Made in Japan

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Made in Japan (disambigua).

Made in Japan è un marchio di merchandise che indica la provenienza dei prodotti creati in Giappone.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Una microcassetta Olympus, con l'indicazione del paese di origine; dietro una musicassetta Maxell
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Economia del Giappone.

Il Giappone è uno dei più grandi esportatori al mondo di prodotti industriali, in particolare di elettronica di consumo e automobili. Alcuni marchi noti in tutto il mondo sono Sony, Panasonic, NEC, Nikon, Canon.

Le esportazioni del Giappone ammontavano a 4.210 US$ pro capite nel 2005, rappresentate in primo luogo da automobili e prodotti elettronici[1].

Strumenti musicali[modifica | modifica wikitesto]

Chitarre Fender[modifica | modifica wikitesto]

Il costruttore statunitense di chitarre Fender fece una joint-venture con due costruttori giapponesi, la Tōkai Gakki che venne presa in considerazione per prima nei negoziati e il successivo partner FujiGen Gakki.[2] Tōkai Gakki e Dyna Gakki cessarono la produzione Fender nel 2015. Le Fender Tōkai non vennero esportate, ma alcune Dyna si.

"Made in Japan" e "Crafted in Japan"[modifica | modifica wikitesto]

Chitarra Fender "MADE IN JAPAN" e numero di serie
Chitarra Fender "Crafted in Japan" e numero di serie

"Made in Japan" = FujiGen Gakki
"Crafted in Japan" = Altri (Tōkai Gakki, Dyna Gakki)

Fu stipulato un accordo con la Fender Japan che il cambio di costruttore da FujiGen Gakki ad un altro determinava anche il cambio di dicitura del paese di origine da "Made in Japan" (MIJ) a "Crafted in Japan" (CIJ). Fino al 1996/97 la maggior parte delle Fender Japan furono "MIJ" Fender.

La prima "CIJ" Fender fu costruita nel 1992, quando la Dyna Gakki (del gruppo Kanda Shokai) iniziò la produzione Fender Japan. "CIJ" venne usato dalla Fender Japan prodotte dal 1996/1997 fino al 2015, dopo che la Tōkai e la Dyna cessarono la produzione.

Automobili[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Industria automobilistica in Giappone.

La Toyota si contende da tempo il primato mondiale di costruttore numero uno al mondo adi automobili assieme al gruppo tedesco Volkswagen. Nel 1991 il paese ebbe una produzione di 9,7 milioni di automobili, numero uno al mondo, il 46% venne esportato. Gli USA ne produssero 5,4 milioni nello stesso anno.

Principali clienti: Stati Uniti 22.8%, Unione europea 14.5%, Cina 14.3%, Corea del Sud 7.8%, Taiwan 6.8% ed Hong Kong 5.6%. Il Paese importa soprattutto materie prime agricole e minerarie, da: Cina 20.5%, Stati Uniti 12.0%, Unione europea 10.3%, Arabia Saudita 6.4%, Emirati Arabi Uniti 5.5%, Australia 4.8%, Corea del Sud 4.7%, Indonesia 4.2%.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Myth of Japan's Closed Market. Jadish Bhagwati. The Financial Times (London, England), Friday, March 08, 1991; pg. 9; Edition 31,398; America and Japan. Jagdish Bhagwati, James Fallows and Clyde Prestowitz. The Economist (London, England), Saturday, March 3, 1990; pg. 6; Issue 7644; Japan bashed again. Jagdish Bhagwati. The Economist (London, England), Saturday, April 25, 1992; pg. 6; Issue 7756.
  2. ^ Fender Japan History, su daeschler.com. URL consultato il 14 dicembre 2013.
  3. ^ Paul Blustein, "China Passes U.S. In Trade With Japan: 2004 Figures Show Asian Giant's Muscle", in The Washington Post, 27 gennaio 2005. URL consultato il 28 dicembre 2006.