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Lucerna (lampada)

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Lucerna moderna e a struttura aperta (nel caso specifico lucerna indiana usata per la festa di Diwali).

Una lucerna è un tipo di lampada a olio, molto utilizzata nell'antichità, costituita da un contenitore di piccole dimensioni, solitamente a forma di coppa coperta o scoperta, e in grado di produrre luce attraverso l'accensione di uno stoppino parzialmente immerso in un combustibile (olio vegetale, sego o olio minerale). Il termine italiano lucerna deriva dal corrispettivo latino lucĕrna, forse un derivato di lūx (luce) proprio in riferimento allo scopo primario per cui veniva utilizzata (fare luce)[1].

La disciplina che si occupa del suo studio è la licnologia (dal greco λύχνος, lýchnos, lucerna – diverso da λαμπάς, lampàs, generica fonte illuminante)[2]: essa ne analizza la forma, la tecnica di produzione (a mano, al tornio o a matrice), le decorazioni e i bolli (se presenti) per ricavare informazioni sulle tecnologie, sugli aspetti economici e culturali, ecc.

L'uso della lucerna ha origini antichissime (risalenti alla fine del Paleolitico) e, pur essendo caduta in disuso a partire dal XV secolo d.C., ha raggiunto persino la contemporaneità attraverso usi e produzioni sporadiche e di nicchia. La produzione lungo un arco temporale così vasto ha comportato, ovviamente, la fabbricazione di lucerne in diversi materiali (pietra, ceramica, metallo, vetro), con diverse forme e destinate a usi diversi, a seconda dei contesti e dei popoli che le produssero[3][4].

In linea molto generale le lucerne possono essere suddivise in due macro categorie sulla base della propria struttura: lucerne aperte e lucerne chiuse, a seconda del fatto che il combustibile sia scoperto oppure contenuto in un serbatoio.

I contesti d'utilizzo di questa specifica lampada a olio hanno interessato tanto la sfera laica quanto quella religiosa: veniva impiegata per illuminare i diversi ambienti della casa, le botteghe, i templi, le terme, i teatri, le chiese, ecc.; poteva anche essere deposta nei corredi funebri come simbolo di vita e guida per il defunto nel regno dei morti; oppure poteva essere offerta in voto alle divinità; o ancora poteva essere utilizzata come regalo augurale all'inizio dell'anno nuovo; o, ancora, poteva fungere da omaggio fra innamorati[3].

Lucerna preistorica in arenaria, decorata con tacche incise, ritrovata nelle Grotte di Lascaux (Francia), e risalente al Paleolitico superiore.

Lucerne nella Preistoria

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Gli esemplari di lucerna più antichi finora ritrovati sono quelli delle grotte di La Mouthe e di Lascaux (quest'ultime sono le più numerose), entrambe situate in Francia, e che risalgono al Paleolitico superiore. Si tratta di numerose lucerne in pietra (almeno un centinaio),[5] suddivisibili in due grandi categorie (la prima delle quali è la più frequente):

  • lucerne consistenti in placche calcaree dotate di un incavo centrale per contenere il combustibile (di solito resina), di fattura molto semplice;
  • lucerne in arenaria aventi la forma di un piccolo bacino aperto, in grado di contenere piccole quantità di combustibile (di solito sego), e con una lunga presa (in questo caso decorata con tacche incise).

Trattandosi di semplici cavità sussisteva il frequente pericolo di fuoriuscita del combustibile, probabilmente sarà questo il fattore che porterà nei secoli successivi alla creazione e al predominio delle lucerne a forma chiusa[3].

Lucerne nell'antichità nel Mediterraneo

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Nell'antichità all'uso della pietra si affiancò e poi si sostituì quello dell'argilla (economica e di più facile lavorazione), ma anche del metallo (specie in bronzo e, più raramente, in argento e oro) e, più raramente, del vetro. Fecero uso di lucerne tantissimi popoli del Mediterraneo antico: Egizi, Fenici, Etruschi, Greci, Romani, ecc[4][6].

Lucerna selgiuchide di XI-XII sec. d.C., fatta in metallo e avente forma animale.

Per quanto riguarda la struttura delle lucerne del mondo antico bisogna operare una distinzione in due grandi gruppi[1]:

  • le lucerne "aperte", aventi una forma a coppa, con un bordo alto (per evitare il versamento dell'olio), e un beccuccio o un incavo nell'orlo (per l'introduzione dello stoppino);
  • le lucerne "chiuse", aventi un serbatoio (rotondo, ovale o irregolare) coperto e con al centro un foro per l'introduzione del combustibile, una spalla (il "bordo"), un disco (leggermente concavo e distinto dalla spalla) e un beccuccio (per l'introduzione dello stoppino).

