Lorenzo Lodi

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« La mattina del 21 aprile entrammo tra i primi a Bologna. Quando i bolognesi si accorsero che eravamo italiani, impazziti di gioia, ci fecero un'accoglienza che ancora oggi non riesco a descrivere. »
(Lorenzo Lodi, 2007)
Lorenzo Lodi
Lorenzo Lodi.jpg
29 febbraio 1920 – 24 novembre 2008
Nato a Roma
Morto a Roma
Luogo di sepoltura Cimitero Flaminio
Dati militari
Paese servito Italia Italia
Forza armata Regio Esercito, Esercito Cobelligerante Italiano
Corpo 226º Reggimento Fanteria "Arezzo"
87º Reggimento Fanteria "Friuli"
Corpo Italiano di Liberazione
Unità XXVI Battaglione Mitraglieri di Corpo d'Armata
Gruppo di Combattimento "Friuli"
Anni di servizio Albania, 1939; Grecia, 1940-1941; Balcania, 1942-1943; Italia, 1943-1945
Grado Sergente maggiore
Guerre Occupazione italiana dell'Albania
Seconda guerra mondiale
Guerra di liberazione italiana
Campagne Campagna italiana di Grecia
Nemici storici Albania Albania
Grecia Grecia
Germania Germania
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Lorenzo Lodi (Roma, 29 febbraio 1920Roma, 24 novembre 2008) è stato un docente e pittore italiano.

Ha prestato servizio come sergente maggiore nel Regio Esercito durante la seconda guerra mondiale ricevendo diverse decorazioni tra cui una medaglia di bronzo al valor militare e il distintivo della Guerra di Liberazione.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Lorenzo Lodi nasce e vive la sua prima giovinezza a Roma, nella caratteristica zona di passeggiata di Ripetta, nel rione Campo Marzio, a ridosso del fiume Tevere.
Il 14 agosto 1937, a soli 17 anni, si arruolò volontario nel 51° Fanteria del Regio Esercito, con il grado di caporale. A pochi giorni dal congedo, nel 1939 viene trattenuto per l'inizio della seconda guerra mondiale e subito spedito in Albania.

Il 1º luglio 1956 contrae matrimonio con Maria Borrelli (1929–2003). Da questa unione nascono Marco (1957), Paolo (1960) e Luca (1963).

Nel 1961 comincia ad insegnare all'Istituto privato San Giuseppe Calasanzio di Roma. Otto anni dopo, nel 1969, ottiene il ruolo statale di professore di Disegno e Storia dell'arte, Grafica pubblicitaria ed Educazione artistica, che manterrà fino al pensionamento, avvenuto nel 1990.

Dal 1980 si è dedicato alla costruzione di plastici di architettura, tra cui: il Campidoglio per il Comune di Roma, la parte ricostruttiva della "machinerie" dell'Opéra per il Museo d'Orsay di Parigi, sette antiche navi fenicie per la mostra sui Fenici a Venezia nel 1988, la centrale elettronucleare Alto Lazio Enel a Montalto di Castro, la nuova sede della Banca d'Italia a Frascati, campi sportivi a Roma, la sistemazione urbanistica di Porto Ercole, il comprensorio per il progetto SDO "Sistema Direzionale Orientale" di Roma (mai realizzato), il Partenone e il Pantheon[1].
Ha donato un suo mosaico raffigurante la Natività alla chiesa di Sant'Elena al Pigneto, dove ora è esposto.

Muore nella sua casa di Roma il 24 novembre 2008. La sezione di Roma dell'Associazione nazionale combattenti forze armate regolari guerra di Liberazione (ANCFARGL), di cui era socio consigliere, gli ha intitolato la biblioteca[2]. Il 30 agosto 2016 la biblioteca si è costituita in Associazione Culturale Biblioteca "Lorenzo Lodi" Onlus.

Il servizio militare[modifica | modifica wikitesto]

Come già detto, il 14 agosto 1937 si arruolò volontario a soli 17 anni, e gli venne assegnato il grado di caporale nel 51° Fanteria del Regio Esercito di stanza a Rieti. Il 3 luglio 1938, a Pisa, ottenne il grado di sergente per essere poi inquadrato al 22º Reggimento Fanteria. Frequentò campi di addestramento sull'Abetone, Casa Marcone e Capestrano.

