Lucio Brunelli

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Lucio Brunelli (Roma, 1º agosto 1952) è un giornalista italiano, vaticanista del TG2 e commentatore di affari religiosi per vari giornali. Dal 5 maggio 2014 è direttore delle testate giornalistiche delle emittenti della CEI TV2000 e Radio InBlu.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Si laurea in Scienze politiche all'Università "La Sapienza" di Roma con una tesi sulla formazione religiosa e culturale di Giorgio La Pira. Dopo la laurea si dedica alla ricerca universitaria come assistente dello storico Gabriele De Rosa; cura l'edizione critica di alcuni volumi dell'Opera Omnia di Luigi Sturzo, pubblica articoli e saggi sulla storia del pensiero sociale cattolico.

Nel 1983 inizia la sua esperienza come giornalista professionista nel mensile internazionale 30Giorni. Successivamente scrive e collabora con diversi settimanali, fra cui Il Sabato, L'Europeo, Epoca, Il Mondo. Nel 1994 cura un programma a Radio Rai, Momenti di pace, che trasmette e commenta in diretta l'angelus del Papa.

Nel 1995 è assunto al TG2 con mansioni di vaticanista. Ha firmato numerosi documentari e reportage per la rubrica Tg2dossier: La fabbrica dei santi, I segreti di padre Pio, Paradossi siriani, Un sogno chiamato Yemen, Benedetto XVI, ritratto inedito, Francesco papa tra la gente, Il mio nome è Francesco. Ha pubblicato le memorie del cardinale Silvio Oddi nel libro Il tenero mastino di Dio (1995).

Nel settembre 2005 ha rivelato sulla rivista Limes i retroscena del conclave che elesse Benedetto XVI basandosi sul diario di uno dei cardinali che presero parte alle votazioni nella Cappella Sistina[1]. Nel 2013 gli è stato conferito il primo premio dell'Associazione Giuseppe De Carli per l'informazione religiosa

Vedovo, padre di due figli, ha l'hobby della pesca. Nel 2011 ha pubblicato con Alver Metalli il romanzo 'Il Giorno del giudizio', ed. Fazi, un fanta thriller ambientato in Vaticano.

Il 28 aprile 2014 viene nominato direttore giornalistico delle emittenti della Conferenza Episcopale Italiana, TV2000 e Radio InBlu, con decorrenza a partire dal 5 maggio 2014[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lucio Brunelli, Così eleggemmo papa Ratzinger, repubblica.it, 31 agosto 2009. URL consultato il 25 febbraio 2011.
  2. ^ Ruffini direttore di TV 2000, Vatican Insider, 28 aprile 2014