Luigi Carluccio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Luigi Carluccio (Calimera, 5 maggio 1911San Paolo, 12 dicembre 1981) è stato un critico d'arte italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ancora bambino si trasferì a Torino con tutta la famiglia. Il padre Rocco era insegnante di scuola elementare. Frequentato il liceo classico Massimo d'Azeglio, si iscrisse alla facoltà di Lettere e Filosofia dell'università torinese. Cominciò a interessarsi di arte fin dal 1928, quando frequentò la galleria Codebò di via Po a Torino. Lì incontrò Luigi Spazzapan, di cui sarebbe diventato estimatore e amico. La sua tesi di laurea fu di carattere astistico: La decorazione dell'età barocca in Lecce nel 1940.

La sua attività di critico d'arte iniziò nel 1934 pubblicando su "L'Avvenire d'Italia" e sulla rivista "Arte Cattolica", di cui fu anche direttore.

Venne richiamato alla armi e combatté in Abissinia tra il 1935 e il 1936, in Albania dal 1940 al 1941 e in Russia dal 1941 al 1943. Dopo l'armistizio venne internato dai tedeschi fino al 1945. Dopo la guerra scrisse per molte testate giornalistiche tra cui: “Popolo Nuovo”, “Gazzetta del Popolo”, Il Giorno, Il Giorno.

Di Carluccio si ricordano le mostre allestite alla Galleria d'arte moderna di Torino tra la fine degli anni '60 e '70. La prima di queste esposizioni del 1967 si intitolava "Le Muse Inquietanti. Maestri del Surrealismo". La seconda, del 1969, era intitolata "Il Sacro e il Profano nell'Arte dei Simbolisti". La terza invece, dal titolo "Il Cavaliere Azzurro", è stata realizzata nel 1971. Infine nel 1973 realizzò la mostra "Combattimento per un'immagine".[1]

Nel giugno del 1979 Luigi Carluccio fu nominato direttore del Settore Arti Visive della Biennale di Venezia.[2][3]

Fu invitato a stilare la presentazione di libri d'arte dedicati ad artisti noti, tra cui quelli di Romano Gazzera, Felice Casorati, Alberto Giacometti, Giorgio de Chirico, Luigi Roccati, Vittore Frattini, Ludovico Mosconi Domenico Gnoli, Carlo Mattioli, Picasso, Leonardo Cremonini, Romano Notari, Liliana Petrovic. Nonché d'arte tra cui: Il museo nazionale del cinema Torino[4], 'Immagini d'arte in Italia dagli elenchi telefonici[5], Cento anni di fotografia 1884-1984[6].

Al terminare di questi eventi si mise al lavoro per la preparazione della Biennale che si sarebbe svolta nel 1982, ma il 12 dicembre 1981 morì improvvisamente a San Paolo del Brasile, dove si trovava in qualità di direttore di quella Biennale che non riuscì a inaugurare.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bruno Quarante, Un sito web per ricordare Carluccio, La Stampa. URL consultato il 21 marzo 2019.
  2. ^ Museo disegni di prigionia 1943 1944 1945, Museo diffuso Torino. URL consultato il 21 marzo 2019.
  3. ^ I Disegni di prigionia di Luigi Carluccio per tenere viva la Memoria, Soazio Torino, 2012.
  4. ^ Maria Adriana Prolo, Il museo nazionale del cinema di Torino, Edizione cassa di rusparmio di Torino, 1978.
  5. ^ IMMAGINI D'ARTE IN ITALIA DAGLI ELENCHI TELEFONICI, Seat, 1978.
  6. ^ MIMMO JODICE, CENTO ANNI DI FOTOGRAFIA 1884-1984, 1984.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Roberto Tassi, Luigi PRESENTAZIONE "DISEGNI DI PRIGIONIAPRESENTAZIONE "DISEGNI DI PRIGIONIACarluccio - La faccia nascosta della luna, Editore Umberto Allemandi & C..
  • PresentazioneMario Negri, PRESENTAZIONE "DISEGNI DI PRIGIONIA, Ed. Umberto Allemandi & C.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN47682343 · ISNI (EN0000 0001 0897 1790 · SBN IT\ICCU\CFIV\054043 · LCCN (ENn79082111 · GND (DE12395343X · BNF (FRcb12594961t (data) · BAV ADV10233087 · WorldCat Identities (ENn79-082111