M'Hamid El Ghizlane
| M'Hamid El Ghizlane centro abitato e comune rurale | |
|---|---|
| امحاميد الغزلان | |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | Drâa-Tafilalet |
| Provincia | Zagora |
| Territorio | |
| Coordinate | 29°49′20″N 5°43′15″W |
| Altitudine | 513 m s.l.m. |
| Abitanti | 7 590 (2014) |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 47402 |
| Fuso orario | UTC+0 |
| Cartografia | |
M'Hamid El Ghizlane (in arabo امحاميد الغزلان?) è un centro abitato e comune rurale del Marocco situato nella provincia di Zagora, regione di Drâa-Tafilalet. Conta una popolazione di 7 590 abitanti (censimento 2014)[1].
[2] M'Hamid El Ghizlane significa letteralmente "la pianura delle gazzelle".
Clima
[modifica | modifica wikitesto]Il luogo in questione è caratterizzato da un clima desertico con altissime temperature che in estate toccano i 45 °C e, al contrario, che in inverno scende fino a 0 °C.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]In passato, M'Hamid El Ghizlane era un luogo di serenità e di rifugio per i Nomadi. Infatti, l'architettura offre loro un riparo contro le calamità naturali (es. tempeste di sabbia).
In questo territorio è presente anche un Mausoleo: il Mausoleo di Sidi Allal ben Jbira, che secondo la tradizione del luogo sarebbe arrivato con un'alluvione del fiume Draa.
M'Hamid El Ghizlane era una tappa per i commercianti trans-sahariani. I primi uomini ad arrivare dal Deserto del Sahara nell'XI secolo furono gli Almoravidi. I famosi "uomini blu" si chiamano così perché il loro corpo si colorava di indaco (colore delle vesti) quando entrava a contatto con il sudore. Sono poi muniti di un turbante sempre di colore blu, che ha una doppia funzione: protezione contro il vento e le tempeste di sabbia e il caldo del sole.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Population légale des régions, provinces, préfectures, municipalités, arrondissements et communes du Royaume d'après les résultats du RGPH 2014 (XLSX), su rgph2014.hcp.ma, Haut-Commissariat au plan. URL consultato il 21 febbraio 2019.
- ↑ Festival dei Nomadi, su nomadsfestival.org. URL consultato il 28 novembre 2020 (archiviato dall'url originale il 25 novembre 2020).
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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