Madeleine Pelletier

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Marie Anne Madeleine Pelletier

Marie Anne Madeleine Pelletier (Parigi, 18 maggio 1874Épinay-sur-Orge, 29 dicembre 1939) è stata una psichiatra francese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La Pelletier studiò antropologia e in particolare il rapporto tra le dimensioni del cranio e l'intelligenza seguendo le teorie di Paul Broca con Charles Letourneau e Léonce Manouvrier ma quando lasciò l'antropologia le contestò duramente, in particolare quelle che sostenevano che la donna, avendo un cranio più piccolo, fosse anche meno intelligente.[1]

Dopo avere interrotto la sua attività di antropologa divenne psichiatra e fu la prima donna in Francia a sostenere l'esame per l'internato in psichiatria.[2]

Era impegnata nella framassoneria, che allora era una vera forza politica, alla quale aderì nel maggio 1904, avendo poi all'interno di essa vari incarichi.[3] Cercò di muovere la massoneria francese ad accettare in ogni loggia l'ingresso alle donne, essendo le logge miste soltanto tollerate. La sua insistenza per fare entrare le donne anche nelle logge solo maschili arrivò al punto da degenerare in litigio con un fratello massone, che la Pelletier minacciò con una pistola dopo avere sottratto l'arma all'uomo e questo ne causò prima la sospensione per un mese; eppure nonostante le lotte intestine, fu creata un'ulteriore loggia mista femminista, battezzata dalla Pellettier "Stuart Mill" in onore del filosofo suffragista John Stuart Mill.[3] Ma, nel settembre del 1907, la Pelletier fu esclusa dalla massoneria. La "Stuart Mill" avrebbe continuato le sue attività in maniera "indipendente" almeno per un altro paio di anni.[4]

Nel 1906, Pelletier divenne segretaria de La Solidarité des femmes (solidarietà delle donne) facendola diventare l'organizzazione femminista più radicale dell'epoca.[5] Sostenne l'aborto e l'amore lesbico; nel 1908 rappresentò il gruppo durante le manifestazioni di Hyde Park per il suffragio femminile[6] e fondò anche una pubblicazione sul tema, dal titolo La suffragiste.[7] Fu impegnata come attivista fin da adolescente in gruppi anarchici e in seguito militò nell'attivismo socialista[8] fece parte del partito socialista francese, seguendolo nel consiglio nazionale fino alla Prima guerra mondiale e rappresentandolo in diversi congressi nazionali, fino a diventare membro dell'esecutivo nel 1910.[9]

Fu particolarmente attiva nel movimento neo-mathusiano francese, col quale coincidevano le sue idee a favore del controllo delle nascite e dell'aborto[10] che per i neo-maltusiani era uno dei modi di liberazione del proletariato e per Pelletier uno strumento per la liberazione dal predominio maschile; scrisse per il periodico Le Néo-Malthusian. Proprio per contrastare il ricorrere diffuso all'aborto, in rinforzo alla legge già esistente (l'articolo 317 del 1810 del Codice penale francese)[11] con l'intento di ripopolare il paese dopo la guerra, fu varata un'altra legge nel 1923 che prevedeva l'arresto e la reclusione per chi causava un aborto e che seguiva di pochi anni una legge (detta la loi scélerate, la legge scellerata) contro i neo-malthusiani.[12] Oltre a battersi a favore dell'aborto, Pelletier scrisse diversi libri sull'argomento dei diritti delle donne e anche sull'autodeterminazione sessuale tra cui La femme en lutte pour ses droits (La donna in lotta per i suoi diritti) (1908), Idéologie d'hier: Dieu, la morale, la patrie (Ideologia di ieri, Dio, la morale, la patria) (1910), Le Droit à l'avortement (Il diritto all'aborto) (1913), L'émancipation sexuelle de la femme (L'emancipazione sessuale della donna) (1913) e L'éducation féministe des filles (L'educazione femminista delle ragazze) (1914).