A questi elementi basilari potevano aggiungersene altri accessori come il manico (utile per il trasporto), uno o più anelli (utile per appenderla), e decorazioni di varia tipologia. Non solo, che sia chiusa o aperta, la variazione degli elementi di una lucerna fornisce indicazioni preziose per la ricostruzione della cronologia di una produzione.

I combustibili utilizzati erano: oli vegetali (soprattutto quello d'oliva e, più difficilmente, anche di noce, di sesamo e di ricino), oli minerali (già conosciuti nel periodo antico), e il sego (anch'esso particolarmente usato, anche se non quanto l'olio d'oliva)[7][8].

Lucerna romana di II-III secolo d.C., fatta in ceramica, e con una decorazione a carattere erotico.

Lucerne romane

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Le prime testimonianze di lucerne greche sono del VII secolo a.C., mentre delle lucerne romane solamente alla fine del IV - inizio del III sec. a.C.: la spiegazione data dagli archeologi a tale "ritardo" è legata al fatto che, prima di tale secolo, i Romani utilizzarono per l'illuminazione il legno, la cera per candele e il sego (presenti in abbondanza nell'Italia centrale), e che il mutamento fu dovuto alla necessità di utilizzare altri strumenti per l’illuminazione probabilmente a causa del crescente sfruttamento delle risorse boschive dell’Italia tirrenica (funzionale allo sforzo di Roma per dotarsi di un’imponente flotta navale) e alla massiccia urbanizzazione (che modificò lo stile di vita di una larga fetta di popolazione)[9][10].

Le lucerne romane più antiche mostrarono caratteristiche autonome rispetto ai tipi fabbricati nella Grecia continentale, sia a livello morfologico che produttivo: le prime lucerne laziali, infatti, venivano fabbricate con la tecnica del tornio (contrariamente alle contemporanee greche per cui si utilizzava già la matrice) e presentavano elementi originali come il "becco svasato". Le due tipologie di produzioni romane che caratterizzarono i secoli dal III al I a.C. furono il tipo "dell'Esquilino" biconico (caratterizzato da un becco svasato e dalla vernice nera, ed esportato in tutto il Mediterraneo occidentale tra il 250 a.C. e il 50 a.C.) e cilindrico (caratterizzato da un becco svasato ma privo di un rivestimento superficiale, prodotto per il mercato locale tra il 150 a.C. e il 50 a.C.)[6][11][12].

Introdotta in Italia nella seconda metà del II secolo a.C., ma solo nella Magna Grecia, la tecnica fabbricazione a matrice fu utilizzata per la prima volta in area laziale a partire dal I sec. a.C.; le officine laziali, infatti, iniziarono proprio in questo periodo a produrre lucerne innovative insieme a quelle più tradizionali. Tra i nuovi tipi si ebbero: la Dressel 2 (detta anche "Warzenlampen", diffusa tra il 100/80 a.C. e il 15 a.C., e caratterizzata da un rivestimento rosso), la Dressel 3 (diffusa tra il 100/80 a.C. e il 10 a.C. e caratterizzata da un disco decorato) e la Dressel 4 (prodotta tra il 50 a.C. a tutta l'età augustea, e detta "a testa d'uccello" per via della morfologia); tutte tipologie di lucerne destinate soprattutto all'esportazione nel Mediterraneo occidentale e nelle provincie romane settentrionali[1][13].

Tardo antico e Medioevo

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Continua l’uso delle lucerne a olio, con forme più semplici. In ambito cristiano diventano simboliche (luce come metafora della fede). In parallelo si diffondono le candele, soprattutto nel Nord Europa[14][15].

Ci furono miglioramenti tecnici: nuovi combustibili (olio di balena, poi petrolio) e lampade a olio più efficienti (es. lampada Argand, XVIII sec.)[16][17].

Tra fine Ottocento e Novecento, l’illuminazione elettrica sostituisce quasi ovunque le lucerne, che restano in uso rituale, decorativo o in contesti tradizionali[18][19].

