Vai al contenuto

Luther Blissett (pseudonimo)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La "fotografia" di Luther Blissett creata da Alberti e Bianco nel 1994.

Luther Blissett è uno pseudonimo collettivo, a volte definito "nome improprio", "nome di uso multiplo" e "nome multiplo",[N 1] utilizzato da un numero imprecisato di artisti, attivisti, performer, riviste underground e collettivi di occupazioni di edifici, diffusosi a partire dall'Italia alla metà degli anni Novanta.

Programmatica l'omonimia con il centravanti inglese di origine giamaicana Luther Blissett, ingaggiato dal Milan per la stagione 1983-84 e tornato in Inghilterra dopo risultati deludenti. Non sono mai stati chiariti i motivi per cui, dieci anni più tardi, fu scelto proprio il suo nome.[N 2]

"Luther Blissett" appare per la prima volta in Italia, a Bologna, nella tarda estate del 1994. Secondo l'artista grafico ed editore Piermario Ciani, tra i primi a diffondere lo pseudonimo in Italia, il piano per lanciare "Luther Blissett" fu "architettato tra Bologna e Rovigo, con la complicità di un vecchio artista postale in disuso. La "prima esplosione" ebbe luogo in Friuli"[1]. Il riferimento è alla beffa contro la trasmissione televisiva Chi l'ha visto (cfr. la sezione "Azioni di Luther Blissett in Italia"), messa in atto nel dicembre 1994 ma preparata nei due mesi precedenti.

Tramite iniziative di vario genere – sabotaggi, performance, manifestazioni, pubblicazioni, video, trasmissioni radiofoniche – lo pseudonimo si diffonde rapidamente in varie città italiane ed europee, come Roma e Londra, poi in Germania, Spagna e Slovenia[2]; sporadiche apparizioni di Luther Blissett saranno notate anche in Canada, Stati Uniti e Brasile.

Nell'ottobre 1994, allo scopo di rendere "Luther Blissett" un'icona pop, gli artisti grafici Andrea Alberti e Edi Bianco lavorano a Bologna su dei fotoritratti degli anni Trenta e creano un volto fittizio[2].

Caratteristiche del progetto

[modifica | modifica wikitesto]

Nella ricostruzione di Wu Ming 2, ex membro del Luther Blissett Project:

«Chiunque volesse poteva utilizzare il nome Luther Blissett per firmare qualcosa, per rivendicare un’azione, un'opera, un articolo, uno scritto, qualunque cosa. C'era solo una regola: chi firmava un'opera con il nome Luther Blissett, non poteva poi rivendicare un copyright esclusivo su quella, proprio perché si avvaleva della reputazione collettiva di Luther Blisset che ovviamente aiutava a dare visibilità a un'opera e in cambio di questo si doveva lasciare che essa fosse liberamente riproducibile, potesse essere diffusa e rimanesse accessibile a chiunque, purché non a scopo di lucro, che è la forma in cui pubblicammo anche noi il romanzo Q [...] chi voleva poteva informare che aveva firmato qualcosa Luther Blissett attraverso una mail che arrivava alla newsletter Luther Blissett News, in modo tale da poter informare la comunità che ruotava intorno al progetto di che cosa era stato firmato.[3]»

Fin dai primi tempi si coglie una distinzione tra Luther Blissett, pseudonimo che chiunque può utilizzare, e il Luther Blissett Project, “un network organizzato dentro la comunità aperta”[4], attivo soprattutto in Italia, impegnato a definire e mettere in campo strategie di utilizzo del nome.

Collegati al Luther Blissett Project sono i collettivi Men in Red, dedito all'ufologia radicale e protagonista soprattutto nel biennio 1998-1999 di vari exploit, e AAA (Associazione Astronauti Autonomi).[5][6][7]

L'apice e il "Seppuku"

[modifica | modifica wikitesto]

Lo pseudonimo tocca l'apice della celebrità quando viene utilizzato per firmare il romanzo Q, pubblicato nel 1999; in quello stesso anno, il "Rapporto Italia" dell'Eurispes include nel capitolo V, dedicato al tema "Menzogna/verità", una lunga scheda sulla diffusione dello pseudonimo, intitolata "L'insurrezione invisibile: il caso Luther Blissett".[8][9][10]

Il 31 dicembre 1999, attiviste e attivisti del LBP compiono un suicidio simbolico, definito “il Seppuku”. Nel comunicato che lo annuncia, il Seppuku viene definito "l'ultimo, estremo, radicale darsi alla macchia di un eroe popolare”:

«Molte soggettività delle colonne italiane del Luther Blissett Project hanno deciso di iniziare il millennio con un seppuku, un suicidio rituale. Il suicidio è la dimostrazione pratica della rinuncia di Blissett alla sopravvivenza come logica identitaria e territoriale […] Non si tratta di propugnare una soluzione nichilista e rinunciataria, ma di scegliere la vita. Il seppuku non è una direttiva, Luther Blissett è un nome che chiunque può continuare ad usare anche dopo il Capodanno del Duemila. Ci sono paesi in cui la lotta è appena cominciata ed è bene augurarsi che prosegua.

