Lwowski Klub Sportowy Pogoń

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LKS Pogoń Lwów
Calcio Football pictogram.svg
Pogoniacze, Pogoniarze, Pogonczycy
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali Rosso e blu (strisce) 2.svg Rosso, blu
Dati societari
Città Leopoli
Nazione bandiera Polonia
Confederazione FIFA
Federazione Flag of Poland.svg PZPN
Fondazione 1904
Scioglimento1939
Stadio Park Sportowy imienia Marszałka Polski Edwarda Śmigłego-Rydza
(10 000 posti)
Palmarès
Titoli nazionali 4 campionati polacchi
Dati aggiornati al 10 febbraio 2019
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Il Lwowski Klub Sportowy Pogoń, meglio noto come Pogoń Lwów, è stata una società calcistica polacca con sede nella città di Leopoli.

Fondata nel 1904, è stata una delle società calcistiche polacche più antiche dopo il Czarni Lwów e il Lechia Lwów. Il Pogoń Lwów era attivo in diversi settori sportivi, tra cui quello calcistico, nell'hockey su ghiaccio e nell'atletica leggera. È stata, inoltre, una delle squadre polacche più forti nel periodo interbellico, riuscendo a non retrocedere mai in seconda divisione. Il club cessò di esistere nel settembre del 1939 a causa dello scoppio della seconda guerra mondiale prima e per via della cessione di Leopoli all'Unione Sovietica poi.

Negli anni venti del XX secolo s'impose quattro volte nel campionato nazionale (1922, 1923, 1925 e 1926), vincendo tre titoli su quattro con il tecnico austriaco Karl Fischer.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Pogoń Lwów nel 1910, prima della partita contro il Lechia Lwów.
Il maresciallo Józef Piłsudski circondato dai giocatori del Pogoń Lwów e del Wisła Cracovia presso lo stadio di Cracovia nel 1924.

Nel 1904 venne fondato il Klub Gimnastyczno-Sportowy IV-ego Gimnazjum a Leopoli, allora capoluogo della Galizia all'interno dell'impero austro-ungarico. Nel 1907 ci fu la fusione con il Lechia Lwów e il club assunse la denominazione di Lwowski Klub Sportowy Pogoń[1]. Nello stesso anno il Pogoń ricevette una ricca sponsorizzazione da parte di Ludwik Kuchar, proprietario di alcuni cinema sia a Leopoli sia a Cracovia[2]. Nel 1913 il club giocò la sua prima partita nel suo nuovo stadio, intitolato al generale Edward Rydz-Śmigły, contro il Cracovia[2]. E nello stesso 1913 il Pogoń partecipò al campionato della Galizia assieme al KS Cracovia e al Wisła Cracovia, finendo ultimo[2]. Lo scoppio della prima guerra mondiale interruppe il campionato della Galizia e altri tornei, ma le partite a carattere locale continuarono. Nel biennio 1918-1919 nel corso della guerra polacco-ucraina diversi atleti del Pogoń Lwów e degli altri club cittadini parteciparono agli scontri nella città di Leopoli e nelle liste dei caduti figurano 57 atleti del Pogoń[1].

Nel 1920 il Pogoń partecipò al girone cittadino che qualificava al primo campionato polacco, che non venne più disputato a causa dello scoppio della guerra sovietico-polacca[2]. Dopo il quarto finale nel campionato 1921, il Pogoń, allenato fino al 1925 dall'austriaco Karl Fischer, vinse il campionato polacco nelle quattro edizioni successive (1922, 1923, 1925 e 1926). Il primo titolo nel 1922 arrivò con la vittoria per 4-3 nel ritorno della finale contro il Warta Poznań[3]. Il secondo titolo nel 1923 arrivò alla terza partita nella finale contro il Wisła Cracovia: dopo la vittoria casalinga per 3-0 e la sconfitta per 2-1 a Cracovia, il Pogoń vinse la terza sfida a Leopoli per 2-1[3]. Dopo che l'edizione 1924 non venne organizzata per la concomitanza dei giochi olimpici, il Pogoń vinse anche i triangolari finali delle edizioni 1925 e 1926, conquistando il quarto titolo di fila[3]. Nel dicembre 1926 i principali club polacchi, tra i quali il Pogoń, decisero di formare un girone unico come massima serie del campionato polacco e la prima stagione fu nel 1927, col Pogoń che concluse al quarto posto[3]. Nella Liga 1929 il Pogoń riuscì a mantenere la categoria grazie a una serie di risultati positivi nelle ultime gare di campionato, avviata dalla vittoria per 2-1 sui concittadini dello Czarni Lwów[2]. Nel corso degli anni trenta il Pogoń ottenne come miglior risultato il secondo posto in tre occasioni (1932, 1933 e 1935).

Il Pogoń occupava la seconda posizione a pari punti col Wisła Cracovia nella Liga 1939 quando il campionato venne interrotto a causa dell'invasione della Polonia che diede inizio alla seconda guerra mondiale[3]. La città di Leopoli fu teatro di battaglie, atrocità e passaggi da uno schieramento all'altro, che misero in disparte le attività sportive dei club cittadini[2]. Alla fine della guerra Leopoli passò sotto il governo dell'Unione Sovietica, e così anche il Pogoń Lwów venne sciolto definitivamente[2]. Nel maggio 1945 alcuni tra gli atleti superstiti del Pogoń, tra i quali Michał Matyas e Józef Słonecki, parteciparono alla riattivazione del Polonia Bytom, che prese i colori rosso e blu del Pogoń[2]. Anche il Pogoń Stettino, alla cui fondazione parteciparono polacchi fuggiti da Leopoli, scelse il rosso e il blu come colori sociali a ricordo del Pogoń Lwów e nel 1955 cambiò denominazione da Kolejarz a Pogoń appositamente.

Nel 2009 a Leopoli un nuovo club chiamato Pogoń Lwów venne fondato dalla minoranza polacca con lo stesso nome e gli stessi colori sociali, e venne iscritto al settimo livello del campionato ucraino.

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria del Lwowski Klub Sportowy Pogoń
Scioglimento della società col passaggio di Leopoli all'Unione Sovietica.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Pogoń Lwów campione di Polonia nel 1926.

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

1922, 1923, 1925, 1926

Altri piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

Secondo posto: 1932, 1933, 1935
Terzo posto: 1939

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Storia dello sport a Leopoli.
  2. ^ a b c d e f g h (PL) Pogoń Lwów – romantyczna opowieść z kresów, su rfbl.pl, 23 gennaio 2017. URL consultato il 10 febbraio 2019.
  3. ^ a b c d e (EN) Poland Final Tables (1st and 2nd level), su rsssf.com, 23 febbraio 2017. URL consultato il 10 febbraio 2019.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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