Altri luoghi del mondo antico

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Le lucerne ed altre lampade ad olio esistevano anche in altre zone del mondo antico oltre ai Paesi del Mediterraneo, di varie forme e tipologie[20][21][22][23]:

Regione/

Civiltà

Materiale principale Forma/

Struttura

Tipologia beccuccio/

stoppino

Combustibile Decorazioni/

Caratteristiche

Uso principale Periodo storico approssimativo
Mesopotamia (Sumeri, Babilonesi, Assiri) Argilla, bronzo Aperta o bacino; a coppa; serbatoio semplice Incavo o piccolo beccuccio per stoppino Olio vegetale o grasso animale Animali,

motivi religiosi

Domestico, rituale, templi III millennio a.C. –

I millennio a.C.

India antica Terracotta, bronzo Ciotola aperta; piccola piattaforma Foro centrale per stoppino Olio vegetale (sesamo, lino) Motivi religiosi e simboli divini Domestico, templi, feste religiose 2000 a.C. –

I secolo d.C.

Giappone (antico) Chiusa o aperta; serbatoio piccolo Beccuccio per stoppino Olio vegetale (sesamo) Figure di animali,

simboli buddisti

Templi, rituale buddista I secolo d.C. – 1200 d.C.
Cina (antica e imperiale) Bronzo, ceramica, porcellana Chiusa o aperta; serbatoio con disco centrale Beccuccio piccolo o multiplo Olio vegetale o resina Draghi,

animali, motivi geometrici

Casa, templi, rituali II millennio a.C. –

I millennio d.C.

Mesoamerica (Maya, Aztechi) Argilla, pietra Aperta; ciotola con incavo per stoppino Cavità per stoppino di fibra vegetale Grasso animale, resine Motivi religiosi e simboli naturali Domestico, rituale, cerimoniale 1000 a.C. – 1500 d.C.
Ande (Inca, Tiwanaku) Aperta; a ciotola o multiplo beccuccio Beccucci multipli per stoppini Grasso animale (lama, alpaca) Motivi geometrici e simbolici Casa, rituale, offerta agli dei 500 a.C. –

1500 d.C.

Polinesia, Micronesia, Melanesia Conchiglia, pietra, cocco Aperta; piccola ciotola Foro per stoppino di fibra vegetale Olio vegetale (cocco), grasso animale Semplice, talvolta decorata Ritualità, decorazione 500 d.C. –

1700 d.C.

Australia (aborigeni) Pietra, conchiglia Aperta, semplice Piccolo foro per stoppino Grasso animale o vegetale Non decorata o minima Piccolo uso domestico, rituale 1000 a.C. – 1700 d.C.
Egitto (antico) Argilla, bronzo, faience Aperta (ciotola) o chiusa (serbatoio) Beccuccio per stoppino Olio vegetale (sesamo, lino, oliva) Motivi religiosi, simboli solari, animali Templi, tombe, casa 3000 a.C. –

30 a.C.

Nubia/Regno di Kush Argilla, bronzo Aperta o chiusa Beccuccio singolo Olio vegetale, grassi animali Motivi geometrici o simboli locali Templi, rituale, uso domestico 2000 a.C. –

350 d.C.

Cartagine/

Nord Africa punica

Argilla, bronzo, ceramica Chiusa, serbatoio con disco e beccuccio Beccuccio piccolo, spesso multiplo Olio d’oliva Motivi fenici, geometrici, animali Domestico, votivo, rituale 800 a.C. –

146 a.C.

Africa subsahariana (ad es. Mali, Nigeria, Etiopia) Argilla, pietra Aperta, ciotola semplice Foro o incavo per stoppino Grassi animali (bovini, caprini) Decorazioni minime, simboliche o tribali Domestico, cerimoniale 500 a.C. –

1500 d.C.

Russia europea (Slavi antichi) Argilla, bronzo Aperta; ciotola semplice, a volte piccola tazza Foro/incavo per stoppino Olio vegetale (semi di lino, colza) o grasso animale Motivi geometrici o simboli tribali Domestico, rituale, illuminazione generale 500 –

1200 d.C.

Culture

finno-ugriche (Volga, regione baltica)

Argilla, pietra, bronzo Aperta o semi-chiusa; ciotola o serbatoio piccolo Beccuccio per stoppino o foro centrale Olio vegetale, grasso animale Decorazioni semplici, simboli naturali Domestico, rituale 500 –

1300 d.C.

Popoli nomadi delle steppe (Sciti, Sarmati, Protobulgari) Bronzo, ceramica Aperta o chiusa; a coppa o serbatoio Beccuccio singolo o multiplo Grassi animali (bovini, cavalli) Motivi zoomorfi o geometrici Cerimoniale, uso quotidiano in accampamenti 700 a.C. –

400 d.C.

