Lorenzo Alessandri (pittore)

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Lorenzo Alessandri (Torino, 16 febbraio 1927Giaveno, 15 maggio 2000) è stato un pittore italiano, esponente del surrealismo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

I suoi primi anni d'infanzia sono narrati nella raccolta di memorie 'ZOROBABEL' (Skira, 2012) testo ricco di testimonianze raccolte dalla sua biografa ufficiale Concetta Leto. Autodidatta, a soli 13 anni Alessandri iniziò a incidere il linoleum, mentre due anni più tardi dipinse il suo primo quadro a olio. Sul finire della Seconda guerra mondiale aprì il suo primo studio, chiamato la soffitta macabra. Nell'immediato dopoguerra Alessandri perfezionò lo studio dal vero dal maestro del carboncino Giovanni Guarlotti,che però rifiutò di insegnargli l'uso del colore.
È proprio in questo periodo che Alessandri creò personaggi fantastici a china, conosciuti come i pascal.

Nel 1954 fondò poi il piccolo periodico La Candela, sul quale pubblicò lavori di entrambi i generi, china e carboncino, e le sue prime acqueforti. Per impadronirsi del colore, con pennellate e tecniche diverse, realizzò su masonite molti nudi al naturale, ritratti e paesaggi notturni. Dal 1959 disegnò soprattutto le bambole. Nel 1964 lanciò l'idea di una corrente artistica che si opponeva alle neoavanguardie unendo fantasia e surrealismo e fondando l'omonima rivista Surfanta. Del gruppo facevano parte: Abacuc (Silvano Gilardi), Lamberto Camerini, Enrico Colombotto Rosso, Giovanni Macciotta, Mario Molinari e Raffaele Ponte Corvo. Il movimento, pur sciogliendosi nel 1972, fu con tenacia divulgato da Alessandri che sino alla morte sentirà la sua appartenenza Surfanta (inizialmente da SURrealismo e FANTAsia, poi da SUbcosciente Reale FANTastica Arte).

Pur essendo un fervente cattolico, oltre che disegnare scene macabre, in questo periodo si dedicò anche agli studi di occultismo, esoterismo e massoneria, organizzando anche scherzi, credenze ed alcune leggende, una per tutte il mistero di presenze extraterrestri sul Monte Musinè, un piccolo monte tra Torino e Giaveno celebre per esser considerato "misterioso".

Dal 1962 al 1975 poi, dipinse delle tavole a olio su legno, in raccolte chiamate Bestie e Donne e Doppie. Si trasferì, in questo periodo, in una casa-studio presso Giaveno.

Negli anni seguenti, i suoi personaggi pascal entrarono nella pittura ad olio in una varietà di paesaggi notturni, cittadini e rurali creando la serie dei 'Posti'. Dal 1989 al 1995 concluse una serie di 33 interni ('Camere') collegati fra loro da un filo narrativo, nei quali gli stessi personaggi fantastici, unitamente a creature improbabili e oggetti imprevisti, costituiscono un racconto ideale e simbolico.

La sua attività proseguì anche nei suoi ultimi anni di vita, dove oltre che pittore e incisore scrisse anche poesie. Alla fine della sua vita aveva creato oltre 900 chine pascal, centinaia fra acquerelli, tempere e tecniche miste, 170 acqueforti, oltre 100 xilografie su legno di testa, di filo e su linoleum e circa 60 ex libris, molte litografie e serigrafie a più colori.

Gli studi dal vero compresero circa 9000 disegni a matita di figura umana, anatomia, ritratto, nudo, animali e schizzi di viaggio, più circa 400 dipinti ad olio su masonite, e più di 1100 quelli di legno e cartone.

Tenne decine di mostre personali e partecipò a circa 300 collettive in Italia e all'estero. Sue opere grafiche si trovano alla GAM di Torino, al Gabinetto Reale delle stampe di Bruxelles, al Museo della Xilografia Italiana di Carpi, alla Biblioteca della Yale University (U.S.A.).
Alcune Bambole sono conservate presso il Museo d'arte delle generazioni italiane del Novecento G.Bargellini di Pieve di Cento, e presso la Galleria Civica d'Arte Moderna di Santhià.[1]
Si spense nella sua casa di Giaveno e fu cremato presso il Cimitero monumentale di Torino. Come scrive la sua biografa, Concetta Leto, "della sua pittura si sono cercate spesso ascendenze in Bosch, Bruegel, nella tradizione fiamminga, romantica e surrealista: pur non negando talune consonanze, rimane indiscutibile l'originalità della produzione che fa di Alessandri uno tra i più grandi pittori italiani del Novecento". La città di Giaveno sta allestendo un Museo (di prossima apertura) grazie alla donazione della sig.ra Dina Foppa, vedova dell'artista. Il critico d'arte Vittorio Sgarbi ha definito l'artista "il primo surrealista Italiano[2]".

Note[modifica | modifica wikitesto]

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