Il seppuku è un suggerimento per tutti coloro che usano il nome da almeno un lustro, per dare spazio a nuovi stili di quest'arte marziale, facendo fiorire e proliferare i piani quinquennali di chi utilizza il multiple name da poco tempo. Occorre essere stranieri senza nome in territori sconosciuti: per alcuni questo vuol dire iniziare o continuare a chiamarsi L.B., per altri significa necessariamente il contrario.[11]»

Il Seppuku sarà commemorato nel CD Luther Blissett: The Open Pop Star, pubblicato tramite WOT4 nel 2000 con la partecipazione di artisti come il giapponese Merzbow, Klasse Kriminale e Le Forbici di Manitù, del "vandalo artistico" Piero Cannata e del filosofo francese Jacques Camatte.[12]

Nel 2000 i quattro autori di Q, insieme allo scrittore Riccardo Pedrini, formano il collettivo Wu Ming.[13]

Azioni in Italia

[modifica | modifica wikitesto]

Uso del falso e beffe mediatiche

[modifica | modifica wikitesto]

La beffa a Chi l'ha visto?

[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1995 l'artista inglese Harry Kipper scompare al confine tra Friuli-Venezia Giulia e Slovenia mentre è impegnato in un giro psicogeografico in mountain bike, il cui scopo è tracciare sulla mappa dell'Europa la parola "ART". La trasmissione Chi l'ha visto? si interessa al caso, inviando una troupe sui luoghi della presunta scomparsa e a Londra, presunta città natale dell'artista. Solo all'ultimo momento, prima di andare in onda, la redazione si accorge che Harry Kipper non esiste.[14][15]

La falsa notizia su Naomi Campbell

[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1995 il quotidiano Il Resto del Carlino pubblica la notizia della presenza a Bologna della modella Naomi Campbell per effettuare un intervento estetico. La rivelazione che la notizia è falsa causa scompiglio nella redazione del giornale bolognese.[N 3]

net.gener@tion: la beffa alla Mondadori

[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1996 alcuni aderenti al progetto forniscono alla casa editrice Mondadori, interessata a sfruttare commercialmente il fenomeno mediatico, alcuni testi alla rinfusa tratti da Internet. Mondadori li pubblica con il titolo net.gener@tion, presentandole come "il manifesto delle nuove libertà”.[16]

Il falso arresto di Pierino Gelmini

[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1997 molti quotidiani italiani pubblicano la notizia dell'arresto del sacerdote Pierino Gelmini, discusso fondatore di alcune comunità di recupero per tossicodipendenti, per abusi sessuali su minori. La notizia, diffusa da Luther Blissett con una telefonata all'ANSA, è falsa[17] ma destinata a tramutarsi in realtà dieci anni dopo, quando Gelmini verrà davvero indagato per la stesse fattispecie di reato.[18]

Le "beffe sataniche" di Viterbo

[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1995 e il 1997 i quotidiani di Viterbo denunciano la pratica di messe nere e di violenze a scopo rituale nei boschi intorno alla città. I giornali condiscono di dettagli le azioni dei satanisti e la notizia finisce anche su Studio Aperto, dando origine ad una psicosi collettiva nella città laziale. La rivendicazione dell'articolata beffa da parte di Luther Blissett avviene in una puntata di TV7.[19]

L'artista inesistente Darko Maver

[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1999 l'artista serbo Darko Maver viene selezionato alla Biennale di Venezia per esporre alcune sue opere; prima dell'esposizione, viene annunciata la morte dell'artista a causa di un bombardamento della NATO. La Biennale decide di allestire comunque una galleria postuma, ma in realtà Darko Maver non è mai esistito e la beffa viene rivendicata dal Luther Blissett Project, da cui per l'occasione germoglia un nuovo gruppo, 0100101110101101.ORG, in seguito auto-identificatosi nel duo Eva e Franco Mattes.[20]

Il falso sito del Vaticano

[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1998 ai primi giorni del 2000, rimane online un falso sito del Vaticano, vaticano.org, realizzato da Luther Blissett, dalla grafica identica a quella del sito ufficiale, vatican.va, ma dall'intento satirico e depistante, contenente un falso programma del Giubileo del 2000 e testi manipolati di encicliche papali.[21][22]

Nel 1997 Luther Blissett diffonde la falsa notizia del suicidio di Susanna Tamaro,[23] allora all'apice della popolarità dopo la pubblicazione di Va' dove ti porta il cuore.

