Luca Perucci

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Luca Perucci

Luca Perucci (Roma, 11 novembre 1962Roma, 6 gennaio 1981) è stato un attivista italiano, giovane militante dell'organizzazione di estrema destra Terza Posizione, ucciso a soli diciott'anni, la sera del 6 gennaio 1981 a Roma, da alcuni appartenenti al gruppo terroristico d'ispirazione neofascista Nuclei Armati Rivoluzionari[1].

L'antefatto[modifica | modifica wikitesto]

L'omicidio Perucci è collocabile in un contesto sociale che, agli inizi degli anni ottanta, vide gli ambienti della destra eversiva attraversati da tutta una serie di episodi di vendetta e di regolamenti di conti contro delatori, infami e presunti approfittatori. Protagonisti di questa sorta di campagna di annientamento furono, tra gli altri, i Nuclei Armati Rivoluzionari dei fratelli Fioravanti che, giunti quasi alla fine della loro storia e decimati dagli arresti, abbandonarono in gran parte la strategia della lotta spontaneista armata contro lo Stato, per dedicarsi quasi esclusivamente alle vendette personali.

« Secondo il modo di pensare dei NAR, nei confronti dei nemici bisognava avere rispetto, anche se vengono condannati a morte per quello che fanno. Nei confronti dei traditori, invece, tale rispetto non può esservi e pertanto vanno annientati »
(Francesca Mambro da A mano armata di Giovanni Bianconi[2])

Uno degli obiettivi da colpire, decisi dal gruppo terroristico, venne individuato in Luca Perucci. Studente universitario e militante di Terza Posizione, Perucci era stato da poco ascoltato dai magistrati romani e bolognesi nell'ambito delle indagini per la strage alla stazione di Bologna e per l'omicidio del giudice Mario Amato e la convinzione dei NAR era che avesse fornito informazioni utili agli inquirenti.

L'omicidio[modifica | modifica wikitesto]

Luca Perucci, ferito dopo l'attentato

Il 6 gennaio 1981, attorno alle 18:30, assieme alla madre e ai due zii Perucci esce dalla sua abitazione romana di via Lucrino, nel quartiere Trieste, per recarsi da alcuni parenti in quel giorno di festa. Ad attenderlo c'è l'amico camerata Pasquale Belsito che, con una scusa lo avvicina e si allontana con lui parlottando. Appena svoltato l'angolo, Belsito estrae la sua 38 Special e lo colpisce sparandogli alla fronte, per poi darsi alla fuga.[3]

La rivendicazione dei NAR arriverà solo nove mesi dopo, assieme a quella dell'omicidio Straullu: «Il 6 gennaio abbiamo giustiziato l'infame delatore Luca Perucci che aveva permesso l'attacco della magistratura bolognese contro le formazioni rivoluzionarie»[4]

I processi accerteranno che il fatto era stato organizzato e commesso da esponenti dei NAR all'interno della "campagna di annientamento" nei confronti di chi, offrendo la propria disponibilità a collaborare con la Polizia, aveva scelto di chiudere gli antichi legami con l'ambiente eversivo neofascista.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'attentato a Luca Perucci su L'Unità
  2. ^ Bianconi, 2007, p. 280
  3. ^ Tassinari, 2008, p. 185
  4. ^ Omicidio di Luca Perucci su Rete degli Archivi

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Bianconi, A mano armata. Vita violenta di Giusva Fioravanti, Dalai, 2007, ISBN 88-6073-178-X.
  • Tassinari Ugo Maria, Fascisteria. Storie, mitografia e personaggi della destra radicale in Italia, Sperling & Kupfer, 2008, ISBN 88-200-4449-8.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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