A pochi giorni dal congedo, nel 1939 viene trattenuto per l'inizio della seconda guerra mondiale e assegnato al IX Battaglione Mitraglieri di Corpo d'Armata con il quale ha partecipato alla Spedizione in Albania sbarcando a Valona il 9 aprile 1939. Ottiene la concessione della Medaglia commemorativa della Spedizione in Albania[3].

Il 15 maggio 1940 ottiene il grado di sergente maggiore e viene assegnato al XXVI Battaglione Mitraglieri di Corpo d'Armata del 226º Reggimento Fanteria "Arezzo"[4].
Dal 28 ottobre 1940 al 23 aprile 1941, partecipa alle operazioni di guerra sul fronte Greco-Albanese ottenendo[5] la 1^ concessione della Croce al merito di guerra[6]. Quindi, dal 18 novembre 1942 al 27 agosto 1943, partecipa alle operazioni di guerra in Balcania (Territori Greco-Albanesi) ottenendo[5] la 2^ concessione della Croce al merito di guerra[7].

Come citato nel paragrafo precedente, il 29 agosto 1943 gli venne concessa una licenza di giorni 30+5. Il giorno seguente sarà all'aeroporto di Eleusi e il giorno 31, assegnato alla mitragliatrice di coda, partiva con un trimotore SM 79 alla volta di Lecce, ove giungeva la sera stessa. Nei giorni 1, 2, 3 e 4 settembre 1943 percorreva, più a piedi che in treno, i circa 650 km che lo separavano da Roma. Il 5 settembre finalmente a Roma. Sorpreso dall'annuncio dell'armistizio di Badoglio, avvenuto la sera dell'8 settembre 1943, il giorno 10, diffusasi la notizia di quanto avveniva a Porta San Paolo, correva al Distretto Militare di via Sforza per mettersi a disposizione. Qui, gli viene detto che non essendoci ordini poteva andarsene a casa. Dal quel momento, fino all'arrivo a Roma degli Alleati, inizia una nuova e dura vita. Datosi alla macchia, non risponde ai bandi della RSI e non teme le minacce di fascisti e nazisti. Viene catturato durante un rastrellamento della PAI. Portato in un commissariato di via del Corso, si ritrova con altri 15 rastrellati. Qualche giorno dopo, passa una camionetta tedesca per prelevare i "rastrellati". Il commissario PAI, Paolo Pandolfo, una volta dati 8 dei 15 dirà all'ufficiale tedesco che non aveva altri "prigionieri", rischiando, a sua volta, la propria vita. Allontanata la camionetta tedesca darà la libertà ai 7 "rastrellati" rimasti, tra i quali, Lorenzo.

La mattina del 4 giugno 1944, mute e altezzose, vide sfilare, per Via del Corso, le retroguardie tedesche che si ritiravano verso il nord. La sera stessa entreranno a Roma le truppe Alleate. La mattina del 5 giugno una colonna di autocarri americani si fermava in Lungotevere in Augusta, quasi davanti alla casa di Lorenzo. Lorenzo si avvicinò ad un soldato americano che gli offriva una sigaretta e vista la giovane età gli chiese in italiano: "Perché non sei anche tu un militare?". Lorenzo gli rispose che era militare ma non sapeva che pochi mesi dopo avrebbe combattuto al suo fianco contro i tedeschi. Lo stesso mese di giugno Lorenzo si presenta al Comitato Regio Esercito per la Città di Roma e viene congedato.

Il 24 settembre del 1944 venne richiamato dal CERSETI (Centro Raccolta e Riordinamento Settore Tirrenico) ed avviato, per sua scelta, al Gruppo di Combattimento "Friuli", 87º Reggimento Fanteria, in formazione a San Giorgio del Sannio. Il Gruppo è armato, equipaggiato e addestrato dagli Inglesi, ma portano il Tricolore sulla spalla del braccio sinistro. Il 24 novembre 1944 sfila per il centro di Roma a dimostrazione della nascita del nuovo Esercito Italiano.