Il 30 settembre 2015, Luther Blissett rivendica una beffa a Ryanair, consistente nel falso annuncio da parte della compagnia di voler imbarcare sui propri aerei dei profughi senza permesso di soggiorno.[24]

Performance e interventi nello spazio urbano

[modifica | modifica wikitesto]

Radio Blissett e il «Bus neoista»

[modifica | modifica wikitesto]

Nel biennio 1995-1996 Luther Blissett organizza "derive psicogeografiche" collettive, pratica di derivazione situazionista, coordinate per via radiofonica dalla trasmissione Radio Blissett a Roma e a Bologna. La sera del 18 marzo 1995, durante una di tali derive, realizzata sulla rete tranviaria romana, circa cento persone occupano un autobus per tenervi una festa itinerante chiamata "Bus Neoista". La polizia blocca il mezzo e ferma venti partecipanti all'evento; quattro di loro verranno processati per resistenza e oltraggio.[25]

Teatro situazionautico

[modifica | modifica wikitesto]

Per tutto il biennio 1995-1997, soprattutto a Bologna, Luther Blissett organizza performance di "teatro situazionautico" (non "situazionistico", come a volte si legge).[26]

Attacchi psichici

[modifica | modifica wikitesto]

Tra le tattiche di sovversione dello spazio urbano preferite dal Luther Blissett Project spicca il cosiddetto «attacco psichico», rituale collettivo i cui partecipanti salmodiano in coro il mantra om (ॐ), senza riferimenti alla sua origine induista, e si concentrano per convogliare «energia negativa» verso un bersaglio preventivamente concordato. La pratica verrà ripresa nel nuovo secolo, soprattutto a Bologna, contro progetti urbanistici e architettonici ritenuti impattanti e calati dall'alto in modo autoritario[27][28]

Disordinazioni e altri interventi

[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alle derive, al teatro di strada e agli attacchi psichici, si moltiplicano gli interventi teorici e pratici su urbanistica e vita urbana, pubblicati sulla rivista Luther Blissett o letti durante convegni. Nel 1995 Luther Blissett prende parte a Disordinazioni, una serie di progetti sull'intervento urbano.[29] Il 17 dicembre 1996 si tiene presso il Cinema Imperiale di Guidonia Montecelio un convegno sull'ambiente, con la partecipazione di amministratori locali, del mondo associativo e di numerosi cittadini. Viene letta la relazione di Luther Blissett, presentato come "ordinario di Psicogeografia all'Università di Roma" e naturalmente assente all'incontro.[30].

Casi editoriali e letterari

[modifica | modifica wikitesto]

A ruota libera

[modifica | modifica wikitesto]

Nell'aprile 1996 l'editore Castelvecchi pubblica una raccolta di scritti del saggista statunitense Hakim Bey, intitolata A ruota libera. Miseria del lettore di TAZ: autocritica dell'ideologia underground, a cura di un ignoto Fabrizio P. Belletati. Il libro circola negli ambienti alternativi e ottiene diverse recensioni positive sulla stampa[31] finché Luther Blissett non ne svela la natura di falso:

«A Ruota Libera l'ho scritto io, Luther Blissett. Non si tratta di una semplice parodia della scrittura beyana, ma di un test sulla credulità e sui tempi di reazione dell'acquirente e del recensore medio [...] Ho parodiato lo stile beyano (1/3 di fricchettonaggine e bigiotteria orientale da quattro soldi, 1/3 di post-strutturalismo e concettuose astruserie, 1/3 di cyberpunk), ne ho forzato le ambiguità, sono ricorso a tutti i più bassi espedienti retorici. Ho stipato il libro di false note di traduzione, segnalando diversi giochi di parole intraducibili, e di parole arabe o persiane.[32][33]»

Lasciate che i bimbi

[modifica | modifica wikitesto]

Connessa alle beffe sataniche di Viterbo è invece la pubblicazione, nel 1997, del pamphlet Lasciate che i bimbi. Pedofilia: un pretesto per la caccia alle streghe, saggio che analizza il caso del linciaggio mediatico del satanista bolognese Marco Dimitri, ingiustamente accusato di violenza sessuale e abuso rituale ai danni di minore. Il libro è a sua volta oggetto di un'azione legale e di un processo (vedi la sezione Ripercussioni giudiziarie).

