Lya Franca

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Lya Franca, nome d'arte di Libia Caterina Petra Penso (Trieste, 1912Roma, 1988[1]), è stata un'attrice italiana. A volte è stata accreditata come Lia Franca e su molti giornali è apparsa con il nome di battesimo Libia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Triestina, viene ritenuta "emblematica e rappresentativa di un'era del cinema in cui lo star-system italiano ricalcava stili e modi del divismo d'oltreoceano"[1].

Battezzata nella Chiesa di Sant'Antonio Nuovo come Livia Caterina Petra Penso, ha solo quattordici anni nel 1926, quando la sua concittadina Marcella Battellini vince il concorso indetto dalla Fox Film Corporation, che ricerca nuovi volti da lanciare nel cinema hollywoodiano per riempire il vuoto lasciato dalla scomparsa di Rodolfo Valentino[1]. I vincitori scelti tra i circa quarantamila uomini e trentamila donne partecipanti sono Alberto Rabagliati tra gli uomini e Marcella Battellini tra le donne, e la notizia che una ragazza di Trieste possa affermarsi nel cinema dà il via ad una serie di concorsi, di cui il primo è Miss Trieste nel 1927, con migliaia di partecipanti, vinto da Argelia Lazardi, Ermy Metlica e Livia Penso[1]. In merito al concorso viene girato anche un cortometraggio, Il trionfo di Venere, proiettato dal 20 al 23 maggio 1927 al Cinema del Corso di Trieste[1]. Si trasferisce poi a Torino, dove cerca di lavorare per la Società Anonima Stefano Pittaluga senza riuscirci, ed infine si trasferisce a Roma[1].

Ha debuttato nel 1930 con il cortometraggio Arietta antica[1], ed ha poi recitato in Resurrectio di Alessandro Blasetti, il primo film sonoro italiano,[2][3], diventando quindi la prima attrice italiana ad aver parlato in un film[4]. Ma il ruolo per cui viene principalmente ricordata è quello di Mariuccia nel film Gli uomini, che mascalzoni... del 1932 di Mario Camerini, dove un giovane Vittorio De Sica le dedica la celebre canzone Parlami d'amore Mariù. In questo periodo conosce e poco tempo dopo sposa il regista Mario Sequi, abbandonando per sempre il cinema senza più dar notizie di sé.

Maurizio Radacich le ha dedicato nel 2011 il volume Parlami d'amore Mariù. Lia Franca una stella triestina nel firmamento italiano[5]. Il 17 settembre 2012 il Festival Internazionale Mille Occhi le ha dedicato una serata[6].

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g Pietro Spirito, Prima di sparire l’attrice si affermò nel film del ’32 in cui De Sica le cantava «Parlami d’amore Mariù», in Il Piccolo, 5 agosto 2010. URL consultato l'11 febbraio 2014.
  2. ^ Gianfranco Gori, Alessandro Blasetti. Firenze, La nuova Italia, 1984. p. 20
  3. ^ Roberto Chiti, Enrico Lancia, Dizionario del cinema italiano. I film, Gremese Editore, 2005
  4. ^ Storia di Lia Franca: la prima attrice "sonora" del cinema italiano, 29 novembre 2012
  5. ^ Parlami d'amore Mariù - Lia Franca: una stella triestina nel firmamento del Cinema italiano Archiviato il 4 marzo 2014 in Internet Archive.
  6. ^ Mariangela Miceli, A Mille Occhi omaggio a Lia Franca e Giuseppe Fava, 18 settembre 2012, ilfriuliveneziagiulia.it

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Maurizio Radacich, Parlami d'amore Mariù. Lia Franca una stella triestina nel firmamento italiano, edizioni Italo Svevo, Trieste, 2011

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]