Luca Mantini

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Luca Mantini

Luca Mantini (Firenze, 18 ottobre 1949Firenze, 29 ottobre 1974) è stato un terrorista italiano degli anni di piombo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Mantini era uno studente universitario fiorentino, di estrazione proletaria, che iniziò il suo percorso politico all'interno di Lotta Continua. In seguito agli scontri avvenuti nel 1972 a Prato, a un comizio elettorale missino, Mantini viene arrestato e rinchiuso nel carcere di Firenze, subendo una condanna a due anni e otto mesi, per lancio di bottiglie molotov, ma grazie alla legge Valpreda sconta solo nove mesi di carcere.

Nel carcere toscano Mantini fa una scelta inusuale, rifiuta di essere recluso con gli altri detenuti politici e sceglie la convivenza con i delinquenti comuni, i cosiddetti “extralegali”, per lo più malavitosi incriminati per rapine. In loro Mantini intravede un certo “cambiamento”, avvenuto nella realtà carceraria, per cui quegli uomini hanno unito, al loro carattere malavitoso, quello “ribelle”, che li porta a politicizzarsi, un po' per vera convinzione, un po' per opportunismo e un po' per più semplici motivi di costume dell'epoca. Con loro Mantini fonda il Collettivo George Jackson,[1] intitolato a questo attivista, che divenne marxista durante la sua reclusione in carcere, con l'intenzione di applicare in Italia la prassi e la teoria di lotta politica delle Pantere Nere dei ghetti neri americani, cercando militanti tra gli appartenenti al sottoproletariato urbano che vivevano ai margini della legalità.[2] Successivamente, lui e altri che dividevano la cella, una volta usciti, divennero dirigenti dei NAP (Nuclei Armati Proletari). Il collettivo Jackson ebbe una notevole importanza in quanto fu la prima aggregazione di ex-detenuti politicizzati.

Tazebao, apparsi a Firenze dopo l'uccisione di Luca Mantini, appartenente ai Nuclei Armati Proletari, avvenuta il 29 ottobre 1974, che invitavano ai funerali.

La morte di Mantini avvenne il 29 ottobre 1974, durante una tentata rapina, per autofinanziamento, alla Cassa di Risparmio di Firenze in piazza Leon Battista Alberti a Firenze. Nel conflitto a fuoco con le forze dell'ordine (carabinieri Luciano Arrigucci, maresciallo, Domenico Romaniello, appuntato, e Mauro Conti) morirono Luca Mantini e Giuseppe Sergio Romeo, ventenne Comunista Combattente napoletano conosciuto in carcere. Vennero catturati i suoi compagni Pietro Sofia e Pasquale Abatangelo, mentre un quinto rapinatore riuscì a fuggire.

Nelle ore immediate seguenti la notizia della morte congiunta di Mantini, noto per la sua attività politica e quella di Romeo, di cui erano noti soli i suoi precedenti di comune delinquenza, crearono alcune perplessità, a cui si rinunciò dopo una telefonata anonima fatta a nome dei NAP in cui veniva rivendicato il tentato "esproprio" della banca e rivelati i nomi dei terroristi catturati.

I suoi funerali, svolti il 31 ottobre, furono preceduti dall'affissione sui muri di Firenze di manifesti scritti a mano e firmati "Autonomia Proletaria Collettivo Autonomo Santa Croce e Collettivo Jackson", in cui Mantini era definito come: proletario rivoluzionario militante comunista.[3]

L'8 luglio del 1975, a Roma, la sorella di Luca, Anna Maria Mantini, nome di battaglia "Luisa", venne uccisa in circostanze non chiarite da una squadra dell'antiterrorismo del questore Santillo, che aveva scoperto, grazie a una delazione, la sua abitazione. Nel 1976 l'agente Antonio Tuzzolino, responsabile della morte della Mantini, fu gravemente ferito alla colonna vertebrale in un atto di ritorsione.

Al suo nome verrà intitolata una colonna toscana delle Brigate Rosse detta "Brigata Luca Mantini" (circa 1977-1983), nonché i "Nuclei di Azione Territoriale (Luca e Annamaria Mantini)" (circa 2009), presenti in 5 città: Milano, Torino, Bergamo, Lecco e Bologna[4].

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ I Nuclei Armati Proletari ovvero carcere e mitra in Gnosis n. 2/2006
  2. ^ Andare ai resti Archiviato il 30 aprile 2008 in Internet Archive.
  3. ^ Vedi capitolo I Nap e le lotte dei carcerati, in Balestrini, Moroni.
  4. ^ "A l'Unità documento dei 'Nuclei azione territoriale", L'Unità, Roma, 12 novembre 2009 Archiviato il 16 novembre 2009 in Internet Archive.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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