Q al Premio Strega

[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1999 il romanzo Q arriva alla finale del Premio Strega del 1999, ma gli autori disertano la cerimonia, dichiarando con due mesi d'anticipo all'inserto Io Donna del Corriere della Sera "Lo Strega è una buffonata, una delle tante istituzioni inutili di questo Paese".[34] «Naturalmente non ci interessa vincere», aggiungono, "anche perché il primo posto è sempre assegnato in anticipo, ma se per caso dovessimo entrare nella cinquina, abbiamo consigliato alla Einaudi di comprarci il quarto posto." In un'altra intervista del 30 aprile 1999, stavolta sul quotidiano L'Unità, avevano affermato: «Il Premio Strega è più truccato di Sanremo, e quest'anno è già appaltato alla Maraini».[35] Il 9 luglio, effettivamente Luther Blissett si posizionerà al quarto posto e la vincitrice sarà Dacia Maraini, con la raccolta di racconti Buio.[36]

Presunto ruolo di Umberto Eco

[modifica | modifica wikitesto]
Umberto Eco nel 1981.

Trattando della diffusione di Blissett in Europa, il settimanale tedesco Der Spiegel, nel numero del 25 maggio 1997, indica lo scrittore e semiologo Umberto Eco tra i capostipiti del progetto.[37]

Nello stesso anno viene diffuso, sul web e come opuscolo rilegato a punto metallico, un pamphlet intitolato Il nome multiplo di Umberto Eco. L'egemonia della sinistra da Gramsci a Internet [38], pubblicazione anti-Blissett firmata "K.M.A." e attribuita ad ambienti di estrema destra. Nell'opuscolo l'intero progetto Luther Blissett è ascritto a un circolo segreto di semiologi dell'Università di Bologna, il cui capofila sarebbe appunto Eco.

L'uscita di Q incoraggia nuovi paragoni e collegamenti. Il 25 febbraio 1999 su Panorama si legge:

«Mistero fitto e spruzzi di veleno avvolgono Q, colossale romanzo storico e d'immaginazione firmato da Luther Blisset [sic] in uscita in primavera per la collana Stile libero Einaudi [...] Impossibile sapere di più: in sintonia con il progetto Luther Blisset [sic], i veri autori stanno nell'ombra e l'editore non si sbottona. Fedeli alla linea anticopyright, gli adepti di Blisset si divertono a fare rimbalzare ipotesi demenziali sul ponderoso tomo: dietro l'identità multipla ci sarebbe un gruppo di goliardi o un prelato eretico. E c'è chi azzarda il nome dello stesso Umberto Eco[39]

Il 6 marzo 1999 Il Messaggero dà notizia di una smentita da parte di Eco: «Inutile chiedersi chi si nasconde dietro il Luther Blissett di Q. È Umberto Eco (che ha già smentito)? È Bifo? Un gruppo di giovani dell'università di Bologna? Lui, di sicuro, se la sta ridendo, mentre sorseggia un caffè, come il ribelle protagonista del suo romanzo, alla corte di qualche potente.[40]»

Il giorno stesso, la Repubblica pubblica un'intervista di Loredana Lipperini ai quattro autori di Q, con questa premessa: «la storia [...] è piaciuta a più di un illustre lettore che ha potuto gustarla in anteprima e ha alimentato ciò che era prevedibile: la caccia al vero autore, fin qui identificato in prelati eretici e, naturalmente, in Umberto Eco. Le cose stanno diversamente. Gli autori sono quattro e sono nel "Luther Blissett Project" fin dai suoi esordi.[41]»

Nel 2021 Wu Ming 1 rivela che Il nome multiplo di Umberto Eco era a sua volta una beffa blissettiana, che K.M.A. “stava semplicemente per Kiss My Ass” e che “il vero autore del pamphlet è un membro del Luther Blissett Project, oggi filosofo dei media, apprezzato docente in un'università tedesca e teorico del cosiddetto ‘accelerazionismo’.[42]

Ripercussioni giudiziarie

[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1997 la Casa Editrice Castelvecchi pubblica a nome del collettivo Luther Blissett il libro Lasciate che i bimbi. Pedofilia: un pretesto per la caccia alle streghe. All'interno del libro viene affrontata la vicenda giudiziaria di Marco Dimitri e dei Bambini di Satana, risoltasi in un'assoluzione generale dopo anni di indagini e di processi.[43]

