Luigi Pierobon

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Luigi Pierobon (Cà Onorai, 12 aprile 1922Chiesanuova, 17 agosto 1944) è stato un partigiano e antifascista italiano, studente cattolico, medaglia d'oro al valor militare.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato da Giuseppe e Maria Simioni, l'8 settembre 1943 è militare nel Deposito del 73º Reggimento fanteria, ritorna a casa e si impegna sulle prealpi vicentine dal 1944.

Partecipa alla Resistenza vicentina all'interno della divisione "Ateo Garemi", di orientamento eminentemente comunista al comando di una delle formazioni più importanti della Resistenza vicentina il battaglione "Stefano Stella".

Fra le tante azioni di guerra portate a compimento è sicuramente da ricordare l'attacco al ministero della marina che aveva sede a Montecchio Maggiore, portata a compimento con Alfredo Rigodanzo.

Viene tradito mentre si trova a Padova per mettere a punto un attacco a Lerino frazione di Torri di Quartesolo, catturato e torturato inutilmente per estorcergli informazioni viene condannato a morte e fucilato assieme ad altri partigiani fatti prigionieri.

Scriveva allo zio prete:

«... succede così che il Partito d'Azione e quello Democratico cristiano hanno armi che non sono a nostra disposizione... (a me per esempio è stata affidata la responsabilità militare del battaglione "Stefano Stella") ...»

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Organizzatore dei primi nuclei partigiani del Vicentino, valoroso combattente, deciso in ogni azione di guerra, mentre era in Padova per organizzare con altri capi un'azione militare da effettuare in quei giorni, cadde in una vile imboscata tesa a suo danno. Arrestato e riconosciuto quale comandante di Brigata, fu sottoposto a barbare sevizie, che sopportò con eroico stoicismo pur di non tradire la causa alla quale tutto dava. Al nemico, che tentava di lusingarlo con promessa di liberazione, dichiarò sdegnosamente di non essere un traditore e che preferiva morire da soldato. Di fronte al plotone di esecuzione restò sereno ed impavido e cadde gridando: "Noi moriamo per la Patria".[1]
— Padova, 17 agosto 1944.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

A Padova gli è stata intitolata la caserma delle Trasmissioni in via Chiesanuova. A Cittadella, in provincia di Padova, gli è stata intitolata la scuola secondaria di 1º grado "L.Pierobon" e la piazza principale di fronte al duomo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1] Quirinale - scheda - visto 23 febbraio 2009

32º Reggimento Trasmissioni - Battaglione "Valles"

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN166342261 · ISNI (EN0000 0001 1379 3183 · LCCN (ENno2011009404 · WorldCat Identities (ENlccn-no2011009404