Macbeth di Scozia

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Macbeth di Scozia

Mac Bethad mac Findlaích, o in inglese Macbeth (100515 agosto 1057), è stato re di Scozia dal 1040 al 1057. È conosciuto soprattutto grazie all'omonima tragedia di William Shakespeare.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Ben poche informazioni sono note in merito alle origini ed ai primi anni di vita di Macbeth: figlio di Findlaech,mormaer o capo della provincia di Moray, era nipote del re Kenneth II di Scozia e quindi apparteneva alla più alta nobiltà scozzese, essendo cugino tanto di re Kenneth III tanto di Duncan I (suo diretto predecessore al trono di Scozia); della madre, invece, non è noto il nome od il lignaggio[1].

Quanto al nome, Mac Bethad (o, in gaelico moderno, MacBheatha), ha significato di "figlio della vita" oppure di "uomo giusto"; secondo alcuni studiosi, tuttavia, il suo nome sarebbe una forma corrotta di Macc-Bethad ("Uno tra gli eletti")[2].

Mormaer di Moray[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni anni dopo la morte del padre (collocata attorno al 1020), Macbeth divenne Mormaer di Moray: in tal veste, nel 1031, si presentò al re Canuto il Grande, re d'Inghilterra, quando questi andò a nord per accettare la sottomissione di Malcolm II[3]. Alcuni storici hanno visto in tale episodio un segno del potere di Macbeth; altri, invece, hanno ritenuto che fosse solo il signore di Moray, vassallo del re di Alba Macolm II[4].

Sempre in questi anni, Macbeth sposò Gruoch ingen Boite, unica figlia di Boite mac Cináeda, a sua volta figlio del re Kenneth III di Scozia.

Nel 1034, re Malcolm II di Scozia fu ucciso in circostanze non chiarite a Glamis[5][6]; il 30 novembre dello stesso anno, senza opposizione, fu eletto re Donnchad Mac Crínáin: il nuovo sovrano (in realtà assai più giovane rispetto alla controparte letteraria di Shakespeare[7]), nominato in base ai principi della Tanistry[8], era un cugino, per parte di madre, del predecessore ed aveva detenuto il titolo di re di Strathclyde[9].

Dopo alcuni anni tranquilli, nel 1039, lo Strathclyde fu attaccato dagli inglesi della Northumbria e Duncan, deciso a vendicarsi, condusse personalmente un raid di rappresaglia contro la città di Durham: la battaglia, però, fu un disastro e solo a stento il re riuscì a fuggire; approfittando della debolezza del suo sovrano, Macbeth si ribellò e reclamò la corona.

Duncan tentò di reagire guidando una spedizione contro Macbeth[10] ma, il 14 agosto 1040, fu ucciso a Bothnagowan (nei pressi di Elgin) in uno scontro armato dagli uomini di Macbeth[4].

Alto Re di Alba[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la morte di Duncan, Macbeth, sostenuto da quella fazione della nobiltà che si opponeva ai legami con gli anglo-sassoni, ascese al trono ma in ogni caso dovette affrontare l'ostilità degli uomini appartenenti al clan del suo predecessore: solo nel 1045, con l'uccisione di Crínán di Dunkeld, padre di re Duncan, il regno fu definitivamente pacificato[11]. Dopo la morte di Crínán, Suthed, la vedova di Duncan, temendo per la vita dei figli, Macolm e Donald, fuggì in esilio, rifugiandosi in Normandia o ad Atholl dove vivevano i parenti del marito[5],

Secondo la Saga degli uomini delle Orcadi sorse una disputa fra Thorfinn Sigurdsson e tale Karl Hundason quando questi, re degli Scoti reclamò la regione del Caithness; l'identità di Karl Hundason, di cui non parlano né le fonti scozzesi né quelle irlandesi è stata a lungo dibattuta e la questione è tutt'altro che conclusa ma, secondo la dottrina maggioritaria, sarebbe la traduzione di un epiteto ingiurioso in lingua norrena dato a Macbeth dai propri nemici (letteralmente Curl, figlio di un cane)[12]; recentemente s'è fatta strada l'idea che il racconto sia completamente inventato[13].

Secondo la saga, Thorfinn sconfisse prima Karl in una battaglia navale nei pressi della costa orientale dell'isola di Mainland di Deerness; in seguito, il nipote di Karl, Mutatan o Mudden, governatore di Caithness, fu ucciso a Thurso da Thorkel il fosterer; la battaglia definitiva si svolse a Tarbat Ness, sul lato meridionale della Dornoch Firth e si concluse con una vittoria decisiva per Thorofin il quale annientò l'esercito avversario ed ottenne un grande bottino[14][15].

Chiunque sia stato Karl Hundason, appare chiaro che la Saga faccia riferimento ad un conflitto locale tra i norvegesi ed i signori scozzesi di Ross o di Moray: in pratica, l'intera narrazione consiste nell'idea che la lotta tra Thorfinn e Karl sia la continuazione dei conflitti condotti nel corso del IX secolo tra i conti di Orkney (in particolare Sigurd Rognvald e suo figlio Ljot) ed i mormaer di Moray, Sutherland, Ross e Argyll e che, infine, Macolm e Karl (sempre che non siano la stessa persona) erano mormaer di una di queste province[16][17].