Il libro è recensito su diverse testate nazionali. Secondo Il Sole 24 Ore del 25/01/1998, Lasciate che i bimbi mostra «a quali errori possa condurre l'ossessione per la pedofilia e la voglia di vendetta, specie se la smania è alimentata dalla voglia di scoop della stampa […] un invito al buon senso e alla cautela, e una messa al bando della logica perversa del capro espiatorio».[44] Su la Repubblica il libro è definito «un salutare antidoto all'isteria collettiva che [...] ha preso l'intero universo della comunicazione»[45]. Ciononostante, il volume fa scandalo, tanto da essere accusato di pedofilia, censurato sulla rete civica romana e messo all'indice dall'associazione "Telefono Arcobaleno" di Fortunato Di Noto, un sacerdote da anni in lotta contro la pedofilia.[46]

Nel libro il collettivo attacca pesantemente Lucia Musti, pubblico ministero al processo contro i Bambini di Satana. Musti intenta una causa civile – per il “linguaggio incivile” e “la lesività delle affermazioni e dei giudizi contenuti” nel libro[47] – contro la casa editrice e i due internet provider che hanno diffuso in rete il libro. Al processo la Castelvecchi presenta un documento dal quale risulta che a nome del collettivo Luther Blissett il contratto per la pubblicazione è stato firmato da Roberto Bui (in seguito Wu Ming 1). Di conseguenza, anche quest'ultimo è citato in giudizio.

Il 14 giugno 2001 il tribunale civile di Bologna condanna la Castelvecchi e i due internet provider, ingiungendo loro di rifondere a Lucia Musti la somma di ottanta milioni di lire, trenta dei quali in carico alla casa editrice. Bui è condannato in concorso con la Castelvecchi a rifondere il 50% della somma ad essa attribuita.[48] La vicenda è ricostruita nei dettagli nel libro di Wu Ming 1 La Q di Qomplotto.[49]

Pubblicazioni a firma Luther Blissett

[modifica | modifica wikitesto]
  • Guy Debord è morto davvero, Feltre, Crash Autoproduzioni, Cayenna Outgestita, 1995.
  • Luther Blissett – Rivista Mondiale di Guerra Psichica e adunate sediziose, 1995.[50]
  • Mind Invaders. Come fottere i media. Manuale di guerriglia e sabotaggio culturale, Roma, Castelvecchi, 1995, ISBN 88-86232-50-0.
  • Luther Blissett e Stewart Home, Green Apocalypse, Londra, Unpopular Books, 1995.
  • Totò, Peppino e la guerra psichica - Materiali dal Luther Blissett Project, 1ª ed., Udine, AAA Edizioni, 1996, ISBN 88-86828-00-4.
  • Net.gener@tion: manifesto delle nuove libertà, Milano, Mondadori, 1996, ISBN 88-04-41473-1.
  • Anarchist Integralism: Aesthetics, Politics and the Après-Garde, Londra, Sabotage Editions, 1997.
  • Lasciate che i bimbi... pedofilia, un pretesto per la caccia alle streghe, Roma, Castelvecchi, 1997, ISBN 8882100332.
  • Quaderni Rossi di Luther Blissett (1998)[50]
  • Q, Torino, Einaudi, 1999, ISBN 978-88-06-15572-8.
  • Luther Blissett Project, Nemici dello Stato: Criminali, "mostri" e leggi speciali nella società di controllo, Roma, DeriveApprodi, 1999, ISBN 88-87423-05-9.
  • Los Papeles de la Huelga de Arte 2000-2001, Barcellona, 1999.
  • Pánico en las redes, Madrid, Literatura Gris, 2000.
  • Totò, Peppino e la guerra psichica 2.0, 2ª ed., Torino, Einaudi, 2000, ISBN 978-88-06-15411-0.
  • Luther Blissett, Sonja Brünzels e Autonome a.f.r.i.k.a. gruppe, Comunicazione-guerriglia. Tattiche di agitazione gioiosa e resistenza ludica all'oppressione, Roma, DeriveApprodi, 2001, ISBN 8887423504.
  • Luther Blissett (a cura di), Cyberunderground, Napoli, Edizioni Simone, 2001.
  • The Invisible College, Vienna, Selene, 2002.
  • Vangelo Nichilista, 12 ottobre 2008.
  • Il Luther Blissett Project a Roma 1995-1999, Roma, Rave Up Books, 2015.

