste e nel 1955 a Roma con Poggi e Gobbi.

Nel 1957 a Trieste è Marta ne La guerra di Renzo Rossellini. Nel 1958 partecipò al Musichiere. Alla Scala torna nel 1958 in Adriana Lecouvreur con Oralia Dominguez e Mario Carlin e nel 1959, al fianco di Mario Del Monaco e Guelfi, nella prima di Francesca da Rimini (Zandonai), entrambe dirette da Gianandrea Gavazzeni. L'ultima, leggendaria apparizione scaligera fu nel 1974 nei panni di Kostel'nika nella prima di Jenůfa di Leoš Janáček con Bruna Baglioni, Renato Cioni, Grace Bumbry, Carlo Meliciani e Nicola Zaccaria. A Roma nel 1959 è Tosca (opera) con Daniele Barioni a Caracalla.

Nel 1960 è Tosca in video per la RAI per la regia di Mario Lanfranchi diretta da Fulvio Vernizzi con Alvinio Misciano. A Venezia nel 1961 è Medea/Poppea/Maria/Giulietta/Rosaura nella prima assoluta di Mondi celesti e infernali di Gian Francesco Malipiero diretta da Ettore Gracis con Florindo Andreolli ed Angelo Nosotti. A Trieste nel 1962 è Tosca con Di Stefano e Ramón Vinay. Al King's Theatre di Edimburgo nel 1963 è Adriana Lecouvreur con Sesto Bruscantini ed Adriana Lazzarini nella trasferta del Teatro San Carlo di Napoli e nel 1969 è Mother in Sette Canzoni di Malipiero con Renato Capecchi nella trasferta del Teatro Comunale di Firenze. Al Wiener Staatsoper nel 1965 è Tosca con Nicolai Gedda ed Aldo Protti. È Minnie ne La fanciulla del West diretta da Arturo Basile con Lino Puglisi e Gastone Limarilli nel 1965 a Trieste e nel 1967 a Venezia. Nel 1967 avviene il debutto negli Stati Uniti, a Dallas, nella Medea di Cherubini. Il successo è travolgente e la critica sostiene che la sua Medea è l'unica che possa affiancarsi a quella della Callas. Nel 1967 è la protagonista in Fedora (opera) a Trieste ed a Bilbao con Del Monaco. È La femme ne La voce umana (opera) nel 1968 a Trieste e nel 1970 a Venezia diretta da Nicola Rescigno.

Nel 1972 è Il Ritorno (La vecchia madre) in Sette canzoni di Malipiero a Venezia ed è Margherita in Mefistofele diretta da Santi con Cesare Siepi, Giorgio Merighi e Luciana Palombi allo Sferisterio di Macerata.

Nel 1973 è La contessa ne La dama di picche con Mario Petri e Carlo Zardo a Trieste.

