Macchia Lucchese e Tenuta Borbone

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Macchia Lucchese
Tipo di areaArea naturale protetta
StatiItalia Italia
RegioniToscana Toscana
ProvinceLucca Lucca
ComuniViareggio
GestoreEnte Parco
Pino + leccio.JPG
Sito istituzionale

La Macchia Lucchese è una delle sette tenute del Parco naturale di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli, situata nella zona costiera più settentrionale del parco stesso. Non presenta il tipico aspetto della macchia mediterranea poiché il clima umido che la contraddistingue determina un ambiente naturale con caratteristiche atipiche per la zona.

Al suo interno si trova la Tenuta Borbone la cui formazione risale al 1819 ad opera della duchessa Maria Luisa di Borbone.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nell'antichità il territorio della Macchia Lucchese era caratterizzato da inondazioni e formazioni di paludi che lo rendevano inadatto agli insediamenti umani. Furono i Romani a migliorare notevolmente l'organizzazione del territorio, il quale però ritornò in un grave stato di degrado al crollo dell'Impero romano e all'arrivo dei barbari.

Il suolo essenzialmente aquitrinoso costituiva un habitat ideale per lo sviluppo delle zanzare portatrici di malaria. La sua inospitalità cominciò a diminuire nel XV secolo, grazie alle opere di bonifica intraprese dai lucchesi che ne incentivarono il popolamento offrendo appezzamenti di terreno.

Nel 1513 la Repubblica di Lucca favorì lo sviluppo della città di Viareggio, un piccolo borgo dotato di un scalo marittimo che essi potenziarono e ristrutturarono. Viareggio raggiunse così un discreto sviluppo demografico e urbanistico, anche se le bonifiche non riuscirono ad eliminare del tutto la malaria dal territorio.

Verso la fine del XVII secolo fu deciso il rimboschimento della fascia litoranea che nei decenni precedenti era stata fortemente disboscata nel tentativo di combattere la diffusione della zanzare anofele e fu impiantata quella vasta pineta che si trova tuttora tra la costa e le città di Viareggio e Torre del Lago.

Nel 1819 la nascita della Tenuta Borbone sottrasse ad una parte del territorio la vocazione collettiva che aveva avuto fino ad allora, poiché Maria Luisa di Borbone, duchessa di Lucca, espropriò una buona parte del territorio costiero a sud di Viareggio per realizzare un grande complesso residenziale in cui spicca la monumentale Villa Borbone, progettata come residenza di caccia per Maria Luisa.

Fu solo nel XX secolo che fu risolto definitivamente il problema delle paludi e della conseguente malaria attraverso opere di bonifica realizzate con moderni mezzi meccanici che in pochi anni bonificarono 40 km² di zone umide a nord e a sud di Massaciuccoli, fino a giungere all'epoca attuale in cui Viareggio e Torre del Lago hanno visto un grande sviluppo turistico e balneare.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Si estende su un grande tombolo che separa dal mare il bacino di Massaciuccoli, nel territorio del comune di Viareggio, tra la città di Viareggio e quella di Torre del Lago.

La vicinanza delle Alpi Apuane, caratterizzate da un'elevata piovosità, conferisce a questo territorio caratteristiche con elementi subatlantici, responsabili della forte presenza in passato di zone umide.

Elicriso

Flora[modifica | modifica wikitesto]

La Macchia Lucchese presenza essenzialmente tre tipi di ambienti naturali che si succedono in sequenza: la spiaggia, le lame retrodunali e il bosco litoraneo.

La spiaggia presenta piante pioniere ed endemismi come la verga d'oro (Solidago Litoralis) e il profumato elicriso (Helicrysum stoechas).

Le lame sono le zone umide vicino alle dune costiere spesso caratterizzate anche da una certa salinità. Il bosco litoraneo separa il lago di Massaciuccoli dalle antiche dune e anticamente ricopriva l'intero tombolo costiero. Esso presenta vegetazione caducifoglie nelle lame interne e piante sempreverdi nelle zone più asciutte.

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

La spiaggia è frequentata nella stagione invernale da passeriformi di passaggio in Italia come lo zigolo delle nevi (Plectrophenax nivalis) e lo zigolo gola rossa (Emberiza leucocephalos), oltre a uccelli marini del Nord che svernano qui come sule, strolaghe e orchi marini.

Nidificano nel retroduna il succiacapre (Caprimulgus europaeus) e la calandrella (Calandrella brachydactila).

Le lame ospitano pesci adattabili ad ambiente salino come la gambusia, introdotta nel XX secolo per combattere la malaria. Sono presenti inoltre la biscia d'acqua (Natrix natrix) e due specie di tritoni (Triturus vulgaris e Triturus cristatus).

Il bosco costituisce l'habitat ideale per predatori come volpi, donnole, puzzole e faine che si nutrono di roditori (ratti, ghiri, moscardini e scoiattoli). Diffuso anche il tasso.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • La duna costiera in Toscana. Giancarlo Belloni e Emiliana Schiano, 1997 Editori dell'Acero.
  • Carta turistica e dei sentieri - Parco regionale Migliarino-S. Rossore Massaciuccoli, 2005, Edizioni Multigraphic Firenze
  • Parco Naturale di San Rossore Migliarino Massaciuccoli. URL consultato in data 6-09-2013V

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]