Musica scritta da/per Luther Blissett:[51]

  • 1995 – Luther Blissett: The Original Soundtracks, musiche composte da Le Forbici di Manitù (Alchemax/Vox Pop)[52]
  • 1999 – Klasse Kriminale & Luther Blissett, Mind Invaders, vinile 7", Mad Butcher Records
  • 2000 – Luther Blissett, The Open Pop Star[53]
  • 2004 – Nell' album Cabin in the Sky, i Tuxedomoon includono un brano intitolato “Luther Blisset” (sic).
  • 2005 – Nel suo album d’esordio Emcique Furilla, il rapper francese Tchad Unpoe include un brano intitolato “Style Wu Ming (Signé Luther Blissett)”[54]
  • 2007 – Il gruppo post-hardcore Luther Blissett, formato da Alessandro Rubin, Carlo Tufano e Mauro Di Leo, realizza l’album Narcoleptic Surfers.[55]
  • 2011-2013 – Un altro gruppo Luther Blissett, questa volta mathcore, realizza quattro album.[56] La band risulta formata da Andrea Grillini, Antonio d'Intino, Carlo d'Alessandro, Dario Fariello e Lucio Gorenzi.[57]
  • Luther Blissett – Informati, credi, crepa, documentario di Dario Tepidino, 2019[58]
  1. Cfr. (EN) Marco Deseriis, Improper Names: Collective Pseudonyms from the Luddites to Anonymous, Minneapolis/St.Paul, Minnesota University Press, 2015, p. 296, ISBN 978-0-8166-9487-7. Deseriis conia il concetto di "nomi impropri" (improper names), che include due sotto-categorie: gli "pseudonimi collettivi" (collective pseudonyms), il cui utilizzo è controllato e centralizzato, e i "nomi di uso multiplo" (multiple-use names), soggetti a utilizzi "decentrati e idiosincratici". Per Deseriis "Luther Blissett" non è uno pseudonimo collettivo, com'è invece Wu Ming, ma un nome di uso multiplo. "Nome multiplo" (multiple name) è invece l'espressione usata dallo scrittore, artista e saggista inglese Stewart Home per una serie di nomi di uso multiplo – come Monty Cantsin e Karen Eliot – antesignani di Luther Blissett, usati tra gli anni Settanta e gli anni Novanta nell'ambito della mail art e di avanguardie artistiche come il Neoismo, cfr. Stewart Home, Assalto alla cultura. Le avanguardie artistico-politiche: lettrismo, situazionismo, fluxus, mail art, Milano, ShaKe Edizioni, 2010, ISBN 978-88-8886-590-4.
  2. Nonostante alcuni articoli di stampa lo descrivano come irritato per l'uso collettivo del suo nome, il 30 giugno 2004 Luther Loide Blissett partecipa al programma sportivo televisivo britannico Fantasy Football League - Euro 2004, trasmesso su ITV. Durante la trasmissione, dichiara scherzosamente di fare parte del Luther Blissett Project e legge ad alta voce, in italiano, la seguente frase da un manifesto del LBP: "Chiunque può essere Luther Blissett, semplicemente adottando il nome Luther Blissett”, cfr. Breve storia di Luther Blissett, in Il Post, 1º febbraio 2018.
  3. Cfr. ” Finalmente Luther segna. 2 a 0 per Il Resto del Carlino, Cuore n.258, 27 gennaio 1996:
    «Due le più recenti bufale, raccolte e spacciate per vere, che hanno portato al "commissariamento" del capocronista del giornale, Fabio Raffaelli, messo sotto la tutela del vicedirettore Mauro Tedeschini e contemporaneamente promosso capo redattore da Riffeser. Prima il Carlino esce con la lettera di una (inesistente) studentessa sieropositiva, costretta a prostituirsi e felice di vendicarsi bucando i preservativi dei clienti, lanciata con tanto di locandine nelle edicole. Nessuno si insospettisce del fatto che la missiva sia firmata L.B. (ovvero Luther Blissett). E nessuno controlla la fonte o si preoccupa di rintracciare la povera ragazza. Figuraccia epocale. Poi un altro scivolone. A tutte le redazioni bolognesi dei giornali arriva uno "scoop": la top model Naomi Campbell è in città per farsi "ritoccare" da un chirurgo. I quotidiani verificano con qualche telefonata, e scoprono che la bella Naomi non si è mai mossa da New York. Invece il Carlino ci casca e spara la notizia, con foto a colori in prima pagina. Autogol. Luther Blisset, da qualche parte se la ride.»