Dopo il già ricordato debutto al Metropolitan Opera House nel 1975 in Tosca con James King, Ingvar Wixell e Charles Anthony Caruso, la cantante si produrrà negli USA ancora per i successivi cinque anni, con crescente successo, interpretando, tra l'altro, all'Opera di San Francisco, di nuovo Tosca nel 1978 e La voix humaine nel 1979. Per il Metropolitan Opera, nello stesso 1979 porta ancora Tosca in tournée in varie città americane sotto la direzione di James Conlon, chiudendo la sua limitata esperienza per il principale teatro newyorchese il 24 maggio,a Detroit, a fianco di Luciano Pavarotti, Cornell MacNeil ed Italo Tajo.[35]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ È morta a 104 anni Magda Olivero, grande soprano milanese, «la Repubblica», 8 settembre 2014.
  2. ^ Ira Siff, Magda Olivero, 104, the Last Great Verismo Soprano, Has Died, «Opera News», 8 settembre 2014.
  3. ^ Successivamente, nel corso della sua carriera, la Olivero continuò a perfezionare le sue capacità canore con il maestro Luigi Ricci di Roma, «il maestro delle piccole grandi cose, perchè mi curava i piccoli particolari che sortivano grandi effetti» (Gloria Bellini, Intervista a Magda Olivero: un secolo di lirica, «liricamente.it», 02 marzo 2011).
  4. ^ a b c d e f Landini, Dizionario Biografico degli Italiani.
  5. ^ Grande Enciclopedia. Il 18 gennaio 1958, in un concerto alla RAI di Milano diretto da Franco Mannino, sarebbe stata la prima italiana ad eseguire la "morte di Isotta", con un risultato «che avrebbe fatto felice, ne siamo sicuri, Richard Wagner!» (Battaglia, p. 42). La registrazione del Liebestod in italiano è disponibile su YouTube.
  6. ^ La ripresa dell'Adriana ebbe luogo il 3 febbraio, ma il 20 di gennaio, sempre a Brescia, la Olivero era già tornata in palcoscenico con La boheme. Cilea comunque non fu in gtrado ad apprezzare il ritorno della Olivero, essendo deceduto da poco più di due mesi.
  7. ^ Cfr. Royal Opera House Collections Online (EN) , Les Archives du Spectacle (FR) , Wiener Staatsoper Archives (DE) , e Archivio La Scala.
  8. ^ Le registrazioni dal vivo sia de La Celestina sia della Lode sono disponibili online su YouTube.
  9. ^ Ronald L. Davis, La Scala West: The Dallas Opera Under Kelly and Rescigno, University Park (Texas), Southern Methodist University Press, 2000, p. 99, ISBN 0870744542;
    Geoffrey S. Riggs, The Assoluta Voice in Opera, Jefferson (North Carolina), McFarland, 2003, pp. 28–29; ISBN 0-7864-1401-4
  10. ^ Riguardo all'opera settecentesca, la Olivero, nella sue seconda carriera, poteva vantare come unico precedente la partecipazione alla ripresa, a Lisbona, nel 1955, della Penelope nella partenza da Sparta, di João de Sousa Carvalho.
  11. ^ Amico personale della Callas, Ardoin ha pubblicato diversi libri sulla grande cantante greca (cfr. John Ardoin sulla Wikipedia in inglese).
  12. ^ Morini (ivi le citazioni di Ardoin).
  13. ^ Nel 1968 era stata la prima interprete della versione italiana dell'opera di Poulenc al Verdi di Trieste.
  14. ^ Quattrocchi, Vincenzo, Magda Olivero: Una voce per tre generazioni, Turin, Italgrafica, 1984, p. 113.
  15. ^ Marilyn Horne e Jane Scovell, Marilyn Horne: The Song Continues, Fort Worth, Baskerville, 2004, p. 184. ISBN 978-1880909713.
  16. ^ a b Charles e Mirella Jona Affron, Grand Opera: The Story of the Met, Oakland, University of California Press, 2014, p. 266, ISBN 978-0-520-95897-5.
  17. ^ Cf Metropolitan Opera Archives.
  18. ^ Harold C. Schonberg, "Opera: Magda Olivero Sings Tosca in Met Debut", The New York Times, 5 aprile 1975. È disponibile su YouTube la registrazione di fortuna della sua eccezionale esecuzione di "Vissi d'arte" e della successiva esplosione del pubblico newyorkese: secondo il commentatore e artista lirico Ira Siff si trattò del «"Vissi d'arte" più toccante e spettacolosamente cantato della sua esperienza» come ascoltatore di musica lirica (articolo citato).
  19. ^ Martin Filler, The Unstoppable Soprano, su nybooks.com, 24 settembre 2014. URL consultato il 6 ottobre 2018.
  20. ^ Con Tosca nel novembre 1978 e La voix humaine nell'ottobre 1979 (Performance Archive dell'Opera di San Francisco).
  21. ^ (EN) Opera Fanatic, su Internet Movie Database, IMDb.com.
  22. ^ «L'Opera», numero 238, p. 86. La registrazione dell'evento è reperibile su YouTube.
  23. ^ adnkronos 31 marzo 2010.
  24. ^ Fabio Vittorini, Magda Olivero, una voce per tre grandi vite, «il manifesto», 10 settembre 2014.
  25. ^ Video Rai.TV - Cominciamo Bene Prima 2009-2010 - Magda Olivero e Arturo Annecchino
  26. ^ Al Famedio quattro milanesi illustri: dal soprano al designer, «Corriere della Sera», Milano/Cronaca, 11 settembre 2015.
  27. ^ Biografia di Magda Olivero, su www.liricadomani.com. URL consultato il 28 gennaio 2018.
  28. ^ Horne e Scovell, ibidem.
  29. ^ "Magda Olivero was a unique artist. People generally praise her mostly for her dramatic stage presence. What always impressed me in her interpretations was the ability, beyond her stagecraft, to use her God given natural voice and unsurpassed technique, as well as superior and cultured musicianship, to put all these components at the service of a controlled and unified performance. Drama, magic and music just fed each other perfectly", riportato da Gregory Sullivan Isaacs in Magda Olivero, 1910-2014, «TheaterJones», 15 settembre 2014.
  30. ^ a b c d e Morini.
  31. ^ a b c Battaglia.
  32. ^ Franco Manfriani, Dagli archivi, saggio contenuto nel programma di sala per le rappresentazioni de L'incoronazione di Poppea, al 74° Maggio Musicale Fiorentino, Firenze, Giunti, 2011, p. 119, ISBN 978-88-09-77106-2.
  33. ^ Raffaele Vegeto, Olivero, Magda - Discografia, in Le grandi voci. Dizionario critico-biografico dei cantanti con discografia operistica (direttore: Rodolfo Celletti), Roma, Istituto per la collaborazione culturale, 1964, p. 589.
  34. ^ Questo disco risulta ormai introvabile commercialmente; è tuttavia accessibile online presso YouTube.
  35. ^ Metropolitan Opera Archives.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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