Dal 23 gennaio all'8 maggio 1945, guida il 2º plotone della 2ª compagnia del 1º battaglione dell'87º Reggimento Fanteria alle operazioni di guerra in Territorio Metropolitano ottenendo[5] la 3^ concessione della Croce al merito di guerra[8].

Liberazione di Imola e ingresso a Bologna[modifica | modifica wikitesto]

L'8 febbraio 1945 il Gruppo "Friuli", comandato dal generale Arturo Scattini, inizia le operazioni per la sostituzione sulla Linea Gotica della 5ª Divisione Polacca "Kresowa". Il settore assegnato al Gruppo è quello di Brisighella, a sud della via Emilia a non grande distanza da Faenza.

Targa posta dal popolo riolese nel 1948 a ricordo della conquista di Quota 92

Il nemico che il "Friuli" ha di fronte è costituito da truppe scelte tedesche. Granatieri della 90ª Divisione "Panzer Granadieren", dai paracadutisti della 1ª Divisione e dai "Diavoli Verdi" della 1ª Divisione. Lodi ottiene il ruolo di comandante di plotone per mancanza di ufficiali preposti e, dando il cambio ai Polacchi, occupa il caposaldo di Rio Manzolo con alla destra la Brigata Ebraica. Nella notte tra il 13 e 14 marzo 1945, a quota 92, presso Riolo dei Bagni, durante un cambio dato da un plotone della sua Compagnia, si scatena, con successo, un attacco da parte dei tedeschi. Nel buio più fitto, guidato soltanto dai lampi degli spari, dopo aver ordinato di sparare molti colpi di mortaio, ordina l'attacco, ma incappano in un campo minato. Molti soldati si ritirano perché feriti sia dalle mine del campo minato che dalle armi automatiche tedesche. Nonostante questo, Lodi giungendo con altri tre soldati a pochi metri dalla postazione tedesca, a gran voce chiede, all'ufficiale in retrovia, l'appoggio dell'unico carro armato che la compagnia aveva a disposizione. Mentre Lodi aspettava i rinforzi, questi arrivavano invece ai tedeschi e, durante un momento di tregua, il Capitano gli grida di tornare indietro.

Nella notte del 12 aprile 1945, avanzava sulla destra della via Emilia a contatto con la divisione Carpatica polacca, comandata dal generale di divisione Władysław Anders e, sulla sinistra della via, con l'88º Reggimento Fanteria che agiva a contatto del Gruppo di Combattimento "Folgore". Superata la difesa nemica sul fiume Santerno entrò, insieme ai polacchi, a Imola.

Ancora seguendo la via Emilia giunsero alle porte di Bologna e, la mattina del 21 aprile entrò tra i primi, con l'intero 87º Reggimento Fanteria e a comando del suo plotone, passando per la Porta Maggiore, seguito, durante il giorno, dall'88º Reggimento, dagli alleati e dai polacchi, nonostante il comando degli alleati avessero comandato che fossero i polacchi ad entrare per prima[9].

L'ingresso fu in una Bologna che sembrava deserta, con i cittadini ancora nascosti nelle loro case e rifugi, impauriti per la presenza dei tedeschi che, ormai, avevano abbandonato la città. Ma quando le 'vedette' si accorsero che i soldati erano vestiti con divise inglesi, scambiandoli per gli alleati, si fecero avanti. Appena sentirono le parlate dei soldati scoppiò l'urlo "SONO ITALIANI! SONO ITALIANI!" che fece rovesciare per la strada Maggiore una marea di cittadini che, letteralmente, portarono in trionfo i soldati.