  1. Piermario Ciani, Dal Great Complotto a Luther Blissett, Bertiolo, AAA Edizioni, 2000, ISBN 88-86828-29-2. L'artista postale è Alberto Rizzi, in seguito accreditato da Wu Ming come ideatore della beffa a Chi l'ha visto? e omaggiato con frequenti apparizioni nei romanzi del collettivo, cfr. Wu Ming, «Ma chi è ‘sto Rizzi che è sempre nei vostri romanzi?» Intervista al poeta sui suoi trascorsi da Luther Blissett e sulla beffa che lo consacrò, su Giap, 8 agosto 2025. URL consultato il 22 agosto 2026.
  2. 1 2 Deseriis 2015.
  3. Copia archiviata, su lachiavedisophia.com. URL consultato il 14 maggio 2023 (archiviato il 14 maggio 2023).
  4. Who is Luther Blissett?, testo di presentazione del sito-archivio di Luther Blissett.
  5. Stefano Santangelo, "Ufo al Popolo!" e rave nello spazio - Breve storia dei 'comunisti spaziali' italiani, su Vice, 6 settembre 2017. URL consultato il 22 agosto 2026.
  6. Pretendi la terza era spaziale, su Not, 26 febbraio 2019. URL consultato il 22 agosto 2026.
  7. (EN) A. M. Gittlitz, I Want To Believe: Posadism, UFOs and Apocalypse Communism, Londra, Pluto Press, 2020, pp. 177-189, ISBN 978-07-4534-077-7.
  8. Rapporto Italia 1999, su Eurispes, 16 settembre 2012. URL consultato il 22 agosto 2026.
  9. Rapporto Italia 1999 (PDF), su Eurispes. URL consultato il 22 agosto 2026.
  10. L'insurrezione invisibile: il caso Luther Blissett, su lutherblissett.net. URL consultato il 22 agosto 2026.
  11. “Seppuku!”, comunicato dell’1 settembre 1999
  12. Indice sonoro, su lutherblissett.net. URL consultato il 22 agosto 2026.
  13. Simone Lupo Bagnacani, Con Cofferati è continuato il deserto culturale di Guazzaloca, su La Stefani. URL consultato il 22 agosto 2026 (archiviato dall'url originale il 28 aprile 2012).
  14. Cfr. Gianfranco Martelli, “È sparito il mago Kipper, chi l’ha visto?”, Corriere della Sera, 21/01/1995; Vanni Masala, “In cerca di Kipper che non esiste”, L’Unità, 21/01/1995; A. I., “Chi l’ha visto? E la burla dilaga”, Il Gazzettino, 19/01/1995.
  15. Luca Muchetti, Storytelling: l'informazione secondo Luther Blissett (PDF), Arcipelago Edizioni, 2009, p. 123, ISBN 9788876953767.
  16. Rocco Cotroneo, Giornali, una risata vi seppellirà, su lutherblissett.net. URL consultato il 22 agosto 2026.
  17. «Don Gelmini arrestato», ma era un falso annuncio, su La Stampa. URL consultato il 22 agosto 2026 (archiviato dall'url originale il 3 agosto 2025).
  18. Leonardo Bianchi, Il lato oscuro di don Gelmini, su Vice, 20 agosto 2014. URL consultato il 22 agosto 2026.
  19. Marina Della Croce, "Tv7", la messa nera di Luther Blissett, su il manifesto, 1º marzo 1997. URL consultato il 22 agosto 2026.
  20. Cfr. la sezione “Darko Maver” sul sito ufficiale di Eva e Franco Mattes.
  21. Chiuso il falso sito web del Vaticano, su Wall Street Italia, 8 gennaio 2000. URL consultato il 22 agosto 2026.
  22. Lucia Graziano, Se il papa esalta i condom e cita Max Pezzali, su Una penna spuntata, 4 maggio 2011. URL consultato il 22 agosto 2026.
  23. Breve storia di Luther Blissett, su Il Post. URL consultato il 30 luglio 2023.
  24. La bufala di Ryanair che fa volare i profughi senza visto, su La Stampa, 30 settembre 2015. URL consultato il 22 agosto 2026 (archiviato dall'url originale il 3 ottobre 2015).
  25. "La festa sull’autobus finisce in tribunale’", L’Unità, 13 marzo 1997.
  26. “Luther Blissett”, n. 0, Bologna, Grafton 9, aprile/maggio 1995.
  27. Bologna, il video dell'«attacco psichico» degli attivisti contro il progetto della Johns Hopkins al giardino San Leonardo, su Corriere di Bologna, 18 luglio 2025. URL consultato il 17 agosto 2026.
  28. Wu Ming, Da Bologna sale un «Ommm!» L'attacco psichico del 14/03/2026, su Giap, 15 marzo 2026. URL consultato il 17 agosto 2026.
  29. Anch'io Luther Blissett, ho fatto la mia parte di disordinazioni, su lutherblissett.net. URL consultato il 22 agosto 2026.
