Lorenzo da Viterbo

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Lorenzo di Jacopo di Pietro Paolo da Viterbo (1444 (?) – post. 1476) è stato un pittore italiano attivo a Viterbo dal 1469 al 1472.

La tavola della Madonna col Bambino di Cerveteri

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Le notizie biografiche su di lui sono alquanto scarse. Indubbiamente è stato uno dei protagonisti, accanto ad Antoniazzo Romano, della pittura della regione romana nella seconda metà del Quattrocento.

Sappiamo dal cronista viterbese Niccolò della Tuccia che “Maestro Lorenzo figliolo di Jacopo di Pietro Paulo” abitava “alla porticella, la quale va alla chiesa della Trinità in piano di Santo Faustino”. Nel 1459 c. fu probabile assistente di Piero della Francesca negli affreschi della Cappella d'Estouteville in S. Maria Maggiore, a Roma. Nel 1464-66 circa eseguì gli affreschi della loggia (Uomini illustri) e della cappella (Storie di Cristo) nel Palazzo Orsini di Tagliacozzo per i duchi Napoleone e Roberto, feudatari di Alfonso d'Aragona. Appose la sua firma sulle colonne del loggiato: un monogramma che fonde insieme le lettere del suo nome: LAURENTIUS.

Nel 1468-69 realizzò, non ancora venticinquenne, il suo capolavoro: gli affreschi con Storie della Vergine nella cappella della famiglia Mazzatosta in Santa Maria della Verità a Viterbo. La scena dello Sposalizio della Vergine è un insuperato ritratto collettivo dei cittadini più eminenti della Viterbo del tempo, tra i quali figurava il citato Niccolò della Tuccia. Lorenzo mostra una conoscenza aggiornata non solo del suo nume tutelare, Piero della Francesca, ma anche dell'avanguardia degli artisti fiorentini (Andrea del Castagno, Alesso Baldovinetti, Maso Finiguerra, Antonio Pollaiolo), e cita fonti trecentesche senesi (in particolare gli affreschi di Lippo Vanni nell'eremo di S. Leonardo al Lago).

Nel 1472, firma la sua ultima opera nota, la pala d'altare per la Chiesa di Santa Maria Maggiore a Cerveteri, raffigurante la Madonna e i Santi Michele e Pietro, oggi conservata nella Galleria nazionale di Palazzo Barberini a Roma.

L'ultima notizia su di lui risale al 1473: il pittore è a Firenze, come attesta una lettera del cardinale senese Jacopo Ammannati Piccolomini, il quale raccomanda il pittore a Lorenzo il Magnifico e lo loda per certi "fregi" che ha fatto per lui (forse nella villa del porporato a Monsindoli, alle porte di Siena).

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • 1459 - probabile collaborazione con Piero della Francesca negli affreschi della cappella d'Estouteville in S. Maria Maggiore, a Roma (sopravvivono frammentari, nella volta, gli Evangelisti e un Cristo in pietà)
  • 1464-66 ca. – affreschi nel Palazzo Orsini di Tagliacozzo (cappella e loggia degli Uomini illustri)
  • 1468-69 - Ciclo di affreschi con Storie della Vergine (alle pareti) ed Evangelisti (nella volta) nella cappella della famiglia Mazzatosta in Santa Maria della Verità a Viterbo
  • 1472 - Pala d'altare nella chiesa di Santa Maria Maggiore raffigurante la Madonna e i santi Michele e Pietro.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Roberto Longhi, Primizie di Lorenzo da Viterbo, in “Vita Artistica”, 1926, pp. 109-114 (con lo pseudonimo di A. Ronchi), ripubblicato in Edizione delle opere complete di Roberto Longhi, vol. II. Saggi e ricerche 1925-28, Firenze 1967, tomo I, pp. 53-62
  • Mostra dei frammenti ricostituiti di Lorenzo da Viterbo, catalogo a cura di C. Brandi, Roma 1946.
  • Federico Zeri. Una pala d’altare di Lorenzo da Viterbo, in “Bollettino d’arte”, 1953, pp. 38-44, ripubblicato in F. Zeri, Giorno per giorno nella pittura, vol. 5. Scritti sull’arte italiana del Sei e Settecento. Recensioni e altri saggi. Aggiunte, Torino 1998, pp. 265-268.
  • Ignazio Faldi, Pittori viterbesi di cinque secoli, Roma 1970, pp. 31 e sgg.
  • Su Lorenzo da Viterbo e Piermatteo d’Amelia. Ricerche in Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria, a cura di Gerardo de Simone e Fabio Marcelli, numero monografico di “Predella”, online (n. 30, 2011, http://www.predella.it/archivio/index91f7.html?option=com_content&view=section&id=13&Itemid=101) e a stampa (Predella Monografie n. 4, Felici Editore, Pisa 2012)
  • Gerardo de Simone, Per Lorenzo da Viterbo, dal Palazzo Orsini di Tagliacozzo alla Cappella Mazzatosta, ivi, pp. 29-79 e tavv. V-XXXVI (http://www.predella.it/archivio/index2281.html?option=com_content&view=article&id=211:per-lorenzo-da-viterbo-dal-palazzo-orsini-di-tagliacozzo-alla-cappella-mazzatosta&catid=75:su-lorenzo-da-viterbo-e-piermatteo-damelia&Itemid=102#_ftnref)
  • Gerardo de Simone, Ercole e i leoni. Marginalia iconografici nella cappella Mazzatosta di Lorenzo da Viterbo, in Arte e politica. Studi per Antonio Pinelli, Firenze, Mandragora, 2013, pp. 26-32
  • Gerardo de Simone, Art, Civic Ideology and Religion in Fifteenth-Century Viterbo, in "Anais do II Colóquio de História da Arte e da Cultura", n. 1, 2012 [2013], ISSN 2316-5677, pp. 81-91
  • Gerardo de Simone, The Use of Trecento Sources in Antoniazzo Romano and Lorenzo da Viterbo, in "Predella", 35, 2014 [2015], ed. by Louise Bourdua, on line (http://www.predella.it/index.php/cerca/2014-05-20-06-07-38/51-issue-35/283-index-35.html) e a stampa (Predella Monografie, n. 9, 2014, ETS Edizioni, Pisa)
  • Gerardo de Simone, L'artista come genius loci. L'esempio di Lorenzo da Viterbo, in SENSIBILIA 9, a cura di Silvia Pedone e Marco Tedeschini, Ed. Mimesis, 2017, pp. 51-74
  • Lorenzo da Viterbo. Magister Pictor del Rinascimento italiano 1469-2019, a cura di B. Aniello, E. Gnignera, Gregorian & Biblical Press 2018

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