Luigi Galvani (sommergibile 1938)

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Luigi Galvani
Descrizione generale
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
Tiposommergibile
ClasseBrin
ProprietàFlag of Italy (1861-1946) crowned.svg Regia Marina
CantiereFranco Tosi, Taranto
Impostazione3 dicembre 1936
Varo22 maggio 1938
Entrata in servizio29 luglio 1938
Destino finaleaffondato in combattimento il 24 giugno 1940
Caratteristiche generali
Dislocamento in immersione1266 t
Dislocamento in emersione1016 t
Lunghezza70,5 m
Velocità in immersione 7,7 nodi
Velocità in emersione 17,3 nodi
Autonomiasuperficie:

In immersione:

  • 90 miglia a 4 nodi
  • 8 miglia a 8 nodi
Equipaggio9 ufficiali
50 sottufficiali e comuni
Armamento
Artiglieria2 cannone da 100/43 Mod. 1927
4 mitragliere singole Breda Mod. 31 da 13,2mm
Siluri4 tubi lanciasiluri da 533mm a prua
4 tubi lanciasiluri da 533mm a poppa
12 siluri
dati tratti da [1]
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Il Luigi Galvani è stato un sommergibile della Regia Marina, appartenente alla classe Brin.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dall'entrata in servizio, il 29 luglio 1938, fu al comando del capitano di corvetta Gianpaolo Giordana operando addestramento tra Taranto e Messina, sede della Divisione di scuola comando. Dal 4 gennaio 1939 assunse il comando del sommergibile il tenete di vascello Renato Spano (nato a La Maddalena il 26 luglio 1907), figlio dell'ammiraglio Matteo Spano, portandolo a Massaua.

All'ingresso dell'Italia nel secondo conflitto mondiale si trovava a Massaua (Eritrea), sul Mar Rosso, appartenente all'81ª Squadriglia Sommergibili, dove si trovava dal 20 gennaio 1939, agli ordini del tenente di vascello Renato Spano

Partì per la sua prima missione di guerra (al comando del capitano di corvetta Renato Spano) il 10 giugno 1940, raggiungendo il proprio settore d'agguato – al largo di Oman – il 23 giugno[2][3], dopo un infruttuoso attacco (avvenuto il 13 giugno, una quindicina di miglia a nordovest di Perim) contro un incrociatore ed un cacciatorpediniere[4].

Alcune fonti attribuiscono ad un siluro lanciato da questo sommergibile l'affondamento dell'unità di scorta indiana HMIS Pathan, il cui affondamento fu in realtà dovuta ad un'esplosione interna[5].

Il 24 giugno, in base probabilmente a documenti trovati a bordo del catturato sommergibile Galileo Galilei, fu attaccato dalla corvetta HMS Falmouth e dal cacciatorpediniere HMS Kimberley: mentre s'immergeva, uno dei proiettili della Falmouth lo colpì a poppa aprendo una falla[6].

Il secondo capo silurista Pietro Venuti, rendendosi conto che il sommergibile sarebbe potuto rapidamente affondare senza scampo per l'equipaggio, chiuse il portello del locale di lancio siluri poppiero (quello colpito) isolandolo e salvando così temporaneamente il sommergibile, ma intrappolandosi nel compartimento e morendo (fu decorato con Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria)[6].

Danneggiato da bombe di profondità, il Galvani emerse fortemente appoppato e con l'armamento di superficie (cannone e mitragliere) ormai inutilizzabile, per poi affondare di poppa in un paio di minuti[7].

Morirono 25 uomini (3 ufficiali, 5 sottufficiali e 17 tra sottocapi e marinai[8]), mentre altri 31 (fra cui il comandante Spano[2]) furono tratti in salvo (e fatti prigionieri) dagli inglesi[7].

Nell'unica missione il Galvani aveva percorso 1400 miglia in superficie e 120 in immersione[9].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Da Navypedia.
  2. ^ a b Regio Sommergibile Galvani
  3. ^ Giorgio Giorgerini, Uomini sul fondo. Storia del sommergibilismo italiano dalle origini a oggi, p. 392
  4. ^ Warsailors.com :: Ship Forum :: Re: The HMIS Pathan mystery
  5. ^ Warsailors.com :: Ship Forum :: The HMIS Pathan mystery
  6. ^ a b Giorgio Giorgerini, Uomini sul fondo. Storia del sommergibilismo italiano dalle origini a oggi, pp. 399-400
  7. ^ a b Giorgio Giorgerini, Uomini sul fondo. Storia del sommergibilismo italiano dalle origini a oggi, pp. 400-402
  8. ^ Caduti
  9. ^ Attività Operativa
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