  30. Luther Blissett e la Fascia di Scarto, su aniene.net. URL consultato il 3 agosto 2009 (archiviato dall'url originale il 13 novembre 2011).
  31. HAKIM BEY L'autocoscienza dell'underground, su il manifesto, 25 aprile 1996. URL consultato il 13 agosto 2026.
  32. Luther Blissett, Perché ho scritto un falso libro di Hakim Bey e come ho gabbato i conformisti della controcultura, su lutherblissett.net, 25 giugno 1996. URL consultato il 14 agosto 2026.
  33. Ipnocrazia e le beffe di Luther Blissett, su L'Espresso. URL consultato il 13 agosto 2026.
  34. Wu Ming, Vent'anni fa, la non-apparizione di Luther Blissett al #PremioStrega, in Giap, 9 luglio 2019. URL consultato il 22 agosto 2026.
  35. Stefania Scateni, Tutti i misteri di Luther Blissett, su L'Unità. URL consultato il 22 agosto 2026.
  36. 1999: Dacia Maraini, su Premio Strega. URL consultato il 22 agosto 2026 (archiviato dall'url originale il 5 gennaio 2019).
  37. Cfr. Florian Schneider, "Schule des Schwindelns", Der Spiegel, n.22, anno L, 25/05/1997.
  38. Il nome multiplo di Umberto Eco, su lutherblissett.net. URL consultato il 13 settembre 2023.
  39. Pina D'Aria, "Sembra Il nome della rosa ma si legge Q", Panorama, 25/02/99
  40. Fiorella Iannucci, "Luther Blissett: il Cinquecento sembra il 2000", Il Messaggero, 06/03/1999
  41. Loredana Lipperini, "Luther Blissett siamo noi", La Repubblica, 06/03/1999.
  42. Wu Ming 1, La Q di Qomplotto. QAnon e dintorni: come le fantasie di complotto difendono il sistema, Roma, Alegre 2021, p. 571
  43. Cfr. Antonella Beccaria, Bambini di Satana. Processo al diavolo: i reati mai commessi di Marco Dimitri, Stampa Alternativa, Viterbo 2006, ISBN 9788872269299; Valerio Varesi, "Morto il gran sacerdote dei Bambini di Satana, storia di un madornale errore giudiziario", La Repubblica - Bologna, 13/02/2021.
  44. Chiara Somajini, ‘’Luther Blissett un nome per tutti’’, Il Sole 24 Ore, 25 gennaio 1998.
  45. Bernardino Campello, ‘’Pedofilia attenti agli isterismi. Il nuovo Luther Blissett’’, La Repubblica, 1 dicembre 1997
  46. Marco Trotta, Il libro dello scandalo, dal sito Zero in Condotta, 18 gennaio 2002
  47. Atto di citazione presso il Tribunale di Bologna, 11 febbraio 1998, riportato integralmente nel n.3 della rivista Quaderni Rossi di Luther Blissett, gennaio 1999.
  48. Cfr. Luigi Spezia, La pm Musti batte Luther Blissett, in La Repubblica, 11 dicembre 2001.
  49. Wu Ming 1, La Q di Qomplotto. QAnon e dintorni. Come le fantasie di complotto difendono il sistema, Alegre, 2021, pp. 509-565. Si tratta dei capitoli 10, 11 e 12 della seconda parte del volume, intitolati “Il ritorno del diavolo in Europa e il caso Bambini di Satana”, “Bambini di Satana: comincia la guerriglia” e “Emilia paranoica + Fine del sogno”.
  50. 1 2 Archivio Grafton9 — stampa radicale, centri sociali, sottoculture, su Grafton9. URL consultato il 22 agosto 2026.
  51. Indice sonoro su lutherblissett.net
  52. "Luther Blissett: The Original Soundtracks": musiche composte da "Le Forbici di Manitù", su lutherblissett.net. URL consultato il 22 agosto 2026.
  53. "Luther Blissett, The Open Pop Star", il cd definitivo di Luther Blissett, su lutherblissett.net. URL consultato il 22 agosto 2026.
  54. (EN) Emcique Furilla, su Discogs, Zink Media.
  55. Narcoleptic Surfers, su Bandcamp. URL consultato il 22 agosto 2026.
  56. Luther Blissett, su Bandcamp. URL consultato il 22 agosto 2026.
  57. (EN) Luther Blissett, su Discogs. URL consultato il 22 agosto 2026.
  58. Luther Blissett - Informati, Credi, Crepa, su MYmovies.it. URL consultato il 22 agosto 2026.

Voci correlate

[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
Controllo di autoritàVIAF (EN) 72325494 · ISNI (EN) 0000 0001 2028 3667 · SBN RAVV095354 · LCCN (EN) n97091160 · GND (DE) 12865662X · BNF (FR) cb165553107 (data) · J9U (EN, HE) 987007258886905171 · CONOR.SI (SL) 6470243
  Portale Letteratura: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di letteratura