Luigi Mattioni

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Luigi Mattioni (Milano, 19141961) è stato un architetto italiano, fra i maggiori architetti del dopoguerra, attivo soprattutto a Milano.

Nel capoluogo lombardo ha realizzato circa 200 edifici, per 3,5 milioni di metri cubi di volumetria, compresi alcuni edifici di grande rilevanza quali la Torre Breda, il Centro Diaz (noto come il palazzo della Terrazza Martini), il Palazzo Omsa e il Centro San Babila.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Logotipo creato da Luigi Mattioni come icona indicante la stanza del suo studio privato

Mattioni si laureò in Architettura presso il Politecnico di Milano nel 1939, con relatore Piero Portaluppi, conseguendo il premio come miglior laureato del triennio 1936-1939.

Cominciò a lavorare presso lo studio di Giovanni Muzio. Nel 1940 ottenne la Medaglia d'Oro per aver curato l'allestimento della Mostra delle ceramiche per la VII Triennale di Milano.

Nel 1944 fu nominato assistente incaricato nel corso di Elementi di Architettura e Rilievo dei Monumenti del Politecnico di Milano e si dedicò allo studio dei problemi della prefabbricazione ed unificazione dell'abitazione.

Nel secondo dopoguerra aggiunse all'insegnamento l'attività di pubblicista e quella professionale. Scrisse per riviste come Stile diretta da Giò Ponti, per Metron di cui divenne corrispondente, ed infine fu tra i fondatori dell'originale esperimento editoriale A - Attualità, Architettura, Abitazione, Arte insieme a Carlo Pagani e Bruno Zevi.

Aprì uno studio a Milano, in Piazza Cinque Giornate, occupandosi di costruzioni per l'industria, arredo, allestimenti e urbanistica. Divenne anche consulente per il piano regolatore della città di Milano con Gaetano Ciocca, Amos Edallo, Augusto Magnaghi e Mario Terzaghi.

Nel 1946 ricevette l'incarico per l'allestimento della Mostra Internazionale della Ricostruzione; nel 1947 ricevette dal commissario Bottoni l'incarico si curare alcune sezione della VIII Triennale di Milano insieme a Belgioioso, Diomede, Marescotti, Mucchi e Marco Zanuso. In questa occasione gli fu nuovamente assegnata la Medaglia d'oro per il contributo dato con la realizzazione del "Diorama del Soleggiamento" e l'estensione di norme tecniche per il QT8.

Nel 1948 fu invitato a partecipare al primo convegno di Edilizia e Urbanistica Rurale della Valle Padana, a Cremona, e da lì iniziò la stagione del boom professionale che lo vide protagonista della scena milanese per il decennio 1950-1960.

Mattioni fu tra i fondatori della IN-ARCH e fu promotore del nascente Sindacato Nazionale Architetti; promosse anche presso il parlamento la legge istituente la Cassa Nazionale Ingegneri Architetti.

Luigi Mattioni morì a 47 anni, per un aneurisma cerebrale. È stato inserito nel Famedio del cimitero monumentale.

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

Il Grattacielo di Milano[modifica | modifica wikitesto]

Il Grattacielo di Milano è uno dei primi edifici moderni della Milano degli anni cinquanta. Alto 117 metri, fu progettato da Mattioni e costruito da Ermenegildo ed Eugenio Soncini nel 1954. È di poco precedente al più noto e poco distante Grattacielo Pirelli.

È considerato una pietra miliare dell'urbanizzazione milanese: portato a simbolo di una Milano completamente rinnovata, il Grattacielo entrò nell'iconografia popolare, nelle cartoline illustrate e nei dépliant turistici. Fu a tutti gli effetti il primo grattacielo milanese.

Il Grattacielo, che si affaccia su Piazza della Repubblica, Via Vittor Pisani e viale Tunisia, fu il primo edificio a superare in altezza la famosa Madonnina del Duomo di Milano (108,50 m) e all'epoca della sua realizzazione era il più alto edificio Italiano.

Dopo il completamento della Torre Solaria nel 2014, l'edificio è oggi il secondo più alto di Milano ad uso abitativo.

Il centro San Babila[modifica | modifica wikitesto]

Il Centro San Babila, fu costruito tra il 1954 e il 1957 come edificio di prestigio in piazza San Babila. L'edificio doveva collegare Corso Vittorio Emanuele e corso Europa, includendo la Galleria Passarella.

Altre Opere[modifica | modifica wikitesto]

Valutazione della sua opera[modifica | modifica wikitesto]

Luigi Mattioni fu un innovatore in campo tecnico-organizzativo.

Gli interessi culturali e scientifici di Mattioni sono evidenti nella composizione della sua personale e ricca biblioteca di architettura, nonché nell'aggiornata raccolta di cataloghi e materiali, strumenti fondamentali nella nuova organizzazione manageriale dello studio da lui ideata: l'assetto tayloristico dello studio Mattioni ritrova situazioni comparabili soltanto all'estero, specie nella Germania Federale e negli USA (non a caso nel 1958 visitò gli studi di Philip Johnson e dei SOM).

La gestione dello studio è scandita da un parametro inventato da Mattioni, il modulora. I costi di gestione annuali (Somma di spese generali, retribuzioni, margine desiderato) vengono divisi per le ore lavorate dai componenti dello studio, titolare incluso.

Definito il modulo ora, ciascun progetto dovrà vedere attribuite un numero di ore il cui costo totale sia pari alla parcella stabilita dai parametri di legge.

Gli scritti[modifica | modifica wikitesto]

Articoli[modifica | modifica wikitesto]

  • L'unificazione Edilizia, in "Stile", 37, gennaio 1944
  • Abitazione e unificazione, in "Stile", 38, febbraio 1944
  • Il reticolo normale, in "Stile", 39, marzo 1944
  • Chiarimenti sulla casa per tutti, in "L'Italia", 7 marzo 1944
  • Chiarimenti sociali sulla c.p.t., in "L'italia", 21 marzo 1944
  • La costruzione "PM" ad elementi prefabbricati, in "Domus", 201 settembre 1944
  • Questionario pro scuola di architettura, in "Quaderni studenti architetti", dicembre 1945
  • Necrologio dell'apparecchio radio, in "L'onda radiofonica", dicembre 1945
  • L'inedito grattacielo di Milano, in "Edilizia Moderna" numero 56, dicembre 1955

Manuali & Cataloghi[modifica | modifica wikitesto]

La tecnica dell'orientamento solare, in "Costruzione razionale della casa", a cura di E. Griffini, I vol. IV ed., Milano 1946, pp.233-264

Altri scritti[modifica | modifica wikitesto]

  • Linee di massima per il nuovo piano regolatore di Milano (con G.Ciocca, A. Edallo, A.Magnaghi, M.Terzaghi), Milano 1946
  • Le funivie cittadine su autosili verticali, come contributo al miglioramento del traffico (con T. Groff), Milano 1955.
  • L'inedito grattacielo di Milano, Milano 1955

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanna Alfonsi e Guido Zucconi (a cura di), Luigi Mattioni architetto della ricostruzione, Milano, Electa, 1985, ISBN 88-435-1174-2.
  • Archivio Luigi Mattioni. Inventario sommario, Maria Teresa Feraboli, Milano, 2002.
  • Luigi Mattioni, un architetto manager della ricostruzione milanese, Caludio Battaglia, Valeria Biavaschi, tesi di laurea Facoltà di Architettura, Politecnico di Milano, 1995.

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