Pelletier mostrava le sue convinzioni nel modo di vestirsi (si abbigliava spesso come un uomo) e nel comportamento sociale. Rifiutava il concetto di femminilità, giudicandolo un artefatto, portava i capelli corti[13], rifiutò di sposarsi, mantenendo il nubilato[14] e la verginità.[15] [16]. Scrisse di sé a tal proposito "mostrerò il mio [seno] quando gli uomini adotteranno un tipo particolare di pantalone per mostrare il loro...".[17]

Viaggiò nell'Unione Sovietica nel 1921[18] e dopo il suo ritorno scrisse Mon Voyage aventureux en Russie communiste (Il mio avventuroso viaggio nella Russia comunista), pubblicato per la prima volta in La Voix de la Femme alla fine del 1921 e come volume separato nel 1922. Era rimasta particolarmente colpita dalla libertà delle donne a Mosca, dal fatto che molte avessero i capelli corti, dalla loro libertà nelle azioni e dalla mancanza di civetteria,[13] Si iscrisse al Partito Comunista Francese fin dalla sua nascita ma lo lasciò nel 1926 professando in seguito l'anarchismo.

Fu colpita da un ictus nel 1937. Continuò tuttavia la sua battaglia per i diritti delle donne e per la legalizzazione dell'aborto, e, anche se non poteva praticarlo lei stessa, vi sovrintendeva.[17] Fu arrestata per questo nel 1939 e fu internata in manicomio, dove la sua salute fisica e mentale cedettero. Morì dopo pochi mesi.[19]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • L’Admission des femmes dans la Franc-maçonnerie, 1905.
  • L'Idéal maçonnique, L'Acacia, marzo 1906, Testo sul portale delle Biblioteche francesi Gallica.
  • Le Féminisme et ses militantes, Les documents du progrès, luglio 1909, Leggere online.
  • La Prétendue infériorité psychophysiologique des femmes, La Revue socialiste, gennaio 1908, testo integrale.
  • La question du vote des femmes, 1909.
  • Une seule morale pour les deux sexes, La suffragiste, 1910, Leggere online.
  • Avortement et dépopulation, La suffragiste, maggio 1911, Leggere online.
  • Justice sociale, Giard et Brière, 1913, Testo integrale sul portale delle Biblioteche francesi, Gallica.
  • Le Droit à l’avortement, Éditions du Malthusien, 1913.
  • L’anti - féminisme de M. Clemenceau, La Suffragiste, maggio 1913 Leggere online.
  • Dieu, la morale, la patrie, Giard, 1916.
  • In anima vili ou un crime scientifique, L’Idée libre, 1920.
  • Le célibat, État supérieur, imprimerie Caennaise, 1923 Leggere online.
  • Supérieur, drame des classes sociales en cinq actes, Lorulot, 1923.
  • La Morale et la loi, 1926.
  • De la prostitution, L'Anarchie, novembre 1928, notizia.
  • Capitalisme et communisme, Nizza, 1926.
  • L’État éducateur, 1931.
  • La guerre est-elle naturelle ? Le droit au travail pour la femme, La Brochure mensuelle, 1931.
  • Une vie nouvelle, 1932.
  • La Rationalisation sexuelle, Parigi, 1935.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Charles Sowerwine, Woman's brain, man's brain: feminism and anthropology in late nineteenth-century France [1], in Women's History Review, vol. 12, n. 2, pp. 289–308, DOI:10.1080/09612020300200358.
  2. ^ (EN) Pelletier, Madeleine (1874–1939) - Dictionary definition of Pelletier, Madeleine (1874–1939) | Encyclopedia.com: FREE online dictionary, su www.encyclopedia.com. URL consultato il 7 ottobre 2017.
  3. ^ a b (FR) Claude Maignien e Charles Sowerwine, Madeleine Pelletier, une féministe dans l'arène politique, Editions de l'Atelier, 1992, p. 53, ISBN 9782708229600. URL consultato il 7 ottobre 2017.
  4. ^ (FR) Gisèle Hivert-Messeca e Yves Hivert-Messeca, XII, in Femmes et franc-maçonnerie: Trois siècles de franc-maçonnerie mixte en France (de 1740 à nos jours), Dervy, 23 marzo 2016, ISBN 9782844548658. URL consultato il 7 ottobre 2017.
  5. ^ (EN) Richard J. Evans, The Feminists: Women's Emancipation Movements in Europe, America and Australasia 1840-1920, Routledge, 9 ottobre 2012, p. 193, ISBN 9780415629850. URL consultato il 7 ottobre 2017.
