Lorenzo Balducci

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Lorenzo Balducci a Berlino nel 2010

Lorenzo Balducci (Roma, 4 settembre 1982) è un attore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio del dirigente pubblico Angelo Balducci, inizia a studiare recitazione all'età di quattordici anni[1] e nel 2001 è protagonista a teatro, accanto all'attrice Myriam Catania, del Romeo e Giulietta di Claudio Boccaccini.

Debutta sul grande schermo con il film I cavalieri che fecero l'impresa (2001), diretto da Pupi Avati con cui gira anche Il cuore altrove (2003). Successivamente alterna il lavoro sul grande e sul piccolo schermo.

Appare in varie fiction televisive, tra cui: Giorni da Leone (2002) e Giorni da Leone 2 (2006), miniserie tv dirette da Francesco Barilli, Il Papa buono (2003), regia di Ricky Tognazzi, e la serie tv 48 ore (2006), regia di Eros Puglielli.

Al cinema prende parte a una lunga serie di film, tra cui Ma che colpa abbiamo noi (2003) di Carlo Verdone, Tre metri sopra il cielo (2004), regia di Luca Lucini, Gas (2005), opera prima di Luciano Melchionna (presentato alla prima edizione della Festa del Cinema di Roma nella sezione New Cinema Network), Last Minute Marocco di Francesco Falaschi, I testimoni di André Téchiné, presentato in concorso al Festival di Berlino, e Il sole nero di Krzysztof Zanussi, tratto dall'opera teatrale di Rocco Familiari, tutti del 2007.

Nel 2009 ritorna sul grande schermo con tre film: Due vite per caso, regia di Alessandro Aronadio, Io, Don Giovanni, per la regia di Carlos Saura e la fotografia di Vittorio Storaro, in cui ha il ruolo del giovane Lorenzo Da Ponte, l'autore dei testi della celebre opera di Mozart, e infine Ce n'è per tutti, regia di Luciano Melchionna. Con Melchionna lavora anche in diverse edizioni del suo spettacolo Dignità Autonome di Prostituzione, portandolo in scena a Roma, Napoli e in Spagna in occasione del Festival Internazionale di Teatro di Tarragona.

Dopo l'horror Bloody Sin e la commedia italiana Good As You - Tutti i colori dell'amore, si dedica al cinema internazionale interpretando la commedia romantica 31 días (girata in Messico), il film in costume spagnolo Stella Cadente - Estel fugaç, il cortometraggio italo-americano Snowflake (girato e New York e di cui è anche co-produttore esecutivo) e il film americano In Search of Fellini. Sul piccolo schermo ha interpretato Carlo nella prima stagione della serie Questo nostro amore e Lazzaro nel film tv Barabba, accanto a Billy Zane.

Per Gas ottiene il premio per il Miglior Attore al Chieti Film Festival nel 2006 mentre nel 2012 vince il premio Susan Batson per la sua interpretazione nel film Due vite per caso al NICE Film Festival di San Francisco.

Nel 2015 è nel cast della serie televisiva in onda su Canale 5 Solo per amore mentre l'anno successivo interpreta Mario de' Medici nella serie Medici: Masters of Florence e appare nella commedia di Carlo Vanzina Non si ruba a casa dei ladri.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

A differenza di quanto erroneamente affermato nel 2010[2], l'attore non è mai risultato iscritto nel registro degli indagati in merito all'inchiesta sul G8 de La Maddalena.[3] Registi quali Pupi Avati e Carlo Verdone hanno pubblicamente difeso l'attore dalle accuse di raccomandazioni, affermando a più riprese di averlo scelto esclusivamente per le sue capacità.[4] Lo stesso attore ne ha parlato in un'intervista a Vanity Fair, affermando: «Io sono stato segnalato per una serie di film – non tutti quelli che ho fatto, ci tengo a dirlo – e in un caso non lo immaginavo proprio. [...] Nessuno è mai venuto a dirmi: sei stato raccomandato per questo film. Ma lo capivo, sapevo che c’era una conoscenza tra la mia famiglia e la tal persona. [...] Avrei dovuto dirlo che non volevo essere segnalato, e il fatto che fossi giovane non è una scusante alla mancanza di coraggio. Dovevo dire no perché sapevo di non avere bisogno di essere spinto. Non perché fossi il migliore, per carità, ma per rispetto alla mia passione per questo lavoro, che è autentica»[5]

Nel marzo del 2012, durante un'intervista concessa a Il Venerdì di Repubblica, fa coming out parlando apertamente della propria omosessualità.[6] È sostenitore dei diritti gay, favorevole al matrimonio tra persone dello stesso sesso e nel 2015 è stato giurato per il 30° Torino Gay & Lesbian Film Festival.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Intervista a Lorenzo Balducci, giovane premessa del cinema nazionale e internazionale, Tutto Teatro. URL consultato il 5 novembre 2016.
  2. ^ Perugia, gli 80 assegni che accusano Scajola, "La Repubblica", 28 aprile 2010.
  3. ^ Bondi a Napolitano: basta fango, "Il Sole 24 ore", 23 maggio 2010.
  4. ^ Virginia Piccolillo, «Regali da Balducci? Non per favorire Lorenzo», corriere.it. URL consultato il 30 gennaio 2017.
  5. ^ Silvia Nucini, Lorenzo Balducci: «E poi ho chiesto scusa», vanityfair.it. URL consultato il 6 maggio 2017.
  6. ^ Lorenzo Balducci gay e sereno: rispetto chi non lo dice ma non lo condivido

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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