« [...] Ricostituita la Compagnia, tornai col mio plotone a Rio Manzolo e da lì appoggiammo l'occupazione di Cuffiano e, poi, poiché ero all'estrema destra dello schieramento del Gruppo, insieme ai polacchi della divisione Carpatica, lungo la via Emilia, superammo il fiume Santerno e Imola. Dopo una breve resistenza sul torrente Sillaro, a Castel San Pietro e sul torrente Idice, superato il torrente Savena, la mattina del 21 aprile entrammo tra i primi a Bologna. Quando i bolognesi si accorsero che eravamo italiani, impazziti di gioia, ci fecero un'accoglienza che ancora oggi non riesco a descrivere. »
(Lorenzo Lodi)

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

È stato autorizzato a fregiarsi della medaglia di bronzo al valor militare "sul campo"[10].

Medaglia di bronzo al valor militare "sul campo" - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valor militare "sul campo"
«Sottufficiale comandante di plotone guidava arditamente il reparto in rischiosa azione di contrattacco in terreno scoperto, minato e violentemente battuto da armi automatiche e mortai nemici. Incurante del pericolo, conscio della delicata missione affidatagli, animando i propri soldati con l'esempio, giungeva a brevissima distanza dall'obiettivo dopo aver inflitto al nemico forti perdite. Nonostante le sensibili perdite subite dal proprio reparto, desisteva dall'attacco solamente in seguito ad espresso ordine.»
— Valle del Torrente Senio – quota 92 – 13-14 marzo 1945.
Croce al merito di guerra, prima concessione - nastrino per uniforme ordinaria Croce al merito di guerra, prima concessione
— Fronte Greco-Albanese - 28 ottobre 1940 - 23 aprile 1941.
Croce al merito di guerra, seconda concessione - nastrino per uniforme ordinaria Croce al merito di guerra, seconda concessione
— Balcania (territori Greco-Albanesi) - 18 novembre 1942 - 8 settembre 1943.
Medaglia commemorativa della guerra 1940–43 (4 anni di campagna) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa della guerra 1940–43 (4 anni di campagna)
— [11]
Croce al merito di guerra, terza concessione - nastrino per uniforme ordinaria Croce al merito di guerra, terza concessione
— Territorio Metropolitano - 23 gennaio - 8 maggio 1945.
Medaglia commemorativa della guerra di liberazione 1943–45 (2 anni di campagna) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa della guerra di liberazione 1943–45 (2 anni di campagna)
— [12]

Decorato della croce di bronzo al merito con spade (Brązowy Krzyż Zasługi z Mieczami) dal Governo in esilio della Polonia[13].

Croce di bronzo al merito con spade (decorazione polacca) - nastrino per uniforme ordinaria Croce di bronzo al merito con spade (decorazione polacca)
— Roma - 13 luglio 1946.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Conservato presso la sala professori della presidenza della facoltà di lettere e filosofia della Università degli studi Roma Tre. Per la visita contattare Marco Lodi
  2. ^ La biblioteca è stata inaugurata il 16 dicembre 2011 nella caserma "Giacomo Medici", via Sforza 4 - 00184 Roma. Tel. 06 4881519, Fax 06 23317695.
  3. ^ Circolare Min. 4410 dell'8 luglio 1939, poi abolita
  4. ^ Regio Esercito, 226º Reggimento di fanteria "Arezzo".
  5. ^ a b c R. decr. 14 dic. 1942, n° 1729
  6. ^ 29 ottobre 1948, n° 6054 d'ordine Registro concessioni
  7. ^ 29 ottobre 1948, n° 6055 d'ordine Registro concessioni
  8. ^ 9 novembre 1972, n° 7416 d'ordine Registro concessioni
  9. ^ Il "Friuli" entrò per primo, senza seguire l'ordine degli Alleati, perché ormai erano davanti la Porta Maggiore e non potevano aspettare l'arrivo degli altri
  10. ^ n° d'ordine 9308 del 30 gennaio 1947 del Ministero della Guerra
  11. ^ Circolare n. 97100 del 4 novembre 1941 del Ministero della Guerra – Gabinetto
  12. ^ Circolare n. 182 G. M. 1945 del 21 aprile del Ministero della Guerra – Gabinetto
  13. ^ f. n° 332 / pers. Og. 3 del 13 luglio 1946 rilasciato dal 2º Corpo di Comando (Dowództwo 2, Korpusu) comandato dal generale di divisione polacca (General Dywizji) Władysław Anders

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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