Maestro di Offida

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Maestro di Offida (Offida, ... – ...) è il nome convenzionale con il quale viene identificato un anonimo pittore italiano attivo tra la metà del XIV secolo e forse gli inizi del XV secolo.

Il Maestro di Offida avrebbe affiancato, da giovane il Maestro del polittico di Ascoli in un affresco con Crocifissione recentemente scoperto nell'atrio della cattedrale di Ascoli Piceno[1]. Dalle Marche meridionali, in seguito si sarebbe spostato in Abruzzo fino in Basilicata.

Un elemento distintivo che permette di riconosce le opere di questo pittore è costituito dal modo di rappresentare i raggi delle aureole dei santi[2].

Si sarebbe trattato forse di un monaco, che avrebbe dipinto in uno stile derivato da una trasposizione dell'eredità giottesca[3].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Gli sono attribuite numerose opere, in prevalenza affreschi e solo due tavole:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Monica Ferri, "Il Maestro del polittico di Ascoli", in Identit@ Sibillina, 2, 2006 Archiviato il 22 agosto 2007 in Internet Archive. (rivista on-line), che riporta l'opinione di Alessandro Marchi.
  2. ^ Vedi pagina del sito del comune di Offida, citata in bibliografia.
  3. ^ Scheda sugli affreschi della chiesa di San Salvatore a Canzano sul sito della Regione Abruzzo, sezione cultura. È stata inoltre ipotizzata una sua possibile identificazione con un frate Domenico di Giovanni del monastero di Santa Maria della Rocca, al quale dovevano essere affidate delle pitture da realizzare nella chiesa, finanziate da un lascito testamentario del 1381 (Giovanni Corrieri, La chiesa di San Salvatore a Canzano Archiviato il 6 agosto 2007 in Internet Archive. sul sito ChieseTeramane).
  4. ^ Francesco Aceto, La cattedrale di Teramo Archiviato il 3 giugno 2007 in Internet Archive. (testo per un calendario artistico della Cassa di risparmio della provincia di Teramo del 2003), capitolo "L'allestimento decorativo e i tesori".
  5. ^ Giovanni Lattanzi, Il Duomo di Atri sulla rivista on-line AbruzzoCultura (maggio 2007). Nell'articolo si riferisce di una possibile identificazione del Maestro di Offida con il pittore Luca di Atri.
  6. ^ Scheda sugli affreschi della chiesa di San Salvatore a Canzano sul sito della Regione Abruzzo, sezione cultura, con iscrizione dipinta che riporta lacunosa una data, interpretata da diversi studiosi come 1334 o 1338, come 1379 o 1389, o ancora come 1427 o 1429
  7. ^ Affreschi del Maestro di Offida nella chiesa di Santa Maria al Chienti, sul sito SantaMariaPiediChienti.
  8. ^ "Pitture e artisti nella chiesa di S.Maria della Rocca" sul sito del comune di Offida.
  9. ^ La data è citata in una scheda del sito della Regione Abruzzo - sezione Cultura.
  10. ^ Scheda sul monastero di San Marco sul sito del comune di Offida.
  11. ^ Notizia di una conferenza su "Gli affreschi del Maestro di Offida nella chiesa di San Francesco in Montefiore dell'Aso", di Emanuela Della Rocca sul sito "Ophis".
  12. ^ a b c Gli affreschi della chiesa sono citati in Sulle tracce del Maestro di Offida Archiviato il 19 luglio 2007 in Internet Archive. sul sito dell'Associazione guide turistiche e naturalistiche, accompagnatori turistici di Ascoli Piceno.
  13. ^ Scheda sulla Madonna in trono con il Bambino, detta Madonna Nera di Costantinopoli sul sito del Museo nazionale d'Abruzzo.
  14. ^ S. Dell'Orso , Il “Ponte della prova”. Un affresco nella chiesa di Santa Maria in Piano a Loreto Aprutino e la rappresentazione del “Purgatorio”, in “Arte Cristiana” 1988,p 334.
  15. ^ A. Grelle, Arte in Basilicata. Rinvenimenti e restauri, Roma 1981, pp. 40, 161-164; F Abbate, Storia dell'arte nell'Italia meridionale. Il Sud angioino e aragonese, Roma 1998, pp. 75-76, 87.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A. Tartuferi, "Qualche osservazione sul Maestro di Offida e alcuni appunti sulla pittura del Trecento nell'Abruzzo teramano", in Arte Cristiana 88/799, 2000, pp. 249–258 [1]
  • S. Papetti, Un artista itinerante fra le Marche e l'Abruzzo: il Maestro di Offida, in Le vie e la civiltà dei pellegrinaggi nell'Italia centrale, Spoleto 2000, ISBN 88-7988-299-6
  • P. Leone de Castris, in Documenti dell'Abruzzo Teramano. Dalla Valle del Piomba alla valle del basso Pescara, Pescara 2001, pp. 215–225.

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