Russia settentrionale e Siberia occidentale Argilla, pietra Aperta; ciotole profonde o piatte Piccolo foro per stoppino Grassi animali o olio vegetale locale Semplice o minima decorazione Illuminazione domestica, rituale 500 –

1500 d.C.

Altre tipologie di lampade ad olio

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Oltre alle lucerne esistono altri tipi di lampade ad olio:

Tipo di lampada Periodo/

Origine

Materiali comuni Combustibile Stoppino Uso principale Vantaggi Svantaggi
Lampada a ciotola[24][25] Preistoria – Antichità Pietra, terracotta, metallo Olio vegetale, grasso animale Fibra vegetale, lino Illuminazione di base Molto semplice, facile da realizzare Fiamma instabile, poco sicura
Lampada con beccuccio[26][27] Grecia e Roma antica Terracotta, bronzo Olio d’oliva, olio lampante Lino intrecciato Domestico Miglior controllo della fiamma Capacità limitata
Lampada a sospensione[28][29] Medioevo Ferro, bronzo, vetro Olio vegetale Stoppini multipli Chiese, sale grandi Illumina aree ampie Complessa da mantenere
Lampada a serbatoio[30][31] XVIII–XIX secolo Vetro, ottone Olio lampante Stoppino piatto o tondo Domestico Autonomia maggiore Più delicata
Lampada a cherosene[32][33] XIX secolo Metallo, vetro Cherosene Stoppino regolabile Illuminazione funzionale Luce intensa e stabile Odore, meno decorativa
Lampada decorativa moderna[34] Contemporanea Vetro, ceramica Olio per lampade Stoppino in fibra Decorazione Estetica, facile da usare Luce debole
Lampada rituale (Diya, Menorah, ecc.)[35] Antica –

