Lucinico

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Lucinico
frazione
Lucinico – Veduta
Panorama
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia-Stemma.png Friuli-Venezia Giulia
Provincia Provincia di Gorizia-Stemma.png Gorizia
Comune Gorizia-Stemma.png Gorizia
Territorio
Coordinate 45°56′N 13°34′E / 45.933333°N 13.566667°E45.933333; 13.566667 (Lucinico)Coordinate: 45°56′N 13°34′E / 45.933333°N 13.566667°E45.933333; 13.566667 (Lucinico)
Altitudine 64 m s.l.m.
Superficie 12,04 km²
Abitanti 3 540 (31.12.2006[1])
Densità 294,02 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 34170
Prefisso 0481
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti lucinichesi
Patrono san Giorgio martire
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lucinico
Lucinico

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Lucinico (Lucinîs in friulano standard, Luzinìs in friulano goriziano[2], Ločnik in sloveno, Lutschineick in tedesco, desueto) è una frazione di Gorizia.

È un paese di circa 3.500 abitanti (il 10% della popolazione residente nell'intero comune) che si estende su una superficie di 1204 ettari[1] (pari al 30% dell'intero territorio comunale), a circa 1 chilometro da Gorizia, dalla forte identità friulana collocato su un'altura a destra dell'Isonzo, sulla strada che porta a Udine.

Il nome forse è di origine romana, sembra che derivi da Licinius, che sarebbe stato il proprietario della villa rustica ritrovata in prossimità del centro, sicuramente abitata fra il II e IV secolo d.C. Nei secoli successivi la favorevole posizione, leggermente sopraelevata rispetto alla piana di Gorizia, e la presenza del Monte Calvario alle spalle con realizzazione di strutture difensive avrebbe favorito quindi l'aggregarsi di un piccolo centro abitato formando l'attuale paese.
Fu sede di battaglioni partigiani durante la seconda guerra mondiale, che diedero un notevole contributo nel liberare la zona dagli invasori nazisti.

Nel centro del paese, la tenuta Villa Attems è documentata dalla fine del Quattrocento come possesso dell’antica famiglia nobile goriziana dei Postcastro.

Il patrimonio venne ereditato in blocco dai Cernozza ancora un’antica famiglia nobile goriziana. La successione sarà avvallata dall'evoluzione del cognome in Cernozza de Postcastro. I Cernozza diventarono così gli ultimi feudatari di Lucinico prima dell’arrivo degli Attems.

Acquisisce in questo periodo una posizione baricentrica la chiave di volta in pietra che ancora oggi campeggia sopra il portale di ingresso al parco della Villa Attems Petzenstein. Nel cimiero che sormonta l’elmo dello scudo si scorge una data, il 1630 e nella parte bassa una sigla: BGLBNCDP “ Benigna Gallara libera baronessa nata Cernozza de Postcastro.”

La nipote di Benigna, baronessa Cernozza de Postcastro, sposerà Massimiliano Attems nel 1649 portando in dote la Tenuta.

Da quel momento in poi la decima lucinichese approderà nel patrimonio degli Attems definiti “ eredi Cernozza de Postcastro”.

Sigismondo Douglas Attems ha trasformato il Collio in un prodotto unico e rappresentativo dell’intero territorio goriziano. Promosse la realizzazione nel 1963 del Consorzio Collio, di cui divenne presidente nel 1965 guardando con fattiva speranza alla salvaguardia del territorio e dei suoi confini.

Nel parco della tenuta Villa Attems di Lucinico trova naturale collocazione la fontana progettata da Nicolò Pacassi nel 1760, architetto alla corte di Maria Theresia d’Austria, miracolosamente non bombardata durante la 1ª Guerra Mondiale e che originariamente era ubicata nella Villa Attems di Piedimonte.

Nel 1917 l’Esercito italiano occupò la casa e realizzò un rifugio sotterraneo nel giardino, tuttora esistente e visitabile.

Nel 2009 Paolo e Virginia Giasone Attems Petzenstein, ( figlia di Douglas Attems ) pubblicano un libro sulla storia della famiglia nel ‘900 edito dalla casa editrice la Laguna. “Sigismondo Douglas Attems Petzenstein Conte del S.R.I. Storia di una famiglia nella Mitteleuropa del ‘900. Assieme al marito ha avviato la ristrutturazione e riqualificazione dell’intera Tenuta Villa Attems.

Lucinico è stato comune autonomo fino al 1927, anno in cui è stato accorpato al comune di Gorizia[3].

L'economia è basata per lo più sullo sfruttamento dei numerosi vigneti presenti nella zona, da cui derivano alcuni pregiati vini.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo folkloristico "Danzerini di Lucinico", nasce ufficialmente nel 1929 grazie ad un gruppo di persone appassionate al folklore guidate da Mario Cecutta.

Da allora interpreta le tradizioni del Friuli, rappresentando danze, musiche e scenette tratte dalla tradizione locale dei secoli passati e facendosi ambasciatore di un messaggio di pace in svariate parti del globo.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio locale è l'Associazione Sportiva Dilettantistica Lucinico. Milita nella Lega Nazionale Dilettanti per il Friuli-Venezia Giulia, campionato di 3ª Categoria (stagione sportiva 2009/2010).

La nascita risale al 1924 quando, per iniziativa del GUF - Gioventù Universitaria Fascista, si costituì il primo sodalizio sportivo.

Il primo incontro ufficiale anche se amichevole, avvenne a Moraro il 20 agosto 1924 e coincise con una sonora sconfitta del Lucinico.

Persone legate a Lucinico[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Lucinico è gemellata con:

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

A Lucinico è ambientata una parte de La coscienza di Zeno, famoso romanzo di psicoanalisi dello scrittore triestino Italo Svevo.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

[a cura di] Ferrari L., Degrassi D., Iancis P., 2011, Storia di Lucinico, ed. Credito Cooperativo Cassa rurale ed artigiana di Lucinico Farra e Capriva.

(a cura di) Bacarini L., 2009, " Sigismondo Douglas Attems Petzenstein; Conte del Sacro Romano Impero, Storia di una famiglia nella Mitteleuropa del'900 ", ed. della Laguna.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN132550479
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