Mário Pacheco do Nascimento

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Mário Pacheco Do Nascimento, noto come Maestro do Nascimento, Mago do Nascimento o Maestro di vita (Rio de Janeiro, 1962), è un truffatore e personaggio televisivo brasiliano che lavorava come televenditore su emittenti locali italiane, coinvolto e condannato insieme a Wanna Marchi e Stefania Nobile in un famoso caso giudiziario italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Appartenente a una famiglia brasiliana molto povera,[1] nel 1991 sbarca in Italia e inizia l'attività di cameriere e cuoco presso un sedicente marchese (o conte) milanese, Attilio Capra de Carrè.[2] Conosciuta Wanna Marchi, ne diviene inizialmente il maggiordomo, affiancandola poi nelle sue televendite,[1] col ruolo di "mago" che distribuisce talismani contro il malocchio, esercita l'attività di cartomante e venditore di sostanze dimagranti, prevede numeri del lotto ecc.[3] Durante le trasmissioni televisive sostiene anche di essere l'ultimo discendente di una sacerdotessa brasiliana facente capo alla religione Candomblé. Nel frattempo, Do Nascimento vive nel lusso in una torre medievale a Candelo nella provincia di Biella,[1] affermando di guadagnare "troppi soldi".[2]

Nel dicembre del 2001, a seguito della denuncia di una pensionata milanese e di alcuni servizi della trasmissione Striscia la notizia, viene scoperta una enorme truffa nazionale ai danni di circa 300.000 telespettatori che si rivolgevano alla Marchi e al "mago" do Nascimento.[3] Quest'ultimo abbandona subito l'Italia senza lasciare tracce,[2] ma, mentre è latitante, viene processato e condannato con sentenza definitiva nel 2003 a 4 anni di reclusione per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e all'estorsione.[3]

Viene individuato solo 5 anni dopo, sempre da Striscia la notizia, a Salvador de Bahia in Brasile, dove aveva intrapreso la professione di parrucchiere.[3][4]

Senza avere mai collaborato con la giustizia, e senza essersi mai presentato né in tribunale né in carcere, ha beneficiato "d'ufficio" dell'indulto del 2006, con cui la pena si riduceva a un solo anno,[2] che comunque do Nascimento non ha mai scontato.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Piero Colaprico, Così quel cameriere brasiliano diventò ricco 'dando i numeri', in la Repubblica, 25 gennaio 2002. URL consultato il 24 ottobre 2013.
  2. ^ a b c d Stefano Zurlo, «Italiani vi ho truffato ma sono pentito», in il Giornale, 1º dicembre 2006. URL consultato il 24 ottobre 2013.
  3. ^ a b c d e Luigi Ferrarella, Il «mago» di Vanna Marchi libero, in Corriere della Sera, 4 novembre 2006. URL consultato il 23 gennaio 2017.
  4. ^ Enza Cusmai, Trovato il mago do Nascimento ora fa il parrucchiere in Brasile, in il Giornale, 7 aprile 2006. URL consultato il 24 ottobre 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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