  6. ^ (EN) Philipp Blom, The Vertigo Years: Change And Culture In The West, 1900-1914, Orion, 18 ottobre 2012, ISBN 9780297856214. URL consultato il 7 ottobre 2017.
  7. ^ (EN) Charles Sowerwine, Women in SFIO, in Femmes Et Le Socialisme, Cambridge University Press, 28 gennaio 1982, ISBN 9780521234849. URL consultato il 7 ottobre 2017.
  8. ^ (EN) Marlene LeGates, In Their Time: A History of Feminism in Western Society, Routledge, 10 settembre 2012, pp. 41, 241, 270, 275-276, ISBN 9781136779039. URL consultato il 7 ottobre 2017.
  9. ^ (EN) Fiona Montgomery e Christine Collette, The European Women's History Reader, Psychology Press, 2002, ISBN 9780415220828. URL consultato il 7 ottobre 2017.
  10. ^ (EN) James McMillan, France and Women, 1789-1914: Gender, Society and Politics, Routledge, 8 gennaio 2002, p. 211, ISBN 9781134589579. URL consultato il 7 ottobre 2017.
  11. ^ Le Naour, Jean-Yves., Histoire de l'avortement, XIXe-XXe siècle, Éditions du Seuil, 2003, ISBN 202054136X, OCLC 300210845.
  12. ^ (EN) C. Beach, Staging Politics and Gender: French Women’s Drama, 1880–1923, Springer, 15 giugno 2005, p. 105, ISBN 9781403978745. URL consultato l'8 ottobre 2017.
  13. ^ a b (FR) Claude Maignien e Charles Sowerwine, Madeleine Pelletier, une féministe dans l'arène politique, Editions de l'Atelier, 1992, ISBN 9782708229600. URL consultato l'8 ottobre 2017.
  14. ^ (EN) Lynn Abrams, The Making of Modern Woman, Routledge, 8 aprile 2016, ISBN 9781317876670. URL consultato l'8 ottobre 2017.
  15. ^ Scott, Joan Wallach., Only paradoxes to offer : French feminists and the rights of man, Harvard University Press, 1996, ISBN 0674043383, OCLC 456412292.
  16. ^ (EN) Helen Chenut, Fabric of Gender: Working-Class Culture in Third Republic France, Penn State Press, 1º novembre 2010, p. 298, ISBN 0271046252. URL consultato l'8 ottobre 2017.
  17. ^ a b (EN) Joan Wallach Scott, Only Paradoxes to Offer, Harvard University Press, 29 agosto 1997, p. 139,159, ISBN 9780674639317. URL consultato l'8 ottobre 2017.
  18. ^ (EN) A. Allen, Feminism and Motherhood in Western Europe, 1890–1970: The Maternal Dilemma, Springer, 30 giugno 2005, ISBN 9781403981431. URL consultato l'8 ottobre 2017.
  19. ^ (EN) Margaret Collins Weitz, Femmes: recent writings on French women, G.K. Hall, marzo 1985. URL consultato l'8 ottobre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) Claude Maignien e Charles Sowerwine, Madeleine Pelletier, une féministe dans l'arène politique, Editions de l'Atelier, 1992, p. 53, ISBN 9782708229600.
  • (FR) Gisèle Hivert-Messeca e Yves Hivert-Messeca, Femmes et franc-maçonnerie: Trois siècles de franc-maçonnerie mixte en France (de 1740 à nos jours), Dervy, ISBN 9782844548658.
  • (EN) Richard J. Evans, The Feminists: Women's Emancipation Movements in Europe, America and Australasia 1840-1920, Routledge, p. 193, ISBN 9780415629850.
  • Le Naour, Jean-Yves., Histoire de l'avortement, XIXe-XXe siècle, Éditions du Seuil, 2003, ISBN 202054136X, OCLC 300210845.
  • (EN) C. Beach, Staging Politics and Gender: French Women’s Drama, 1880–1923, Springer, 15 giugno 2005, p. 105, ISBN 9781403978745.
  • (EN) Lynn Abrams, The Making of Modern Woman, Routledge, 8 aprile 2016, ISBN 9781317876670.
  • (EN) Helen Chenut, Fabric of Gender: Working-Class Culture in Third Republic France, Penn State Press, 1º novembre 2010, p. 298, ISBN 0271046252.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Madeleine Pelletier (1874-1939) The Politics of Sexual Oppression Claudine Mitchell Feminist Review No. 33 (Autunno 1989)

Woman’s Brain, Man’s Brain: feminism and anthropology in late nineteenth-century France Women’s History Review, Volume 12, Number 2, 2003

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