La fine[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1052 Macbeth fu involontariamente coinvolto nelle beghe che in Inghilterra vedevano coinvolti Godwin del Wessex ed Edoardo il Confessore quando decise di ricevere a corte un certo numero di esiliati Normanni. Nel 1054 Siward, conte di Northumbria, vassallo ed alleato di Edoardo il Confessore re d'Inghilterra, al quale Macbeth aveva rifiutato di rendere omaggio, per conto di Malcolm Clanmore, figlio di Duncan I, invase la Scozia.

A Dunsinane, presso Perth si svolse una enorme battaglia che, secondo gli Annali dell'Ulster, vide la morte di 4.500 uomini, 3.000 scozzesi e 1.500 inglesi (tra cui un figlio ed un genero di Siward)[18][19]; dopo aver perso la parte meridionale del proprio regno, Macbeth si ritirò nelle regioni settentrionali a lui fedeli dove resistette per altri tre anni all'avanzata inglese[20].

Finalmente, nel 1057, Macbeth fu sconfitto e mortalmente ferito da Macolm Ceann-mor, figlio di Duncan, presso Lumphanan, nell'Aberdeenshire[21]; morì pochi giorni dopo a Scone, ove fu seppellito. Alla sua morte, salì brevemente al trono Lulach, figlio di primo letto della moglie di Macbeth, Gruoch.

Immagine storica[modifica | modifica wikitesto]

A differenza degli scrittori successivi, nessuna fonte contemporanea rimarca Macbeth come un tiranno: il Duan Albanach (Canzone degli Scoti) lo cita come "Mach Bethad il Rinomato", la Profezia di Berchán lo descrive come un re generoso e munifico[22].

La penna, il palco e lo schermo[modifica | modifica wikitesto]

Macbeth deve la sua popolarità essenzialmente all'opera omonima di William Shakespeare. Si segnalano anche il romanzo di Nikolaj Semënovič Leskov Lady Macbeth del distretto di Mtsensk, ambientato nella Russia del XIX secolo e l'opera lirica Macbeth di Giuseppe Verdi. In tempi recenti Macbeth è stato protagonista del libro di Dorothy Dunnett King of hereafter. Il commediografo scozzese John Cargill Thompson (1938-2000) scrisse due opere Macbeth speaks e Macbeth speaks '97 due monologhi con protagonista il Macbeth storico ben conscio di cosa la storia ha fatto di lui. L'autore scozzese Nigel Tranter (23 novembre 1909-9 gennaio 2000) scrisse nel 1978 il libro Macbeth, the king basandosi sulla figura storica. Al cinema Macbeth è apparso numerose volte, la prima nel 1908 con Macbeth di J. Stuart Blackton con protagonista William V. Ranous passando per il Macbeth del 1948 di e con Orson Welles. Nel 1971 fu Roman Polanski a mettere su pellicola Macbeth con Jon Finch, il più recente è Macbeth di Justin Kurzel con Michael Fassbender.

Infine, Macbeth è citato ed appare in una vignetta della storia L'ultimo del Clan de' Paperoni di Don Rosa.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Encyclopædia Britannica, Macbeth, britannica.com. URL consultato il 9 aprile 2016.
  2. ^ Aitchison, p. 38.
  3. ^ Cronaca anglosassone, Ms. E, 1031.
  4. ^ a b Duncan, A. A. M. (2002), The Kingship of the Scots 842–1292: Succession and Independence, Edinburgh: Edinburgh University Press
  5. ^ a b Hudson, p. 33.
  6. ^ Annali di Tigernach, 1034.1
  7. ^ annali, ucc.ie.
  8. ^ Byrne, Irish Kings and High-Kings, pp. 35–39
  9. ^ Hudson, Prophecy of Berchán, pp. 223–224.
  10. ^ Barrow, G. W. S. (1989), Kingship and Unity: Scotland 1000–1306 (2nd ed.), Edinburgh: Edinburgh University Press, p. 26
  11. ^ annali, ucc.ie.
  12. ^ Crawford, Barbara (1987), Scandinavian Scotland, Leicester: Leicester University Press
  13. ^ Anderson, Alan Orr (1922), Early Sources of Scottish History A.D. 500 to 1286 I, Stamford: Paul Watkins 1990
  14. ^ Roberts, John Lenox (1997), Lost Kingdoms: Celtic Scotland and the Middle Ages, Edinburgh University Press, p. 22, ISBN 978-0-7486-0910-9
  15. ^ Orkneyinga Saga, cc. 20 e 32.
  16. ^ Taylor, p. 338.
  17. ^ Crawford, pp. 71-74.
  18. ^ Cronaca anglosassone, Ms. D, 1054;
  19. ^ Annali dell'Ulster 1054.6
  20. ^ Duncan, The Kingship of the Scots, pp. 38–41
  21. ^ Andrew Wyntoun, Original Chronicle, ed. F.J. Amours, vol. 4, pp 298–299 and 300–301 (c. 1420)
  22. ^ Hudson, Prophecy of Berchán, p. 91, stanzas 193 and 194.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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Duncan I di Scozia 1040–1057 Lulach di Scozia


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