Usata ancora in epoca moderna

Ottone, argilla Olio vegetale Cotone Religioso/

cerimoniale

Valore simbolico Non pratica per illuminare
Lampada a grasso animale[36][37] Popoli nordici Pietra, osso Grasso animale Muschio, fibre Sopravvivenza Funziona in climi freddi Fumo, odore forte
Lampada ad olio elettrica (imita una lampada ad olio tradizionale nell'estetica)[38] Moderna Metallo, vetro Nessuno (elettricità) Nessuno Arredo Sicura, nessuna fiamma Non autentica dal punto di vista storico e culturale
  1. 1 2 3 lucèrna in Vocabolario - Treccani, su treccani.it. URL consultato il 10 marzo 2022.
  2. Il termine italiano adatta la proposta degli studiosi anglofoni di lychnology (mancando peraltro in inglese un lemma corrispondente all'italiano lucerna); cfr: Intervista con Laurent Chrzanovski, Illuminare l’Impero romano, su iguzzini.com. URL consultato il 10 marzo 2022.
  3. 1 2 3 (EN) European Oil Lamps from Prehistory through the Viking Age – The Oak, su oak.atlantia.sca.org. URL consultato il 31 dicembre 2025.
  4. 1 2 Collector Antiquities: Part 1, su collector-antiquities.com. URL consultato il 31 dicembre 2025.
  5. (EN) Parietal Art -> Lighting, su Ministère de la Culture - Lascaux. URL consultato il 27 dicembre 2025.
  6. 1 2 (EN) Jean Bussière, Birgitta Lindros Wohl, Ancient Lamps in the J. Paul Getty Museum, su www.getty.edu, 1º agosto 2017. URL consultato il 31 dicembre 2025.
  7. Technical Aspects · Ancient Lamps of the Mediterranean Basin for the Study Collection of UMD's Dept. of Art History & Archaeology, su ancient-med-lamps.artinterp.org. URL consultato il 31 dicembre 2025.
  8. Bastien Rueff, Macroscopic identification of Minoan lamps’ fuels. An experimental use-alteration and ultraviolet analysis, in Journal of Archaeological Science: Reports, vol. 54, 1º aprile 2024, pp. 104405, DOI:10.1016/j.jasrep.2024.104405. URL consultato il 31 dicembre 2025.
  9. Lamp Classifications | Milwaukee Public Museum, su www.mpm.edu. URL consultato il 31 dicembre 2025.
  10. ACTA ACCLA - The Ken Baumheckel Collection of Oil Lamps, su accla.org. URL consultato il 31 dicembre 2025.
  11. Gaia Forlano, LUCERNE ITALICHE REPUBBLICANE. LE FORME BICONICA E CILINDRICA: PROPOSTE PER UNA TIPOLOGIA., 18 febbraio 2016. URL consultato il 31 dicembre 2025.
  12. Cosa - The Lamps, su it.scribd.com. URL consultato il 31 dicembre 2025.
  13. ANCIENT LAMPS (PDF), su getty.edu.
  14. Al bagliore di una lucerna: l'illuminazione della villa, su albadocilia.cultura.gov.it.
  15. Miljenko Jurkovic, Luminosa saecla - the luminous centuries. Lighting systems in churches between late antiquity and the middle ages, 1º gennaio 2019. URL consultato il 1º gennaio 2026.
  16. (EN) Extending the Day. URL consultato il 1º gennaio 2026.
  17. Kerosene lamp, su britannica.com.
  18. Abraham Parrish, Lighting America: The Early Adoption of Electric Light | Worlds Revealed, su The Library of Congress, 18 ottobre 2024. URL consultato il 1º gennaio 2026.
  19. Lighting in the Victorian Home, su www.buildingconservation.com. URL consultato il 1º gennaio 2026.
  20. (EN) Evolution of Oil Lamps - Prehistoric Rock Lamps to Modern Day Rock Dec, su Roccia Roba - Rock Candles and Rock Decor. URL consultato il 31 dicembre 2025.
  21. Donato Moscati, Israele, scoperti stoppini per lampade ad olio tra i più antichi al mondo, su Shalom, 6 settembre 2025. URL consultato il 31 dicembre 2025.
  22. Lyuting Wang, Guan Ren e Bin Han, Characterization of lamp oil residues from Tangchaodun Site, Xinjiang, northwest China during the 8th−13th centuries CE, in Journal of Archaeological Science: Reports, vol. 56, 1º giugno 2024, pp. 104574, DOI:10.1016/j.jasrep.2024.104574. URL consultato il 31 dicembre 2025.
  23. (EN) Virtual Archaeology - African oil lamps, su virtualarchaeology.sardegnacultura.it. URL consultato il 31 dicembre 2025 (archiviato dall'url originale l'11 novembre 2024).
  24. Mesopotamian Primitive bowl-shaped oil lamp from the Bronze Age | Barnebys, su Barnebys.it, 2 ottobre 2025. URL consultato il 31 dicembre 2025.
  25. (EN) Spouted bowl or oil lamp - Neo-Sumerian - Ur III - The Metropolitan Museum of Art, su www.metmuseum.org. URL consultato il 31 dicembre 2025.
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  27. Africa romana: Museo del Bardo, su www.cassiciaco.it. URL consultato il 31 dicembre 2025.
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  29. (EN) Light Ideas, The Evolution of the Pendant: Oil Lamps to LED Design, su Light Ideas, 1º aprile 2024. URL consultato il 31 dicembre 2025.
  30. Lampada - Enciclopedia, su Treccani. URL consultato il 31 dicembre 2025.
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  32. (EN) Ignacy Łukasiewicz: Generous Inventor of the Kerosene Lamp, su Culture.pl. URL consultato il 31 dicembre 2025.
  33. (EN) Kerosene lamp | Oil Lamp, Candlelight, Illumination | Britannica, in Encyclopedia Britannica. URL consultato il 31 dicembre 2025.
  34. Lampade di design: come scegliere pezzi iconici per valorizzare la casa, su Cose di Casa, 26 dicembre 2025. URL consultato il 31 dicembre 2025.
  35. (EN) Diya | Clay Lamp, Hinduism, Diwali, & India | Britannica, in Encyclopedia Britannica. URL consultato il 31 dicembre 2025.
  36. Come realizzare delle lampade ad olio. - Ogigia, su ogigia.altervista.org. URL consultato il 31 dicembre 2025.
  37. Lampada - LAMPADE A OLIO, su inftub.com. URL consultato il 31 dicembre 2025.
  38. Lampada a olio elettronica economica all'ingrosso - NEW SHINE®, su Baoding New Shine Import & Export Trading Co.,Ltd.. URL consultato il 31 dicembre 2025.
  • Monica Ceci, Le lucerne, in Daniela Gandolfi, La ceramica e i materiali di età romana: classi, produzioni, commerci e consumi, Bordighera, Istituto internazionale di studi liguri, 2005, pp. 311-324, ISBN 9788886796477.
  • Claudia Guerrini e Loredana Mancini, La ceramica di età romana (PDF), in Introduzione allo studio della ceramica in archeologia, Firenze, Centro Editoriale Toscano, 2007, pp. 211-215, ISBN 88-7957-269-5.
  • Maria Elisa Micheli e Anna Santucci, Lumina, Pisa, Edizioni ETS, 2015, ISBN 9788846743398.

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