Loujain Alhathloul

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Loujain Alhathloul

Loujain Alhathloul (in arabo: لجين الهذلول‎, Lujayn al-Hadhlūl; Gedda, 31 luglio 1989) è un'attivista saudita per i diritti delle donne e una personalità dei social media.

È nota per essere, insieme a Manāl al-Sharīf, una delle leader del movimento Women to drive (in arabo: قيادة المرأة في السعودية‎, Qiyāda al-Marʾa fī l-Suʿūdiyya) a favore del diritto di guida delle donne saudite che il 26 settembre 2017 ha portato l'erede al trono, il principe Moḥammed bin Salmān, a emanare un decreto reale di sospensione del divieto. Si è classificata terza nella lista Top 100 donne arabe più potenti del 2015.[1][2][3][4]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º dicembre 2014 è stata arrestata e detenuta per 73 giorni dopo un tentativo di attraversare con la sua auto il confine dagli Emirati Arabi Uniti verso l'Arabia Saudita, per accuse relative al suo gesto di sfida del divieto di guida femminile nel regno[5][6][7][8][9][10][11].

Il 4 giugno 2017 è stata arrestata e detenuta per la seconda volta all'Aeroporto Internazionale di Dammam-Re Fahd. La ragione per l'arresto non è chiara e non le è stato concesso di avere un avvocato o di contattare la sua famiglia[12].

A novembre 2015, dopo la concessione alle donne del diritto di voto da parte della monarchia saudita, si è candidata alle elezioni, ma il suo nome non è apparso nelle liste, nonostante l'ammissione ufficiale delle sua candidatura[13].

Ha condotto, insieme a Manal al-Sharif e Īmān al-Nafjān, la campagna Women to drive per la sospensione del divieto di guida per le donne saudite (introdotto in maniera “informale” nel 1990, durante la guerra del Golfo[14]), movimento che ha organizzato proteste contro il divieto, facendo circolare sul web video che ritraevano le donne alla guida delle auto. La campagna si è conclusa con l'emanazione, da parte del principe ereditario Moḥammed bin Salmān, di un decreto reale che stabiliva il rilascio delle prime patenti di guida femminili da giugno 2018[15].

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2014 è sposata con l'attore Fahd al-Butayrī.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ The 100 Most Powerful Arab Women 2015, su ArabianBusiness.com, 4 marzo 2015. URL consultato il 7 marzo 2015.
  2. ^ Sheikha Lubna Al Qassimi and Amal Clooney named most powerful Arab women in the world, su The Independent, 4 marzo 2015. URL consultato il 7 marzo 2015.
  3. ^ 21 Saudis among 100 most powerful Arab women, su Arab News, 6 marzo 2015. URL consultato il 7 marzo 2015.
  4. ^ From a retail tycoon to Amal Clooney: meet the Arab World's most powerful women, su albawaba.com, 6 marzo 2015. URL consultato il 7 marzo 2015.
  5. ^ Two Saudi Women Who Were Detained for Defying a Driving Ban Have Been Freed], su TIME, 13 febbraio 2015. URL consultato il 7 marzo 2015.
  6. ^ Saudi Women Free After 73 Days in Jail for Driving], su The New York Times, 12 febbraio 2015. URL consultato il 7 marzo 2015.
  7. ^ Saudi women jailed for driving 'released from prison' after two months], su The Independent, 13 febbraio 2015. URL consultato il 7 marzo 2015.
  8. ^ Saudi Arabia Releases Two Women Drivers From Jail], su The Wall Street Journal, 12 febbraio 2015. URL consultato il 7 marzo 2015.
  9. ^ Saudi women drivers ‘freed from jail’, su BBC News, 13 febbraio 2015. URL consultato il 4 marzo 2015.
  10. ^ Women who defied Saudi Arabia's driving ban freed after months in jail], su Mashable, 13 febbraio 2015. URL consultato il 7 marzo 2015.
  11. ^ Saudi women who defied driving ban ‘freed from jail’, su FRANCE 24, 13 febbraio 2015. URL consultato il 7 marzo 2015 (archiviato dall'url originale il 31 marzo 2018).
  12. ^ Saudi Arabia jails human rights activist who defied women’s driving ban.
  13. ^ Rilasciata Loujain al-Hathloul, attivista saudita per i diritti delle donne, su amnesty.it.
  14. ^ La protesta contro il divieto di guida per le donne in Arabia Saudita, su ilpost.it.
  15. ^ Arabia Saudita, svolta storica: le donne potranno guidare, su lastampa.it.

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