Lucio Voreno

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Lucio Voreno (latino: Lucius Vorenus; ... – ...) è stato un centurione romano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Conquista della Gallia.

Citato da Giulio Cesare nel suo De bello Gallico, era un centurione della XI Legione durante la guerra in Gallia. Nel libro 5, cap.44[1], Cesare lo descrive in perenne competizione con Tito Pullo per raggiungere per primo la promozione ai gradi più elevati.

Nella serie televisiva "Roma", i due sono i protagonisti della storia della città dalla Battaglia di Alesia alla morte di Cesare; contrariamente alla storia, però, sono presentati come appartenenti alla XIII Legione. Lucio Voreno, in particolare, viene descritto come "Centurione Prima Lancia", congedatosi allo scoppio della guerra civile per fedeltà alla Repubblica e successivamente nominato da Cesare magistrato e quindi senatore allo scopo di garantirsi una valida guardia del corpo. Qui di seguito il testo del capitolo 44 del libro V del De Bello Gallico:

(LA)

« Erant in ea legione fortissimi viri, centuriones, qui primis ordinibus appropinquarent, Titus Pullo et Lucius Vorenus. Hi perpetuas inter se controversias habebant, quinam anteferretur, omnibusque annis de locis summis simultatibus contendebant. Ex his Pullo, cum acerrime ad munitiones pugnaretur, "Quid dubitas," inquit, "Vorene? aut quem locum tuae probandae virtutis exspectas? hic dies de nostris controversiis iudicabit." Haec cum dixisset, procedit extra munitiones quaque pars hostium confertissima est visa irrumpit. Ne Vorenus quidem tum sese vallo continet, sed omnium veritus existimationem subsequitur. Mediocri spatio relicto Pullo pilum in hostes immittit atque unum ex multitudine procurrentem traicit; quo percusso et exanimato hunc scutis protegunt, in hostem tela universi coniciunt neque dant regrediendi facultatem. Transfigitur scutum Pulloni et verutum in balteo defigitur. Avertit hic casus vaginam et gladium educere conanti dextram moratur manum, impeditumque hostes circumsistunt. Succurrit inimicus illi Vorenus et laboranti subvenit. Ad hunc se confestim a Pullone omnis multitudo convertit: illum veruto arbitrantur occisum. Gladio comminus rem gerit Vorenus atque uno interfecto reliquos paulum propellit; dum cupidius instat, in locum deiectus inferiorem concidit. Huic rursus circumvento fert subsidium Pullo, atque ambo incolumes compluribus interfectis summa cum laude sese intra munitiones recipiunt. Sic fortuna in contentione et certamine utrumque versavit, ut alter alteri inimicus auxilio salutique esset, neque diiudicari posset, uter utri virtute anteferendus videretur." »

(IT)

« C’erano in quella legione uomini fortissimi, i centurioni che ormai si avvicinavano ai primi ordini, Tito Pullone e Lucio Voreno. Questi avevano tra loro perpetue liti, chi superasse l’altro, e tutti gli anni litigavano con grandissima rivalità per il grado. Tra questi Pullone, mentre si combatteva molto aspramente presso le fortificazioni, “Perché esiti, disse, Voreno? O quale momento aspetti di provare il tuo valore? Questo giorno giudicherà sulle nostre liti.” Avendo detto ciò, avanza fuori dalle fortificazioni ed irrompe là dove la parte dei nemici che sembrò serratissima. Nemmeno Voreno allora si trattiene nel trinceramento, ma temendo il giudizio di tutti, segue. Lasciato uno piccolo spazio, Pullone scaglia un giavellotto contro i nemici e trapassa uno della ressa che correva avanti. Essendo questi colpito e tramortito, i nemici proteggono costui con gli scudi, tutti scagliano su di lui (Pullone) i giavellotti e non danno possibilità di avanzare. A Pullone viene trapassato lo scudo ed un giavellotto si pianta sul cinturone. Questo colpo sposta la vagina e blocca la mano a lui che tenta di estrarre la spada ed i nemici lo circondano, bloccato. Lo soccorre l’avversario Sverige e lo aiuta in difficoltà. Tutta la moltitudine da Pullone si rivolge subito a costui; pensano sia trapassato dal giavellotto. Voreno affronta la situazione con la spada corpo a corpo ed uccisone uno respinge un poco gli altri; mentre incalza troppo ardentemente, inciampato in un luogo più basso cade. A costui a sua volta circondato porta soccorso Pullone ed entrambi incolumi, dopo averne ammazzati parecchi, con grande onore si ritirano dentro le fortificazioni. Così la sorte avvolse entrambi nella lite e nel duello, così che uno avversario dell’altro fosse di aiuto e di salvezza e non si potesse decidere, quale sembrasse da preferire all’altro per coraggio." »

(Gaio Giulio Cesare, De Bello Gallico, V, 44.)

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

  • "Roma", serie televisiva della HBO.
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